Non è che ti serva un calzolaio per fare la scarpetta nel sugo

In Incontri alla fine del mondo, in cui Werner Herzog racconta della sua vita e dei suoi film, viene narrato l’aneddoto di quando Herzog mangiò una scarpa per una promessa fatta al regista (all’epoca aspirante tale) Errol Morris:


«Il giorno che vedrò un tuo lavoro ultimato, mi mangerò una scarpa». Alla fine è riuscito a girare Gates of Heaven, un film bellissimo su un cimitero di animali.
Quando sono arrivato a Berkeley avevo le stesse scarpe che portavo quando avevo fatto la mia promessa a Errol. Il guaio è stato che, al momento di cucinarle, al ristorante c’era anatra come piatto del giorno e io ho trovato un’enorme pentola di grasso d’anatra. Avevo stimato che il grasso d’anatra sarebbe giunto al punto di ebollizione a 140° e che quindi sarebbe stato meglio cucinare le scarpe nel grasso piuttosto che nell’acqua bollente. Purtroppo è successo che nel grasso caldo il cuoio si è ristretto ed è diventato ancora più duro. Non c’era modo di mangiarlo se non sminuzzandolo con un trinciapollo e mandandolo giù con un bel po’ di birra. Avevo con me una confezione da sei lattine; le ho bevute tutte e alla fine ero abbastanza ubriaco. Ricordo di essere uscito da quel posto barcollando. Ma niente paura: il cuoio è molto facile da digerire.
[…] Un uomo maturo dovrebbe mangiarsi una scarpa ogni tanto, o fare qualcosa del genere. Oggi si sente parlare di quell’episodio fuori contesto e probabilmente sembra una cosa bizzarra, ma per me non si è trattato di una trovata da circo. […] Comunque la gente dovrebbe mangiare scarpe più spesso».


Io la penso esattamente come lui. Soltanto che la gente credo che a livello culinario ne sappia poco sulle scarpe: ce ne sono di specie diverse, ognuna con caratteristiche organolettiche peculiari. Conoscerle, vuol dire non sbagliare in cucina come ha fatto Herzog, che ha provato a cucinare la scarpa nel grasso di anatra. Che errore! Non shi shiamo, non mi piashe avrebbe detto Alessandro Borghese.

Per aiutare le persone, ho deciso di fare un po’ di chiarezza e fornire qualche utile indicazione.

FALCON-W-HI-RES-YELLOW-ADIDAS-ORIGINALS_12810Scarpa da ginnastica (Scarpae Gymnicus) – Nata nell’ambiente sportivo, la scarpa da ginnastica è entrata da anni a far parte della fauna urbana quotidiana pur mantenendo inalterate le sue peculiarità selvatiche. La più nota di queste è la sua arma di difesa dai predatori: se minacciata da uno sfruttamento umano eccessivo, la scarpa da ginnastica incomincia a emanare un fetore di cadavere in putrefazione dalle proprie ghiandole puzzorifere. La cosa curiosa è che una volta che la scarpa ha iniziato a emanare tale odore, non smetterà più fino alla fine della propria esistenza.
In cucina: la carne della scarpa da ginnastica è molto morbida ma gommosa, pertanto si consiglia una cottura lenta e a bassa temperatura che la renda masticabile e non rischi di rinsecchirla. Provatela con una marinatura di vino bianco, limone e spezie.

11822600Dr. Martens (Scarpae Carissimus) – La specie Dr. Martens appartiene al genere mimetico: sembra appartenere a un habitat naturale underground, quasi schivo e fuggente la luce del giorno ma in realtà la sua natura è quella di animale fashion e in cerca di visibilità tra le altre specie.
In cucina: ideale allo spiedo con contorno di insalata di camicia a quadri.

I520x490-elehot-donna-taurus-tacco-a-spillo-15cm-leather-scarpe-col-tacco-nero-39-amazon-shoes-neri-con-taccoScarpa con tacco a spillo (Scarpae Doloris) – La tacco a spillo è una delle specie più insidiose. Attira le sue prede grazie a un aspetto piacevole e affascinante, a tratti sensuale, per poi riservar loro tremende torture ai  piedi, alle caviglie financo alla schiena. Nemici naturali di questa specie sono porfidi e basolati, per non parlare delle terribili grate, cacciatrici infallibili specializzate nello spezzare alla scarpa il proprio stiletto e decretarne la morte istantanea.
In cucina: la scarpa ha poca carne, essendo di ridotte dimensioni e col tacco non edibile e infatti è la prima cosa che viene gettata quando la si prepara per cucinarla. Ciò la rende un piatto prelibato, da esaltare magari con una riduzione all’aceto balsamico, accanto a delle verdure croccanti e con un bicchiere di buon vino.

FINE PRIMA PARTE

Nella seconda parte analizzeremo altre specie con altre proposte per succulente ricette.

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Non è che il portalettere faccia tutto a bella posta

Ogni tanto ricevo lettere dai lettori di questo blog, che stampo per poi bruciare nel camino (adoro l’odore di inchiostro nel fuoco). Solo che un camino non ce l’ho e quindi alla fine oggi ho deciso di pubblicarle.


Spett.le Dott. Gintoki,
Le scrivo dall’Organizzazione del I Congresso della Famiglia Trapezoidale, manifestazione per la difesa della famiglia costituita da due genitori paralleli che non si incontrano fisicamente mai. Riteniamo che questa sacra istituzione euclidea sia oggi minacciata da altre forme di geometria. Vorremmo pertanto avere il piacere della sua presenza riservandoLe un angolo dedicato in cui dispensare consigli ai nostri visitatori. In omaggio alla presente troverà il gadget che abbiamo preparato per tutti i partecipanti: un simpatico rombo di gomma.
Bernarda Umida – Ufficio Stampa del Congresso
Masturbo sul Brenta (TV)

Cara Bernarda, credo che non potrò essere dei vostri. Gli angoli che proponete mi sembrano ottusi e le palle che ci avete gonfiato con questa storia non sono euclidee perché sferiche. Grazie comunque dell’omaggio. Il rombo fatto gratinato al forno è una ricetta squisita.

Caro Gin,
ho appena finito di vedere la miniserie Rai del Nome della rosa di Eco. Mettendo da parte i giudizi tecnici, che lascio ad altri, ho trovato veramente deludente non l’aver dato spazio a una figura chiave della storia come Fra Cazzo da Velletri. Dimenticanza o volontaria censura politica?
Massimo Riserbo
Goldone Bucato (VI)

Ciao Massimo. Scandaloso, davvero. Per non parlare dell’assenza di riferimenti a Santa Fregna da Frosinone. Non so che dirti, a parte che il nome della rosa in eco è rosa…osa…sa…a.

Dear Lord Gintoki,
I’m a your lettore from the United Kingdom. I’m writing this letter because this faccenda of the Brexit is preoccupanting. Our Prime Minister, Theresa May, doesn’t know what fish to take. She will provare for the 4th volta to vote the deal. The deal that the Parliament said ‘no’ for 3 times. This is crazy!
Tyromp O’Cool
Spitting-on-your-ass (London UK)

Dear Mr. O’Cool,
this are dicks vostri. Next time think much before. If you are a Star Wars fan, I can say you: May the Fourth be with you.

Ciao Gin, io non ne capisco molto di economia ma alcune cose non ci vuole una laurea per capirle, tipo che quando mia madre mi mandava a fare la spesa mi dava i soldi in mano, contati; quando servivano più cose da comprare, me ne dava di più. Allora dico, per superare la crisi economica, perché non usciamo dall’Europa e non ci stampiamo più soldi quando ne abbiamo bisogno? Così ci compriamo quello che ci serve, quando ci serve? Mia madre non ha mai sbagliato a fare la spesa, non può avere torto.
Mani Goldo
Scorbuto sul Trasimeno (PG)

Caro Mani, i Carabinieri ti ringraziano perché era da tempo che cercavano quella nota falsaria di tua madre.

Caro Gin, dicono che sei intelligente e che conosci bene Roma. Me lo sai di’ che diavolo sta accadendo alla metropolitana? Tutte ‘ste stazioni chiuse?
Uro Genitale
Tor Cicollo (Roma)

Ciao Uro. Stanno realizzando un direttissimo capolinea-capolinea.

Caro Gin,
ma tu che ne pensi del sesso prima del matrimonio?
Valeriana Officinalis
Maremma Maiala (FI)

Che deve essere veloce sennò fai tardi al ricevimento e gli sposi si incazzano.

Gintoki, alcuni scienziati dicono che per risparmiare acqua dovremmo fare pipì nella doccia. Io ho iniziato a farlo, anche se è un po’ scomodo usare invece il water per lavarmi. Sto facendo bene? Altri consigli?
Cedrata Tassoni
Saluta Staminchia (MN)

Ciao Cedrata, se usi lo scopettino come spazzolino per i denti risparmi anche l’acqua del lavabo.

Non è che servisse un gatto contro il ratto delle Sabine

Sembra che la notizia più letta e condivisa in questi due giorni sia quella di un ratto incastrato in un tombino e io sono sconvolto da tanta banalità e superficialità: qualcuno si è interessato al tombino? In che condizioni era? Come si sentiva? No.

Allora ci ho pensato io e sono andato a intervistare il tombino protagonista, suo malgrado, del fatto.

G: Salve Signor Tombino
T: Mi chiami pure Tom
G: Signor Tom, lei si è trovato a essere il tombino più chiacchierato della storia, lo sa?
T: Guardi, non vorrei sembrare scortese, ma non me ne importa niente. Cioè apprezzo anche il lavoro che ora sta facendo lei, ma a me, guardi, queste cose non interessano proprio e non vorrei sembrare che non so accettare qualcosa di buono…non lo so non sono bravo in queste cose, non sono come mia sorella. Lei è una…grata
G: Vogliamo parlare dell’incidente? Quale è la sua versione?
T: È successo tutto così in fretta. Io stavo lavorando come al solito, in mezzo alla puzza dei vostri scarichi, che, parliamone, non vorrei essere volgare ma che cacchio mangiate? Comunque, ero al lavoro, quando arriva ‘sto ciccione di topaccio…
G: Mi scusi, non facciamo body shaming, per cortesia. Sia politically correct
T:…quando arriva un topo chubby che voleva fare il figo
G: Voleva fare il figo? Con chi? Perché?
T: Ma con la topa, no? La compagna lo infamava dicendo che si era appesantito – sfido, con quello che mangiano: ormai nella spazzatura con quello che buttate mangi come da Cracco. E comunque, lui voleva zittirla perché si sa come siamo noi maschi, dobbiamo far vedere che la femmina ha torto gonfiando i muscoli. Al topo però si era gonfiata solo la panza. Comunque lei a dirgli che non ci passava nel buco, lui invece «Ma taci, zoccola! Ti faccio vedere io»
G: Ah, la insultava pure?!
T: Ma no, zoccola nel senso dell’animale. Pantegana, sorca, non mi faccia fare l’elenco dei dialetti
G: Sì ma si contenga che alcuni dei vocaboli che ha detto nel linguaggio comune hanno significati più osceni
T: Certo che siete proprio strani! Fate i puritani, le sconcezze no, occhio a non dire questo, poi però non visti ne fate di cotte e di crude. Siete maestri nel nascondere la vostra merda, e fidatevi che so quel che dico per il lavoro che faccio
G: Senta, torniamo al topo
T: Niente, poi sto deficiente era convinto che dove passa la testa passa tutto il resto. Ma se sei un microcefalo mentre hai il girovita di una betoniera, mi sa che non ci passi proprio!
G: Poi cos’è successo?
T: Poi un casino, arrivo di curiosi, i vigili, i pompieri…tutti lì appresso a quest’imbecille, non potevo manco augurarmi che lo lasciassero perdere – chi è causa del suo mal pianga sé stesso, no? – perché poi me lo dovevo piangere io. Poteva andare peggio, comunque, abbiamo scongiurato un arrivo più indesiderato
G: Cioè? Gli amici del topo incastrato?
T: Macché, un tizio con l’armadio pieno di felpe e divise. Fosse venuto pure lui a farsi un selfie me ne sarei andato
G: Alla fine comunque l’hanno liberato. Tutto è bene…no?
T: Capirai, quanto me ne fregasse…senta comunque, giacché è qui, me lo farebbe un favore? Vorrei utilizzare il mezzo per un messaggio sociale, uno slogan, diciamo, che vorrei la gente adottasse affinché capisca che non può buttare qualsiasi cosa nello scarico perché poi ve la ritrovate nei mari, nei fiumi, nei laghi, in quello che mangiate
G: Prego
T: La tua merda è come la peperonata. Più ne mandi giù, più ti torna su.

Una conversazione illuminante. E voi, avete mai intervistato un tombino?

Non è che a Carnevale ti metti un paio di guantoni da portiere per fare la parata

Febbraio da bambino per me ha sempre significato una cosa: Carnevale. Anzi, due cose: Carnevale e trauma da travestimento. Ho un passato di costumi vergognosi che ho già rivangato abbastanza su queste pagine.

Per evitare che qualcuno cada nei miei stessi errori, ho pensato a dei consigli sui migliori travestimenti per il Carnevale 2019, per grandi e piccini. E pazienza se sono in anticipo di un mese: è Carnevale a esser scostumato presentandosi tardi.

I MIGLIORI COSTUMI PER IL CARNEVALE 2019

Malattia sessualmente trasmissibile
Distinguetevi dalla massa sfoggiando il vostro costume da sifilide, da gonorrea, da candida, da herpes genitale! Sarete l’attrazione della festa e desterete invidia e ammirazione dei presenti.

Remake Netflix
Prendete un costume classico, uno a caso, anche usato, dal vostro armadio dei ricordi, reinventatelo senza senso. Cambiategli sesso (Colombina potrebbe diventare Colombino, per dire) e mettetegli qualcosa di moderno (ad esempio al posto della mascherina un bel paio di occhiali da cantante trapper). Un trucco: create grande attesa per il travestimento, dicendo ai vostri amici nelle settimane precedenti che il vostro sarà un costume eccezionale e, poi, fate in modo che si riveli penoso e osservate la delusione negli occhi altrui!

Inquisizione spagnola
Molto indicato per quelli che amano i costumi storici, il travestimento da Inquisizione spagnola vi darà un tocco raffinato ed elegante senza dimenticare un po’ di sana goliardia degna di quell’epoca. Disponibile nelle versioni Tribunale e Consiglio Supremo, con torturatore professionale incluso. Upgrade disponibile: rogo in piazza.

Commento da hater
Il Carnevale vi disgusta? La gente mascherata è ridicola? Cambierete idea dopo esservi vestiti da Commento da hater! Indossate il vostro disprezzo e nettatevi le terga con i banali travestimenti altrui, con il Commento da hater. Un tocco di classe: decorate il costume con un vezzoso Maalox, ciao rosiconi! che non passa mai di moda!

Bitcoin
Esclusivo e originale, il travestimento da criptovaluta è ottenibile soltanto collegandosi a una complessa infrastruttura informatica sfruttando la potenza di calcolo del proprio PC per contribuire al mantenimento della infrastruttura stessa (una roba da smanettoni). Il costume verrà sbloccato come ricompensa al raggiungimento del contributo necessario. Considerato però che per la potenza che ha un normale computer domestico ci vorrebbero secoli per farlo, le strade sono due: dotarsi di un hardware da 1 milione di euro oppure partecipare in cooperativa in rete con altre migliaia di smanettoni ed essere ricompensati con un pezzetto di costume a testa. Più esclusivo di così!

Epidermide di Donald Trump
Attenzione, diffidate dalle malriuscite imitazioni: alcuni negozianti fraudolenti spacciano il costume intero da Trump, spogliato di ciuffo di capelli color pulcino denutrito, dito alzato e voce fastidiosa, come quello della sua pelle color succo ACE. Non fatevi ingannare: il travestimento originale è l’unico costruito interamente con una bella dieta a base esclusivamente di carotenoidi (carote, zucca e pomodori) e rinforzata da creme abbronzanti di pessima qualità e ustioni da lettino solare.

Reddito di Cittadinanza
La novità del 2019! È fresco, brioso, desiderato, adatto a giovani e meno giovani. Disponibile anche la versione premium con Navigator personale dal Mississippi che vi seguirà ovunque, anche al bagno e in versione illegale con beni immorali.

Non è che serva un consulente del lavoro per i muscoli doloranti perché sono contratti

Ogni tanto mi piace scrivere guide o tutorial o consigli in generale. Non l’avessi mai fatto. Sempre più persone mi fermano per strada dicendomi «E perché non parli di questo?!» cui fanno eco altri «E allora quest’altro?!». Io in genere svicolo indicando una ONG in lontananza e scappando.

Mi sono reso conto però di non aver affrontato mai, con dovizia di particolari, un tema importante come quello del lavoro. In particolare, i contratti. Quali sono? Come funzionano? Come ottenerne uno? A due di queste domande posso rispondere e, per farlo in maniera chiara e comprensibile, utilizzerò come esempio le relazioni  uomo-donna (o uomo-uomo o donna-donna).

TIPI DI CONTRATTI DI LAVORO

A chiamata
Quando ti cercano per andare a letto senza impegno, anche all’ultimo momento, non avendo trovato di meglio. Poi, ognuno per la propria strada.

Prestazione d’opera occasionale
Una trombamicizia: ci si vede quando capita, per non più giorni consecutivi e senza alcun vincolo. È possibile avere altre relazioni nello stesso tempo. Ha però una durata limitata, anche se c’è qualcuno che se ne approfitta e la trascina oltre quello che sarebbe il consentito. A volte capita che chi inizia questo tipo di contratto, pardon, di relazione, spera in qualcosa in più; oppure, capita che si affezioni alla situazione. Sbagliato. Le prestazioni occasionali difficilmente diventano qualcosa in più.

Partita IVA
Chi sostanzialmente si vede e tromba con chi gli pare perché tanto è convinto che non deve rendere conto a nessuno. Poi però arriva qualcuno incazzato, possono essere ex amanti o mariti traditi e rispondono ai nomi di Finanza, Commercialista, Agenzia delle Entrate.

Apprendistato
Chi inizia una relazione sperando che sia a lungo termine, ma, nel frattempo, deve superare tutta una serie di scogli e di prove per dimostrare di essere la persona giusta.

Tempo determinato
Una relazione che sembra stabile, in cui si fanno anche progetti e magari si va a vivere insieme e ci si abitua all’idea di qualcosa a lungo termine. Ed è in quel momento che finirà perché «Mi spiace, non posso tenerti con me».

Tempo indeterminato
Una relazione fissa, stabile, l’auto, il mutuo, gli animali domestici, il set per la fonduta. Hai investito per tutto questo e poi ti rendi conto che non era quel che volevi e ti senti incastrato. Ma ormai hai un’età, per non restare a spasso ti tieni quello che hai così com’è.

Stagista/Tirocinante
Chi si vede con qualcuno sperando di contare qualcosa, mentre invece magari è solo il suo oggetto sessuale. Pur rendendosi conto di essere sfruttato e di valere poco, spera che mettendo in luce le proprie qualità l’altra persona si accorga del suo valore e decida di tenerla con sé. Ed è in quel momento che questa persona dirà «Mi dispiace, non mi sento di impegnarmi in un rapporto a lungo termine». Due mesi dopo incontri questa persona per strada con la fede al dito.

Lavoro in nero
Chi è in una relazione clandestina. Può andare avanti per anni, con l’aspettativa che prima o poi le cose cambieranno e la relazione verrà ufficializzata e legittimata. Non avviene mai.

Spero ora sia tutto più chiaro!

Non è che sui moduli alla voce ‘sesso’ tu scriva “No, io cerco amore”

Qualche tempo, con il supporto di ysingrinus, scrissi una lettera indirizzata a Valentina Nappi. Nella missiva si chiedeva alla professionista dell’intrattenimento sessuale di aiutare un giovane smarrito ad avere una prestazione deludente e fallimentare.

La lettera, purtroppo, rimase senza risposta.

Sapevo che comunque quella non sarebbe stata la soluzione ai miei problemi.

Il mio desiderio di fallire e deludere nasce da un disagio personale più profondo, causato dalla perdita della verginità dovuta a pratiche sconsiderate e all’utilizzo di strumenti non adatti a un giovane. La frustrazione mi porta a punirmi con coiti deludenti ma il piacere della delusione che via via ne traggo è sempre minore. Anzi, mi sembra di non riuscire più a fallire nell’accoppiamento.

Questa estate sono andato quindi da un androropata. Mi ha detto che ormai soffro di assuefazione alla deludenza. Il luminare mi ha però prospettato una soluzione: tornare vergine. La medicina moderna può infatti compiere questo miracolo.

Le strade possibili sono due. La prima prevede un cambio di sesso: il passaggio, infatti, azzera tutto e permettere di recuperare la verginità.


Anche se tecnicamente non si tratta di un ‘recupero’ essendo la verginità natia perduta per sempre; sarebbe più corretto parlare di ‘nuova partenza’ della verginità. Nel gergo colloquiale se ne parla come di un recupero ma la definizione resta impropria.


Volendo restare comunque maschio non è necessario fare altro che cambiare sesso (m->f) e poi ricambiarlo (f->m). Il doppio cambio permette di emendarsi doppiamente dai peccati carnali.

Gli interventi e la successiva riabilitazione richiedono molto tempo (almeno un paio di anni) e danaro (almeno alcune manciate).

La seconda strada, invece, è molto più semplice. Consiste nella rimozione del pene e la sua sostituzione con un altro, purché vergine, di qualsiasi tipo, umano, animale o vegetale.

A sentire questa possibilità la mia fantasia si era già accesa, ma il medico, intuendo forse i miei pensieri, ha all’istante smorzato il mio entusiasmo: «Ovviamente – ha sentenziato – il membro impiantato deve essere compatibile con le caratteristiche fisiche del soggetto ricevente onde evitare all’organismo uno stress e una sollecitazione muscolare non sostenibili a lungo». In parole povere, la mia debole costituzione mi impediva di essere compatibile con donatori equini.

Dopo averci pensato all’incirca un po’ e tre quarti, su suggerimento dell’androropata ho fatto la mia scelta: avrei avuto un pene di anatra.

Per chi non lo sapesse, le anatre hanno un organo particolare, arzigogolato come un cavatappi (articolo di approfondimento). Non credo di sbagliare se dico che l’idea per il tirabusciò sia venuta a qualcuno che deve aver visto un’anatra in azione.

Quando non serve, il membro è comodamente ripiegato all’interno del corpo. In un umano questo eviterebbe la scomodità di portarselo in giro, senza contare il potersi muovere in pubblico privo dell’ansia di compiere atti osceni in caso di caduta dei pantaloni. Anzi, avrei anche potuto pensare di andare in giro nudo: chi avrebbe potuto dirmi di destare scandalo se l’oggetto dello scandalo non c’è?

Le mie capacità natatorie sarebbero migliorate di molto, in termini di velocità e scivolamento nell’acqua, senza le turbolenze create dall’organo tra le gambe.

Infine, il pene d’anatra ha notevoli capacità elastiche e di allungamento, cosa che mi avrebbe garantito coiti più efficaci e soddisfacenti. A quest’ultimo aspetto non ero interessato, ma, secondo il medico, una volta liberato dall’istinto di autopunizione per la perdita della verginità avrei cercato di perderla nuovamente, stavolta in modo più accorto e razionale. Il pene d’anatra con la sua natura a elica avrebbe aiutato nel mio processo di accettazione dell’accoppiamento non vergine.


L’elica è il fondamento stesso della vita: il dna, come tutti sanno, ha una struttura simile. L’emissione di seme non è altro che una diffusione di dna e quindi di eliche: recenti studi dimostrano che una visione costante e progressiva dell’elica stimolerebbe tali emissioni perché attiverebbe degli ancestrali nervi para-simpatici.

 


Così ad agosto mi sono operato, a Reykjavík. Posso finalmente ora confessare che il motivo del mio viaggio in Islanda era per sottopormi all’intervento, visto che lì vive uno dei più grandi verginologi in circolazione, specializzato in xenotrapianti di pene: il Professor Gaudenzio Eiðurssön. Inoltre, lì vive e nidifica la Bucephala islandica, l’anatra più compatibile con gli esseri umani rispetto a tutti gli altri Anatidi.

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Un nido di Bucephala islandica che ho fortunosamente immortalato

Dopo mesi di riabilitazione, drenaggi e terapie di supporto, posso finalmente dire che tutto è andato bene e raccontare la mia soddisfazione per la riuscita completa dell’intervento.

Adesso, infatti, lavoro in un ristorante stellato come apribottiglie di vino.

Non è che a Venezia ti serva un telecomando per orientarti tra i canali

A febbraio dovrò trascorrere qualche giorno a Venezia. Non per turismo ma per motivi professionali.

Non sono mai stato in questa città. Non so se esista una classifica dello stupore, ma, se ci fosse, di sicuro tra le prime posizioni ci sarebbe Nooo! Non sei mai stato a Venezia? che molte persone amano dire.

Il motivo per cui non ci sono mai stato è che, come tutti sanno, la gente dice che «Venezia è bella ma non ci vivrei».

Io invece penso che a Venezia ci vivrei ma non ci andrei. Questa risposta lascia perplesso per qualche secondo l’interlocutore, attimi in cui posso approfittare per andarmene via.

In ogni caso, come dicevo ci trascorrerò qualche giorno e, per quelli come me che non sono mai stati a Venezia, ho scritto una breve guida, una serie di indicazioni o di fun facts che dir si voglia, che possono aiutare a capirne qualcosa in più.


Il fatto che io non sia mai stato a Venezia mi rende più autorevole di tutti i “professoroni” che ci sono stati e chissà quanti errori hanno fatto nello scrivere le loro guide! Nel mio cv invece posso vantare di avere commesso 0 errori nel parlare di questa città. E se sbaglierò…beh, pensate prima agli errori che hanno commesso quelli che mi hanno preceduto.


COSE SU VENEZIA CHE NON SAPEVI DI VOLER SAPERE
– Venezia è nota per il fenomeno dell’acqua alta, che favorisce l’evasione dei pesci rossi che amano saltare fuori dalle bocce.
– I primi insediamenti nelle lagune risalgono al V secolo d.C., quando gli abitanti della terraferma si trasferirono sugli isolotti per sfuggire alle invasioni degli Unni che, in quanto barbari, non amavano fare il bagno e che quindi se ne tornarono indietro.
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– Molto nota è la storica cerimonia dello Sposalizio del mare, in cui il Doge gettava un anello nelle acque. Il Doge Frodo una volta perse una falange del dito nel farlo.
– Le strade veneziane si chiamano calli: un tempo gli acciottolati erano piuttosto scomodi e ancora non era nato il Dr Scholl.
– A Venezia esiste un ponte denominato Ponte dei Pugni. Il buffo nome deriva da una storica rivalità tra due famiglie veneziane, i Castellani e i Nicolotti, che si davano appuntamento sul ponte per scontrarsi. L’abitudine diede vita alla Guerra dei pugni. Poco nota era un’altra sfida, minore, tra i ragazzini delle due famiglie: la guerra delle pugnette.
– C’è un vicolo di Venezia (calletta Varisco) che è largo solo 53 cm. E tu pensi sia libero ma è occupato da una Smart.
– Il Ponte del Diavolo è stato chiamato così per via dei suoi gradini molto ripidi e pericolosi, che facevano appunto pensare a chi lo attraversava all’opera del signore degli Inferi. Il recente Ponte di Calatrava, invece, noto per essere molto scivoloso e causare cadute, è stato confidenzialmente soprannominato “Ponte della Madonna” perché ne fa pensare molte.
– Credenza popolare fornisce un’interpretazione delle differenti versioni del Leone di San Marco, emblema della città: una, col leone col Vangelo aperto, starebbe a significare che la Serenissima era in pace; una, col Vangelo chiuso, avrebbe indicato lo stato di guerra. Una terza versione, col vangelo chiuso sotto la zampa, indicava che il leone era zoppo e andava pareggiato.

Spero con queste note di aver offerto un quadro più chiaro a chi si approccerà a questa città!


Questo post non ha alcuna intenzione di offendere Venezia e i suoi abitanti. Per qualunque reclamo, comunque, sarò a disposizione con un apposito sportello online per tutta la giornata del 31 di aprile 2019. Si accettano prenotazioni.


Non è che l’evasore non abbia finestre perché non ama le imposte

Avrete forse sentito parlare – e se non ne avete sentito parlare ve ne parlerò io – di alcune particolarità della legge di bilancio 2019 che hanno fatto discutere, come l’aver reperito risorse per il dimezzamento dell’iva sul tartufo mentre invece per proposte che sarebbero più civili come la riduzione dell’iva sugli assorbenti non se ne siano trovate.

Con questo post vorrei fare un po’ di chiarezza e spiegare perché, invece, nel futuro conviene investire sul tartufo e non sulle mestruazioni.

1) Il tartufo è una eccellenza italiana. Il ciclo mestruale ce l’hanno invece tutte le donne del Mondo. A meno di non riuscire un giorno a produrre mestruazioni di qualità nel nostro Paese, non è un prodotto con cui fare la differenza.

2) Con il tartufo ci condisci la pasta. Col sangue, no.

3) I tartufi sono un bene che fa girare l’economia. Le mestruazioni a detta di chi le ha a volte fanno girare le scatole.

4) “Tartufo” è un modo per indicare il naso dei cani. E i cani in genere sono simpaticoni e giocosi. Il ciclo mestruale invece non è giocherellone. In alcuni casi fa il birbante e si nasconde facendo venire ansia ma non è simpatico.

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5) I tartufi li trovi nei boschi e passeggiare nei boschi è un’attività salutare. Gli assorbenti si trovano nei supermercati e per arrivarci devi trovare parcheggio, fare la coda alla cassa, insomma uno stress inaudito e lo stress fa male.

6) A corollario di quanto detto sopra, “andare a tartufi” è un’attività che praticano molte persone, anche per farsi una scampagnata. Nessuno invece “va a mestruo” per svagarsi.

7) I tartufi possono essere bianchi o neri e sono colori che vanno bene un po’ su/per tutto. Il rosso invece mica è facile abbinarlo sempre.

8) Le pubblicità degli assorbenti interrompono i bei films in televisione. Le pubblicità dei tartufi invece no anche perché non ce ne sono.

9) Il tartufo low cost è il primo passo verso la completa abolizione della povertà.

Con queste motivazioni spero di aver dissipato dei dubbi e aver fatto capire perché invece di mestruazioni e assorbenti convenga di più darsi ai tartufi!


Le motivazioni dovevano essere 10 ma sono state tagliate perché mancavano le risorse.

 


Non è che un prete di moda sia un prete-à-porter

Ho un amico che ad Aprile 2019 si sposa e in questi giorni è affaccendato nei preparativi. È un po’ sotto stress perché dice che il tempo è poco e le cose da fare tante.

Poco tempo? Mancano ben 4 mesi! Cosa ci vorrà mai a preparare delle nozze?

Io non ho mai organizzato un matrimonio né prevedo di farlo ma, proprio per quelli come me che, non essendovisi mai cimentati, non saprebbero da dove iniziare, ho deciso di scrivere un piccolo prontuario di preparativi che vi permetteranno di evitare perdite di tempo per il vostro matrimonio.

1) Serve innanzitutto qualcuno che vi sposi. Non mi riferisco al trovare una persona insana di mente che decida di passare tutta la vita con voialtri scassaminchia: diamolo per scontato perché dare suggerimenti in merito è troppo faticoso. Mi riferisco al reperire un officiante, qualcuno che vi dichiari marito&moglie o moglie&moglie o marito&marito o fedez&ferragni. Il Comune non è disponibile? Il prete è occupato fino al 2030 a meno che non gli allunghiate sottobanco “un’offerta per i poveri” (offerta che lui recapiterà con la sua nuova Mustang)? Sappiate che la legge prevede che le funzioni di ufficiale dello stato civile possono essere delegate anche […] a cittadini italiani che hanno i requisiti per la elezione a consigliere comunale. Tradotto: trovate uno che abbia tempo libero e vi offici. Volendo, potete travestirlo da Sindaco, da prete, da Papa o da Cavaliere Jedi se volete dargli un tocco più ufficiale.

2) Uno degli assilli maggiori è quello del ristorante dove tenere il pranzo. Trovare il posto giusto, scegliere il menù, verificare la disponibilità…uno stress inaudito. Soluzione: il matrimonio destrutturato. Si mandano 10 invitati in un posto, 6 in un altro e così via fino a esaurimento lista invitati. Chi ha intolleranze o diversi gusti alimentari può scegliersi il ristorante che preferisce. Se qualcuno ha impegni quel giorno, può anche andare a pranzare in un’altra data potendo comunque dire di aver partecipato al matrimonio!

3) I vestiti. Una scocciatura e per gli sposi e per chi partecipa. Trova l’abito giusto, provalo, dai le indicazioni per farlo sistemare perché non è a misura, scopri qualche giorno prima che non ti va bene perché hai messo peso o ne hai perso…Che tragedie. Basta con la dittatura delle sartorie. Soluzione: un bel matrimonio nudista.

4) Le bomboniere, ovvero i raccoglipolvere da mensola, se va bene. Se va male, finiranno in qualche scomparto della credenza insieme ad altri orrori. Diciamo la verità: non piacciono a nessuno, tranne agli sposi che le ordinano. E a volte manco a loro. Soluzione: se le vogliono, le scelgano gli invitati. Aprite una linea di credito con un determinato budget presso un negozio specializzato, così chi vuole ne andrà a ritirare una personale.

5) Il fotografo. Uno che si crede un misto tra Alberto Korda e Steve McCurry e vi chiederà cifre esose per un discutibile servizio fotografico. Soluzione: lanciate un hashtag Instagram (del tipo #matrimoniocippolippo&ermengarda) chiedendo a ogni invitato di scattare almeno una foto dell’evento con quella dicitura.

Visto come è facile? Con i miei suggerimenti potrete organizzare le vostre nozze da qui a domani!

Non è che serva un parcheggiatore per una manovra di governo

Di questi tempi si sente spesso parlare di manovre. Ad alti livelli si discute se sia meglio una manovra che faccia pentire di essere nati o una manovra che faccia desiderare presto la morte.

Io, che amo sempre impicciarmi di cose di cui non ho alcuna cognizione di causa, ho provato a mettere a punto una mia manovra economica che, per non saper io né leggere né scrivere (ma del resto dove sta scritto che uno che sappia leggere e scrivere ne sappia più di me? E se sta scritto, io non lo so leggere!), credo potrebbe fornire validi spunti per far ripartire il Paese.

1) TAGLIO DI IRAP E IRPEF, che da gennaio 2019 si chiameranno IRA e IRPE.

2) FLAT EARTH TAX: un’imposta aggiuntiva per i terrapiattisti.

3) RIFORMA DELLE PENSIONI D’ORO, che verranno assegnate solo ai vincitori delle Olimpiadi dei Pensionati. Previste pensioni d’argento e di bronzo per i piazzati.

4) REDDITO DI CITAZIONANZA: sussidio speciale per chi passa il tempo a condividere improbabili citazioni e aforismi pseudomotivazionali. Si tratta evidentemente di persone bisognose di assistenza, il reddito di citazionanza dovrebbe quindi fornire loro un supporto.

5) PENSIONI QUOTA 100 slm: avranno diritto alla pensione solo i lavoratori residenti ad almeno 100 metri (o più) sul livello del mare.

6) ECOTASSA: una tassa in più ma che ci si può recare a pagare soltanto a piedi o in bici o altri mezzi non inquinanti.

7) MAXICONCORSO IMPIEGATI STATALI: 1000 posti a disposizione nell’amministrazione pubblica tramite concorso ad estrazione tra chi avrà completato la raccolta punti nei supermercati convenzionati. Prevista una maglietta di consolazione per i non vincitori.

8) GUERRA&PACE FISCALE: una rivisitazione del romanzo di Tolstoj in cui i personaggi sono alle prese con la finanza, l’economia e la dichiarazione dei redditi.

9) FONDI DI CAFFÈ PER L’ISTRUZIONE: gli studenti avranno a disposizione consulenze in caffeomanzia gratuite per poter avere indicazioni sul proprio futuro.

10) SCUDO FISCALE: sgravi nella dichiarazione dei redditi per l’acquisto di armi bianche da difesa paracolpi, volgarmente dette ‘scudi’.

11) TASSA SULLE EMISSIONI per chi ha mangiato pesante e/o etnico.

Mi sembrano proposte fattibili. YES WE CAN CAN, come avrebbero detto al Moulin Rouge se avessero parlato inglese.

Non è che acquisti ovvietà solo perché sono scontate

Mi arrivano via posta elettronica inviti per un certo black friday e io non capivo cosa fosse: pensavo fosse qualcosa come il towel day o il no pants day, insomma in questo caso quindi una giornata in cui ci si vestiva tutti di nero.

Invece cosa ho scoperto? Che si possono ottenere merci fornendo in cambio del denaro. E quale è la differenza rispetto al resto dell’anno? Che in questo black friday tu acquisti merci che non sapevi di volere e che forse non volevi neanche in cambio di denaro. Che fantastica storia la vita.

Chi meglio di me specializzato in acquisti incauti può fornire quindi qualche consiglio su cosa comprare, magari, perché no, come idea regalo originale per il Natale? Ecco quindi le migliori cose che potete portarvi a casa con questo black friday.

Un giubbotto di pellet: un pratico capo di abbigliamento che quando non serve più potete gettare nel camino per utilizzarlo come combustibile.

Un vibro valentia: simpatico sex toy con l’accento calabrese. Utile per il piacere di chi dal Sud è emigrato al Nord e vuol ritrovare un po’ di sensazioni di casa.

Enrico Mentana scala 1:1 che risponde alla gente in maniera sferzante. Un pratico castigatore urbano da portare in giro e tirar fuori nelle conversazioni tedianti.

Alessandro Borghese scala 1:1 che dà voti a caso. Da non invitare a pranzo dai suoceri.

Una manciata di polvere per rendere la vostra casa meno asettica e fredda e prendervi cura dei vostri figli: recenti studi dimostrano che gli ambienti eccessivamente puliti non fanno bene ai bambini, anzi. L’eccesso di igiene priva il sistema immunitario infantile della possibilità di rafforzarsi. Correte subito ai ripari con della polvere in offerta speciale!

Un set di asciuganani da giardino: prendetevi cura dei vostri nanetti decorativi!

Valigia troll: un bagaglio che prende per il culo la gente. E anche voi.

Un binocolo al contrario: uno scherzone da fare ai vostri amici, un binocolo invertito per burle esaltanti durante allegre escursioni.

Stampante di soldi falsi del Monopoli: compra prima che la mettano fuorilegge e il Parco della Vittoria sarà tuo!

Puzzle monopezzo per pigri, raffigurazioni varie, da appendere alla parete.

Reggisenno per non perder mai la ragione anche nelle situazioni più provanti. Pensate quanta furia si sarebbe risparmiato l’Orlando se ne avesse avuto uno! Non lasciatevi sfuggire il senso del giudizio, proteggete il vostro senno. Disponibile con e senza ferretto.

Cosa aspettate? Non lasciatevi sfuggire questi affaroni!

Non è che per un’escursione in montagna ti serva per forza l’auto perché è necessaria la guida

Salve, sono Gintoki. Forse vi ricorderete di me per post come Non è che ti serva un disegnatore per tracciare il profilo di un candidato.

Quelli della scorsa settimana lunedì mi hanno richiamato per un secondo colloquio. Fissato il giorno dopo. Con la Presidente. Ero rimasto perplesso sulla durata del primo incontro: 20 minuti scarsi. Poi ho capito che devono essere loro a vivere in un’altra dimensione temporale. Una delle tizie con cui mi sono confrontato l’altra volta, introducendomi alla Presidente, ha detto “Abbiamo fatto una lunga chiacchierata”.

Lunga?

Poi ho capito. Con la Presidente il colloquio è durato 10 minuti. Se questi sono i loro standard capisco che venti minuti allora siano stati un’eternità.

Tutto ciò però mi ha dato spunto nel pensare che non ho mai scritto una Guida per un perfetto colloquio.


Chi me l’ha chiesto? Nessuno. Ma ci rimasi molto male quando, alle scuole medie, in un tema incentrato sul leggere mi lanciai in consigli sulla lettura e la Professoressa mi riprese dicendo, davanti alla classe, Gintoki: ma chi ti ha chiesto niente?.

Quindi da allora per questo trauma devo scrivere guide.


  1. Vestitevi bene. Anzi, vestitevi, come prima cosa. A meno che non sia un colloquio per una parte in un film pornografico. Lì conviene non vestirsi.
  2. L’esordio con una stretta di mano convincente è fondamentale. Allenatevi a stringerla bene: consiglio di frequentare comizi politici e andare a salutare personalmente i candidati, è un buon training. Mi raccomando: niente scherzo della fetta di salame all’interno della mano dicendo “E ora mangiatevi pure questa!”. Poi i vegani si offendono.
  3. Ai colloqui non si va impreparati: studiate bene le attività dei vostri possibili datori di lavoro. Se vi siete candidati per un’associazione malavitosa, invece, è bene che mostriate di non saperne proprio nulla su di loro.
  4. Fate attenzione ai segnali non verbali che lanciate con le mani. Non incrociate le braccia. Non gesticolate eccessivamente. Non giocherellate con penne o altri oggetti. Non tenete le braccia troppo rigide. Non fate nulla ma non mostrate di stare  a tutti i costi cercando di non fare nulla. Per togliervi dall’impaccio, fate come me: prima di un colloquio mi faccio ingessare le braccia fino all’omero così non devo pensarci.
  5. State dritti e composti. Lasciare l’attaccapanni nella giacca che indossate può essere di aiuto.
  6. Potrebbe capitare che vi facciano domande che sembrano non avere attinenza con il lavoro o pongano quesiti che possono mettervi in difficoltà. È per testare la vostre reazioni. Non perdete la calma e rispondete in modo lucido e razionale al selezionatore. Potrete sempre bucargli le gomme dell’auto per ritorsione, in un secondo momento.
  7. Non mentite sulle vostre competenze ma non sminuitele neanche, anzi, cercate di presentarle in maniera accattivante: chi può smentire che siate Esperti nell’intrattenimento videoludico e in upgrading hardware per la migliore fruibilità dei contenuti, se a inizio anni 2000 montavate le modifiche alla PlayStation per far girare i giochi pirata?
  8. Se siete nervosi, trovate qualcosa che vi rilassi e faccia sciogliere la tensione, un po’ come fa questo brillante candidato:

Spero che questi preziosi consigli siano utili per farvi ottenere il posto tanto desiderato.