Non è che il contadino si candidi in politica perché scende in campo

Lo scriverò senza giri di parole e senza preamboli (già ciò che ho detto è troppo lunga come introduzione): il momento è serio, il Paese ha bisogno di una guida.

Così mi trovo costretto a intervenire in prima persona e rilanciare, in vista delle prossime elezioni, il mio progetto politico MIAO (Movimento Interfelino Autonomamente Organizzato), dallo slogan Gattocrazia unica via.

 

Questi alcuni punti del programma che intendo portare avanti se il popolo mi darà fiducia:

CURA DELL’AMBIENT
Più Brian Eno per tutti.

ECONOMIA
PRRR!
È questo il nome del programma di rilancio.
Volete saperne di più?
PRRR!
Per ora sappiate questo.

FLAT EARTH TAX
Sei Terrapiattista? Complottista? Fanculoalmondoista? Pagherai una tassa extra a ogni sciocchezza pubblicata.

INCENTIVI ALLE IMPRESE
Vuoi smettere di fumare ma se il tipo che ti rolleresti pure un altro tabagista per avere dosi di nicotina?
Vorresti correre la maratona ma non sai se riesci ad allenarti perché lavori 20 ore al giorno?
Ti piace quella persona ma pensi sia impossibile da conquistare perché ti hanno fatto body scemo?
Non buttarti giù! La nostra politica di incentivi alle imprese da compiere ti darà la giusta motivazione!

QUESTIONE GAS
Mangiare meglio.

RISPARMIO ENERGETICO
Lavorare meno e dormire di più. Non dico 18 ore come un gatto ma quasi: vedete i felini come sono rilassati?

SALUTE
Grazie!

SANITÀ MIGLIORATA
Ipogei, catacombe, una basilica, il Cimitero delle Fontanelle, palazzi storici: il Rione Sanità di Napoli è denso di storia e merita una riqualificazione.
Come? A che importerebbe mai al cittadino di Fistando sul Naviglio o di Bagasce dell’Arno di restaurare Napoli? Che ne so, ma da quando in qua la gente vota cosciente che quel voto non porterò loro concreto beneficio (se non addirittura andrà contro i propri interessi)?

SICUREZZA DELLE STRADE
Nel 2022 non è possibile che Google ti porti a scavallare le montagne su sterrati pietrosi perché è convinto che sia la via migliore. Dobbiamo essere sicuri dei percorsi che ci consigliano i navigatori!

TASSI AGEVOLATI
Per tutte le famiglia che lo vorranno, la possibilità di adottare dei simpatici mustelidi, altresì noti come tassi, a prezzo calmierato. In alternativa, al posto dell’animale si può avere un albero del’ordine delle conifere altresì noto sempre come tasso. Però ricordate: non le due cose insieme, per evitare che l’animale faccia casa all’interno dell’albero rischiando di confondere poi il tasso del tasso del tasso dal tasso del tasso del tasso. Chiaro no?

TRATTAMENTO PENSIONE
Completa o mezza pensione ma vacanze per tutti.

Penso che questo sia sufficiente per convincere le persone a sposare la causa MIAO.

E ricordate: Gattocrazia unica via!

Non è che ti serva uno zoologo per riconoscere una bufala

C’è un tale che conosco che racconta cose che in modo palese appaiono come esagerazioni e invenzioni, ma che sembrano far parte del personaggio eccentrico che si è creato. Chi lo ascolta sa del personaggio, così come chi parla sa che gli altri sanno. È un modo per intrattenere, diciamo.

Anche se, delle volte, a me e ad altri fa sorgere il dubbio: lui è davvero conscio di questa finzione generale o pensa forse che gli altri gli credano?

Di individui che contano frottole millantando fatti, esperienze di vita, conoscenze ne ho incontrati; ci sono diversi motivi per cui una persona sceglie di produrre finzioni. Alla base, credo, c’è sempre un disagio.

Confesso di non essermi mai posto il problema con costoro: ascolto annuendo, pensando ad altro.

Mi sentirei più colpito e preoccupato se si trattasse di un mio amico; cercherei di capire perché senta il bisogno di vivere raccontando cose non vere e proverei ad aiutarlo.

Con uno sconosciuto o un semplice conoscente sarebbe più difficile, senza contare che interventi assistenziali creano non di rado sensazioni di fastidio e invadenza non richiesta.

Tendo inoltre anche a fare un distinguo tra i “Pinocchio”: c’è quello cui sembra non mancare nulla nella vita e da cui non mi sento neanche di stare ad ascoltare, quindi, una frottola. È una semplificazione superficiale la mia, forse: puoi avere tutto ed essere lo stesso infelice.

C’è un’altra considerazione che mi viene: è davvero così importante distinguere tra realtà e finzione? Se chi racconta la menzogna – una menzogna che non nuoce a terzi – è convinto che il mondo che sta creando in quel momento sia verosimilmente realistico e se chi ascolta vi presta fede, alla fine cosa è reale e cosa non lo è?

Mi sono trovato delle volte a vivere il caso contrario: una cosa vera che dicevo veniva accolta con diffidenza. Alla fine, che ciò che dicevo fosse vero o meno cambiava poco in quel momento: non venivo creduto, l’esistenza del fatto in sé era come se venisse meno.

Verità e finzione sono allora molto relativi e dipendono dal punto di vista degli interlocutori. Si dice che oggi viviamo nell’epoca della post-verità; i fatti oggettivi passano in secondo piano rispetto alle convinzioni del pubblico. E questo è oggetto soprattutto di analisi politologica, in quanto nella società attuale l’orientamento dell’elettorato (o di parte di esso) pur di fronte a dati concreti non sembra essere influenzato da questi ultimi quanto più da sensazioni, emozioni, umori di pancia.


L’esempio classico è quello di chi, pur messo di fronte all’evidenza del fatto che ciò che sostiene è una bufala, replica dicendo che non gli importa perché il tutto potrebbe comunque essere vero in un universo parallelo.


Senza impelagarmi in pipponi sociopolitici, torno al punto di partenza: se è lecito porsi il dubbio su quel che ci sta dicendo qualcuno sulla sua vita (quindi no argomenti di politica, economia o comunque di interesse pubblico), sarebbe anche lecito intervenire per dirgli di smetterla di dire stronzate, pur consci che tali stronzate a) non arrecano nocumento a noi stessi b) forse fanno bene a lui che le racconta?

Non è che il portalettere faccia tutto a bella posta

Ogni tanto ricevo lettere dai lettori di questo blog, che stampo per poi bruciare nel camino (adoro l’odore di inchiostro nel fuoco). Solo che un camino non ce l’ho e quindi alla fine oggi ho deciso di pubblicarle.


Spett.le Dott. Gintoki,
Le scrivo dall’Organizzazione del I Congresso della Famiglia Trapezoidale, manifestazione per la difesa della famiglia costituita da due genitori paralleli che non si incontrano fisicamente mai. Riteniamo che questa sacra istituzione euclidea sia oggi minacciata da altre forme di geometria. Vorremmo pertanto avere il piacere della sua presenza riservandoLe un angolo dedicato in cui dispensare consigli ai nostri visitatori. In omaggio alla presente troverà il gadget che abbiamo preparato per tutti i partecipanti: un simpatico rombo di gomma.
Bernarda Umida – Ufficio Stampa del Congresso
Masturbo sul Brenta (TV)

Cara Bernarda, credo che non potrò essere dei vostri. Gli angoli che proponete mi sembrano ottusi e le palle che ci avete gonfiato con questa storia non sono euclidee perché sferiche. Grazie comunque dell’omaggio. Il rombo fatto gratinato al forno è una ricetta squisita.

Caro Gin,
ho appena finito di vedere la miniserie Rai del Nome della rosa di Eco. Mettendo da parte i giudizi tecnici, che lascio ad altri, ho trovato veramente deludente non l’aver dato spazio a una figura chiave della storia come Fra Cazzo da Velletri. Dimenticanza o volontaria censura politica?
Massimo Riserbo
Goldone Bucato (VI)

Ciao Massimo. Scandaloso, davvero. Per non parlare dell’assenza di riferimenti a Santa Fregna da Frosinone. Non so che dirti, a parte che il nome della rosa in eco è rosa…osa…sa…a.

Dear Lord Gintoki,
I’m a your lettore from the United Kingdom. I’m writing this letter because this faccenda of the Brexit is preoccupanting. Our Prime Minister, Theresa May, doesn’t know what fish to take. She will provare for the 4th volta to vote the deal. The deal that the Parliament said ‘no’ for 3 times. This is crazy!
Tyromp O’Cool
Spitting-on-your-ass (London UK)

Dear Mr. O’Cool,
this are dicks vostri. Next time think much before. If you are a Star Wars fan, I can say you: May the Fourth be with you.

Ciao Gin, io non ne capisco molto di economia ma alcune cose non ci vuole una laurea per capirle, tipo che quando mia madre mi mandava a fare la spesa mi dava i soldi in mano, contati; quando servivano più cose da comprare, me ne dava di più. Allora dico, per superare la crisi economica, perché non usciamo dall’Europa e non ci stampiamo più soldi quando ne abbiamo bisogno? Così ci compriamo quello che ci serve, quando ci serve? Mia madre non ha mai sbagliato a fare la spesa, non può avere torto.
Mani Goldo
Scorbuto sul Trasimeno (PG)

Caro Mani, i Carabinieri ti ringraziano perché era da tempo che cercavano quella nota falsaria di tua madre.

Caro Gin, dicono che sei intelligente e che conosci bene Roma. Me lo sai di’ che diavolo sta accadendo alla metropolitana? Tutte ‘ste stazioni chiuse?
Uro Genitale
Tor Cicollo (Roma)

Ciao Uro. Stanno realizzando un direttissimo capolinea-capolinea.

Caro Gin,
ma tu che ne pensi del sesso prima del matrimonio?
Valeriana Officinalis
Maremma Maiala (FI)

Che deve essere veloce sennò fai tardi al ricevimento e gli sposi si incazzano.

Gintoki, alcuni scienziati dicono che per risparmiare acqua dovremmo fare pipì nella doccia. Io ho iniziato a farlo, anche se è un po’ scomodo usare invece il water per lavarmi. Sto facendo bene? Altri consigli?
Cedrata Tassoni
Saluta Staminchia (MN)

Ciao Cedrata, se usi lo scopettino come spazzolino per i denti risparmi anche l’acqua del lavabo.

Non è che l’economista sia un maniaco perché gli piace il trucco de “la mano invisibile”

I più attenti avranno notato che ieri fosse 8 marzo, Giornata internazionale della donna.

Si dice che certe tematiche andrebbero celebrate tutto l’anno e non solo in un giorno. Un po’ come dovrebbe essere sempre il giorno dell’amore o quello della salvaguardia dei diritti dei lavoratori o Natale per essere sempre buoni e così via.

È sicuramente un nobile proposito. Io vorrei però mettere in guardia da questi intenti (positivi, sulla carta) a causa delle loro possibili conseguenze nefaste.

Estendere le celebrazioni di queste giornate a tutti i 365 giorni dell’anno avrebbe all’inizio l’effetto di stimolare i consumi. Basti pensare a quanti regali in più si farebbero. L’aumento dei consumi porterebbe a una crescita dell’economia e all’innesco di un circolo virtuoso, perché le imprese assumerebbero di più, aumenterebbe l’occupazione che farebbe aumentare il reddito che stimolerebbe i consumi e così via.

Purtroppo questo è vero soltanto nel breve periodo. Nel lungo periodo, senza entrare troppo nel dettaglio di dissertazioni d’economia politica, il sistema entrerebbe in fase di stagnazione o peggio di recessione.

Il grafico sopra rappresenta il pene di un uomo costretto a comprare sempre regali. Da un certo punto in poi si scogliona e si abbatte.

Inoltre, non tutti potrebbero permettersi di fare acquisti di continuo.

Si potrebbe ovviare con dei gesti gentili. Basta il pensiero, si dice. Ma a lungo andare non ci si accontenterebbe di bei pensieri e questo creerebbe soltanto del malumore nelle persone, oltre ad aumentare l’insoddisfazione generale nella società a causa delle aspettative disilluse.

Senza contare che essere sempre buoni, bravi, gentili, affettuosi, premurosi, rispettosi, comporterebbe uno sforzo mentale ed emotivo non indifferente.

Chi potrebbe mai reggere tale pressione? Se già durante le giornate in cui si ricordano i grandi temi (Olocausto, diritti dei lavoratori, donne, eccetera) c’è chi non riesce a trattenersi dal polemizzare, figuriamoci cosa accadrebbe se tali giornate fossero estese a tutto l’anno.

Lo dico io: ci sarebbe un aumento esponenziale e indiscriminato di esplosioni di rabbia, dovuti alla lunga repressione dei propri sentimenti negativi (perché ci si deve dimostrare sempre buoni, gentili, eccetera). È vero che anche oggi ci sono casi di violenza, ma corriamo il rischio che possano diventare molti di più.

Pertanto, tornando a ieri: sì alla Giornata delle donne, ma che sia appunto una e una sola giornata in cui si compie lo sforzo di emendarsi.

Riguardo il resto dell’anno, lasciamo invece le persone libere di esprimere i propri sentimenti negativi, di continuare a discriminare e odiare, perbacco!

Non è che per mettere la testa a posto mi ci voglia la finanziaria

Di economia non ne capisco molto. Per me la mano invisibile è quella che ti fa percepire un dito nel sedere ogni volta che senti parlare di austerità e alla parola keynesiano rispondo di un campo di grano.

Ieri ho dato la mia personale interpretazione di ciò che si intende per finanza creativa.

Abbiamo vinto un progetto da 120mila euro. Centoventimila euro. In 32 anni di vita tra paghette e lavoro non li ho guadagnati ancora. E dire che non ci sarebbe voluto tanto, sono poco meno di 3800 euro all’anno.

In compenso credo che in 32 anni io ne abbia spesi almeno il doppio di 120mila, il che è sorprendente. Sono una pietra filosofale di denaro, trasformo la tasca vuota in spesa.

Questi 120mila euro sono in realtà fittizi. Perché l’implementazione del progetto ce ne costerà 113mila, quindi il margine è in realtà di soli 7000 euro. Più o meno quello che spendo io all’anno in minchiate.

Alle banche, che danno credito e fiducia alla Società, questo non interessa. A loro basta vedere un bonifico in entrata da 120000. Poi puoi anche spenderne 119999 e rimanere coi soldi per una Goleador. Non importa.

Praticamente la Società è come se indossasse un push up finanziario.

Oppure è come se raccontasse ciò che fa in modo enfatizzato. Io faccio lo store account manager e mi occupo dei replacement just in time per la satisfaction dei customers. In pratica lui mette la merce sugli scaffali quando si svuotano.

La finanza quindi è la storia delle relazioni umane.