Non è che puoi sistemare con scotch e colla le scatole che ti sei rotto

Secondo me, a prescindere dai contagi e dagli spostamenti, ci sarebbe una zona importante da istituire per tutelare la salute pubblica.

La zona rotta.

La zona rotta non ha delimitazioni geografiche né è caratterizzata da una continuità di base. Possono esserci tante zone rotte senza che queste siano unite o contigue. Anzi, il principio base della zona rotta è lasciare le persone per i cazzi propri.

Un esaurimento da stress lavorativo?
Relazioni che hanno stancato?
Litigi familiari?
Il logorio della vita moderna?

Insomma, vi siete rotti?

Si entra quindi in automatico nella zona rotta. Chi vi si trova all’interno va lasciato in pace. Il grado di nervosismo del/i soggetto/i stabilirà la durata della permanenza nella zona.

Il principio della zona rotta non è solo permettere a chi si è rotto di sbollire in pace. Serve anche a tutelare le altre persone: si sa che il nervosismo e il malumore sono contagiosi e noi invece vorremmo cercare di evitare il diffondersi del malessere. Chi viola la zona rotta dovrà essere sottoposto a sanzioni: l’indice di negatività va portato a R=0, cioè Rotture Zero.

Può sembrare un provvedimento drastico ma alla lunga porterà benefici in termini di ricadute sociali. Del resto, c’è già chi autonomamente si pone in zona rotta (cioè si autoisola) quando non ne può più. Quindi si tratterebbe solo di istituzionalizzarla per obbligare anche i più riottosi, i negativisti – cioè quelli che se ne vanno in giro a portare negatività quando hanno le palle girate – a starsene un po’ tranquilli.

Zona rotta subito!

Non è che per fare leggi sullo stare a tavola organizzi cene decretini

Finalmente è arrivato.

Il Natale? Ma no, chi se ne frega. Il nuovo DPCM! Era attesa la nuova patch che fixasse i bug delle versioni precedenti e che avesse anche il contenuto extra ‘Festività 2020-21’. Il lavoro per il rilascio del nuovo software non è stato però agevole per gli sviluppatori e ha lasciato qualche perplessità agli utenti per l’effettiva installazione – ricordo che il DPCM comunque è autoinstallante, che vogliate o meno ve lo ritroverete – e il suo avvio.

Ecco quindi che vengo io in soccorso con delle pratiche FAQ for dummies!

Per motivi di lavoro devo spostarmi tra il 24 e il 25, entrando in diverse case. Devo fare un’autocertificazione per ogni casa cui faccio visita o ne basta una sola onnicomprensiva?
Se sei Babbo Natale ne basta una.
Se sei un ladro, se ti fermano penso avrai altre preoccupazioni.

La mia casa si trova sul confine tra due Comuni. Praticamente dormo sotto un’amministrazione e faccio colazione in un’altra. Come devo fare il 25-26 e l’1 se non ci si può spostare di Comune?
Io mi trasferirei nel Comune dove c’è il bagno.

Che colore avrò a Natale?
Dipende. Potresti ritrovarti giallo, arancione, rosso. Se sei blu, ti è andato di traverso qualcosa e stai soffocando.

Lavoro come figurante mummia in un museo, per spiegare ai bambini l’Antico Egitto. Purtroppo i musei son chiusi e non posso recarmici; le attività didattiche però sono consentite, a distanza. Il problema è che è poco credibile una mummia in un appartamento arredato IKEA. Cosa posso fare?
Mi dispiace, mummia: hai le mani legate.

In base al decreto posso invitare a pranzo a Natale i miei complici, giusto?
I conViventi, non i conNiventi. Legga meglio.

È possibile entrare nelle seconde case? Anche quelle altrui?
Credo sia violazione di domicilio, poi veda lei.

Secondo il DPCM le coppie che vivono in luoghi diversi possono riunirsi, purché siano conviventi. Io e la mia ragazza non siamo conviventi, che devo fare per ricongiungermi a lei?
Avere un pene moooolto lungo.

Non è che se chiedi chiarimenti a un inglese lui ti risponde “FAQ you”

Ci risiamo. Sono rispuntate le zone rosse. Si sono estese, hanno ripreso il controllo dei nostri territori.

E, ancora, una volta, c’è grande confusione – e c’è grossa crisi – su modi, tempi e regole delle prescrizioni dei decreti.

Ma io sono qui per sgombrare il campo da dubbi. O crearne di altri. Ecco quindi delle pratiche FAQ su cosa si può o non si può fare in zona rossa.

Le scuole sono aperte?
Solo fino alle prima media. Al compimento dei 12 anni si va a lavorare, ché già ci sono in giro troppe braccia rubate all’agricoltura.

Ci si può spostare per andare in chiesa/luogo di culto?
Certo, ma sull’autocertificazione vanno indicati un recapito e un contatto della propria divinità per le adeguate verifiche della veridicità della propria fede.

Posso usare l’automobile con un’altra persona?
Sì ma portatevi dei giornali per tappezzare i vetri.

Posso usare la bicicletta?
Sì, per andare al lavoro. Per fare attività fisica, invece, solo nei pressi dell’abitazione. Quindi se vai al lavoro in bici ricorda di non far assolutamente vedere che stai facendo attività fisica e/o sudando. Magari spostati solo in discesa.

Posso uscire a comprare solo alimenti o anche beni diversi?
Puoi comprare altre cose ma poi dovrai comunque mangiarle.

Posso uscire col mio animale da compagnia?
Non lo so, prova a chiederlo a lui se gli va di uscire con te.

Sono consentite le assemblee di condominio?
Sì ma bisogna picchiarsi mantenendo il metro di distanza.

Posso incontrare persone a casa mia?
Se vivete almeno in due avrete modo di incontrarvi più volte e in diversi punti della casa.

Le fiere sono vietate?
Esatto. Se siete nel mezzo del cammin di nostra vita ne potete però incontrare tre.

Non è che lo starnuto è la goccia che fa traboccare il naso


ATTENZIONE Il seguente post non ha alcuna scopo di istigare ad atteggiamenti contrari alla sanità, all’istruzione, al buon senso, a qualsivoglia cosa.


Quando andavo al liceo, da metà Novembre in poi sino alle vacanze di Natale era un periodo turbolento.

C’erano le manifestazioni. E se non c’erano le manifestazioni si occupava. E se non si poteva occupare si passava agli atti terroristici nottetempo:

– svuotamento degli estintori nelle aule;
– spargimento di sterco di gallina;
– spargimento di letame di maiale;
– spargimento di larve di mosca.

Le seguenti opzioni non sono alternative: venivano tutte compiute in sequenza. Possibilmente a ridosso dei weekend.

Barbarie pura. Nient’altro che criminalità. E la cosa più grave dell’ultimo atto vandalico è che non erano le larve a contaminare l’ambiente, ma l’ambiente di noi studenti a contaminare le larve.


L’igiene durante l’età dell’adolescenza corrispondeva più o meno all’attenzione alle pratiche igieniche nel ‘600 parigino: al massimo una lavata al viso, bagno annuale e per sentirsi puliti bastava cambiare abito. O al limite spruzzarlo di deodorante.


Oggigiorno lo studente moderno ha un’opzione molto più elegante per il boicottaggio scolastico.

IL COMPAGNO POSITIVO

Il compagno positivo è una risorsa ecologica, economica e più pulita (se non si va troppo per il sottile e non si dispone di microscopio).

Per saltare un po’ di scuola che c’è di meglio dello spargere un po’ di compagno positivo nelle aule?

Il compagno positivo può toccare muri, porte, banchi, sedie, magari dopo aver cercato nelle proprie narici testimonianza delle sue radici.

Il compagno positivo può lasciare dei droplets (parola straniera che vuol dire goccioline respiratorie, ma siccome goccioline respiratorie è difficile da pronunciare  ci hanno fornito un termine in sostituzione) in giro a caso, starnutendo, scaracchiando, giocando a sputo del nocciolo.

Il compagno positivo lanciato lungo un corridoio su un nuovissimo banco a rotelle ha una scorrevolezza 5 volte maggiore di un normale shampoo Pantene e può raggiungere coi propri microbi anche gli angoli che le normali scope non raggiungono.

Il compagno positivo abbinato agli upgrade (venduti separatamente) a) genitore/i negazionista/i b) docente negazionista c) dirigente scolastico negazionista, ha il bonus reductio ad absurdum firmato Gorgia di Lentini:

  • Il virus non c’è (così può continuare a spargerlo)
  • Se anche qualcosa ci fosse non è contagioso per l’uomo (così può continuare a spargerlo)
  • Se anche fosse contagioso, è colpa degli immigrati (a meno che non sia un immigrato, può continuare a spargerlo)

Il compagno positivo: e sei subito virale.

Non è che ti compri una lampadina per avere un’illuminazione

Stasera mi trovavo a riflettere e condividere opinioni sulla condizione di difficoltà che vive il Mondo. Virus, crisi economica, conflitti, peli incarniti.

Guardavo il fondo di un bicchiere vuoto in attesa di un qualcosa che neanche io comprendevo.

Una guida, un faro, un gps, un’Alexa.

Un nuovo partito? No, è banale e troppo locale.

Poi ho ricevuto l’illuminazione.

La rivelazione si mesceva in me come il vino che prodigiosamente, per Grazia (la proprietaria dell’enoteca), colmava il calice. Su un tovagliolo ho trascritto le cose che ora vado a condividere di quello che è il vero e unico credo cui dovremo votarci per uscire dalla crisi.

Ho deciso di chiamarla Religione Pecorina, in omaggio al bianco Pecorino di cui mi son abbeverato.

I caratteri della Pecorina sono i seguenti:

– Esiste un’unica divinità. Ma ha migliaia di sessi: è parente alla lontana dello Schizophyllum commune, un fungo – fatto vero (come tutti quelli che scrivo qui, diamine!) che ha 23.328 “sessi” diversi. Può quindi accoppiarsi con altre migliaia di sessi. Ma essendo unico al mondo non fa mai sesso, se non a pagamento.

– Dalla verità di cui sopra deriva la sua non-binarietà. Si fa chiamare quindi Di*.

– Di* ha concesso agli umani due vite: se in entrambe ci si comporta bene, l’anima è salva. Se in entrambe ci si comporta male, è maledetta. Se in una ci si comporta bene e nell’altra male, si avrà a disposizione una vita supplementare (di durata ridotta) per definire il risultato. In caso di parità, si va ai calci di rigor mortis.

– Di* esiste ma solo nei giorni feriali e comunque raggiungibile solo dalle 8:30 alle 17:30.

– A Di* fa arrabbiare l’odore di ascella dei mezzi pubblici.

– A Di* piacciono i gatti ma anche i cagnoni gioconi simpaticoni.

– A domande quali: Ma perché esistono le malattie?, Ma perché ci sono le zanzare?, e altre simili, Di* risponde che è colpa dei governi precedenti.

– Di* è amore ma non sempre: delle volte solo sesso. Delle altre restiamo amici che è meglio.

– Di* non si arrabbia se non credi in lui e non ti giudicherà per questo. Però avrà un calo di autostima.

– Di* non fa miracoli. Però concede botte di culo per trovare parcheggio.

– A Di* non piace che lo stai a pregare. Piuttosto, mandagli un modulo con un elenco di richieste. Lo ignorerà, però è più pratico.

– Festeggia le festività che ti pare oppure non festeggiarle. Però comunque niente regali brutti o riciclati.

– Di* ti vede se commetti atti impuri. Ma non gliene frega niente. Al massimo si ecciterà.

Cosa aspettate? Convertitevi alla Pecorina!

Non è che ti rivolgi a un musicista se ti serve avere un buon piano

La nuova attività che ho iniziato negli uffici della Sgranocchia&Sottrai Inc. è stata preceduta da diversi scambi di mail con i reparti HR e Health&Security riguardanti tutta una serie di accortezze, regole, disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro. Ciò mi ha dato degli spunti di riflessione.

È molto importante che l’azienda, l’ente, la società presso cui una persona lavora abbiano un piano di evacuazione.

I lavoratori devono poter evacuare in qualsiasi momento, se necessario.

Avendo molte esperienze lavorative alle spalle e avendo visionato e frequentato diverse sedi di lavoro, devo purtroppo dire che non tutti i luoghi erano ben attrezzati e pronti per le evacuazioni.

Un buon piano per evacuare comprende:
1) Un bagno (ovviamente)
2) Un bagno che però sia dotato di potente ventola di aspirazione d’aria e/o una finestra
3) Un bagno che sia però dotato, oltre alla potente ventola ecc ecc, di un lavandino, interno all’ambiente del water
4) Un bagno che però sia, oltre che dotato di potente ecc ecc e di lavandino ecc ecc, situato anche in una zona più appartata (es. in fondo al corridoio) onde garantire la necessaria tranquillità del piano di evacuazione e non, come a volte ho visto, posizionato magari di fronte/di fianco la sala riunioni o l’ufficio del megadirettore.

Ispettori della sicurezza probabilmente compiacenti con i plutocrati queste cose non le valutano, evidentemente, altrimenti non mi spiego perché nella mia carriera ho visto quel che ho visto.

È evidente, inoltre, come la società moderna imponga la costrizione all’uomo. Gli insegna che sia giusto reprimersi, trattenersi dall’esternare i propri bisogni.

Auguste Comte ha diviso la sociologia in Statica sociale e Dinamica sociale. Io vorrei arricchire la sua intuizione con un terzo concetto: la Stitica sociale, che analizza il movimento intestinale influenzato dai fenomeni esterni. E uno di questi fenomeni è proprio un insufficiente piano di evacuazione dell’azienda!

Spero che qualcuno prima o poi cambi le cose.

Allego una diapositiva del mio momento di riflessione:

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Non è che ti serva il frigo se hai avanzato una proposta

Si è molto parlato, in settimana, della proposta di istituire la figura dell’assistente civico, di colui, cioè, che dovrebbe per le strade controllare le persone ma in realtà non controllare, far rispettare le distanza ma in realtà senza dare ordini, segnalare ma senza far fare multe…non ho ben capito.

Prendendo però spunto dall’idea, ho pensato di avanzare una mia proposta per un ruolo secondo me più di pubblica utilità.

L’Assistente Cinico.

Esempi in cui può entrare in campo l’Assistente Cinico.

  1. Hai perso mezz’ora a scegliere un vestito adatto per uscire.
    AC: «Tutto ‘sto tempo per mettere questi straccetti?».
  2. Ti iscrivi in palestra ma non segui con costanza.
    AC: «300 € di abbonamento per avere il fisico da lanciatore di coriandoli?».
  3. Tendi a darti delle arie.
    AC: «Sì ok, ma tua madre ti stira ancora le mutande».
  4. Dopo poco tempo di frequentazione pensi di aver trovato l’amore della tua vita.
    AC: «Come quegli altri 10 amori della vita di cui ora hai delle bambole vudù nell’armadio?».
  5. Pensi di aver scritto un libro geniale che tutti dovrebbero leggere.
    AC: «È per pareggiare le gambe del tavolo, spero».

L’Assistente Cinico non è un guardiano della morale né un poliziotto del carattere: è la voce del contrappeso quando il cittadino e la realtà si perdono di vista. È il campanello che suona per svegliarti e indurti alla riflessione. È il cagacazzi di cui non sentivi il bisogno ma che in quel momento ti meriti.

A breve uscirà il bando!

Non è che per spostarti devi avere una buona Regione

Lo sapevate? Siamo in piena Fase 2, il che vuol dire che riguardo le cose che si possono fare, ci sono 3 opzioni:

  1. È possibile
  2. Non è possibile
  3. È impossibile.

Questa è una citazione, bravo chi indovina.


Già, ma in concreto cos’è che si può fare?

Ci penso io a fare chiarezza.

D: Posso riprendere la mia attività di escort d’appartamento?
R: Sì ma si può consumare solo da asporto.

D: Posso andare a prendere il mio cambio di vestiti estivi che ho lasciato in un’altra Regione? Siamo a maggio e ho solo maglioni di lana di alpaca.
R: Puoi mandare un tuo maglione che immagino dopo tutto questo tempo ormai cammini da solo.

D: Posso aprire un negozio?
R: Credo che saresti incriminato per effrazione.

D: Si può praticare del sesso orale?
R: Solo con la mascherina.

D: Sono un prete. Posso andare a sposare una mia amica in un’altra Regione?
R: Credo che il celibato ecclesiastico non sia ancora stato abolito.

D: Devo consegnare un anello, posso spostarmi?
R: Solo se sei Frodo.

D: Posso portarmi a casa una persona che ho appena conosciuto?
R: Sì però il giorno dopo va regolarizzata con almeno una proposta di fidanzamento.

D: Come si fa a capire quando c’è un assembramento?
R: Se alzi un braccio e la gente si sposta vuol dire che eravate troppo vicini, tal da sentire la tua ascella.

D: Potrà riaprire il circo? Ero un lanciatore di coltelli e ora sono fermo.
R: Non possono riaprire al momento. Tu però potresti specializzarti in taglio di capelli a distanza.

D: Posso portare mia suocera fuori?
R: Sì ma mettile guinzaglio e museruola.

Non è che ti serva una siringa per una iniezione di fiducia

Chi mi segue sa che cerco sempre di proporre idee creative per migliorare la vita quotidiana. Provo a stare un passo avanti gli altri, anche se capita spesso che qualcuno mi superi.

Avrete sentito che The Donald ha proposto iniezioni di candeggina e disinfettante per mettere al riparto le persone dal contagio (poi la Casa Bianca ha detto non è stato capito, a me sembrava serio, va be’). Perché io non ci ho pensato? D’altronde, però, se lui è Presidente degli Stati Uniti (o POTUS) e io no ci sarà un motivo.

Prendendo però spunto dalla sua idea, mi sono chiesto se ne fosse possibile applicare il principio anche in altri ambiti.

E quindi:

  • Lo Svelto pulisce i piatti. C’è un modo per inserirlo dentro al cibo che prepariamo, in modo da avere pietanze che non sporcano, anzi lasciano i piatti brillanti?
  • La soda caustica spurga le tubature in 10 minuti. C’è un modo per fare qualcosa del genere con le persone costipate facendogliela ingerire?
  • I filtri dell’aria possono trattenere particelle nei sistemi di ventilazione. C’è un modo di installarli all’interno delle narici delle persone?
  • Il liquido refrigerante raffredda il motore. C’è un modo per iniettarlo nelle persone per proteggerle dalle alte temperature estive?
  • I lubrificanti intimi si utilizzano per diminuire la frizione durante i rapporti sessuali, in particolare quelli anali. C’è un modo per iniettarli direttamente nel pene o nel culo in modo che diventino autolubrificanti?

Se ci fossero altri spunti, mettiamoli insieme!

Non è che un batterista ci sappia fare in cucina solo perché è bravo coi piatti

Oggi vorrei parlare un po’ di cucina, dato che mi ci sto dedicando in questi giorni. Probabilmente i piatti che presento già li conoscerete e certo non ho la pretesa di fornire insegnamenti, è giusto per scambiarsi magari anche qualche parere e consiglio.

Prima di cucinare in genere mi preparo a livello fisico e mentale. Per cominciare, corro su e giù per le scale per fare una bella sudata ed espellere le tossine dal corpo. Mi consulto poi con il mio Consiglio di Amministrazione:

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Infine mi aspergo con una soluzione di succo di limone e bicarbonato, che anche se la cosiddetta “scienza ufficiale” non ce lo dicono io invece ve lo dico.

Fatta queste operazioni, sono pronto per proporre delikatessen come queste:

ARIA FRITTA
L’aria è fritta è un piatto semplice e veloce, utile quando si vuole qualcosa di gustoso e pratico. Va detto che io spesso sono un po’ pigro e l’aria fritta me la prendo già bella e fatta da qualche programma televisivo di dibattito&opinione. L’altro giorno però me la sono preparata io, è bastato:
– Un abbondante discorso vacuo e fumoso
– Tutta farina del mio sacco
– Olio per friggere, di solito prendo quello dei capelli di Mickey Rourke
Gettare il discorso nella farina e poi nell’olio bollente. Mio piccolo segreto, faccio una doppia frittura: dopo una prima scottata nell’olio bollente tolgo e poi ributto dentro, in questo modo la panatura dell’aria viene bella croccante.

CARPACCIO DI FICA
Un piatto tenero e delicato che però necessita di alcune attenzioni.
1) La fica dev’essere bella fresca appena colta.
2) Prima di consumarla, dato che è un piatto crudo, va abbattuta. Quindi consiglio di raccontarle delle cose noiosissime, tipo di quel record di trofei che avete fatto alla PlayStation, della cervicale di vostra zia, dei calciatori sconosciuti degli anni ’90 eccetera.
3) A questo punto potete fare la fica a fettine sottili e condirla con due cucchiai d’olio, del succo di limone e, se gradite, del pepe verde. Oppure del pepe rosso. Oppure del pepe nero. Oppure del pepe bianco. Oppure tutti insieme per ricreare la bandiera del Kenya.

RISVOLTINI PRIMAVERA
Qui è questione di gusti, io preferisco il risvoltino di jeans perché il rotolino è bello spesso, c’è chi invece preferisce il risvoltino di cotone o stoffa, più leggero e sottile. In ogni caso, l’importante è il ripieno del risvoltino:
– un po’ di raccapriccio e inestetismo tagliati a listarelle e saltati in padella
– unite la carne di polpaccio tagliata fine
– aggiungete dei germogli di mortacci soia
Riempite il risvoltino e friggetelo. Per dargli più sapore lascio un po’ la gamba ancora dentro il pantalone.

GRIGLIATA DI COGLIONI
Qui sono gusti per quanto riguarda il taglio: in genere a me i coglioni piace farmeli a fette belle grosse. Per farlo vado a leggere i commenti online alle notizie, garantisco che vengono delle belle fette di coglioni spesse che poi butto sulla brace con un po’ di rosmarino. La cottura è questione di gusti, anche se secondo me dev’essere fatta rigorosamente al sangue, quindi sgozzo personalmente un hater.

FREGNACCE DOLCI AL CIOCCOLATO
Questa è una variante delle fregnacce alla sabinese, un tipico primo dell’alto Lazio (fatto vero): queste che propongo sono invece uno sfizioso fine pasto o snack per la merenda.
Per le fregnacce mi rifornisco anche qui in televisione e le butto nell’olio bollente: quando si fanno croccanti e formano sulla superficie delle bolle, le tolgo e le asciugo nella carta igienica per asciugare un po’ il retrogusto di stronzate. Mentre si raffreddano faccio sciogliere il cioccolato con qualche frase carina. Una volta che è bello fuso per me, lo cospargo sulle fregnacce.

Buon appetito!