Non è che ti serva un manuale di conquista per rimorchiare l’auto

Ho raccontato della mia disavventura con l’auto aziendale e di come si sia rotta la “frezione”. Non ho potuto riportare gli altri strafalcioni della fattura rilasciatami dal tizio perché contenenti dati personali, mi si creda se dico che erano spettacolari.

Oggi a ritirare l’auto per trainarla in officina si è presentato un altro genio. Magari è il fratello dell’altro tizio.

– Allora, cliente è…IMPREZA COMPACT, giusto?
– Ehm quella sarebbe l’auto…
– Ah.

Altra storia vera di strani veri tizi da aggiungere alla mia collezione.


Come ho già specificato, tutte le mie storie sono vere ma avvengono in momenti spazio-temporali diversi quindi questa è vera in questo universo.


Abbiamo portato l’auto dal meccanico, scoprendo, con mia somma sorpresa, che fosse una meccanicA.

– Sì lo so, tutti voi masculi masculisti fate questa faccia quando mi vedete
– No no, io ero solo curioso di saper come mai questa professione…
– Mah, sono sempre stata una guidatrice molto scarsa. Le mie macchine avanzavano con grande sforzo e sobbalzi. Ma come meccanica ho scoperto di avere un dono. Solo che, ancora oggi, quando mi metto alla guida, mi prendono in giro dicendo che ricordo quel film: Arranca Meccanica
– Non capisco…
– Senti fratellino, tagliamo corto che mi fa male il gulliver. Sistemiamo questa macchina e teliamo che ho da fare. Questa sera torna il mio ragazzo dopo 6 mesi di lavoro in Svezia e io debbo dare una sistemata al cespuglietto
– Scusi ma le pare il caso di dirmi queste cose intime?
– Ma che stai a ddi’? Sei impazzito? Non lo vedi il cespuglio di rose nel vialetto? È cresciuto troppo e la gente non riesce a passare senza ridursi la pelle come Freddy Krueger
– Ora capisco!
– E poi debbo anche farmi bella tra le cosce. Tutto ‘sto tempo senza trombare e capirai ora c’ho una certa fregola e voglio sia tutto a posto.

Al che ho colto la palla al balzo. Dall’alto della mia specializzazione in Cera una volta  Corso per estetisti cantastorie, mi sono offerto di aiutarla per un trattamento speciale.


Chi mi segue da più tempo ricorderà che un tempo io aprivo scuole e tenevo corsi.


E quindi ecco qui la mia ricetta per l’inguine al pesto.

L’inguine al pesto
Ingredienti:
1 inguine, 1 basilico ligure, 1 aglio, 1 Silkepil, 1 mortai sua, 1 sale molto grosso, 1 pecorina, 1 parmigiana, 1 olio Durex

1) Per questa ricetta è importante che il basilico sia ligure, varietà a foglia più stretta rispetto a quella meridionale. Quindi controllate che la via sia larga prima di utilizzarlo e poi dite la vostra. Prendete il basilico e mondatelo dei suoi peccati.

2)Pelate l’aglio col Silkepil.

3) Prendete un po’ di gente eccessivamente scrupolosa e assicuratevi siano pignoli freschi

4) Andate a Roma a prendere un mortai sua e metteteci dentro basilico, aglio e pignoli. Pestate con qualche pugno ben assestato. Aggiungete un po’ di sale grosso (una confezione da 1kg è abbastanza grossa) e continuate a pestare.

5) Durante il pestaggio il mortaio va girato di continuo – per avere un movimento uniforme – prendendolo per le orecchie se non ubbidisce

6) Mescolando di continuo, cominciate ad aggiungere pian piano un po’ di pecorina e di parmigiana. Per lubrificare il tutto aggiungete un po’ di olio Durex EVO

7) Quando avrete ottenuto un composto omogeneo e cremoso, prendete l’inguine che avevate in precedenza messo da parte e versateci su il vostro pesto. Assicuratevi che l’inguine sia ben cosparso con la crema

8) Servite! Da leccarsi i baffi!

Purtroppo nonostante il mio trattamento la serata per la meccanica è andata male.

Il suo ragazzo non si è presentato ma le ha inviato un messaggio in cui prendeva congedo definitivo dalla relazione. Durante i 6 mesi in Svezia, scriveva, ha scoperto la fika svedese.

Lo so che tutti fanno battute su questa cosa: è vecchia, la fika in Svezia è solo una particolare pausa caffè. Ma è stato grazie alla fika svedese che lui ha incontrato la fica svedese. E quindi ora convive felicemente con una vichinga che pesca merluzzi stordendoli con l’alito.

Amareggiata, bellicosa, crucciata, delusa, esagitata, furiosa (e altri aggettivi in ordine alfabetico), la meccanica mi ha detto Vieni con me. Per vendicarmi, stasera fika per te.

E io ho pensato che un caffettino con un dolcetto ci sarebbe stato proprio bene.

Purtroppo invece lei intendeva altro e mi ha dato la fica.

Lui questa sera sarà contento per aver avuto fika. Io un po’ meno, avendo avuto fica.

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Non è che se la scopri la verità poi prende freddo

Sono sempre attento agli interessi delle persone e cerco di tenermi al passo con l’attualità.

Oggigiorno la gente ha una gran voglia di informarsi ed essere informata e vuol sapere le verità nascoste dietro le verità nascoste.

Ad esempio è notizia di questi giorni che dei palestrati (erano tutti grossi fisici) volevano nascondere una bomba nucleare sotto un grande sasso. Che tonti! Una bomba nucleare sotto un grande sasso si rompe e può far bum!.

Per fortuna una squadra televisiva di difensori del popolo ha svelato la cosa che probabilmente ora salterà. Cioè, la bomba non salterà, ma la bomba sotto il grande sasso salta. È chiaro?

Dato che nel mio piccolo anche a me piace fare l’investigativo giornalista, vorrei condividere qui alcune verità nascoste che ci sono state veramente nascoste.

La truffa della calvizie

Ci hanno detto che un rimedio definitivo per fermare la caduta dei capelli non esiste ancora.
Ma sarà proprio vero?

Ogni giorno solo in Italia vengono spesi millemila di soldi contro la caduta dei capelli. Sì, avete capito bene. Soldi: quelli che si prendono in cambio di cose per comprare altre cose. Lozioni, integratori, pillole, trapianti, parrucchini, Antonio Conte. Un giro d’affari di tanto di soldi.

Voi che acquistate gli Antonio Conte siete sicuri di quello che acquistate?

Ma è proprio necessario tutto questo soldi?

E se vi dicessimo che un rimedio contro la caduta dei capelli esiste?

Non può essere!

Sì, avete capito bene. Esiste una cosa che arresta la caduta: il pavimento.

Sì, avete capito bene. Ripeto: il pavimento.

Il pavimento fu inventato da un team di ricercatori americani in provincia di California. Il loro nome in codice era Pavement. Fu una scoperta avvenuta quasi per caso, come tutte quelle che avvengono quando scopri cose per caso. Loro stavano cercando un sistema per ricavare buon sangue dal riso. E poi un giorno mentre si grattavano la testa scoprirono che i capelli che volavano via si fermavano sulle piastrelle.

Fu una scoperta sensazionale. Sì, avete capito bene.

Purtroppo la loro invenzione fu ostacolata dalla lobby delle crescine per capelli e il team, dopo aver tentato invano di sbarcare il lunario spacciando musica indie rock, si sciolse nel 1999. Il loro nome è stato cancellato dalla lista della scienza. Sì, avete capito bene. Addirittura adesso in inglese per distogliere l’attenzione della gente pavement non vuol dire pavimento ma marciapiede.

Una mistificazione in piena regola, potremmo dire se solo sapessimo che vuol dire mistificazione.

E il Governo che dice?

Città che si spostano

Nord Italia. Sì, avete capito bene: Nord Italia. C’è una città che si chiama Novi Ligure. Qualsiasi persona perbene penserebbe che sia in Liguria.

Ebbene, cosa direste se noi (cioè io, ma nella televisione dicono sempre noi) vi dicessimo che ci siamo recati in questa città su Google Maps e abbiamo scoperto che…

Novi Ligure è in Piemonte!

Avete capito bene. Novi Ligure è in Piemonte.

Le immagini non possono sbagliare. Novi Ligure è proprio in Piemonte.

Chi l’ha spostata? E perché? E quando?

E attenzione: potrebbero esserci altre città che i misteriosi alieni – o gnomi armati di ascia – potrebbero aver spostato. Massa Lombarda. Guardia Piemontese. Brindisi di Montagna. Sono solo alcuni esempi. Noi (cioè sempre io) andremo a verificare per voi e faremo luce. E se la luce già c’è, faremo buio. E se vi piace farlo in penombra, vi daremo anche quella.

Alla prossima puntata.

Non è che il medico sia geloso delle proprie ricette

Mentre ero fermo in strada impegnato a lavarmi le fosse nasali, ho visto passarmi davanti una milanese.


Storia vera*, quando in farmacia sono andato a chiedere un prodotto specifico per questa operazione igienica la farmacista mi ha chiesto È per te? e io ho risposto È per il naso. Ehm cioè sì, per me.


* Tutte le mie storie sono vere ma questa essendo avvenuta in un momento passato rispetto al momento di questa storia appartiene a una verità diversa all’interno del continuum spazio-tempo.


L’ho subito identificata come milanese perché questa donna aveva degli evidenti tic e, soprattutto, dei taaac.

Indossava un basco francese, una camicia coreana, una gonna con fantasia scozzese, un cappotto british e delle calze parigine. Aveva uno stile geographic casual, l’ultimo grido – prima che poi morisse – della moda. Si sa infatti che Milano è Capitale della moda. Io invece col mio stile straccione sono stato accusato di secessionismo.

Inoltre aveva un naso aquilano: mi ha confessato infatti che gliel’ha rifatto un chirurgo abruzzese.

Era una persona molto interessante. Pronunciava Bowie “Bavui” ma non per ignoranza. Mi ha detto di essere una Femminista Quinto Livello (FQL), stadio in cui si squarcia l’ultimo velo di sopraffazione fallica e si pronunciano le cose un po’ come pare in reazione al conformismo catto-fascio-fessoscopic-borghese grammaticale.

– Povére le donné àncora lègate allà dittàtura maschilistà dell’àccento

ha esclamato mentre mi picchiava con un enorme fallo di gomma per aiutarmi a espiare i miei peccati.

Inoltre ha detto che in quanto FQL mangia solo cose di forma fallica, risolvendo l’insoluto complesso dell’invidia del pene interiorizzandolo prima tramite la digestione e poi ripudiandolo con la trasformazione in materia fecale.

Dopo questi piacevoli scambi di conversazione, mi ha proposto di andare a casa mia dove avrebbe cucinato per me. Io son rimasto perplesso: non dovrei essere io a cucinare per l’ospite?

– Questò sàrebbe chiaràmente sèssista in quantò espressìone del pènsiero maschìlista che vùole che una donnà senzà un uomò non sià in gradò nèmmeno di cucìnare per se stessà. Quindì per dimòstrar il còntrario io cucinèro per te.

ha detto con asprezza mentre provava a collegarmi i testicoli a una batteria per auto.

Dato che però questa è la mia rubrica di cucina, io qui propongo la mia ricetta della mia cotoletta che avrei servito alla milanese.


Che non è di forma fallica ma io le avrei dato l’osso della costoletta.


Ricetta cotoletta alla milanese
Ingredienti: 1 milanese 1 carne di vitello 1 uova 1 pane grattato 1 burro

1) Ricordatevi che per questa ricetta la carne non va assolutamente battuta. Quindi, lasciatela vincere. Se siete troppo orgogliosi andate al ristorante e lasciate perdere. Nella cucina gourmet non c’è posto per le primedonne (ma non ditelo alle Femministe V Livello).

1-bis) Una eccezione al non battere la carne deriva dal fatto che il diametro della fettina che avete potrebbe essere troppo spesso. E volentieri.

2) Sbattete le uova in una fondina. Prima però togliete la pistola! La polvere da sparo invece darà quel po’ di pepato all’uovo.

3) Intingete un pennellino nell’uovo e poi spennellate la carne. Non avendo un pennellino pulito ho usato quello con cui ho dato l’antiruggine al cancello. Dato che la carne contiene ferro, mi è sembrata una giusta precauzione.

4) Passate poi le fettine nel pangrattato. Non preoccupatevi se fate degli errori: sbagliando, si impana.

5) Mettete il burro in padella e chiedetegli spiegazioni. Una volta che si sarà chiarificato, buttate dentro le fettine e fatele friggere.

6) Quando la carne sembrerà d’orata, vorrà dire che avete usato la padella del pesce e ora anche la vostra cotoletta puzzerà come tale. Quindi potete toglierla e asciugarla con della carta assorbente. In alternativa prendete della carta tampax.

Molto semplice, come si può vedere.

Le cose nella realtà sono andate diversamente, purtroppo: la Femminista Quinto Livello nel tentativo di cucinare ha mandato a fuoco la cucina. Ha confessato di non esser pratica perché non ha mai cucinato in vita propria. Di solito è suo marito che cucina per lei.

– Sei sposata? Pensavo una FQL non si sposasse!
– Lo pènsavo anché io ma luì mi ha conquìstata. É un matèmatìco sessuomàne genìale. Ha scrittò un librò che si chìama Sposati e sii circonflessa, un trattàto sul kamàsutra algebrìco e l’usò deì vèttori. Sàpessi il suò vettorè qùando sto a pi grecò mezzì.
– Ah.

Poi prima di andarsene mi ha detto che per scusarsi per la cucina poteva farmela rifare da capo. Oppure offrirmi del sesso compensativo.


Il sesso compensativo è un’altissima forma di liberazione per la Femminista Quinto Livello: disobbligandosi nei confronti del maschio offrendo molto poco, lo umilia per la sua dipendenza fallica – il maschio dipende dal fallo per il suo piacere orgasmico – criticità che la FQL ha risolto da tempo utilizzando il fallo come strumento di diletto orgasmico non esclusivo e rimpiazzabile.


E niente, debbo dire che non è male il cibo crudista. È un po’ un fastidio sgranocchiare la pasta ma basta far finta che siano snacks.

Prima di andarsene mi ha anche lasciato delle caramelle falliche

Non è che il boscaiolo sia un tipo depresso perché ha dei momenti di abbattimento

Approfittando della festività e della bella giornata, mercoledì sono tornato a passeggiare nel bosco dopo la disavventura con la cacciatora che avevo incontrato proprio da queste parti e che, molto scortese, se ne era andata da casa mia senza assaggiare la mia ricetta.

Mentre cercavo del muschio angioino per decorare il mio presepe napoletano, mi sono imbattuto in una boscaiola intenta ad affettare alberi.

Stavo per girare i tacchi e andarmene ma mentre retrocedevo ho pestato un rametto che ha fatto “crack”. E ho urtato un cacciatore bergamasco – non so cosa facesse da quelle parti – che ha sparato un colpo a vuoto che con suo sommo disappunto ha fatto scappare uno stormo di cinghiali starnazzanti cui stava puntando (si veda foto allegata); se ne è quindi andato via urlando cose indecifrabili ma di sicuro poco carine verso i miei antenati. Anche il suo cane credo mi stesse latrando contro qualche bestemmia.

Nonostante tutto questo casino, l’udito sensibile della boscaiola ha avvertito il suono del rametto spezzato, accorgendosi della mia presenza. Formidabile.

– Salve!
ha esclamato cordiale la boscaiola dopo avermi visto.
– Salve!
ho risposto cordiale dopo averla vista.

Come ogni boscaiola che si rispetti, indossava una camicia a quadri. Ho riconosciuto dei Monet e dei Renoir. Impressionante.

Era di fisico esile ma con invece due braccia enormi che sembravano le cosce di un rugbista. E su un braccio infatti aveva tatuata la bandiera neozelandese e la scritta GO ALL BLACKS mentre sull’altro c’era una vistosa impronta dei tacchetti di uno scarpino da gioco. Non ho fatto domande.

L’altra cosa che mi ha colpito in lei era il suo evidente zoccolo di cammello. Notando che lo fissavo, lei ha detto:

– È il mio portafortuna. C’è chi porta una zampa di coniglio, io ho uno zoccolo di cammello.

Mi è parso sensato. Ho fatto un po’ conversazione con lei, che mi ha raccontato di essere una terrapiattista e di abbattere alberi per liberare l’orizzonte in modo che così si possa vedere in modo evidente che la Terra è piatta. Inoltre, senza alberi non c’è niente da incendiare, con somma delusione per i criminali che appiccano incendi e notevole risparmio di risorse per combatterli. Una lodevole iniziativa, senza dubbio.

Me ne sarei andato via per conto mio ma lei si è autoinvitata a casa. Me l’ha chiesto in modo così gentile, avvicinando con delicatezza la sua ascia alla mia testa, che non ho potuto dir di no.


È assurdo che uno passi tutta la vita cercando di farsi accettare e poi alla fine si tira indietro al momento dell’accettazione.


Dato che le mie possibilità manducatorie sono sempre limitate, come al solito mi sono trovato a dover improvvisare un piatto con un po’ di fantasia. Ecco quindi la ricetta delle penne che ho servito alla boscaiola.

Ricetta penne alla boscaiola
Ingredienti: 
1 boscaiola, 1 penne (biro o a sfera a piacere), vari funghi porcili, vari chiodini non arrugginiti (se graditi), 1 trattoria lercia, 1 burro sensibile, 1 cipolla, 1 scalogna, 1 sfiga,  1 sale, 1 qualcosa di sadomaso, 1 acqua che bolle, 1 paura, 1 formaggio, 1 vino sfumato

1) Innanzitutto servirebbero dei funghi, freschi e puliti. Ma nella mia versione rivisitata ho usato quelli che avevo, sozzi e puzzolenti: erano dei funghi porcili. Prima che finiscano di andare a male, tagliuzzateli con rapidità: affrettateli. Per rendere la ricetta più gustosa, ho aggiunto anche dei chiodini che avevo in casa. È bastato pulire lo strato di ruggine superficiale e scartare quelli storti.

2) Preparate un trito di cipolla e scalogna. Io ho usato una punta di sfiga per insaporire meglio con quel suo retrogusto un po’ amaro.

3) In un tegame, fate sciogliere il burro con qualche parolina dolce. Non esagerate sennò si monta a neve.

4) Versate nel burro il trito.

5) Anche per questa ricetta per renderla più saporita servirebbe un po’ di pancetta. Ho cenato quindi per una settimana tutte le sere nella trattoria di Giggino l’Untone e ne ho messa su un bel po’.

6) Unite i funghi affrettati e i chiodini.

7) Salate. Aggiungete anche un po’ di pepe al tutto con qualche giochino erotico.

8) Servirebbe aggiungere del vino agli ingredienti nel tegame: io pensavo di averlo in casa ma non era così. L’effetto finale comunque l’ho raggiunto: il vino infatti è sfumato.

9) A parte preparate le penne calandole in una acqua che bolle quanto basta. Prima di calarle, assicuratevi di togliere dalle penne l’inchiostro. Potrete conservarlo e utilizzarlo la prossima volta per uno squisito risotto al nero di seppia fatto con nero di penna.

10) Quando la penna è ardente potete scolare. Versate le penne scolate nel tegame con il resto. Fate saltare dalla paura il tutto.

11) Impiattate fino a che non vi dicono “stop”: la quantità giusta è infatti Quando “basta”. Se volete, grattate il formaggio: se fa le fusa è ok.

Come vino di accompagnamento – per chi ce l’ha – suggerirei del bianco timido: con un complimento diventa rosso, per chi lo preferisce così.

Purtroppo anche la boscaiola si è stufata di attendere ed è andata via prima di gustare il mio piatto. Le donne di oggi veramente non sanno proprio più cosa sia la pazienza. Dopo avermi mostrato da vicino il suo zoccolo di cammello, anche costei ha preteso del sesso fatto in casa da me per poi congedarsi.

Un bellissimo zoccolo, va detto


Nessun cammello è stato realmente utilizzato per le finalità sessuali descritte in questo post.

Non è che porti il cane su un aereo da guerra perché è un cane da caccia

Mentre ero in giro per i boschi in cerca di funghi trifolati e castagne arrostite mi sono imbattuto in una donna armata di fucile. L’arma l’ho notata dopo in realtà perché sono rimasto colpito dal fatto che la donna fosse bionda naturale. E che fosse completamente nuda.

Quando poi mi è caduto l’occhio sul fucile – dopo che avevo terminato una sessione di autoerotismo – l’ho guardata male perché a me non piace la caccia né i cacciatori. Lei, leggendomi nel pensiero e leggendomi la maglietta con la scritta “Non mi piace la caccia né i cacciatori” che indossavo, mi ha rassicurato:

– Tranquillo…non uccido animali, perché sono meglio delle perzone. Io sono una cacciatora solo di buone opportunità. E di promotori finanziari.

E mi ha mostrato la sua sacca con un paio di belle occasioni e un agente Mediobanca ancora caldo e dall’espressione veramente euforica.

Dato che mi ispirava fiducia – la cacciatora, non l’agente – abbiamo proseguito insieme la passeggiata chiacchierando un po’. Quando si è fatta ora di pranzo ho pensato di invitarla a casa sperando che la conversazione poi potesse evolversi in modo favorevole a me. Cioè con dei consigli su come abbattere quelli che vogliono proporti delle polizze vita.

Purtroppo distratto dal pensiero del pelo – l’agente di Mediobanca aveva un taglio di capelli invidiabile – avevo dimenticato di avere il frigo vuoto. All’interno c’era solo un polletto transgenico (aveva fatto l’operazione per il cambio di genoma suscitando le ire degli oppositori della teoria genomagender).

Occorreva arrangiarsi per non far brutta figura. Ebbene, questa è la storia di come sono riuscito a mettere insieme un superbo pollo da servire alla cacciatora.

Ricetta pollo alla cacciatora

Tempo di preparazione: tre mesi
Ingredienti: 1 pollo, 1 cacciatora, 1 olio di palma, 1 aglio, 2 carote, 1 sedano, pelati (o capelloni da rapare a zero) a caso, 1 pizzico di sale urticante, petardi quanto basta, 1 aromi, 1 Netflix (se gradito).

1) Si prende un pollo. Il mio l’ho agganciato in un centro scommesse promettendogli un sistema infallibile per vincere facilmente.

2) Il pollo va un po’ battuto. Scegliete un gioco o uno sport in cui vi sentite forti e battetelo ripetutamente.

3) Fate a pezzi il pollo umiliandolo verbalmente e sminuendo le sue prestazioni sessuali. Mettetelo da parte a meditare sulla sua vita.

4) Prendete due carote. Una tritatela in modo grossolano, l’altra usatela per dei giochi erotico-vegani come aperitivo. Non tritate due volte la carota perché poi saprà di cosa trita e ritrita. Dovreste poi compiere la stessa operazione con del sedano ma io non lo avevo in casa e questo mi ha dato un’intuizione: l’ho seminato e ho atteso di poterlo raccogliere tre mesi dopo, per avere un prodotto fresco, totalmente km 0 e bio: l’ho infatti lavato col Bio Presto prima di utilizzarlo.

5) In un tegame si scalda dell’olio di palma e si getta dell’aglio che avrete in precedenza pestato a sangue. Gettate nel tegame il trito di carota e il sedano bio. Gettate nella spazzatura la carota erotico-vegan.

6) Mettete nel tegame il pollo che avevate prima lasciato a meditare. Prendete dei pelati e sciacquateli prima con l’Alpecin. Mostrate loro che prodotti simili sono inutili per la ricrescita dei capelli e gettateli nel tegame. Io avevo soltanto dei pomodori capelloni e quindi li ho rapati a zero.

7)  Gettatevi addosso del sale urticante fino a sentire una sensazione di pizzico sulla pelle.

8) Fate un po’ saltare il tutto con qualche petardo.

9) Aggiungete delle erbette aromatiche a piacere. In casa io non avevo niente tranne che delle infiorescenze di canapa quindi ho usato quelle.

10) Potete insaporire il pollo come volete. Io ho preso un po’ di pancetta (è bastata una settimana sul divano a guardare Netflix accompagnato da birra e prodotti precotti).

Quando il tutto è cotto a puntino impiattate e servitelo alla cacciatora. Oppure fate come me e mangiate direttamente nel tegame così risparmiate di lavare i piatti dopo.

Purtroppo la cacciatora nel frattempo si era scocciata ed è andata via prima di assaggiare la mia ricetta. Ha anche preteso del sesso da me che non avevo pronto e le ho dovuto improvvisare lì sul momento.

Nella prossima puntata vi parlerò quindi della ricetta del sesso alla cacciatora!

Non è che ai Triestini non gliene freghi un Carso

Mi sono ritagliato 6 giorni – è stato molto difficile, ci vogliono forbici grandi – zaino in spalla itinerando tra Friuli e Veneto. Non è stato molto difficile, visto che sono in vacanza fino al 1° settembre quando poi inizierò a fare altro, ma non è di questo che voglio parlare. E non voglio parlare neanche delle mie vacanze, ma di quella volta che a Trieste ho intervistato una galleria perché non avevo altro da fare.

Trieste, Galleria di Montuzza o della Fornace o Sandrinelli, olio su smartphone.

Gintoki: Buonasera.
Galleria: Buonasera a lei.
Gi: Come va?
Ga: Eh, ho un po’ di acciacchi…sa, l’età…ho la sindrome del tunnel carpale!
Gi: Come va il lavoro?
Ga: Sempre uguale…il solito tram tram. Un va’ e vieni continuo e gente che passa e non saluta neanche.
Gi: E i rapporti sociali?
Ga: Così così. Dicono che qualsiasi cosa mi riferiscano da una parte mi entri e dall’altra mi esca.
Gi: Posso chiederle come mai ha scelto questa professione?
Ga: Questioni di famiglia. Sa, mio padre e mio nonno erano del mestiere. Io invece volevo lavorare all’acquedotto, ma si sa come vanno le cose in Italia, se non conosci qualcuno nel settore non puoi far niente. Mio padre conosceva invece l’ingegnere a capo dei lavori sotto questo colle e quindi…
Gi: Scusi mi sta dicendo quindi che lei è raccomandata?
Ga: Macché raccomandazione, è stata una onesta transazione amichevole. L’ingegnere mi ha dato il lavoro e a lui io ho dato…il mio buco.
Gi: Ah. Preferisco non approfondire. Com’è la vita di voi gallerie? Vi sentite apprezzate per la vostra attività?
Ga: Insomma. A noi, scusi il termine, non ci incula nessuno. L’unico momento di notorietà l’abbiamo avuto quando Caparezza cantava Fuori dal tunnel. All’epoca stormi di imbecilli fuori le gallerie cantavano Siamo fuori dal tunnel-l-l-l-l. A quel tempo li odiavo – e non c’erano neanche i selfie e i social sennò sai che casino – ma oggi li rimpiango.
Gi: Cosa si potrebbe fare per rivalutare la vostra immagine?
Ga: Si potrebbe cominciare a non utilizzare espressioni discriminatorie. Per esempio, perché quando una persona è in un brutto periodo dice di trovarsi “in un tunnel senza via di uscita”? Non ha senso, se non c’è uscita non è un tunnel! È scorretto, qualcuno dovrebbe far qualcosa e lanciare questo messaggio!
Gi: A proposito di messaggi, ha lei qualcosa da dire ai giovani?
Ga: Sì: smettete di lanciar salami nelle gallerie per far battute sulle donne!
Gi: Lo trova sessista, non è vero?
Ga: Macché! È che sono vegana! Lanciate dei panetti di tofu, piuttosto!
Gi: Arrivederci.

L’apostata del cuore – 17/08/2017 (+ Consulti medici!)

Dopo alcune noie (si veda qui e poi qui la mia risposta), torna la rubrica più amata dagli italiani! O quella era la cucina? E chi ama una cucina? Un cuoco?

Amenità a parte, vi lascio con un aforisma estivo: 

«Il saggio è conscio che l’estate è nemica della preghiera e della meditazione, perché sa che poi gli puzza l’asceta» (proverbio buddhista)


Caro Gintoki,
Penso che si possano amare più persone contemporaneamente. Perché non siamo socialmente liberi di sostenerlo?
Ho trent’anni e sto [ufficialmente] insieme da una vita ad un uomo che mi dà delle cose e sto [segretamente] insieme ad un altro che me ne dà delle altre (quelle che il primo non mi dà e viceversa). Una cosa è certa: è sempre amore, sotto forme diverse. Se qualcuno mi ponesse davanti ad una scelta sarei in crisi. Eppure questa vita è fatta, per entrambe le parti, da pienezze e da vuoti. E i vuoti, le mancanze… sono forti. E le pienezze di uno non compensano i vuoti dell’altro.
Sento che è un’inevitabile condanna. Secondo te posso riuscire a sopravvivere così?
Labia Minora, Bocca Secca (FR)

Cara Labia,
la soluzione è semplice. Trova un terzo uomo col quale stare non ufficialmente ma non segretamente che riempia i vuoti del secondo e faccia il pieno col primo. E se poi non dovesse bastare, trovane un quarto che colmi i vuoti del terzo e sia compensato dal secondo o forse era il contrario. Insomma, vedi tu. Suggerisco un foglio Excel per registrare in partita doppia tutti i movimenti.

Caro Dottor Gintoki, vorrei un parere circa la mia esperienza. Ho sempre ottenuto che lui tornasse da me lasciando che mi lasciasse senza cercarlo, lasciandolo libero di andare. Fin’ora ha funzionato (dieci mesi di frequentazione con interruzioni di durata max 1/3 giorni) ed è tornato puntualmente da me. Ma l’ultima volta dopo 5 giorni non ho resistito e l’ho chiamato.
Risultato: dopo soli 3 giorni di riavvicinamento mi ha di nuovo mollato. Ora non so cosa aspettarmi. So che non andrò da nessuna parte con questa persona perché è totalmente instabile ma non sono pronta a rinunciare definitivamente a lui. Secondo lei che dovrei fare?
Segale Cornuta, Inciviltà Castellana (VT)

Cara, innanzitutto non mi chiami Dottore che poi qualcuno mi accusa di fregiarmi di titoli che non ho. Quindi da oggi preferisco farmi definire Esperto di relazioni umane o semplicemente Esperto.
Venendo al suo caso, consiglio l’acquisto di un collare gps. E già che c’è, anche un microchip all’orecchio in caso di smarrimento.

Gin, sono disperata. Ho conosciuto un ragazzo fantastico, per me è il compagno perfetto, stiamo bene insieme, ma…lui non piace alla mia famiglia perché porta i risvoltini. Non l’avevo detto ai miei genitori e quando l’ho portato a casa la prima volta mia madre a momenti sveniva. Mio padre ci è mancato poco che prendesse il fucile. Hanno detto che non lo rivogliono in casa e che devo smetterle di frequentarlo. Io li ho accusati di essere dei razzisti, loro si difendono dicendo che in casa loro hanno libertà di decidere chi far entrare e chi no. Per giunta ho anche perso il mio lavoro come leccatrice junior a progetto di francobolli per una posta privata perché hanno visto su facebook le mie foto con il ragazzo dove si vedevano chiaramente i risvoltini di lui. Hanno detto non possono tenere a lavorare una che sta con uno così, ne va dell’immagine aziendale.
Cosa devo fare? Possibile che le persone siano così ottuse da non andare oltre il risvolto dei pantaloni?
Pedissequa Mente, Buttapietra Nascondilamano (VR)

Cara Pedissequa, premetto che non ho nulla contro i risvoltini, anzi, ho degli amici coi risvoltini e sono persone proprio come noi. Basta che poi non diano fastidio o non ascoltino in pubblico i Thegiornalisti che poi chi lo spiega ai bambini?
Comunque, è vero che gli altri hanno libertà di decidere. Così come tu hai libertà di mandarli a fare in culo.

Buonasera Gintoki, recentemente mi sono imbattuto nel mito dell’androgino di cui Platone parla nel Simposio, in cui egli afferma che ciascuno di noi è una mezza mela alla ricerca ardua e difficile dell’altra metà che possa creare la mela perfetta. Secondo lei, una cosa del genere esiste?
Palissandro Bianco, Camerino Occupato (MC)

Non lo so, non faccio il fruttivendolo.

Salve scrivo perchè in questo ultimo periodo sn confusa ora vi spiego meglio sn una ragazza di 23anni sto insieme ad un ragazzo da 7anni in questo ultimo periodo sento molto il bisogno di avere un bambino mentre il mio ragazzo dice che è presto lui ha altri progetti nn pensa ancora ad un matrimonio o ad un figlio o forse e la paura di affrontare la cosa le premetto che lui ha 30anni e questo un pò mi preoccupa vorrei tanto sapere perche nn vuole un figlio forse perche nn mi ama abbastanza ma su questo potrei dire di no perchè io so di essere la sua vita io nn voglio un figlio perche ho paura di perderlo ma perchè voglio stare con lui sempre nn sa come ci rimango male quando mi dice che nn vuole figli per il momento ora sl lei mi puo aiutare dandomi una risposta al piu presto le premetto che anche lui vorrebbe stare con me al più presto anche per lui e un pensiero fisso che vorrebbe realizzare al più presto ma forse perche nn ci sono soldi a disposizione in questo periodo aspetto una risposta mille grazie
Asina Ragliante, Metallica in Concerto (RC)

Suggerisco di procedere per gradi. Prima di pensare a un figlio avete provato ad avere della punteggiatura?

Da 2 anni sto con un ragazzo. Ho notato, che quando dormo lui “si diverte” con me, senza il mio eventuale consenso. Ne abbiamo parlato e secondo lui, non c’è niente di grave, perché io sono la sua ragazza. Lavoro su turni vari, e spesso prendo sonniferi per dormire. Ma i sonniferi giustificano far sesso con me mentre dormo? Aiuto!
Bella Addormentata, Cippa di Stocazzo (AQ)

Cara Bella, prova a fargli l’amore nel sedere con una melanzana mentre dorme e poi chiedigli cosa ne pensa.


La prostata del cuore – La rubrica che BigPharma non vuole farti leggere!

Da quando sono bambino mi scrocchia la mandibola. Non lo so spiegare molto bene come rumore, so solo che è fastidiosissimo, diciamo tanti click piccoli! Mi sento spesso a disagio molto quando mangio e parlo. Tutti i medici che mi hanno visto dicono non ci si può far nulla. Cosa posso fare? Ho un suono continuo nella bocca e nella testa!
Delfino Curioso, Santa Maria al Bagno con Stipsi (LE)

Fallo campionare da Skrillex e magari diventi milionario.

Buongiorno, sono mamma di un bimbo di 18 mesi e scrivo perché mi preoccupano alcune cose. Vorrei solo un consiglio: se i miei timori hanno un fondamento e se sia quindi il caso di rivolgermi ad un buon neuropsichiatra. Ha camminato a 13 mesi e da un punto di vista motorio mi sembra tutto ok. Non fa ciao con la manina se qualcuno lo saluta e se poi questo insiste lo ignora. Batte le manine se qualcuno dice ” bravo!” o ” batti le manine”. Gli piace il gioco del bubu settete e ride ma dopo un quarto d’ora di gioco poi smette di ridere e si volta di lato.  I giochi però li usa correttamente. Sa esattamente cosa deve pigiare per sentire una determinata filastrocca o canzoncina. Se però interveniamo io o il padre per pigiare con lui, incrocia le braccine e non fa niente.  Se lo chiamo si gira ma non sempre. Provo a chiamarlo tante volte al giorno fin dal mattino e noto che nel primo pomeriggio già comincia a non darmi più segnali di avermi sentita. Sono sicura che senta benissimo perché se sente anche da lontano la musichina di un gioco corre a prenderlo. Non mangia ancora da solo ma a volte se gli porgo un biscotto lo rifiuta e se insisto lo prende e lo butta via. Quindi ci sono degli atteggiamenti un po’ contrastanti che non mi fanno avere ben chiara la situazione.
Vacca Boia, Apericena (FG)

Cara Vacca, il bambino mi sembra sano e sveglio. Prova è il fatto che ha già sviluppato la capacità di comprendere le rotture di cazzo e come comportarsi di conseguenza.

Salve sono un uomo di 43 anni e dopo 2 minuti di penetrazione ho già voglia di eiaculare vorrei sapere se ho bisogno di fare degli esami. Grazie Mille.
Corto Frenulo, Pioggia nel Pineto (LU)

Ben 2 minuti? A quanto ancora vuol arrivare? Comunque, la soluzione è semplice: faccia fare il grosso del lavoro a un altro e poi intervenga lei per concludere.

L’apostata del cuore – Comunicazioni di servizio 2

La settimana scorsa ho ricevuto una lettera di diffida per le mie attività in questa rubrica di consigli sentimentali, da parte di una sedicente e forse anche sedicenne dirigente di un portale glamour, tal Uterina Cervice.

Ho provato a chiamare il mio avvocato, ma lui ha accelerato il passo senza voltarsi.

Ho deciso quindi di far da me e scrivere la lettera di risposta che riporto qui sotto.


Gentile Direttrice,

ho accolto con piacere la sua email la settimana scorsa. Mi è stata utile per capire che il mio filtro di posta indesiderata necessita miglioramenti.

Leggendo la sua lettera ho avuto l’impressione che il nostro rapporto sia partito col piede sbagliato. Il piede giusto andrebbe collocato in direzione del suo fondoschiena, per calciarla il più lontano possibile da me.

Mi sono però reso conto che in questo modo la lascerei senza le necessarie delucidazioni che lei di sicuro abbisogna e attende con ansia. Anche se io credo lei abbisognerebbe con più urgenza dell’asportazione del naso per liberarsi del fastidioso olezzo sottostante che sembra percepire di continuo (sulla cui provenienza indagherei tra le sue ascelle ma è solo un suggerimento).

Venendo al dunque o anche prima (mi perdonerà ma l’ansia mi causa eiaculazione precoce), mi accingo a rispondere punto per punto alle sue osservazioni.

…trovo assolutamente inappropriato l’utilizzo che lei fa delle lettere che i nostri lettori e lettrici ci inviano per chiedere un aiuto in amore e/o sesso e che noi pubblichiamo. Lei, oltre a copiare e ripubblicare tali lettere senza autorizzazione, fornisce consulenza sentimentale privo di alcuna qualifica.

Riconosco di aver commesso l’ingenuità di non chiedere l’autorizzazione, ma respingo le sue accuse. Se sono intervenuto è perché non potevo fare altrimenti: non volevo essere tacciato di omissione di soccorso. Le persone che le scrivono hanno bisogno di aiuto, di spunti di riflessione, di una scossa nelle loro vite. Non servono tante chiacchiere sulle stelle e i pianeti e le citazioni prese a caso dai libri (a proposito, voi chiedete l’autorizzazione agli autori per citare le loro frasi in maniera così barbara?) come fate voi per dare un senso a ciò che dite: sa come diceva Joseph Roux? Una citazione è un diamante al dito di un saggio, un sasso nelle mani di un idiota.

Mi chiedo, lei, per caso, se in strada nota un incidente, tira dritto? Spero di no, perché è reato. Ecco, questo è ciò che faccio, prestare soccorso a chi è in difficoltà.

Sa se fosse un mio collaboratore per quanti anni dovrebbe leccare le mie secrezioni dalla mia biancheria intima per riuscire a essere degno quel tanto che basta per mettere le mani su una tastiera?

Qui si coglie tutta la sua spocchia e arroganza e la sua incapacità nell’essere una vera Leader. Nell’ambiente lavorativo che ha creato non c’è condivisione, non c’è alcuno scambio orizzontale, il flusso fluisce solo in maniera verticale dall’alto (e finisce sulle sue mutande). Ha mai provato a relazionarsi in modo equilibrato coi suoi collaboratori? Ne ha mai annusato le mutande? Potrebbe imparare qualcosa. È per questo che allegati alla presente missiva troverà imbustati un paio dei miei boxer migliori. Per insegnarle il valore della condivisione.

Potrei anche forse accettare il desiderio di emulazione nei confronti della Testata che dirigo ma dalle risposte che fornisce si nota tutta la sua inesperienza, la sua presunzione e i suoi non risolti conflitti anali.

Qui lei si lancia in avventurose interpretazioni freudiane. Prima mi accusa di esercitare l’attività di consulente senza qualifiche, poi è lei invece ad atteggiarsi da psicologa (ho controllato nell’Albo di settore e non c’è nessuna Uterina Cervice)! Lei predica bene, ma Ruzzle male.

Ricorderà in modo vago, data la sua ignoranza, l’episodio delle Forche Caudine in cui i soldati Romani furono costretti dai Sanniti non solo a passare sotto il giogo seminudi, ma anche a subire un atto di sodomia. L’episodio fu fonte di infamia e scoramento a Roma tutta.

I Romani, negli anni successivi, riuscirono poi a prendere via via il controllo dei territori dei Sanniti in varie battaglie, lasciando una scia di sangue nemico sul terreno.

Ora passa a dar anche lezioni di storia: lei millanta competenze non dimostrabili. Ha mai visto dei Sanniti? Io no. Nessuno li ha visti. Ah, certo, ci sono i reperti. Paccottiglia Made in China piazzata lì dagli archeologici per giustificare l’esistenza delle Facoltà di Storia, creare terremoti con i loro scavi, bloccare i lavori pubblici (guarda caso ogni volta che aprono un cantiere salta fuori una nave romana: ma le navi poi non stavano in mare?!) e farci credere che la Terra avesse dei Sanniti. Sveglia!

Una archeologica che scatta una foto alla nave che ha piazzato nottetempo in un cantiere per mostrarla alla Società Archeologica dimostrando di aver fatto il proprio lavoro di depistaggio

Ebbene, lei vive la condizione di chi vorrebbe praticar la sodomia su una donna per esprimere il suo controllo e dominio e non vi riesce per un blocco mentale, perché inconsciamente vive l’atto come impuro, innaturale e lesivo della dignità e teme per questo di incombere in una tremenda punizione. L’unico modo per sbloccarsi sarebbe una sodomia, ma la sodomia è proprio ciò che le impedisce di sbloccarsi. A causa di questo Limbo in cui si trova, lei scarica la sua frustrazione sui nostri lettori sodomizzandoli con le sue parole

Lei offende la nobile arte della sodomia accostandola ad attività di controllo e dominio. Mi rendo conto che per una persona come lei, abituata solo ad angariare il prossimo e anche il remoto, questa possa essere l’unica interpretazione che può dare al coito anale.

E io in verità, in verità le dico, invece, che il vero atto di sottomissione non è della persona sodomizzata ma del sodomizzatore: è costui che si dà pena per riuscir a ottenere l’agognata penetrazione che gli vien a lungo negata dalla persona proprietaria del culo, che decide e tempi e modi e modalità. Il sodomizzatore è un penitente che con umiltà si piega alla volontà altrui e ne accetta le condizioni. Se i suoi lettori han ricevuto sodomia verbale, è perché con grande magnanimità l’hanno concessa.

Mia cara, credo di averle dimostrato che lei parla senza cognizione. Accusa gli altri di incapacità e inesperienza, ma io qui vedo una sola persona incompetente ed è lei. Lei non è una Direttrice e nemmeno una Direttora: lei è una Direttante.

Detto questo, le porgo i miei più ossequiosi saluti, certo di averle dato materiale su cui riflettere, e la diffido dal diffidarmi.

Gintoki
Gatto professionista per Bontà Felina

Ps. Con “materiale su cui riflettere” non alludevo ai miei boxer.

PPs. Se poi vuole riflettere sui miei boxer, faccia pure.

PPPs Grazie per la copertina della sua rivista, sembra interessante e forse la acquisterò: dipende se la carta è spessa abbastanza per foderare le lettiere.


Speriamo di aver messo la parola fine a questa questione!

L’apostata del cuore – Comunicazioni di servizio

La pagina di consigli sentimentali che curo su questo blog può sembrare una rubrica umoristica. In realtà cerco davvero di offrire degli spunti di riflessione, per vie non convenzionali. È un esercizio di pensiero posteriore, che è come un pensiero laterale però considerato un po’ sfigato perché troppo vicino al buco del culo.

Le lettere che pubblico, a parte qualcuna scritta da me di sana pianta, le recupero online, magari adattando il testo per le mie finalità o aggiungendo parti non presenti.

Pensavo di non far nulla di male.

Se non che ieri pomeriggio ho ricevuto l’email che riporto qui sotto.


Egregio Signor Gintoki,

sono Uterina Cervice, Direttrice di Non solo pegging, portale di fashion style, glamour, new trends, love & sex e naturopatia anale. Ma credo che lei già ci conosca, quindi scrivo queste cose giusto perché mi piace leggermi.

Abbiamo fatto da palestra per molte tra le più quotate fashion blogger del momento, tra cui Romina Stracciamaroni e Maria Elisabetta Catarrosa e anche Chiara Ferragni seppur dalle sue successive scelte di vita abbiamo preso le distanze.

Seguo con interesse il suo blog o almeno così sembra dai miei feed RSS. Oppure è una delle mie stagiste che usa il pc per scopi personali al lavoro e dovrò licenziarla. Scherzo: mi paga bene – lavorare con noi è un grande privilegio e questo lo capiamo offrendo comodi pagamenti rateali ai nostro volontari – come potrei? Al massimo le farò causa.

Vengo subito al dunque perché mi sono già stancata: trovo assolutamente inappropriato l’utilizzo che lei fa delle lettere che i nostri lettori e lettrici ci inviano per chiedere un aiuto in amore e/o sesso e che noi pubblichiamo. Lei, oltre a copiare e ripubblicare tali lettere senza autorizzazione, fornisce consulenza sentimentale privo di alcuna qualifica. Per giunta, si fa anche definire Dottore. Io ho effettuato dei controlli e all’Albo dei Consulenti Sentimentali non risulta alcun Gintoki iscritto.

Lei crede che in questo campo ci sia spazio all’improvvisazione? Sa se fosse un mio collaboratore per quanti anni dovrebbe leccare le mie secrezioni dalla mia biancheria intima per riuscire a essere degno quel tanto che basta per mettere le mani su una tastiera?

Potrei anche forse accettare il desiderio di emulazione nei confronti della Testata che dirigo ma dalle risposte che fornisce si nota tutta la sua inesperienza, la sua presunzione e i suoi non risolti conflitti anali.

Lei infatti soffre chiaramente di Sindrome Sannitica.

Ricorderà in modo vago, data la sua ignoranza, l’episodio delle Forche Caudine in cui i soldati Romani furono costretti dai Sanniti non solo a passare sotto il giogo seminudi, ma anche a subire un atto di sodomia. L’episodio fu fonte di infamia e scoramento a Roma tutta.

I Romani, negli anni successivi, riuscirono poi a prendere via via il controllo dei territori dei Sanniti in varie battaglie, lasciando una scia di sangue nemico sul terreno.

Ebbene, lei vive la condizione di chi vorrebbe praticar la sodomia su una donna per esprimere il suo controllo e dominio e non vi riesce per un blocco mentale, perché inconsciamente vive l’atto come impuro, innaturale e lesivo della dignità e teme per questo di incombere in una tremenda punizione. L’unico modo per sbloccarsi sarebbe una sodomia, ma la sodomia è proprio ciò che le impedisce di sbloccarsi. A causa di questo Limbo in cui si trova, lei scarica la sua frustrazione sui nostri lettori sodomizzandoli con le sue parole.

Con la presente, dunque, oltre a invitarla a praticare su sé stesso della sodomia, la diffido dal proseguire le sue attività con la sua rubrica.

Per qualsiasi chiarimento voglia da me, la invito nuovamente ad autosodomizzarsi.

ps. per dimostrarle comunque la mia assoluta bendisposizione nei suoi confronti, al di là dello spiacevole e fastidioso equivoco tra di noi, le svelo in anteprima la copertina del prossimo numero della nostra versione cartacea, con una esclusiva speciale. Sperando di farle cosa gradita e umiliarla sbattendole in faccia il mio successo.

In Fede,

Uterina Cervice,
General Art Director & Stylish Manager


Sto valutando come approcciare una replica con questa persona, nel frattempo, in ogni caso, mi vedo costretto a sospendere la pubblicazione della rubrica.

L’apostata del cuore – 20/07/2017

Dopo una pausa, rieccoci con nuove richieste di soccorso sentimentale! SoS Gintoki è qui 24 h su 24, a parte ore pasti, sonno, altre attività.

Vi lascio con questo aforisma  di Hermann Hesse Ohesse

“Amore viene prima del cervello, sul vocabolario. Ma non in quello inglese, dove è il contrario”.


Caro Gintoki,
hai presente Guido Catalano? C’è una sua frase che dice “Se tu fossi il sole, cazzo che freddo.” Ecco io sto così. Ho lasciato un uomo così, che c’era e non c’era e adesso sono persa, non so che giorno viene dopo.
Vulva Irritata, Sessa Pessi (SA)

Cara Vulva,
non ho presente la persona che citi. Fa il meteorologo? Mi ricorda una citazione di un poeta anonimo: “Se tu fossi il sole potresti giustificare con l’esposizione ai raggi l’herpes che mi hai causato”. Per il tuo problema ti consiglio di comprarti un calendario.

Caro Gin,
ho 44 anni, da 3 anni sto con una donna che vive a Parigi. Entrambi benestanti non abbiamo fatto fatica a vederci e a goderci la relazione, poi lei ha mollato tutto ed è venuta a Milano. Dopo tre mesi, lei in crisi personale piena è tornata a Parigi. Ora siamo di nuovo su e giù da aerei e dentro e fuori hotel. Se le dico che mi trasferisco nicchia, se le dico vieni tu piange. Però dice che non può fare a meno di me. A volte penso che non possa fare a meno soltanto della mia salsiccia. Dovrei chiudere? Il limbo non mi piace.
Fungo Atomico, Starnuto sul Naviglio (MI)

Caro Fungo,
incontratevi a metà strada. Dicono che a Digione facciano un’ottima mostarda. Può essere un buon condimento per la tua saucisse.

Caro Gintoki,
esco con un uomo da qualche mese, niente di serio fino ad ora, ma per me le cose stanno cambiando e vorrei dirgli:” o dentro o fuori”.
Ho però fatto l’errore, a inizio relazione, di dirgli: “Sentiti libero di vedere altre persone”…Ora sono preoccupata. Aiutami, questo mi piace…
Serba Rancore, Colite in Bagno (LE)

Cara Serba,
non comprendo la questione che poni. Lui ti ha capita e sta quindi facendo dentro e fuori con altre donne.

Caro Gintoki, le scrivo perché ho bisogno di parlare di quello che mi sta succedendo. Ho 42 anni, un lavoro e un marito. Poiché mi è difficile dire quello che mi sta capitando, soprattutto argomentarlo, lo dico e basta: mi sono innamorata di un’amica. E tutto da quel momento mi sta precipitando addosso. Mio marito ha letto alcuni messaggini che ci siamo scambiate e ha capito. Io ho negato, ma lui mi ha minacciato: «Lo dico a tutti». Io ho negato anche se sono certa di essermi innamorata, perché quando penso a lei mi batte il cuore e quando stiamo insieme e mi sfiora il cuore batte come mai prima. Ma è possibile scoprirsi lesbiche alla mia età? È come se la vita mi avesse messo davanti a una porta chiedendomi di scegliere. Aprirla significa rinnegare tutto il mio passato, mettere un’ipoteca sulla serenità futura, distruggere un matrimonio. Non aprirla però significa condannarmi all’infelicità, alla menzogna, alla negazione di me stessa. Io so che mio marito sarebbe capace di sputtanarmi con tutti i nostri amici. «Moglie indegna», mi ha detto l’altro giorno quando ancora ha tirato fuori la storia dei messaggini. Pretende che io smetta di vedere la mia amica e che vada da uno psicologo. Non so che fare.
Pippa Forte, Bagno di Sangue (LU)

Cara Pippa, io comincerei col dire a tutti che tuo marito è un imbecille.

Caro Gintoki,
mi sento brutta ogni volta che mi piace un uomo, a ogni primo appuntamento. Se poi quello che mi piace è oggettivamente bello, capita poco ma capita, mi sento inadatta in tutto e per tutto. Vengo rimproverata per quella che da tutti è considerata solo una sciocca insicurezza.
Come ne esco? Perché mi piace uno e, purtroppo, è anche bello.
Trovata Percaso, Vado Ligure Torno Piemontese (SV)

Cara Trovata,
conosco delle persone affidabili e discrete che per un compenso ragionevole possono sfregiare il tuo uomo e imbruttirtelo quanto basta. Fammi sapere.

Due anni fa, avevo 42 anni, un amico mi costrinse ad andare con lui al circolo a provare una lezione di paddle e da quel momento vivo nel tormento, estraneo a me stesso e a tutte le persone che mi hanno circondato fino a quel momento. E’ bastato guardarlo per capire che era una parte di me, un colpo di fulmine, chiamalo come vuoi. Qualcosa che fino a quel momento non avevo mai provato e che comunque avrei pensato di provare. Con mia moglie era stata una storia diversa, cresciuta sui banchi di scuola, la mia confidente, la mia sensuale compagna di letto, la mamma dei miei meravigliosi bambini. Tutto perfetto, fino a quella maledetta lezione di paddle, al giorno dopo quando siamo andati a bere un aperitivo, e a quello dopo ancora quando…. Sono un bugiardo, un vigliacco, un debole che non ha la forza di scegliere e di dire la verità. Lui minaccia di lasciarmi se non mi decido a stare con lui, mia moglie soffre perché mi vede distante e anche sgarbato. Non riesco a guardare in faccia i miei bambini e penso che se la vicenda diventasse nota loro ne soffrirebbero.
Salvo Ripensamenti, Francamente Meninfischio (PE)

Caro Salvo,
in effetti ammettere di giocare a paddle e trovarlo anche piacevole può far provare molta vergogna. Non potevi darti al calcetto?

L’apostata del cuore – 06/07/2017

«È un mondo difficile, e vita intensa, felicità a momenti e futuro incerto» scriveva Khalil Gibran in una nota poesia. C’è tanto bisogno di certezze e soluzioni ai dubbi. Chi può farlo?

Io?

No, io rispondo soltanto alla posta, mi dispiace.

E viste le alte richieste di consulto medico, da questa settimana arrivano anche i consigli di salute! Vi rammento che io non ho alcuna specializzazione scientifica ma da quando ho scoperto che le malattie sono una invenzione di Big Pharma ho deciso di fare a modo mio.


Gentile Dottor Gintoki, a settembre mia figlia Virulenza frequenterà la prima media e io sono un po’ preoccupata. Ho saputo che nell’istituto che frequenterà si tengono corsi di educazione sessuale. A parte che non capisco la necessità, io ho fatto tutto da sola. Quando ho concepito mia figlia nessuno mi ha insegnato, ho semplicemente fatto mettere a mio marito i suoi semini nel mio fiorellino (abbiamo avuto delle difficoltà all’inizio perché per una incomprensione lui mi ha fertilizzato le margherite sul balcone). Io non voglio che mia figlia alla sua età apprenda certe cose o che peggio le somministrino controvoglia il gender.
Addolorata Perenne, Porto Rogna (NU)

Cara Addolorata,
io sono fortemente contrario a certi insegnamenti ai bambini.
Si sa che poi raccontano tutto a casa e i genitori, essendo creature vulnerabili, si impressionano.
Tuo marito ha fatto bene, alle piante bisogna donare amore.

Il mio fidanzato è un patito di selfie, e fin qui nessun problema. Il fatto è che gli piace postare foto e video di noi che ci baciamo, non gliene importa di violare la nostra intimità, e anzi dice che la cosa lo stimola. Per il momento è un gioco, però la sua ostinazione quando gli chiedo di smettere me lo fa sentire estraneo, quasi che io fossi la fidanzata della community e non la sua.
Linda Vulva, Piombate di Sotto (LI)

Cara Linda, posso comprendere il tuo stato d’animo. È lecito aspettarsi che certi momenti siano solo intimi e privati e sinceramente io non approvo l’invadenza nella vita altrui.
Comunque colgo l’occasione per dirti che a giudicare dalla foto di ieri l’ultima ceretta brasiliana non è riuscita benissimo, fossi in te mi lamenterei con l’estetista.

Ciao Gintoki. A maggio il mio fidanzato mi ha lasciata con un sms adducendo come spiegazione un generico “senso di disagio in mia presenza” che dice lo porta a non potermi più stare vicino. Lui non vuole incontrarmi per chiarire, però poi mi scrive che gli manco e mi copre di fiori e profumi costosi. Che sta succedendo?
Serena Gonorrea, Campione d’Italia a Tavolino (CO)

Cara Serena,
non fornisci molti elementi ma così a spanne dagli indizi un dubbio mi sovviene: da quanto non fai una doccia?

Sono un’espansiva, e temo che in amore sia un problema. Durante il sesso, mi piace parlare. Tanto. Ma gli uomini in questo anche a letto sono poco portati e non capisco perché.
Luce Spenta, Pasta al Paestum (SA)

Cara Luce, dipende da caso a caso. Se, ad esempio, parli con qualcun altro durante il sesso allora non è molto carino.
Inoltre ci sarebbero delle regole di educazione riguardo il quando non si parla e la bocca, ma siamo in fascia protetta quindi ti invito a consultare il manuale di galateo.

Gin, non so se sono un mostro o un idiota. Mi basta bere un bicchiere di vino per cominciare a flirtare con ogni donna. Le mie storie, anche quelle serie, finiscono così; mi lasciano perché mi giudicano poco serio o un alcolista o tutte e due, un alcolizzato poco serio. Invece sono uno che si fa il culo, lavoro 12 ore al giorno e non bevo mai, tranne magari nel weekend. L’ultima con cui stavo mi ha mollato in vacanza, sosteneva che volessi farmi l’istruttrice di vela. Si sbagliava di grosso, io puntavo alla maestra di tennis, comunque la capisco perché magari alla sera si alzava il gomito con la sangria e avrò certamente detto qualcosa che non andava. Non mi dire che l’amore mi farà cambiare perché comincio seriamente a dubitarne.
Dandolo Via, Frignando Moltoforte (BN)

Caro Dandolo,
è evidente che tu non abbia ancora incontrato la persona giusta.
Che nel tuo caso è una donna che beve per dimenticare.

Caro Gin,
pensavo di far parte di una coppia senza stupidi falsi (e anche un po’ moralisti) pudori, ultimamente però comincio a guardare con occhi diversi il mio partner, che è geloso del mio vibratore. Sembra uno scherzo ma non lo è. Un po’ per gioco sono andata in un sexy shop romano molto alla moda con un’amica e me ne sono comprata uno, che tra l’altro è pure un bellissimo oggetto di design tant’è che credo di averne visti di simili nei negozi di arredamento. Ammetto che quando sono in viaggio per lavoro da sola lo uso. Da quando l’ha scoperto, il mio fidanzato non perde occasione di mostrarmi il suo disappunto. Ho paura di urtare il suo amor proprio, ma non ti pare che lui esageri?
Maria Sole Cuoreamore, Smegma sul Clitunno (PG)

Cara Maria Sole,
sono un po’ confuso dal discorso sul design, o i sexy shop sono diversi da come li immaginavo oppure sei andata realmente in un negozio di arredamenti e quello che hai comprato è soltanto un raffinato Minipimer.
Venendo al tuo problema, è chiaro che il tuo lui soffra un po’ di gelosia. Quindi regalagli un vibratore per sollazzarsi durante la tua assenza. Fammi sapere.


ANGOLO SALUTE – L’aprostata del cuore

Dottor Gintoki,
ultimamente dalle mie parti intime affiora un odore di pesce. Cosa potrei metterci sopra?
Ottone Ossidato, Martina la fa Franca (TA)

Il vino bianco è un abbinamento sicuro e non si sbaglia mai.

Dottor Gintoki,
ma alla fine è vera o no la storia della lavanda di Coca Cola come anticoncezionale? Davvero basta solo quello?
Serva del Potere, San Piero in Bagno da Un’ora (FC)

No, non basta.
Ci vuole anche una Mentos.

Dottor Gintoki,
se non mi dedico ad alcuna attività e sto seduto, fumo e bevo come una spugna, mi sento bene. Quando però provo a fare attività fisica – dicono ci sia bisogno di farla – ho il fiato corto, mi fanno male il fegato e la milza e altri organi che non saprei identificare. Come si spiega?
Mistero della Fede, Medicina Trentatré (BO)

Caro Mistero, è evidente che lo sport stia nuocendo gravemente alla sua salute. Cessi immediatamente.

Dottor Gintoki, tendo ad avere la pelle delle mani molto sensibile e sottile, tal che basta un niente perché mi procuri un taglio con fuoriuscita di sangue che si interrompe dopo lungo tempo. Cosa posso fare?
Ugo la Doro, Campo Male (PZ)

Caro Ugo, si faccia proclamare santo.

Non è che serva un regista per girare la testa

È da molto che non vado al cinema. In verità cose che mi interessino non ce ne sono molte: negli anni sono diventato più selettivo (e anche schizzinoso, a dir il vero). Pagare un biglietto per vedere dei mappazzoni non è che mi stimoli molto.

Tra gli ultimi film che ho visto al cinema c’è stato Ghost In The Shell, in Ungheria. Lì non ho resistito: era per l’ammirazione che ho verso l’opera originale, un capolavoro dell’animazione nipponica.

Il film non era un granché: visivamente molto accattivante, con parecchie strizzate d’occhio all’opera originale, perdeva però un po’ quel che era il sostrato filosofico che c’è nell’anime. Sono dell’idea che certe cose debbano rimanere confinate nella nicchia per nerdoni e non possano essere trasposte pena delle perdite rilevanti nella conversione per il grande pubblico.

Inoltre avevo notato una certa monotematicità delle inquadrature: ogni tre scene una ripresa di spalle sul culo di Scarlett Johansson. Non sono un ipocrita, ammetto che il fondoschiena di SJ abbia una sua forma (artistica) e sappia bucare lo schermo con prepotenza.

Un po’ deluso comunque dal panorama cinematografico attuale, ho deciso di buttar giù qualche idea per pellicole che possano portare una ventata di freschezza nel mondo hollywoodiano e non solo.

SCI-FI

Terminator 6 – La rivolta ottuagenaria

Dato che sembra impossibile far fuori Sarah Connor, le macchine scelgono un’altra strada per impedire a John Connor di dar vita alla resistenza. Si sostituiscono agli anziani con lo scopo di ostacolare JC e fargli perdere tempo bloccandolo sul pianerottolo, alla posta, al supermercato, in qualsiasi luogo, con discorsi soporiferi sui nipoti, sui tempi della Guerra, sulla prostata e l’incontinenza urinaria. Arnold Schwarzenegger, nei panni di un cyborg novantenne, riuscirà a bloccare le gerontomacchine con un inganno, invitandole a seguire un cantiere della Metro C di Roma, ignare del fatto che non sarà mai completato.


SCIENCE FANTASY

Ma chi vi si incula: a Star Wars Story

Altro spin-off di Star Wars, che narra storie parallele (oppure prequel) della saga originaria. In Ma chi vi si incula scopriremo in modo più approfondito personaggi marginalizzati nelle precedenti trilogie: come era da adolescente l’Ammiraglio Ackbar? Lo pigliavano per il culo per la sua pronuncia? Come hanno messo su una band gli alieni jazzisti della Cantina a Mos Eisley? Gli Ewok hanno le pulci? Questo e altro nel nuovo capitolo spin-off della Saga.

Un gruppo di Ewok impagliati per il divertimento di George Lucas


EROS

50 sfumature di arcobaleno

Martina è una studentessa fuori sede iscritta al DAMS fuori corso dal 2004. È una ragazza normale, ogni anno bisestile un esame, ogni semestre uno shampoo, ogni sabato sera che termina abbracciata alla tazza a vomitare il duodeno.
Un giorno dimentica di usare l’acchiappacolore Grey e l’intero suo bucato diventa un quadro di Pollock. Abbigliata come un clown scolorito, attirerà le attenzioni e le avance di un suo coetaneo, feticista dei capi sbiaditi. Solo che Martina è asessuale perché ha letto su GQ che è il nuovo must dell’estate 2017, quindi non se ne fa niente.


PAOLO SORRENTINO

Le conseguenze dell’odore

Toni Servillo è Giangi, un esteta edonista annusatore di intimo di belle donne star del cinema. Mentre un giorno passeggia tra le vie di Taormina – pausa con ripresa a 360 gradi del tramonto sul mare – declamando poesie di Archiloco, incontra Marianunzia, ammaestratrice di giraffe – pausa con piano sequenza sulla giraffa che va a brucare da un albero centenario – che sogna una carriera cinematografica.

Giangi ne è estasiato o forse è l’effetto della coca che lei spaccia per mantenersi. A questo punto pensa che il non plus ultra sarebbe poter annusare le mutande di una star prima che diventi star.

Una sera dopo una cena elegante – pausa per ripresa panoramica sulla cucina del ristorante con dissolvenza sulla frittura di calamari – lei si immerge in una fontana come Anita Ekberg in La dolce vita. Le scene diventano in bianco e nero in modo gratuito. Dopo essersi fatta il bagno, lei si sfila le mutande e le offre a Giangi, che, dopo una pausa di riflessione di un quarto d’ora, esclamerà

“Eh no, mò le hai lavate, non sanno più di un cazzo”.


ANIME

L’Attacco dei Gitanti

Un tranquillo borgo di origine medioevale dove il tempo pare essersi fermato, una vecchina taglia la droga ogni giorno come si faceva un tempo, un artigiano fabbrica bong di ceramica, un bar serve Amaro del Capo per colazione. La calma e la pace vengono improvvisamente turbate dall’arrivo di un’orda affamata: i Gitanti.

Centinaia di Gitanti trasportati da torpedoni prendono d’assalto il borgo, schiamazzano, scattano foto, scattano foto schiamazzando, fanno il pediluvio nelle fontane. Solo un giovane potrà porre rimedio, un abitante del borgo che si scopre essere stato anche lui un Gitante, quella volta che partecipò a un campo estivo in colonia marittima con gita organizzata alle rovine di una città, che prima non erano rovine ma si sa come sono i ragazzini.

Un Gitante tedesco che si è scordato di mettere la crema solare prova a portarsi via una pietra del muro di cinta come souvenir


FILM INDIPENDENTI

(un titolo a caso che non c’entra nulla col film)

Un adolescente che ha perso i propri genitori al poker.
Una ragazza affetta da una rara malattia genetica che la porta a credersi Vittorio Sgarbi ogni volta che osserva un quadro.
Due città diverse.

I due non si incontrano mai perché ovviamente non si conoscono e il film potrebbe finire qua. Invece va avanti per un’ora e mezza con inquadrature con filtro vintage Instagram mentre viaggiano in autobus con la testa appoggiata al finestrino lercio accompagnati dalla allegra colonna sonora scritta da Thom Yorke.

(un altro titolo a caso che non c’entra nulla ma fa molto indie)

Una quattordicenne che scrive poesie sui rotoli di carta igienica e che è muta da quando i genitori si sono separati – erano gemelli siamesi – vive con lo zio trentenne, musicista negli Afflato Anale, una garage-band che sogna di sfondare e dai garage passare ai parcheggi delle pompe di benzina.
Lo zio all’improvviso muore per overdose di Coccoina e al funerale la ragazzina a un certo punto sembra aprir bocca per dir qualcosa ma in quel momento parte These Days di Nico con dissolvenza finale sui titoli di coda e non si saprà mai se avrà parlato o no.
La pellicola non verrà mai distribuita perché nel mezzo c’è una scena senza senso in cui lei e lo zio fanno il bagno nella vasca insieme. Tutto ciò – compreso il fatto che non l’abbia visto nessuno se non al massimo piratato – lo renderà un capolavoro del cinema non mainstream.