Non è che la ragazza perspicace ti tiri giù dal letto al mattino perché è una sveglia

L’essere umano è un animale sensibile. Basta poco per alterare il suo equilibrio psico-fisico. O almeno è ciò che ci dicono i venditori di lactobacilli e di compresse effervescenti.

Vero è che l’ambiente che ci circonda influenza il nostro umore.

A me ad esempio può indisporre chi prova a entrare in bagno mentre sto urinando. Non perché la cosa mi blocchi: noi maschi possiamo ritenerci fortunati, fin da piccoli siamo abituati a innaffiare coi nostri idranti in libertà, come tanti Grisù, senza subire condizionamenti pudici come in genere accade per le femmine. Quindi se qualcuno volesse entrare in bagno mentre il rubinetto è in funzione sarebbero problemi suoi, non miei.

È l’atto stesso del disturbo dell’azione che è tediante. L’interruzione di un breve momento di pace intima oltre che di riflessione. Non so per gli altri, ma per me anche una breve pisciata è un’occasione per meditare sulla mia vita.

Disse il Buddha: Noi siamo quel che pisciamo.

Minzioni a parte, questa mattina ho provato a intervenire su uno di quei disturbi che alterano l’equilibrio psicofisico. E senza assumere lactobacilli.

Ho cambiato suoneria alla sveglia del telefono.

Ho sempre avuto problemi con il suono delle sveglie. Quelle meccaniche da pochi euro sono logoranti per il sistema nervoso.

Quelle del cellulare sono oltremodo fastidiose.
Alcune sembrano mixate da Skrillex. Mi chiedo chi riesca ad alzarsi rilassato in questo modo.

Altre, quelle con i suoni della natura, sembrano tutto fuorché naturali.

Le onde del mare ricordano la cassetta del water che si riempie. La pioggia, un bagno che si sta allagando. Gli uccelli, che stanno scassinando una vecchia porta che cigola.

Sono andato avanti a tentativi, mal sopportando ogni risveglio, fino a che non ho trovato e scaricato la sveglia che fa al caso mio:

Sto scherzando. È questa:

Com’è come non è riesco a svegliarmi in maniera più rilassata.

Ma ora vorrei decapitare degli Stuart.

Timorati del domani, timorati dei Timoria. Ma non tutti i Mal vengono per nuocere

Qualcuno ricorda i Timoria? Spero di no, per il vostro bene.

Questa mattina mi sono svegliato con in testa il loro tormentone Sole spento.
Che bel risveglio!

È lodevole da parte loro, comunque, esser riusciti a costruire un’intera canzone solo sulla rima in -ento, con la variante dentro nel secondo verso, quando Pedrini canta e tutto sommato provo a starci dentro, che sembra una frase di un tamarro di Quarto Oggiaro: minchia fratello, provo a starci dentro, bella lì.

Dicevo che mi sono svegliato con in testa la canzone, ripensando a certi giorni in cui mi sveglio con la sensazione di essere completamente scarico. Tra aprile e maggio mi capita di convivere con sonnolenza, stanchezza, irritabilità e umore altalenante.

Ho iniziato ad assumere (con contratto a progetto) fiale di pappa reale, polline e ginseng. Che sia efficace o meno, credo sia un intervento tardivo. Per risultati stimolanti immediati dovrei forse ricorrere a un pusher.

Ho scoperto che lo definiscono mal di primavera, ma io sono un po’ stanco che si trovi sempre una definizione che coincida con “mal” per qualunque cosa, hanno cominciato con Mal dei Primitives e non si sono fermati più.
Tutto mirava ad arrivare alla battuta.

La camicia nella foto di copertina sarebbe oggi illegale in diversi Stati