Non è che il professore avvocato si occupi di corsi e ricorsi storici

Non so voi, ma la mia bacheca fb è affollata da annunci sponsorizzati di enti che propongono corsi di formazione. Sarà che, avendo io fatto l’errore di cliccare su uno di questi annunci, oramai gli algoritmi del Sig. Z. mi hanno segnalato come potenziale interessato e hanno venduto i miei dati agli inserzionisti che ora mi inondano. Ma sarà anche che il momento per chi fa formazione può essere ideale, perché molta gente ora è ferma a casa senza saper che fare. Quindi qual migliore occasione per vendere corsi a distanza?

E chi sono io per non approfittarne? Ho così deciso di presentare qui in anteprima il mio catalogo di corsi che intendo proporre al pubblico. Sono tutti fruibili in somministrazione a distanza, online. A breve saranno disponibili anche in modalità omeopatica: vi arriverà a casa una pratica bottiglietta d’acqua.

CATALOGO CORSI 2020 DIVISI PER TIPOLOGIA

ARTIGIANATO & HOBBY
– Corso di creazione tappi per tappare buchi nell’acqua
Stanchi di insuccessi e attività fallimentari, imparate l’arte di fabbricare tappi per i vostri buchi nell’acqua. In omaggio ai primi 20 iscritti un prestigioso tappo di sughero estratto da una bottiglia di Brunello del ’96.

– Corso di addestramento primati per chi ha dipendenze
L’isolamento sta mettendo a dura prova i tuoi nervi? Sei in crisi d’astinenza? Ti senti smanioso, pronto a perdere il controllo? Impara ad addestrare la scimmia che ti è salita addosso e fanne un animale da compagnia!

– Lettura dei tarocchi
Ovvero come imparare l’arte dell’interpretazione delle bucce di agrumi. Attenzione: si accettano solo arance rosse di Sicilia IGP. Frutta a carico del corsista.

CRESCITA PERSONALE
– Corso per vincere l’indecisione
Affrettatevi a iscrivervi perché probabilmente partirà la settimana prossima. O forse quella dopo. Non ho ancora deciso.

– Corso per superare l’ansia da competizione
Chi non si iscrive a questo corso è un fallito. E chi non lo supererà, sarà doppiamente fallito.

– Corso contro la dipendenza da social network
+++CONDIVIDI QUESTO CORSO PRIMA CHE LO CANCELLINO+++

– Tecniche per combattere l’eiaculazione precoce
Si comunica che il corso è stato anticipato.

PROFESSIONI
– Piastrellista esperto in pavimenti pelvici
Combinando le tecniche Kegel, lo Yoga e i fondamenti di edilizia moderni, il corsista sarà un abile professionista nel campo della ristrutturazione ginecologica.

– Manovale edile di intimo/corsetteria
Corso specialistico che rilascia la qualifica professionale per produrre balconcini.

– Segreteria telefonica
Pratiche lezioni per imparare a diventare una voce registrata e memorizzare messaggi. Disponibile anche un modulo upgrade per allenarsi nel bip con un vero maestro di musica.

SPORT & GIOCHI
– Corso di fitness intellettuale
Innovativa formula 2 in 1: paghi un corso e ricevi formazione per due! Grazie alla fornitura di due pesanti tomi da 20kg l’uno (inclusi nel prezzo del corso), avrai a disposizione dei veri e propri libri da reggere. Erudirsi e allenare la muscolatura: gli obiettivi finali del Corso di fitness intellettuale.

– Crocs Fit
Video-allenamento intensivo con gli zoccoli di plastica.

– Tecniche di lancio dei dadi (da brodo)
Volete stupire i vostri amici in cucina? Con questo mini-corso apprenderete tutti i segreti del lancio dei dadi (da brodo). Fate centro nella pentola al primo colpo con un tiro perfetto! Nel kit del corso in omaggio un dado a scelta tra carne e vegetale.

Cosa aspetti? Informati e formati!

Non è che l’agente segreto della DDR stesse fermo perché era in Stasi

Il periodo che stiamo vivendo sta facendo secondo me da terreno di coltura per il proliferare di aneddoti e miti e leggende, da quello che chiede in prestito il cane del vicino per avere la scusa per uscire a quello che è stato beccato dalla Polizia con l’autocertificazione in cui diceva che era sceso per comprare la droga. Tra qualche anno, un po’ come successo negli anni della Guerra, la narrazione si perderà nei si dice e nei si racconta. Ché non si capirà più se era il poliziotto ad aver chiesto il cane del vicino per avere la scusa di dire che era un’operazione antidroga e gli serviva un cane per far scena oppure se uno aveva chiesto un cane e poi era tornato a casa e aveva scoperto che invece era un animale esotico pericoloso e l’aveva gettato nel water.

Altre curiosità a proposito di animali: pare che senza umani tra i piedi la natura stia colonizzando gli spazi urbani, dai pesci comparsi nei canali di Venezia, alle scimmie in centro in Thailandia, ora pare che dei conigli selvatici si stiano inserendo più dentro Milano.

Addirittura sono stati avvistati dei bradipi sonnolenti in un ufficio. Poi è passato un tizio e ha detto no, guardate che quelli sono degli impiegati.

Si narreranno storie di resistenza: i medici, il personale sanitario? No, i Testimoni di Geova, che sono passati dalle visite domiciliari alle telefonate. Stoici.

E poi ci sarà la mitologia sui Sindaci e i personaggi istituzionali in generale, dai lanciafiamme di de Luca a Decaro (Sindaco di Bari), che in strada va a cacciare la gente a costo di prenderli con la mazza.

In fondo com’è quell’aforisma? “Se un popolo non fa quel che dice un governo va cacciato via anche con mazze e pietre”.

Anche qui, si racconterà che non si capiva quando si poteva uscire e quando no, se la corsetta andava bene o meno, eccetera. Che poi era facile dire che bisognava stare dentro casa e basta, il che era giusto e corretto, ma come glielo fai a far capire a tutti? Prendiamo certi quartieri di Napoli, in quelle vie così strette e intricate che il Sole dice No io qua non c’entro, son troppo grosso e non ci passo. Lì dove le persone vivono nei Bassi, monolocali piccolissimi che danno sulla strada, in genere al loro interno divisi in zona giorno e zona notte da un tramezzo, altre volte da una tenda, altre ancora da niente perché tanto se mai arriva la luce come li distingui giorno e notte. Lì la vita si svolge sempre all’aperto, porta e finestra spalancata, col bel tempo sedie in strada e stendibiancheria fuori. Come facevi a dire loro di chiudersi dentro? Non esiste un dentro e un fuori, nei Bassi.

In mezzo a tutto ciò io avevo pensato a un’idea imprenditoriale: per accelerare le operazioni di controllo e soprattutto per tranquillizzare gli agenti della Stasi appostati alle finestre – alias i vicini di casa -, pensavo di produrre delle magliette con l’autocertificazione stampata su. Uno la mette sopra, riempie gli spazi vuoti col pennarello, ed esce bello tranquillo.

Peccato che il testo di questa dichiarazione cambi ogni due giorni, ora l’hanno modificata di nuovo, quindi mi sa che mi hanno boicottato il business.

Infine ovviamente si celebrerà il grande eroismo degli italiani, che per primi in Europa hanno affrontato la crisi. Mentre gli inglesi stavano ancora in cerca della pietra filosofale – l’immunità di gregge – noi già facevamo processi sommari ai runner per collaborazionismo col nemico.

Non è che il plantigrado devastatore venga accusato di pandalismo

Il mio programma di allenamento per l’isolamento ha avuto un buon successo, dopo la pubblicazione del mio post è stato rilevato un cospicuo gruppo di amanti del fitness che dichiara di essere amanti del fitness. Oggi ho pensato a un’altra proposta per impiegare il tempo durante questo periodo, dedicata questa volta ad attività sedentarie.

Come si può ingannare il tempo, considerando che esso è abbastanza furbo da non cadere in banali tranelli? Semplice, con attività inutili e senza senso.

Tutti i siti -veri- presentati qui sono stati testati e verificati da me per offrirvi un +25% di navigazione sicura e tranquilla.

1-Guardare webcam che riprendono dei panda
Cosa c’è di meglio dell’osservare la placida, tranquilla e rotolante vita di un panda?

Explore.org
Explore è un network con decine di cam live da tutti gli angoli del mondo, che mostrano scenari naturali e vita degli animali. All’indirizzo linkato si possono seguire delle webcam puntate su dei panda (ma consiglio anche di navigare il sito per scoprire altre cose interessanti).

iPanda
iPanda è un canale online che trasmette h24, in collaborazione con il Chengdu Panda Base.

2- Schiaffeggiare un tizio con un’anguilla
Se non ci credete, andate e provate qui.

3-Fissare un mango sullo schermo
Fruibile a questo link. Magari meditando sul mango potrebbe arrivarvi l’illuminazione. A me non è successo mango per la testa.

4-Mettere dei suoni di sottofondo
Dovete lavorare e non potete stare a fissare lo schermo? Mettete in sottofondo suoni e rumori rilassanti con A soft murmur. Possono anche essere combinati più suoni insieme.

Funziona allo stesso modo Naturesoundsfor.me, che offre un mixer (è necessario consentire flash player su Chrome) per sovrapporre i suoni e regolarne i volumi.

5-Treni
Non si può viaggiare in questi giorni, quindi scegliete una webcam onboard di un treno a caso e seguitelo nel suo viaggio. Sul canale YouTube Railway ci sono sempre dei live stream da diverse zone del mondo.

E se volete fermarvi, su Worldcams ci sono delle inquadrature fisse di stazioni e passaggi a livello. La stessa cosa avviene sul canale YouTube di Virtual Railfan, però dedicato solo agli Stati Uniti. +++Spoiler+++: a un certo punto, si vede passare un treno.

6-Controllare se il vostro pc è acceso
Potrebbe venirvi il dubbio, questo strumento di diagnostica lo risolve.

7-Creare una band di beatbox
Avete mai provato a fare beatbox e l’unica cosa che siete riusciti a fare è sputacchiare sullo specchio del bagno (storia vera)? Con questa piattaforma online potete farlo fare a degli omini virtuali al posto vostro.

8-Lo vede che stuzzica? Che prematura, anche?
Un sito che trova fotografie di gente che col dito indica nello stesso punto in cui posizionate la freccia del mouse.

9-Hacking da film
Nei film la regola per usare il pc è non usare mai il mouse ma digitare freneticamente sulla tastiera cose a caso. Con questo sito potete fare lo stesso, battendo a caso i tasti per far comparire righe di codice verosimili.

10-Aiutare Google a sviluppare un’intelligenza artificiale che un domani ci sterminerà tutti
Questo sito è un gioco online di Google: avete 20 secondi di tempo per disegnare col mouse quanto richiesto e vedere se l’intelligenza artificiale riconosce l’oggetto. L’IA impara a ogni disegno e diventa più brava. Al termine del gioco è possibile verificare il processo che ha utilizzato per identificare i disegni.

11-Lo studio che non avevamo chiesto ma di cui non sapevamo di aver bisogno
The Toilet Study è una ricerca comparativa sulle scritte nei bagni delle donne e le scritte in quelli degli uomini (in inglese). La ricerca è navigabile facendo scrolling in giù.

12-Buttare soldi
Lo shopping rende felici, lo shopping di cose inutili ma divertenti ancor di più. Il nome del sito è tutto un programma: Shut up and take my money.

Immagine

Non è che il l’amante dell’arte vada in palestra perché gli han detto che lì c’è un quadro svedese

La domanda più comune della scorsa settimana e anche di questa è: Ma posso uscire a fare jogging?. Io non pensavo ci fossero tanti corridori o aspiranti tali. Va detto che tenersi in forma dopo aver guardato programmi di cucina è l’imperativo di questi anni e milioni di persone staranno ora patendo per la chiusura delle palestre.

Io mi sono organizzato facendo degli esercizi a casa. Non è necessario avere attrezzi o altro, basta usare un po’ di inventiva.

Ho deciso quindi a beneficio di tutti di condividere un programma di allenamento che vi permetterà di arrivare alla prova tampone perfettamente in forma.

1-Salto (del pasto)
Mettetevi davanti una portata (che sia un primo, un secondo o un piatto unico, non importa) e scavalcatela – ventrale o alla Fosbury, come vi riesce meglio – facendo 8 serie da 2 salti avanti e ritorno, intervallando ogni serie con 20 secondi di recupero. Quando avrete finito, il cibo sarà freddo e poco gradevole da mangiare, perciò buttatelo. Dopo una settimana noterete già i primi benefici in termini di dimagrimento.

2-Piegamenti
Prendete un foglio di carta e piegatelo a metà. Poi piegatelo ancora a metà. E così via. Vi accorgerete che non potete piegarlo a metà più di 7 volte (fatto vero!), nonostante tutte la forza che impiegate. Non convinti, ripeterete l’esperimento con altri fogli di diversa grandezza.

3-Affondi
Praticabile solo se avete un giardino. Scavate una buca che sia profonda almeno mezzo metro in più della vostra altezza. Riempitela di sabbia e acqua, in proporzione tale che la densità non faccia risultare il composto né troppo solido né troppo liquido. Tuffatevi dentro e provate a non affondare giù e soffocare.

4-Spartani
Affacciati al balcone, urlate Questa è Sparta! di continuo. Allenatevi schivando gli oggetti che i vicini vi lanceranno per farvi smettere.

5-Push up
Prendete un reggiseno e usatelo come fionda per allenarvi con il tiro al bersaglio.

6-Crunch
Prendete un pezzo di legno – le gambe del tavolo vanno benissimo – e cominciate a rosicchiarlo. Fate 3 serie da 8 ripetizioni di rosicchiate, intervallate da 30 secondi di pausa tra una e l’altra.

7-Crunch inverso
Come sopra ma dovete rosicchiare a testa in giù.

8-Ponte
Prendete un calendario, cerchiate una festività che si agganci a un weekend e fissate il ponte individuato per 30′ secondi.

9-Allunghi
Da fare almeno in due. Seduti a tavola, l’altra persona vi chiederà di allungarle il sale, il pane, il coltello, eccetera. Inspirate prima dell’allungamento e ritornate in posizione sospirando scoglionati.

10-Burpees
Mangiate una teglia di lasagne, una di parmigiana di melenzane con contorno di peperoni grigliati, il tutto innaffiato da 1 litro di Pepsi. Fate una serie da 8 eruttazioni cercando di far durare ognuna almeno 10 secondi.

11-Rotazioni
Pensate a tutte le cose che vi danno più fastidio e alle situazioni in cui le persone vi hanno fatto veramente scocciare. Una serie di giramenti di balle può bastare.

Risultati garantiti in due settimane!

Non è che nei Paesi Bassi il Re non venga chiamato Altezza

Sento ripetere, a mo’ di training di autoconsapevolezza, Ne usciremo. A volte la frase è declinata in interrogativa. Ne usciremo?. A me questo fa tornare sempre in mente un episodio allucinato e a tratti allucinante di qualche anno fa.

Paesi Bassi. Novembre a temperatura soggettiva: autoctone in minigonna senza calze, noialtri quattro sbandati imbottiti come omini Michelin.

Una sera decidemmo di testare una specialità dolciaria locale, venduta in un coffee-shop la cui proprietaria aveva le sembianze della strega di Biancaneve.

La megera ci raccomandò di non mangiare la torta spaziale a stomaco vuoto, di assumerne piccoli pezzi per volta a intervalli di tempo distanziati, di accompagnarla con l’acqua e, soprattutto, di non fumare le sigarette che fanno ridere prima e dopo.

Noi facemmo tutto – ma proprio tutto – il contrario di ciò che disse perché le fiabe ci hanno insegnato di non fidarsi delle vecchie dai capelli lunghi e bigi.

Ho sparsi ricordi di come proseguì la serata. Ad esempio rammento che qualcuno per scherzo aveva reso verticali le scale, costringendomi a scalarle come Spiderman. Oppure che, sempre per farsi due risate alle mie spalle, qualcuno aveva nascosto nel buio dei cervi fatti di tubi al neon – tipo luminarie di Natale – e con delle ruote al posto degli zoccoli. I neon-cervidi ogni volta che chiudevo gli occhi percepivo che – di Spiderman avevo preso anche i sensi di ragno – provavano a investirmi.

Uno dei miei compagni d’avventura, in piena trance psicotropa, seduto sul letto con la schiena poggiata alla parete fissava il vuoto e chiedeva di continuo Ma ne usciremo?.

E ricordo che ogni volta che mi giravo a guardarlo mi procurava il panico.

Tornammo nei giorni successivi altre due volte in quel coffee-shop. E due anni dopo ci ripassammo. Ma nelle nostre visite non trovammo mai più nessuna traccia della vegliarda di quella volta.

E la gente vuole sapere da me se ne usciremo?

Non è che ti serva un’asticella sotto cui passare per trovarti nel limbo

Leggo, guardo serie tv, qualche film.

Non è il menù da isolamento. Questo è quel che faccio di solito. Ne ho solo incrementato le ore dedicate.

Mi sembra di stare in uno strano limbo, e non per le misure di sicurezza.


È ancora di moda il limbo (il ballo, in questo caso)? Ricordo fosse il mio incubo alla festa delle medie.


Un mese fa circa, il 18 febbraio, sono tornato a casa. Non per l’emergenza, anche perché in Italia in quel momento non erano ancora segnalati casi (mancavano 3 giorni prima che in laboratorio venisse scoperta la particella Codogno). Avevo pensato sarebbe stata una sosta ma col passare dei giorni mi è stato sempre più chiaro che si sarebbe tradotta in una permanenza.

Mi ricordo di un tizio che era di fianco a me mentre attendevo il treno e che poi è salito nel mio stesso vagone. Portava con se 3 trolley, più un borsone lungo un metro e mezzo a tracolla. Avevo pensato di dargli una mano per caricare sul treno, poi ho visto che era stato sgarbato con una signora e ho rimesso il mio proposito nell’armadio delle buone azioni da compiere.

Scelgo di compiere i miei gesti altruistici in base a una valutazione meritocratica personale. Credo sia un po’ complesso della divinità.

Milano in questo momento mi sembra così lontana e rarefatta. Mi capita a volte di ripensare a delle esperienze che ho fatto come se fossero cose che ho soltanto immaginato.

Stanotte ho sognato che ero in Islanda. In realtà nel sogno ero in un supermercato islandese in cerca di qualcosa per un pranzo veloce.

Ci sono stato neanche 2 anni fa – in Islanda, dico. Ma anche nei supermercati islandesi – e ora mi sembra tutto così lattiginoso come un banco di nebbia, come se l’avessi soltanto sognato.

A gennaio si era rivista la nebbia a Milano. Uscivo la mattina di casa in bici e tornavo la sera senza vedere nulla intorno a me. Secondo la teoria di una tizia nella piscina dove andavo il ritorno della nebbia era buon segno perché voleva dire che era diminuito l’inquinamento. Io credo che funzioni al contrario ma non ritenni di dover intervenire, per preservare il suo libero arbitrio in materia (sempre la questione del sentirsi divinità).

Venerdì sera ho seguito il tutorial di Zerocalcare (min. 1:14:00) a Propaganda Live su come disegnare l’armadillo. Ieri sera ci ho provato e mi è riuscito abbastanza decente:

417ae7cf-87a2-4ec6-acb2-ee265e91a659

Ho provato a rifarlo e non mi riesce più. Forse ho esaurito il mio bonus di tentativi. O forse li avevo soltanto sognati.

Disco ascoltato oggi:

Non è che il pugile si sappia difendere dai colpi di tosse

Con tutto quel che sta accadendo, con decreti decretati giorno per giorno, la gente è molto confusa su cosa si può fare e cosa no. In questa oscurità chi sono io per tirarmi indietro dall’illuminare le menti che vagano in cerca di chiarezza?

Ho così raccolto alcune delle domande dei lettori che mi sono pervenute in privato, cui do risposta sperando di poter essere d’aiuto anche a chi è più timido e non osa chiedere.

D: Soffro di gomito del tennista. Come faccio a starnutire/tossire nei gomiti?
Bel Tomo, Sbevazzo Quaelà (UD)
R: Puoi farti prestare il gomito di qualcuno. Ricordati però prima di usarlo di disinfettarlo bene.

D: Posso continuare a mettermi le dita nel naso?
Marina Montagna, Vaneggio sul mare (VA)

R: Sarebbe da evitare, però se proprio non riesci a farne a meno usa un dito da tenere sotto spirito. Le dita dei bambini sono le migliori, perché sono più sottili e riescono a raggiungere anche gli spazi più difficili.

D: Riguardo il rischio di contagio venendo a contatto con cose di uso comune, posso continuare per diletto a infilarmi oggetti nell’ano?
Dado Dabrodo, Alpeggio Noncemaifine (SO)
R: Finché c’è spazio nel tuo ano, sì.

D: Dottor Gintoki, pratico regolarmente gang bang e il bukkake agonistico. Devo sospendere la mia attività sportiva durante questa emergenza?
Iva Partita, Cassoeula Milanese (BA)
R: Puoi continuare con l’attività a patto che i partecipanti siano in grado di eiaculare ad almeno un metro di distanza.

D: Gin, questo fatto di stare a un metro di distanza dalle persone sta mettendo in crisi il mio lavoro autonomo di borseggio e scippo. Come devo fare?
Rino Moto, Smegma sul Glande (PG)
R: Fatti irradiare di raggi cosmici e diventa allungabile come Mister Fantastic dei Fantastici 4.

D: Faccio il pugile. Come faccio a combattere se bisogna evitare i contatti?
Musone Tremendo, Clito Eretto (FR)
R: Affrontatevi in una gara di schivate.

D: Ma posso uscire a pisciare il cane?
Vanagloria Assurda, Deiezione sull’Adda (MB)
R: Sì però il tuo cane deve firmare l’autocertificazione.

D: Caro Gin, posso proteggermi indossando un preservativo gigante dalla testa ai piedi?
Temo la Morte, Minchiate sul Trebbia (GE)
R: Solo se sei una testa di cazzo.

D: Mr. Gintoki, non mi è chiaro il decreto del Governo. Parla di “evitare ogni spostamento delle persone fisiche“: io sono un ectoplasma, posso circolare?
Passato Amigliorvita, Tombeur de Femmes (AO)
R: Caro Passato, la risposta è sì ma stia attento ai controlli dei Ghostbusters.

D: Sono in ambasce per la Pasqua. Si riuscirà a celebrarla?
Cristiana Atea, Bocchino Esausto (PZ)
R: Sì ma solo in campo neutro a porte chiuse.

D: Eminenza Gin, ieri, durante un’orgia con 20 persone, mentre ci stavamo godendo una selvaggia ammucchiata innaffiata da un buon pissing, uno dei presenti – detto Spillo per la sua capacità di rompere qualsiasi preservativo – mi ha starnutito nello sfintere. Poi si è strofinato il naso con le mani e le ha usate per praticare del fisting a casaccio. Adesso tutti quanti dobbiamo starcene ad aspettare almeno 15 giorni in isolamento?
Anonim*
R: Car* amic*, non preoccuparti: la sifilide o la gonorrea si manifestano prima.

D: Ho un laboratorio dove produco droghe sintetiche; purtroppo, causa l’emergenza, non riesco a trovare più delle mascherine per i miei dipendenti. Cosa posso fare? Passi per il coronavirus, tanto sono due anni che i lavoratori li tengo rinchiusi in un bunker sotterraneo, ma le esalazioni di lavorazione sono tossiche e io ci tengo alla loro salute.
Lino Cancel, Servitù della Gleba (Roma)
R: Passa a produrre droghe biologiche.

D: Un mio dipendente deve mettersi in viaggio per consegnare degli ovuli di cocaina che ha ingerito. Se non si sbriga, potrebbero esplodergli nella pancia causandone la morte. Sull’autocertificazione per lo spostamento devo fargli indicare motivi di lavoro, di salute o una generica situazione di necessità?
Tristan Zuolo, Cerbiatta in Calore (BN)
R: Lavoro può andar bene, ma si ricordi di fargli un altro certificato per passare in farmacia a prendere un lassativo.

D: Professor Gintoki, gestisco una modesta attività di squillo di lusso d’appartamento, che fornisce non poche soddisfazioni (basta pagare). Stando l’ultimo Decreto del Governo, non mi è chiaro se la mia impresa debba chiudere o meno.
Dino Lavan, Vo’ Veloce (PD)
R: Egregio, non capisco la sua perplessità. Le indicazioni delle autorità sono di restare chiusi a casa. Lei ha una casa chiusa, quindi direi che è in regola.

Non è che se un pachiderma ti offre delle Coca Cola tu gli dica E le Fante?

Ciò che rende eccezionali a livello tecnico serie tv come Breaking Bad e il suo spin-off Better Call Saul è la cura per i suoni. Vengono aggiunti in post-produzione facendo sì che siano isolati, netti, nitidi ed enfatizzati. Una zip che si chiude, il fruscio di banconote che vengono contate, il clic di una serratura. Si odono distintamente, donando tridimensionalità all’inquadratura.

L’amplificazione dei dettagli tramite il suono aumenta anche un senso generale di inquietudine nello spettatore. Si ha la percezione che stia sempre per accadere qualcosa.


Va detto che le due serie da questo punto di vista sono differenti: sintetizzando – molto banalmente – il mondo di Walter White è fatto di segreti e morte, quello di Jimmy McGill/Saul Goodman di propositi e speranze e si presenta come più leggero.


La vita di un ipersensibile funziona allo stesso modo. Cose intorno che suonano più intense ed enfatizzate.

A volte non mi sono dimostrato la persona più capace nell’attutire e ovattare i suoni per non creare inquietudine nell’altro. Riesco, mio malgrado, ad avere l’eleganza di un elefante in una cristalleria. Un elefante sui pattini in una cristalleria. Ubriaco.

E poi finisce che qualcuno resta ferito.

In altri frangenti mi sono trovato a essere io quello che ha vissuto sulla propria pelle in maniera enfatizzata una situazione. In quel caso è come se l’elefante ubriaco sui pattini di cui sopra mi cadesse addosso e mi bloccasse il respiro. Avverto un peso giusto in centro al torace, all’altezza del diaframma.

Va bene, non è un’immagine realistica perché un elefante addosso non si limiterebbe a premere in fondo allo sterno ma mi schiaccerebbe. Facciamo finta sia un elefante minuscolo, grosso quanto un topolino. Però dal peso di un elefante normale.


Questo esempio mi fa venire in mente un cartone animato della Warner Bros, di quelli che trasmettevano su RaiTre negli anni ’90 all’interno di Blob, su un elefante minuscolo che si aggira in città:

 


In questi giorni in cui si parla della giusta distanza fisica da tenere io ripenso alla distanza emotiva che alcuni sono costretti a osservare con le persone.

Non voglio parlare di dilemmi e di porcospini: un porcospino almeno può entrare in una cristalleria.

Non è che il tipo lussurioso in punto di morte detti le sue ultime voluttà

Nella vita ho fatto:

– test
– testa o croce
– il testardo
– testacoda  (uno solo, nel 2014, sfasciando l’auto)

Mi manca da fare testamento.

Non sto morendo, precisiamo. O meglio, tutti dobbiamo morire e siamo avviati a farlo (la vita è la prima causa di morte ma questo non ce lo dicono), però pensavo tra me e me: se mi succedesse qualcosa, ho delle istruzioni scritte da lasciare? La risposta è no.

Quindi mi accingo ora a buttare giù qualche idea.

Il primo dubbio: intendo donare il mio corpo alla medicina per studio o per donazioni di organi?
Nessuna delle due cose.

Vorrei donarlo a una necrofila. Nessuno pensa mai a loro e alle loro esigenze (o magari se qualcuno ci ha pensato non può andare in giro a raccontarlo essendo morto, chi lo sa): in nome di una buona azione, perché non farlo? È un po’ come donare il 5×1000 un po’ a caso a chi ti sembra più sfigato.


Sì ho fatto così durante la dichiarazione dei redditi, non contestatemi. L’importante è il gesto!


Il funerale. Che sia in chiesa o meno, non mi interessa. La cosa importante è che al posto della bara ci sia una tunica marrone per terra. Quando qualcuno chiederà il motivo e dove sia il mio corpo, la risposta sarà: Era un Jedi.

Un’altra cosa importante è che qualcuno dovrà farsi carico della mia lista di persone cui chiedere scusa, per cose che ho fatto o detto loro durante la mia vita. Uno potrebbe chiedersi perché non domando scusa ora che sono in vita. Che domanda sciocca: venendo a sapere della mia scomparsa le persone saranno più comprensive e inclini ad accettare le scuse.

Cose da lasciare: non è che possa vantare molte proprietà. Ho l’abbonamento in piscina: l’attualità dimostra che in situazioni di emergenza nazionale può chiudere tutto (scuole, musei, locali, concerti ecc.) ma palestre e piscine possono restare aperte. Quindi, può esser sempre un valido rifugio in caso di calamità.

Ho una collezione di Cavalieri dello Zodiaco, originali con le armature in metallo. La lascio con il vincolo di non venderli (sul mercato collezionistico hanno valore) e di non farli combattere tra di loro. La storia insegna che se due cavalieri d’oro dovessero scontrarsi ne nascerebbe uno scontro infinito.

Ho diversi libri.  Magari li lascio alle scuole, purché li utilizzino per delle classi di lettura.

Potrebbero trovarmi nel cassetto dei barattoli di vetro con dell’erba (è quella legale, commissà). Sull’etichetta della bustina quando te la vendono c’è scritto che è solo per uso ambientale, ornamentale, decorativo. Lascio il compito di capire come decorare l’ambiente con delle ceppette di erba. Forse vanno nel presepe al posto del muschio.

E poi lascerò uno scherzone, del tipo: la carta di questo testamento è stata intinta in un veleno e l’antidoto è nascosto su un’isola raggiungibile alle seguenti coordinate ecc.. Dubito che qualcuno ci cascherà, ma se qualcuno mai andasse fino in fondo alla storia troverebbe sull’isola come premio alla sua tenacia un forziere d’oro. Finto. Intinto nel veleno (veleno legale, commissà).

Direi che c’è del buon materiale per un testamento coi fiocchi!

Non è che un chimico sia in viaggio lisergico perché cala tanti acidi

Non sono uno dedito a necrologi pubblici per la morte di personaggi della musica e/o dello spettacolo, ma la scomparsa di Elisabetta dei Prozac + (e anche dei Sick Tamburo ma per me resta quella dei Prozac) m’ha colpito molto. È una di quelle cose che ti mette di fronte al passare degli anni.

Il tempo. Il cazzo di fottuto tempo. Riesci a ignorarlo quando sei da solo con te stesso, ma quando accade qualcosa di esterno a te ma che è ricollegabile alla tua vita o a una parte di essa, alzi la testa ed esclami Cazzo.

Mi sono appena reso conto che sono più distante dal 2000 di quanto lo fosse il 2000 dalla mia nascita. Negli anni ’90 il XXI secolo mi sembrava davvero lontano. Su un Topolino del 1994 leggevo che tra il 2004 e il 2011 saremmo andati su Marte. Sto ancora aspettando la partenza della navicella.

Non voglio entrare nella polemica retorica di quelli che nel 2000 aspettavano le macchine volanti e invece ora c’è gente che mette in piedi le scope. Per quanto mi riguarda le persone possono impegnarsi in tutte le minchiate che vogliono e infilarsi le scope dove gli pare. Quello che vorrei è che il futuro man mano che diventa presente vada avanti solo per addizione di eventi e non per sottrazione di fatti e persone.

I ricordi, certo, restano.

Queste canzoni – che tecnicamente oggi definirei abbastanza mediocri ma per fortuna all’epoca non ero così snob e acido (acido?)- all’epoca dei miei teen mi causavano parecchio devastamento emotivo e cose da adolescenza complessata:

 

Con il disco della seconda canzone siamo già negli anni 00. Ricordo invece quando uscì Acida io ero alle scuole medie. Per i test di Educazione Tecnica il professore ci dava da trasformare, con cartoncino e colla – rigorosamente Uhu – le proiezioni ortogonali su carta in solidi veri e propri di cartoncino, da decorare.

Un mio compagno di classe decorò il suo cubo con il disegno di un murale con la scritta Acido. Un lavoro ben fatto, le lettere si scioglievano condensandosi in colori da evidenziatori fluo. Il professore disapprovò duramente, asserendo che una che va in giro a fare apologia lisergica non sia un buon segno dei tempi e un buon esempio da citare per un compito in classe.

Io per aggirare la censura nei miei graffiti scrivevo allora Acido Muriatico. Ero l’apologeta dello spurgo.

C’è sempre un aggancio temporale che fa da ponte tra l’universale (una canzone, un personaggio, un film, eccetera) e il personale: quando scompare qualcuno che ha creato quell’àncora cronologica poi alla fine ti resta solo da dire Cazzo.