Non è che tratti le ragazze responsabili come telefilm perché le consideri serie

È settembre, ripartono le serie tv, altre nuove ne vengono annunciate e noi tutti siamo in trepida attesa davanti ai nostri schermi.

Purtroppo sapete cosa manca a queste grandi produzioni che ormai rivaleggiano e superano il cinema? Un po’ di italianità, un po’ di quella fantasia nazional popolare che tanto ci è cara. Ed è per questo che sono intervenuto io e, nelle vesti di sceneggiatore, ho provato a riscrivere la trama di qualche serie famosa.

F4: BASITO!


La casa de Spoleto
In questa serie in innumerevoli stagioni, un geniale individuo noto come “Il Professore” escogita piani arzigogolati per fregare lo Stato e fare un sacco di soldi, con l’aiuto dei suoi soci, chiamati in codice: Assisi, Torgiano, Gualdo Tadino e la bella Acquasparta. I Carabinieri brancolano nel buio e non riescono a incastrarlo, finché non arriva Don Matteo che, raccontando al Professore del Buon Ladrone crocifisso accanto a Gesù che, pentito, si raccomanda a lui per la salvezza dell’anima, lo costringe a redimersi. E il Professore inspiegabilmente si redime. Arriva a quel punto la bella Marescialla (interpretata da Nino Frassica) di cui il Professore è innamorato e finisce tutto in sorrisi e tarallucci.

Il racconto dell’amica geniale/The brilliant friend’s tale
In un futuro distopico gli Stati Uniti, trasformatisi in una dittatura, hanno deciso di vivere come se fossero un rione di Napoli degli anni ’50. Tutte le donne sono quindi costrette a vestirsi quotidianamente come in uno spot di Dolce&Gabbana nostalgico e sessista.

La regina dei Cesaroni
La storia racconta di una bambina prodigio degli scacchi che, rimasta orfana, viene adottata dalla famiglia allargata dei Cesaroni. La bambina insegue il sogno di diventare Maestra di scacchi finché Claudio Amendola non la convince che gli scacchi sono roba da borghesi Pariolini ed è meglio andare a tifare Roma allo stadio.

Il Trono di Gomorra
Johnny Snowastano è l’erede di una potentissima famiglia che dominava il Continente Occidentale di Westerondigliano, finché non hanno fatto fuori il padre pazzo in un agguato. Siccome è un po’ un babbeo e non sa niente, viene spedito a farsi un po’ le ossa lontano da casa. Quando torna non sa comunque niente, però c’ha una bella cicatrice perché mi ha detto mio cugino che una volta è morto. Incomincia a trombarsi sua zia perché così la piazza di spaccio di Approdo del Boss – che la zia si vuole pigliare – resta in famiglia, solo che poi si sa come vanno queste cose nella malavita, finisce che le deve sparare in un regolamento di conti.

Provaci ancora Dexter!
La Professoressa Camilla Dexter (interpretata da Veronica Pivetti) si trova a gestire una doppia vita: di giorno appunto quella di insegnante, l’altra, segreta ai più, di torturatrice e killer di studenti ignoranti e indisciplinati. Una serie che, con ironia e leggerezza, ci racconta dello stress quotidiano vissuto da un docente e di come ripulire in modo efficiente i pavimenti sporchi di materia cerebrale.

Un mad man in famiglia
Un occhio puntato sulla famiglia di Don Draper, stimato pubblicitario della periferia di Roma, alle prese con divertenti ed eccentriche avventure che coinvolgono i figli, la moglie, il nonno, l’alcool, le prostitute, la droga, insomma la vita di un qualsiasi italiano medio.

House al Sole
Intrighi, tradimenti, morti sospette, voltafaccia, traffico impazzito, sole e mare e pizza: tutto questo è House al Sole, la fiction che narra le vicende di Franchino Sottobosco, portiere di condominio di Napoli che sogna di diventare Presidente degli Stati Uniti. Purtroppo appunto è di Napoli e quindi al massimo può ambire a diventare amministratore di condominio.


Sono sicuro che queste proposte faranno il picco di audience!

Non è che siamo un popolo di santi, poeti e Google Maps

Oggi voglio scrivere di un tema troppo poco dibattuto ma che rappresenta a mio parere una grave minaccia per la nostra libertà. Passerò per visionario, complottista, complottario e visionista ma sento il dovere di parlare. Mi riferisco alla dittatura dei navigatori. Sì, avete capito bene. Svolta a sinistra. Prosegui dritto. Alla rotonda, prendi la terza uscita. A chi appartengono queste voci che ci danno degli ordini? Li avete mai visti in faccia? Ovviamente no, perché non hanno un volto.

SONO ARTIFICIALI.

Io sarò anche un ignorante rispetto ai cosiddetti “scienziati”, ma mia nonna mi aveva insegnato che le cose naturali sono le migliori. La scienza vuole per caso andare contro le nonne che hanno costruito questo Paese?

Soprattutto, chi è che paga questi navigatori? Noi no di certo, perché ormai grazie agli smartphone li utilizziamo gratis. È chiaro a tutti che nessuno dà mai niente per niente: se un prodotto è gratis, c’è sicuramente qualcos’altro dietro. Per me è molto probabile che siamo cavie di un esperimento. Sì, avete capito bene: siamo esperimenti di una cavia.

Chi produce i navigatori vuol renderci schiavo di essi. Quando non potremo più farne a meno – ed è vicino quel momento: vedo gente impostare la navigazione anche per percorrere 200 metri – saremo alla loro completa mercé. Potranno disporre di noi come credono. Un uomo privato del senso dell’orientamento è un uomo privato del senso dell’orientamento.

Vi è mai capitato di seguire il “percorso più veloce” consigliato da un navigatore e ritrovarvi su sterrati, mulattiere, canali di Venezia? Servono altre prove per confermare che si stanno prendendo gioco di noi?

Alcuni esempi che la “scienza ufficiale” non ci spiega

Se ancora quanto ho detto non è convincente, provate a leggere al contrario Maps. Sì, avete capito bene: si legge SPAM.

Spamming o spam è l’invio, talora massiccio e ripetuto, tramite operatore o con modalità automatizzate, di comunicazioni non richieste (via telefono, e-mail, fax, sms o mms), senza che il destinatario abbia ricevuto un’informativa sul trattamento dei dati personali o abbia prestato il consenso a ricevere messaggi. Negli ultimi tempi, lo spamming sta interessando anche il mondo dei social network e quello dei sistemi di messaggistica per
smartphone e tablet. Lo spammer – cioè colui che invia lo spam – utilizza riferimenti (e-mail, numeri telefonici, ecc.) per l’invio di messaggi promozionali spesso raccolti in modo non lecito o in maniera automatica via Internet (su gruppi Usenet, newsgroups, forum, ecc.), mediante speciali programmi (spambot, ecc.) o, più semplicemente, facendo invii massivi a caso ad indirizzi e-mail basati sull’uso di nomi comuni. Scopo dello spamming è veicolare messaggi pubblicitari, ma tale pratica è legata anche a veri e propri tentativi di truffa, come il phishing. In Italia l’invio di messaggi automatizzati a fini promozionali non desiderati è soggetto a sanzioni amministrative e penali.

Avete capito?
– Messaggi indesiderati: quante volte la voce del navigatore si dilunga in informazioni sulla toponomastica superflue?
– Automatizzati: la voce appunto del navigatore;
– Truffe: vuoi andare in un posto e poi ti incastri in un sottopassaggio (vedi immagine sopra).
Il tutto avviene alla luce del sole, tanto da metterci anche la firma con spam all’incontrario. Del resto diceva Edgar Allan Poe che «Il posto migliore per nascondere qualsiasi cosa è in piena vista». E lo dice Poe, non un pincopalla qualsiasi. E scusate se è Poe.

Se tutto ciò non vi avesse ancora convinto, vi siete mai chiesti cosa significhi la sigla GPS? Global Positioning System? Questo è quello che ci hanno sempre fatto credere. Forse non sapete che GPS sta anche per General Problem Solver (fonte), un programma per computer creato nel 1959 (in piena Guerra Fredda: coincidenza?) in grado di risolvere problemi complessi, prove logiche, financo risolvere gli scacchi. In parole povere: un sistema di intelligenza artificiale. Sì, avete capito bene: intelligenza artificiale. Sembrava molto promettente, poi a un certo punto non se ne è sentito più parlare. Casualmente, negli anni ’70 è venuto poi fuori il GPS (il global positioning ecc) che conosciamo noi. Altra coincidenza?

Intelligenza artificiale. Posizionamento. Segnali radio. Non basta tutto ciò a far scattare un senso di pericolo in tutti noi?

 Non facciamoci imporre la navigazione. Ribelliamoci.

Svegliatevi, gente!
Meditate, gente!
Fate attività fisica, gente!
Bevete tanta acqua e non uscite nelle ore più calde, gente!

Io ora smetto di scrivere prima che mi rintraccino col navigatore.

Non è che l’atleta olimpico pensi al rovescio della medaglia

Come si sa o come non si sa, sono in corso i Giochi Olimpici di Tokyo 2020.

Purtroppo con mia delusione – anche se non son del tutto sorpreso – non sono stati inserite nel programma alcune discipline sportive che meriterebbero invece la ribalta olimpica. È una dittatura sportiva? Io ne son proprio convinto.

Per fare un po’ di giustizia in questo grande scandalo, ho pensato di illustrare qui gli sport che meriterebbero ben altra considerazione:

Salto del pasto
Sport di antica tradizione, il salto del pasto è attività aperta a tutte le età (con le dovute precauzioni). Il primatista mondiale è attualmente il Sig. Rocco Mancuso da Ficarazzi, che una domenica di maggio 2017 ha saltato un pranzo dalla nonna, nonostante l’appetibile menù e i ripetuti inviti da parte dei familiari. L’impresa gli è costata il disconoscimento da parte della famiglia. «Avevo fatto un incidente ed ero al pronto soccorso, non volevo», si è schermito l’atleta, dimostrandosi anche campione di modestia.

Esibizione alla sbarra
Disciplina destinata agli imputati impegnati in un processo, si attua a corpo libero o ammanettato a seconda dei casi. L’esibizione termina quando il giudice decide di farti portare via.

Inseguimento all’autobus
Sport emozionante, praticato ogni mattina da migliaia di persone che corrono incontro il mezzo pubblico esibendosi in ampi gesti per manifestare la propria presenza – una giuria giudicherà anche le segnalazioni più spettacolari – implorando di non chiudere le porte, mentre l’autista, con fiero sadismo, mette in moto per partire.

Giramento della frittata
Nulla a che vedere con la cucina – difatti la UEFA (Uova E Frittate Artigianali) vorrebbe un cambio di denominazione per evitare confusione -, questa disciplina richiede grandi doti di manipolazione e dialettica, per rivoltare un discorso a proprio favore. L’attuale campione, che preferisce restare anonimo per umiltà, è l’inventore della frase «Non sono razzista sono loro che sono razzisti».

Calcio alla fortuna
La primatista del mondo è una donna californiana che nel Novembre 2020 ha acquistato il biglietto – rivelatosi vincente – della lotteria di Stato (primo premio 26 milioni di dollari), perso poi perché lavato insieme ai pantaloni in una lavanderia a gettoni. Difficile eguagliare il record, però sono certo che ogni giorno ci siano grandi atleti che con dedizione e applicazione sprecano occasioni fortunate.

Lancio del giovanotto
Ragazzini impertinenti, giovinastri molesti? Quante volte avremmo voluto scaraventarli lontano via dai piedi? Il lancio del giovanotto permette tutto ciò! In perfette condizioni di sicurezza – per il lanciatore – scagliate l’imberbe giovinetto il più lontano possibile tra il plauso della folla!

Tiro a Pioltello
Specialità che consiste nello sparare ai cartelli stradali che indicano la località milanese di Pioltello.

Non è che puoi sistemare con scotch e colla le scatole che ti sei rotto

Secondo me, a prescindere dai contagi e dagli spostamenti, ci sarebbe una zona importante da istituire per tutelare la salute pubblica.

La zona rotta.

La zona rotta non ha delimitazioni geografiche né è caratterizzata da una continuità di base. Possono esserci tante zone rotte senza che queste siano unite o contigue. Anzi, il principio base della zona rotta è lasciare le persone per i cazzi propri.

Un esaurimento da stress lavorativo?
Relazioni che hanno stancato?
Litigi familiari?
Il logorio della vita moderna?

Insomma, vi siete rotti?

Si entra quindi in automatico nella zona rotta. Chi vi si trova all’interno va lasciato in pace. Il grado di nervosismo del/i soggetto/i stabilirà la durata della permanenza nella zona.

Il principio della zona rotta non è solo permettere a chi si è rotto di sbollire in pace. Serve anche a tutelare le altre persone: si sa che il nervosismo e il malumore sono contagiosi e noi invece vorremmo cercare di evitare il diffondersi del malessere. Chi viola la zona rotta dovrà essere sottoposto a sanzioni: l’indice di negatività va portato a R=0, cioè Rotture Zero.

Può sembrare un provvedimento drastico ma alla lunga porterà benefici in termini di ricadute sociali. Del resto, c’è già chi autonomamente si pone in zona rotta (cioè si autoisola) quando non ne può più. Quindi si tratterebbe solo di istituzionalizzarla per obbligare anche i più riottosi, i negativisti – cioè quelli che se ne vanno in giro a portare negatività quando hanno le palle girate – a starsene un po’ tranquilli.

Zona rotta subito!

Non è che per fare leggi sullo stare a tavola organizzi cene decretini

Finalmente è arrivato.

Il Natale? Ma no, chi se ne frega. Il nuovo DPCM! Era attesa la nuova patch che fixasse i bug delle versioni precedenti e che avesse anche il contenuto extra ‘Festività 2020-21’. Il lavoro per il rilascio del nuovo software non è stato però agevole per gli sviluppatori e ha lasciato qualche perplessità agli utenti per l’effettiva installazione – ricordo che il DPCM comunque è autoinstallante, che vogliate o meno ve lo ritroverete – e il suo avvio.

Ecco quindi che vengo io in soccorso con delle pratiche FAQ for dummies!

Per motivi di lavoro devo spostarmi tra il 24 e il 25, entrando in diverse case. Devo fare un’autocertificazione per ogni casa cui faccio visita o ne basta una sola onnicomprensiva?
Se sei Babbo Natale ne basta una.
Se sei un ladro, se ti fermano penso avrai altre preoccupazioni.

La mia casa si trova sul confine tra due Comuni. Praticamente dormo sotto un’amministrazione e faccio colazione in un’altra. Come devo fare il 25-26 e l’1 se non ci si può spostare di Comune?
Io mi trasferirei nel Comune dove c’è il bagno.

Che colore avrò a Natale?
Dipende. Potresti ritrovarti giallo, arancione, rosso. Se sei blu, ti è andato di traverso qualcosa e stai soffocando.

Lavoro come figurante mummia in un museo, per spiegare ai bambini l’Antico Egitto. Purtroppo i musei son chiusi e non posso recarmici; le attività didattiche però sono consentite, a distanza. Il problema è che è poco credibile una mummia in un appartamento arredato IKEA. Cosa posso fare?
Mi dispiace, mummia: hai le mani legate.

In base al decreto posso invitare a pranzo a Natale i miei complici, giusto?
I conViventi, non i conNiventi. Legga meglio.

È possibile entrare nelle seconde case? Anche quelle altrui?
Credo sia violazione di domicilio, poi veda lei.

Secondo il DPCM le coppie che vivono in luoghi diversi possono riunirsi, purché siano conviventi. Io e la mia ragazza non siamo conviventi, che devo fare per ricongiungermi a lei?
Avere un pene moooolto lungo.

Non è che se chiedi chiarimenti a un inglese lui ti risponde “FAQ you”

Ci risiamo. Sono rispuntate le zone rosse. Si sono estese, hanno ripreso il controllo dei nostri territori.

E, ancora, una volta, c’è grande confusione – e c’è grossa crisi – su modi, tempi e regole delle prescrizioni dei decreti.

Ma io sono qui per sgombrare il campo da dubbi. O crearne di altri. Ecco quindi delle pratiche FAQ su cosa si può o non si può fare in zona rossa.

Le scuole sono aperte?
Solo fino alle prima media. Al compimento dei 12 anni si va a lavorare, ché già ci sono in giro troppe braccia rubate all’agricoltura.

Ci si può spostare per andare in chiesa/luogo di culto?
Certo, ma sull’autocertificazione vanno indicati un recapito e un contatto della propria divinità per le adeguate verifiche della veridicità della propria fede.

Posso usare l’automobile con un’altra persona?
Sì ma portatevi dei giornali per tappezzare i vetri.

Posso usare la bicicletta?
Sì, per andare al lavoro. Per fare attività fisica, invece, solo nei pressi dell’abitazione. Quindi se vai al lavoro in bici ricorda di non far assolutamente vedere che stai facendo attività fisica e/o sudando. Magari spostati solo in discesa.

Posso uscire a comprare solo alimenti o anche beni diversi?
Puoi comprare altre cose ma poi dovrai comunque mangiarle.

Posso uscire col mio animale da compagnia?
Non lo so, prova a chiederlo a lui se gli va di uscire con te.

Sono consentite le assemblee di condominio?
Sì ma bisogna picchiarsi mantenendo il metro di distanza.

Posso incontrare persone a casa mia?
Se vivete almeno in due avrete modo di incontrarvi più volte e in diversi punti della casa.

Le fiere sono vietate?
Esatto. Se siete nel mezzo del cammin di nostra vita ne potete però incontrare tre.

Non è che lo starnuto è la goccia che fa traboccare il naso


ATTENZIONE Il seguente post non ha alcuna scopo di istigare ad atteggiamenti contrari alla sanità, all’istruzione, al buon senso, a qualsivoglia cosa.


Quando andavo al liceo, da metà Novembre in poi sino alle vacanze di Natale era un periodo turbolento.

C’erano le manifestazioni. E se non c’erano le manifestazioni si occupava. E se non si poteva occupare si passava agli atti terroristici nottetempo:

– svuotamento degli estintori nelle aule;
– spargimento di sterco di gallina;
– spargimento di letame di maiale;
– spargimento di larve di mosca.

Le seguenti opzioni non sono alternative: venivano tutte compiute in sequenza. Possibilmente a ridosso dei weekend.

Barbarie pura. Nient’altro che criminalità. E la cosa più grave dell’ultimo atto vandalico è che non erano le larve a contaminare l’ambiente, ma l’ambiente di noi studenti a contaminare le larve.


L’igiene durante l’età dell’adolescenza corrispondeva più o meno all’attenzione alle pratiche igieniche nel ‘600 parigino: al massimo una lavata al viso, bagno annuale e per sentirsi puliti bastava cambiare abito. O al limite spruzzarlo di deodorante.


Oggigiorno lo studente moderno ha un’opzione molto più elegante per il boicottaggio scolastico.

IL COMPAGNO POSITIVO

Il compagno positivo è una risorsa ecologica, economica e più pulita (se non si va troppo per il sottile e non si dispone di microscopio).

Per saltare un po’ di scuola che c’è di meglio dello spargere un po’ di compagno positivo nelle aule?

Il compagno positivo può toccare muri, porte, banchi, sedie, magari dopo aver cercato nelle proprie narici testimonianza delle sue radici.

Il compagno positivo può lasciare dei droplets (parola straniera che vuol dire goccioline respiratorie, ma siccome goccioline respiratorie è difficile da pronunciare  ci hanno fornito un termine in sostituzione) in giro a caso, starnutendo, scaracchiando, giocando a sputo del nocciolo.

Il compagno positivo lanciato lungo un corridoio su un nuovissimo banco a rotelle ha una scorrevolezza 5 volte maggiore di un normale shampoo Pantene e può raggiungere coi propri microbi anche gli angoli che le normali scope non raggiungono.

Il compagno positivo abbinato agli upgrade (venduti separatamente) a) genitore/i negazionista/i b) docente negazionista c) dirigente scolastico negazionista, ha il bonus reductio ad absurdum firmato Gorgia di Lentini:

  • Il virus non c’è (così può continuare a spargerlo)
  • Se anche qualcosa ci fosse non è contagioso per l’uomo (così può continuare a spargerlo)
  • Se anche fosse contagioso, è colpa degli immigrati (a meno che non sia un immigrato, può continuare a spargerlo)

Il compagno positivo: e sei subito virale.

Non è che ti compri una lampadina per avere un’illuminazione

Stasera mi trovavo a riflettere e condividere opinioni sulla condizione di difficoltà che vive il Mondo. Virus, crisi economica, conflitti, peli incarniti.

Guardavo il fondo di un bicchiere vuoto in attesa di un qualcosa che neanche io comprendevo.

Una guida, un faro, un gps, un’Alexa.

Un nuovo partito? No, è banale e troppo locale.

Poi ho ricevuto l’illuminazione.

La rivelazione si mesceva in me come il vino che prodigiosamente, per Grazia (la proprietaria dell’enoteca), colmava il calice. Su un tovagliolo ho trascritto le cose che ora vado a condividere di quello che è il vero e unico credo cui dovremo votarci per uscire dalla crisi.

Ho deciso di chiamarla Religione Pecorina, in omaggio al bianco Pecorino di cui mi son abbeverato.

I caratteri della Pecorina sono i seguenti:

– Esiste un’unica divinità. Ma ha migliaia di sessi: è parente alla lontana dello Schizophyllum commune, un fungo – fatto vero (come tutti quelli che scrivo qui, diamine!) che ha 23.328 “sessi” diversi. Può quindi accoppiarsi con altre migliaia di sessi. Ma essendo unico al mondo non fa mai sesso, se non a pagamento.

– Dalla verità di cui sopra deriva la sua non-binarietà. Si fa chiamare quindi Di*.

– Di* ha concesso agli umani due vite: se in entrambe ci si comporta bene, l’anima è salva. Se in entrambe ci si comporta male, è maledetta. Se in una ci si comporta bene e nell’altra male, si avrà a disposizione una vita supplementare (di durata ridotta) per definire il risultato. In caso di parità, si va ai calci di rigor mortis.

– Di* esiste ma solo nei giorni feriali e comunque raggiungibile solo dalle 8:30 alle 17:30.

– A Di* fa arrabbiare l’odore di ascella dei mezzi pubblici.

– A Di* piacciono i gatti ma anche i cagnoni gioconi simpaticoni.

– A domande quali: Ma perché esistono le malattie?, Ma perché ci sono le zanzare?, e altre simili, Di* risponde che è colpa dei governi precedenti.

– Di* è amore ma non sempre: delle volte solo sesso. Delle altre restiamo amici che è meglio.

– Di* non si arrabbia se non credi in lui e non ti giudicherà per questo. Però avrà un calo di autostima.

– Di* non fa miracoli. Però concede botte di culo per trovare parcheggio.

– A Di* non piace che lo stai a pregare. Piuttosto, mandagli un modulo con un elenco di richieste. Lo ignorerà, però è più pratico.

– Festeggia le festività che ti pare oppure non festeggiarle. Però comunque niente regali brutti o riciclati.

– Di* ti vede se commetti atti impuri. Ma non gliene frega niente. Al massimo si ecciterà.

Cosa aspettate? Convertitevi alla Pecorina!

Non è che ti rivolgi a un musicista se ti serve avere un buon piano

La nuova attività che ho iniziato negli uffici della Sgranocchia&Sottrai Inc. è stata preceduta da diversi scambi di mail con i reparti HR e Health&Security riguardanti tutta una serie di accortezze, regole, disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro. Ciò mi ha dato degli spunti di riflessione.

È molto importante che l’azienda, l’ente, la società presso cui una persona lavora abbiano un piano di evacuazione.

I lavoratori devono poter evacuare in qualsiasi momento, se necessario.

Avendo molte esperienze lavorative alle spalle e avendo visionato e frequentato diverse sedi di lavoro, devo purtroppo dire che non tutti i luoghi erano ben attrezzati e pronti per le evacuazioni.

Un buon piano per evacuare comprende:
1) Un bagno (ovviamente)
2) Un bagno che però sia dotato di potente ventola di aspirazione d’aria e/o una finestra
3) Un bagno che sia però dotato, oltre alla potente ventola ecc ecc, di un lavandino, interno all’ambiente del water
4) Un bagno che però sia, oltre che dotato di potente ecc ecc e di lavandino ecc ecc, situato anche in una zona più appartata (es. in fondo al corridoio) onde garantire la necessaria tranquillità del piano di evacuazione e non, come a volte ho visto, posizionato magari di fronte/di fianco la sala riunioni o l’ufficio del megadirettore.

Ispettori della sicurezza probabilmente compiacenti con i plutocrati queste cose non le valutano, evidentemente, altrimenti non mi spiego perché nella mia carriera ho visto quel che ho visto.

È evidente, inoltre, come la società moderna imponga la costrizione all’uomo. Gli insegna che sia giusto reprimersi, trattenersi dall’esternare i propri bisogni.

Auguste Comte ha diviso la sociologia in Statica sociale e Dinamica sociale. Io vorrei arricchire la sua intuizione con un terzo concetto: la Stitica sociale, che analizza il movimento intestinale influenzato dai fenomeni esterni. E uno di questi fenomeni è proprio un insufficiente piano di evacuazione dell’azienda!

Spero che qualcuno prima o poi cambi le cose.

Allego una diapositiva del mio momento di riflessione:

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Non è che ti serva il frigo se hai avanzato una proposta

Si è molto parlato, in settimana, della proposta di istituire la figura dell’assistente civico, di colui, cioè, che dovrebbe per le strade controllare le persone ma in realtà non controllare, far rispettare le distanza ma in realtà senza dare ordini, segnalare ma senza far fare multe…non ho ben capito.

Prendendo però spunto dall’idea, ho pensato di avanzare una mia proposta per un ruolo secondo me più di pubblica utilità.

L’Assistente Cinico.

Esempi in cui può entrare in campo l’Assistente Cinico.

  1. Hai perso mezz’ora a scegliere un vestito adatto per uscire.
    AC: «Tutto ‘sto tempo per mettere questi straccetti?».
  2. Ti iscrivi in palestra ma non segui con costanza.
    AC: «300 € di abbonamento per avere il fisico da lanciatore di coriandoli?».
  3. Tendi a darti delle arie.
    AC: «Sì ok, ma tua madre ti stira ancora le mutande».
  4. Dopo poco tempo di frequentazione pensi di aver trovato l’amore della tua vita.
    AC: «Come quegli altri 10 amori della vita di cui ora hai delle bambole vudù nell’armadio?».
  5. Pensi di aver scritto un libro geniale che tutti dovrebbero leggere.
    AC: «È per pareggiare le gambe del tavolo, spero».

L’Assistente Cinico non è un guardiano della morale né un poliziotto del carattere: è la voce del contrappeso quando il cittadino e la realtà si perdono di vista. È il campanello che suona per svegliarti e indurti alla riflessione. È il cagacazzi di cui non sentivi il bisogno ma che in quel momento ti meriti.

A breve uscirà il bando!