Non è che sei un acrobata codardo perché pretendi la rete

Non ho abbandonato WordPress ma mi trovo da una settimana senza rete adsl.

Non mi trovo a scrivere dall’applicazione. 

“Non mi trovo”: che modo di dire strano. E dire che cerco sempre di scappare da me eppur mi trovo sempre.

A risoluzione ultimata darò riscontro. Ah no ora parlo come il servizio clienti.

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Non è che l’automobilista scettico non creda che l’uomo sia andato sulla Duna

Quando leggo notizie e articoli online faccio una cosa che non dovrei mai fare ma in cui puntualmente ricasco.


No, non è ravanarmi nel naso in cerca delle mie radici. Almeno non sempre.


Parlo dell’occhio che mi cade sui commenti.

Ce ne sono di vari tipi, alcuni però si possono far rientrare in tipologie fisse:
– C’è il complottista, secondo il quale è tutto falso messoci davanti agli occhi per distrarci. Al che mi sorge il dubbio: e se il complottista comparisse per distrarci e quindi ci fosse un complotto al quadrato?
– C’è l’allorista, per il quale a ogni notizia fa da contraltare qualcos’altro di peggio. Sono stati avvistati degli americani che mettevano il ketchup sulla pasta? Io ho visto italiani mettere il parmigiano sugli spaghetti con le vongole, perché nessuno ne parla? Eh?
– C’è lo sgrammaticato che lascia virgole, vocali, consonanti e sintassi lungo la strada. Forse potrebbe anche dire qualcosa di sensato ma non lo si capirà mai.
– C’è il grammar nazi fuori tempo massimo che è un po’ come il giapponese rimasto nel bunker a combattere in eterno la Guerra Mondiale: se la notizia è “Esplode fabrica di cazzate, 100 rincoglioniti”, lui interverrà a muso duro dicendo Si scrive fabbrica con due b, ignoranti…
Quello che butta il due di bastoni quando regna denari: l’uomo fuoriluogo, che, qualunque sia l’oggetto della discussione, dal cercopiteco grigioverde dell’Etiopia alle sonde nasogastriche, interviene per mettere in mezzo questioni politiche che non c’entrano niente.

È sempre esistita la figura del disturbatore della rete, forse da ancor prima che venisse inventato internet: si narra che quando Meucci inventò il telefono il giorno dopo ricevette una chiamata da uno che cercava una certa Gina Lava e quello scherzo può essere ricondotto al primo caso di intervento fuori luogo.

Ma andando ancor molto più indietro nel tempo possiamo tornare all’epoca degli Egizi: geroglifici e papiri erano i mezzi di scambio e condivisione di informazioni privilegiati. Anche gli unici, se vogliamo. Pare che alla notizia del suicidio di Cleopatra tramite morso di un aspide, si diffusero papiri con i commenti più disparati.

Grandeobelisco23
Vabbe è morta ma almeno le ha uscite!!!! #grandipoppe #milfdelnilo #chesièpersomarcoantonio

fioredelnilo
Ma il serpente??? Che fine ha fatto???? Perkè nn scrivete come sta?

cesareunicoduce
almeno in egitto i governanti si suicidano, mica come a Roma dove vivono mangiando a sbafo!!!! E io pago!!!…

adamkadmon
Sì…l’aspide, certo…guarda caso il serpente è sparito…poi qualcuno ha visto quando l’ha morsa?!…vi stanno ingannando, gente…la vera Cleopatra è morta anni fa quando ha dato alla luce Cesarione (che poi sarebbe Cesariano, ces+ariano perché figlio degli Arii perché Cesare si era convertito ai culti misterici della valle dell’Indo e per questo fu ucciso, altro che senato e dittatura!) ed è stata sostituita da una sosia…meditate gente…

Attualmente però costoro si sono moltiplicati e diffusi: se una volta internet e i forum di discussione erano considerati roba da asociali sfigati, oggigiorno chiunque invece si sente in dovere di dire la propria in modo superficiale e imbecille, dalla massaia di Vergate sul Membro al commercialista di Cunnilinguo sul Clito.

E io ho paura. Perché mi chiedo se siano persone che incontro ogni giorno.

Magari mi ci sono seduto allo stesso tavolo, senza sapere che di fronte avevo uno che commenta in modo idiota i fatti del mondo, anche quelli gravi e tragici.

La luce della lampada riflette il mio volto sulla scocca del portatile. Mi guardo e mi viene un dubbio: e se anche io fossi un idiota?

Non è che a forza di smanettare diventi cieco

Stanotte ho sognato di trovarmi a Stoccolma o quantomeno avevo la sensazione di esserci.

In realtà ero in un ambiente chiuso che non aveva niente di Stoccolma, ma non essendo mai stato a Stoccolma non ho idea di come possa essere un tipico ambiente chiuso di quella città, quindi fino a prova contraria nel sogno io ero convinto di essere a Stoccolma.

So perché ho avuto questa sequenza onirica.
Nel pomeriggio avevo trovato un volo per la Svezia, Malmö per la precisione, a poco più di 40 euro. È anche a uno sputo da Copenaghen, volendo.

Non ho intenzione di andare in Svezia né in Danimarca, quantomeno a breve.
Tempo e denaro remano contro e quel poco che ho se ne andrà questo w/e perché devo rientrare in Terra Stantìa da venerdì a domenica.

A volte quindi faccio questo gioco di controllare voli su Skyscanner a tempo perso. Imposto la mia località di partenza e poi seleziono come destinazione Ovunque, per le date più convenienti.

Escono fuori risultati interessanti. Con 30/50 euro da qui a una settimana vai dall’altra parte dell’Europa. È bello pensare che puoi volare dove ti pare come se stessi prendendo un intercity Napoli – Roma. Sarebbe forse il caso di approfittarne per viaggiare prima che chiudano definitivamente tutte le frontiere alla libera circolazione o che decidano che portare la barba sia procurato allarme.

Programmare viaggi da non fare è come guardare vetrine di negozi in cui non entreresti. L’importante è non diventarne dipendenti.

Spero che il mio lavoro nei prossimi anni mi porti a espandere sempre più il mio raggio d’azione. Mentre i miei coetanei – o anche i più giovani – progettano viaggi di nozze, io ci vado a nozze col poter viaggiare.


NOTA AL POST CHE IN REALTÀ AVREBBE DOVUTO ESSERE IL VERO POST
Quando mi trovai a parlare di Skyscanner a due amici, raccontando di come mi ero programmato le vacanze, loro mi ascoltavano come se stessi rivelando un segreto di Fatima. E mi chiesero “Ma dove li trovi sempre tutti questi siti?”. “Su Google” è la risposta ovvia. A parte che certi portali sono abbastanza popolari, ma questo non lo dissi perché è come quando ascolti un nuovo gruppo e lo racconti a qualcuno e quello ti risponde “Wa, li ascoltavo tre mesi fa!”. E non è bello.

Io vado sempre in difficoltà di fronte domande simili perché sento di deludere le attese. Gli altri si aspettano che ci sia una momento fondativo, una data simbolo in cui io, novello Colombo (non il tenente), navigando in rete abbia scoperto il fantastico sito grazie a qualche straordinario artificio e una botta di culo.

Restano sempre delusi quando rispondo che semplicemente “li trovo” e li uso come se li avessi sempre usati, perché mi sembra un atto normale trovare altre cose su Google oltre a materiale anatomico/ginecologico per l’intrattenimento della solitudine maschile.
“Com’è che io non li trovo?” è la domanda successiva che mi pongono.

Come si suol dire, in un paese di ciechi chi ha un occhio fa il sindaco. Ci sono persone quindi poco pratiche di internet che pensano che io sia il Re di Smanettonia Informatica soltanto perché magari so svuotare una cache. Che io manco so se una cache si svuoti nell’indifferenziato se visiti siti misti o nell’umido se vai solo sui siti porno.

Il problema è che so appunto fare soltanto quello. La grande virtù dell’ignorante sapiente, però, come ho raccontato altre volte, è fingere di sapere tanto con poco. Quindi per non deludere più le persone che mi fanno domande, d’ora in avanti mi inventerò qualche risposta stravagante del tipo “Sono amico di quello che fabbrica l’internet, ogni tanto mi passa sottobanco qualche scarto di produzione”.


NOTA DELLA NOTA CHE AVREBBE DOVUTO RAPPRESENTARE IL POST
Sono stronzo e saccente ma il ruolo dell’ignorante sapiente lo esige.


Il Subito del villaggio

Ovvero, prima di vendere qualcosa ricordati che non sei su Real Time.

A volte mi capita di mettere in vendita qualche oggetto su Kijiji o Subito.it. Non mi riesce sempre di fare un buon affare, capita infatti che l’oggetto rimanga invenduto e l’annuncio scada.


DIDASCALIA PUBBLICITARIA
A tal proposito, se siete interessati a una giacca neo goth o al manga Zetman volumi 1-12, contattatemi pure


Mettere un annuncio vuol dire essere contattato da tipologie diverse di utente. Esiste ad esempio il timido, che dopo aver inviato un messaggio in cui si dichiara interessato sparisce. Lui magari scrive “ciao, sono interessato. Fammi sapere”, tu gli rispondi e lui, arrossito e in imbarazzo perché gli è stata rivolta la parola, non si fa più vivo.

Poi c’è l’affarista, quello che ha guardato troppi programmi su Real Time o su Cielo dove dei tizi col fegato steatosico e la pappagorgia realizzano affari milionari scambiando ciarpame. Lui ti contatta e ti propone un baratto. Anche se tu hai specificato nell’annuncio “No scambi”, arriva sempre il genio che vuole scambiare un orologio per un telefono o un telefono per la Playstation.

E poi capita sempre il tipo strano, come quello che mi ha contattato negli ultimi giorni.

Ho messo in vendita un lettore mp3 Samsung, un oggetto secondo me invendibile perché ormai tutti ascoltano musica dallo smartphone.


DIDASCALIA POLEMICA
Poi ci si chiede perché la batteria di uno smartphone duri quanto un fiammifero acceso. Una volta prima di uscire di casa dovevi fare attenzione a non dimenticare il telefono, oggi non devi dimenticare telefono, caricabatterie e, già che ci siamo, anche la batteria d’emergenza, col risultato che un moderno telefono comporta ingombro (distribuito in pezzi) quanto un DynaTAC Motorola anni ’80.


Mi ha scritto un tizio dicendo di essere interessato. Mi lascia il suo numero, io lo chiamo e lui mi dice che vorrebbe acquistare ma non riesce a trovare le specifiche tecniche del lettore su internet perché il codice del modello che ho scritto nell’annuncio non gli dà alcun risultato. La cosa è strana perché il numero l’ho scritto in modo esatto, comunque gli mando via mail l’indirizzo della pagina web sul sito della Samsung. Mi risponde dicendosi interessato (per la precisione mi ha scritto “molto interessante”) e poi mi ha chiesto il prezzo senza spedizione.

Da premettere che l’annuncio l’ho pubblicato sulla città di Roma e lui nella prima telefonata, probabilmente sentendo il mio accento bolzanese, mi ha chiesto se fossi a Roma. Il suo accento era invece fiorentino, dettaglio non secondario.

Quando l’ho chiamato la seconda volta e gli ho chiesto “tu sei a Roma, giusto?”, lui mi ha detto
“No, sono a Firenze”
“Scusami, come fai col ritiro? Perché mi hai poi chiesto il prezzo senza spedizione” ho risposto, dubbioso.
“No tranquillo poi vedo di organizzarmi”
“Tu a Roma studi?” ha proseguito
“Sì, frequento un master”
“E in che sei laureato?”
“Scienze Politiche”
“E com’è questa politi’a? Un gran ‘asino, eh?”


DIDASCALIA LINGUISTICA
Da qui in poi la conversazione viene riportata con l’inflessione dell’interlocutore per renderne meglio l’efffetto. Non si tratta di luogocomunismo o di qualche allusione sul fatto che il parlato del toscano – toscano con la gorgia* – abbia connotati buffi o comici. Perché poi ognuno potrebbe dire la propria, che a far ridere sia il siciliano, o il milanese, o il bolognese o il napoletano e così via. Del resto molti comici e pseudo tali impostano i propri sketch – a volte in maniera discutibile – sul dialetto, calcando molto sull’intonazione originaria o addirittura imitando altre inflessioni con intento parodistico. Non è scopo di questo blog fare della pseudo comicità spicciola.

* NOTA ALLA DIDASCALIA
Dall’enciclopedia Treccani: La gorgia è un fenomeno fonetico diffuso nei dialetti toscani (noto anche come spirantizzazione o aspirazione toscana). È un processo di ➔ indebolimento che coinvolge le consonanti ➔ occlusive scempie determinando la perdita della fase di occlusione, motivo per cui le consonanti interessate sono pronunciate ➔ fricative o spesso approssimanti.


“Sì…in Italia è difficile governare e far politica perché ci sono molte linee di frattura e particolarismi…” rispondo in politichese.
“E ‘he ne pensi del mio ‘oncittadino, eh?”
Non riporto per intero la risposta ma, sostanzialmente, in maniera ampollosa e retorica ho ripetuto la mia frase precedente.
“Eh ma sai quale è la verità? La gente s’è rotta i ‘oglioni, scusa la parola, ma perché vedi in tempi di crisi non poi mi’a fa’ chiacchiere, prendi pure la ‘osa degli immigrati, se non c’ho soldi mi dici te ‘ome si fa a mantenerli? Qua non c’è lavoro per gli italiani, ma fi’urati te per gli immigrati”
“Purtroppo sono processi lunghi che necessitano di valutazioni che al momento il dibattito politico anche a livello europeo sembra non concedere” ho esclamato mentre mi trattenevo dal mettere un dito nel naso nonostante una crosticina che mi prudeva, primo perché ero su un autobus, secondo perché evito di toccare qualunque parte del mio corpo se prima non ho lavato le mani.
“Eh se parliamo dell’Europa ti mando giù la batteria del cellulare. Va bene, ‘scolta ti fo’ sapere domani o al più tardi tra due giorni, va bene?
“Va bene”
“Allora a presto, tante ‘are ‘ose e buon tutto”
“Grazie, anche a te”.

Impostazioni->Impostazioni chiamata->Rifiuto Chiamata->Elenco rifiuto automatico.

Cose che su Facebook non hanno lo spazio che realmente meritano, ingiustamente

Sui social network noto una certa omologazione verso alcuni argomenti condivisi dalle persone; tale tendenza oscura altre cose che meriterebbero invece maggior risalto. Gattini, cagnolini, omeopatia, hamburger fatti con scarti di copertone…basta! C’è anche altro che, purtroppo, non viene affatto preso in considerazione o tutt’al più è ritenuto fonte di aneddoti divertenti. Il mio compito di quest’oggi, o meglio, di questo tempo che ho da perdere, è riparare un’ingiustizia. All’occorrenza riparo anche cucine a gasse.

Attenzione: alcuni contenuti potrebbero non essere adatti a un pubblico di età maggiore agli anni 18

Per la categoria Io&il mio amico animale che è più intelligente di certe persone infatti quando lo chiamo lui non mi caga proprio perché mica è scemo
La commovente storia di questo essere selvaggio e del suo padrone: come si vede dalla foto che ha fatto il giro del mondo, questo placido bisonte ha adottato accanto a sé un essere umano perfettamente addomesticato.

Per la categoria INCREDIBILE! – Abitudini cui ci obbligano per venderci cose inutili altrimenti a quest’ora avrei potuto già rendermi ridicolo in santa pace
Non si lava da 60 anni
Incredibile! Non usa il sapone da 60 anni eppure è vivo e vegeto a 80 anni! Ecco le immagini che la Neutro Roberts e le altre lobby della pulizia ci tengono nascoste! Senza contare che ha fregato per sempre la dittatura della bolletta dell’acqua!

Leggete e condividete quest’altra!

Quest’uomo ha la barba più lunga del mondo! Non la taglia da boh chi se ne frega non è importante!!! Eppure sapete cosa gli è successo???…Nulla!1!1! Allora perché la televisione ogni giorno ci bombarda con centinaia di spot su rasoi e schiume da barba??? Diffondete se avete un cuore e pure un paio di polmoni funzionanti!

Per la categoria la casta pensavo fosse solo quella tizia che mi disse che con me non ci sarebbe stata perché voleva aspettare il matrimonio prima di scoprire che era andata con un mio amico e allora ho capito non fosse proprio casta casta
Impediscono a Darth Vader di votare!
La potente ka$ta dei Jedi ha colpito ancora una volta! Darth Vader, che si era regolarmente presentato come candidato per concorrere alle elezioni presidenziali in Ucraina, si è visto respingere ai seggi con la pretestuosa giustificazione di non essersi tolto la maschera. Una evidente provocazione perché TUTTI SANNO che il povero Lord Vader, al secolo Anakin Skywalker, non può respirare senza a causa delle gravissime ferite riportate nello scontro con Obi-wan Kenobi (un Jedi, guarda caso).

Oltre a essere nemici della famiglia (perché, ricordiamolo, il discutibile codice che si sono dati prevede il divieto di rapporti sentimentali), angariatori di bambini innocenti (strappati alle loro madri per essere addestrati a combattere sin dalla tenera età) i Jedi sono antidemocratici! E poi parlano di pace!1!1! Ipocriti! Diffondete prima che venga censurato!

I Jedi non possono avere figli e poi vogliono rubare quegli degli altri! E se tutti fossero Jedi cosa accadrebbe? Ci estingueremmo! Volete una società così? Io no di certo!E voi?!111111!

Con questa per oggi ho concluso, ma conto di ritornare con nuovi argomenti da far condividere affinché tutti possano sapere e non dire di non aver saputo perché gli era stato detto e se non c’erano o dormivano, fatti loro.

Liebster Kitten Award

Innanzitutto ringrazio On Rainy Days e Maximwalker per avermi nominato (e non invano) come miglior gatto da compagnia emergente (al di sopra dell’Equatore) di questo mese.

E tu m’hai svegliato per dirmi ‘sta cats-ata?

Salterei preamboli, cappelli introduttivi e capitomboli e andrei subito a rispondere alle domande.

Perché hai aperto un blog?
Perché chiudere un blog altrui pareva brutto. Quindi ho aperto un blog mio nel 2006 per avere possibilità di chiuderlo, solo che poi l’attività ha iniziato a ingranare e ora mi pare brutto chiuderlo, quindi sto pensando di aprire un altro blog da chiudere poi successivamente.

Ci parli un po’ delle tue passioni?
No.
Scherzo, sì.
Mi piace leggere (le etichette al supermercato), andare a passeggio senza meta (sarei un pessimo rugbista), visitare i musei (anche se quando mi vedono auscultarne le pareti con uno stetofonendoscopio chiamano la sicurezza), viaggiare sia fisicamente che con la fantasia (quest’ultimo caso quando non ci sono soldi), guardare film.

Quanto pensi che i commenti e le interazioni siano utili per un blogger e in che modo?
Commentare, interagire sono modi per creare una comunanza d’interessi, per dire “Ehi, anch’io!”. Almeno per la tipologia di blog che ho impostato io e per i blog di altri che leggo. Siamo persone diverse, con attività diverse e vite diverse: ma ci riscopriamo in quel “Ehi, anch’io!”.
Quindi in base al numero di “Ehi, anch’io” si può decidere di creare una propria setta, nel mio caso ambisco, come ho accennato in passato, a creare un movimento per l’instaurazione di una Gattocrazia.

Di cosa parli nel blog?
Faccio prima a dire ciò di cui non ho parlato: perché poi credo nel blog di aver attraversato (senza neanche guardare se sopraggiungessero auto) vari argomenti, uscendone sempre indenne o al massimo con qualche ciuffo di peli in meno. Ecco, mi rammarico di non aver parlato mai di giroscopi o di sincrotroni e nemmeno di ricette di cucina a base di insetti, il che è frustrante perché rende questo blog ancora abbastanza incompleto.

Hai creato un rapporto di amicizia con altri blogger? Vi siete mai conosciuti personalmente?
Loro mi lasciano una ciotola con l’acqua e i croccantini fuori la porta e quando si allontanano io arrivo. Però a volte mi fermo anche a giochicchiare coi gomitoli oppure mi metto a pancia all’aria fingendo di far la lotta.

Come immagini il tuo blog tra due anni? Vorresti vederlo crescere/cambiare e in che modo?
Tra due anni questo blog sarà quotato in borsa e anche in borsetta (nel portafogli no perché non entra), quindi diventerà una S.p.a. con tanto di bagni termali, cioè toilettes con gabinetti e bidet funzionanti ad acqua sulfurea a 80°.

La cosa che sai fare meglio?
Domande di riserva? Ah, ecco: mi riesce bene svicolare dalle domande. Il tempo di girarti e -puff- sparisco.

Quanto tempo dedichi al tuo blog?
Se fosse un lavoro direi una prestazione autonoma occasionale e continuativa.

Come nascono i tuoi post?
Ah, sapevo che sarebbe arrivata questa domanda, prima o poi. Eh, la curiosità. Ok, nascono così: li porta la cicogna e me li fa trovare sotto un cavolo.

Buona la prima…?

La prima volta che ho fatto qualche tiro di canna non ho aspirato perché non sapevo come si facesse.

La prima volta che ho sentito parlare di droga fu quando Maradona fu trovato positivo all’antidoping. E non capii bene il senso delle parole di mia madre: “Gli hanno trovato la cocaina addosso” e io pensavo che proprio fisicamente c’avesse della roba sparsa sul corpo.

La prima volta che mi sono eccitato consapevole di ciò fu sfogliando un catalogo Postalmarket. E, vorrei dire, quanto erano lascive le pagine dell’intimo? Pizzi e trasparenze ovunque, altro che le mini robe elasticizzate di oggi che son buone per tirar di fionda.

La prima volta che ho avuto una fionda è stata anche l’ultima, perché non ne ho fatto un uso accorto.

La prima volta che sono andato in farmacia a comprare dei preservativi sono entrato con l’atteggiamento di un tossicodipendente che va a cercare il metadone. Avvicinandomi al bancone chiesi alla giovane farmacista, indicando l’espositore, quali fossero i più sottili (perché il primo pensiero era che “qualcuno” si tediasse e si ritirasse sdegnato sulle proprie posizioni). Lei rispose:
“Non ne ho idea, non ne ho mai indossato uno”
“Sì, ma…ehm…pensavo che come farmacista conoscesse i prodotti…va be’ prendo questi” dissi io, a disagio come una giornalista quando non parte il servizio e finge di usare un telefono giocattolo.
Sono uscito augurandomi che il suo partner li trovasse tutti bucati. A pensarci su dopo capii che era proprio una domanda del cazzo (o “sul” suddetto…), ma, mi chiesi: se fossi andato a chiedere un consiglio su una marca di supposte, mi avrebbe risposto “Ah non lo so, mica mi infilo cose su per il…”?

La prima volta che ho giocato a calcio sono tornato a casa con le gambe che sembravano di marmo. E neanche di Carrara.

La prima volta che ho fatto scuola guida sono riuscito a mettere la retro al posto della prima tutte le volte che fermavo l’auto. Era una Mini Cooper e la R è appunto in alto a sinistra.

La prima volta che ho ricevuto del denaro per un lavoro da me fatto, fu da mia zia per averle venduto dei miei disegni. La cosa mi convinse di avere delle spiccate capacità artistiche. Cosa che non ho mai avuto.

La prima volta che ho sentito parlare del Big Bang ho pensato: “Se c’è stata un esplosione che ha scagliato roba nell’Universo per 14 miliardi di anni, poi dovrà esserci qualcos’altro: la roba tornerà indietro come un sasso lanciato in aria? Si fermerà?”. Nessuno ci crede, ma io da bambino ho teorizzato quindi il Big Crunch e la Morte Fredda dell’Universo (fa niente che non ci voleva tanto ad arrivarci e che l’avesse pensato già qualcuno prima di me, dettagli).

La prima volta che dubitai dell’esistenza di un dio fu quando pregai perché la mia console Atari 2600 che si era rotta tornasse a funzionare e così non accadde.

La prima volta che sono andato al cinema fu per vedere il film di Mr Bean.

La prima volta che vidi Berlusconi in tv pensai: “Toh, che viso sorridente e tranquillo. Dev’essere proprio una brava persona”

La prima volta che sono potuto andare su internet in totale libertà non sono andato a cercare pornografia ma musica gratis.

La prima volta che ho cercato pornografia su internet ho riempito il pc di virus.

La prima volta che ho scritto su questo blog ho pensato avrei smesso dopo poco, pentito. E in realtà me ne pentii e me ne pento ogni volta che pubblico qualcosa, fortunatamente ho più egocentrismo che rimorso.

La prima volta che ho comprato un cd è stata per quello delle Spice Girls. Credo a convincere un bambino 11enne fu il video (mostrato dal Tg2) con l’attaccapanni della Sporty Spice in primo piano. E mò ve lo ribeccate perché al trash non c’è mai fine.

Butta la Posta

Per necessità sto tentando di aprire un conto bancoposta. Dico tentando, perché la procedura mi ha destato non poche perplessità.

Compilo la richiesta online, al termine della quale fisso un appuntamento all’ufficio postale (un ufficio lungo una strada desolante fuori dalla mia città, perché purtroppo lì ho anche un’altra cosa in corso e avevo necessità di recarmici), dove, stando a quanto dice il sito, devo consegnare i documenti e null’altro.

Vado sabato scorso, consegno i documenti e l’impiegata mi dice di ripassare lunedì quando c’è il consulente finanziario.

Consulente finanziario? Per far che, non dovevo solo consegnare i documenti per farli poi spedire?

Mi presento lunedì e mi fanno accomodare alla scrivania del consulente. Un tizio che sembra più un giovane ministro di Scientology, il quale, dopo le presentazioni di rito, parte subito in quarta:
– Allora Gintoki, io volevo parlarti di questo, tu non hai una sim postemobile, giusto? No perché se facciamo la sim, tramite poi il bla bla bla (parole che ho perso per strada) possiamo aprire subito il conto oggi stesso. Tu che tariffa hai?
– Io veramente starei con l’Operatore Arancione, pago 8 euro per internet, chiamate ed sms.
– E ti trovi bene così. Mh. No perché tu con 10 euro puoi avere questa sim e noi la colleghiamo al conto, 5 euro vanno sulla sim e 5 euro sul conto e te lo apro immediatamente, poi puoi anche controllare i movimenti con l’app, ecco guarda ti faccio vedere, peccato solo qua dentro non ci sia campo e non mi posso connettere (mi agita davanti lo smartphone mostrandomi la meravigliosa app delle poste).
– No ma sarebbe uno spreco fare la sim, non la utilizzerei, comunque.
– Come preferisci. Io lo dico per farti un favore, perché sennò devi inviare la raccomandata coi documenti, aspettare la risposta, io invece te lo aprivo subito. Puoi anche dare la sim a tua madre o a chi vuoi.
– Ma per me non è un problema aspettare.
– Come vuoi. Io ti proponevo questa cosa per te, anche perché con la raccomandata andresti a pagare molto di più (nota: la raccomandata, compresa la busta, è venuta 6 euro. Molto di più?)

Dopo mezz’ora di questo siparietto, andiamo al dunque: io pensavo che lui potesse risolvere un piccolo problemino: sui documenti da stampare avevo sbagliato a inserire la data di scadenza della carta d’identità e non potevo modificarli né produrne altri. Lo spiego al consulente, che apre la pratica online e, dopo averci smanettato un po’, la stampa tale e quale a prima, cioè, con l’errore. Indi per cui, corregge a penna e mi fa firmare sotto la correzione.
Era necessario il consulente per fare ciò?

Dopo quest’operazione, ricomincia di nuovo a propormi la sim, a dirmi che così eviterei di perdere tempo e quant’altro. Il tempo intanto me lo fa perdere lui, perché mentre compilo i dati per la raccomandata, mi blocca perché afferma di non essere sicuro di dove vadano spediti. Gli faccio notare che è scritto in bella vista sul modulo, ma non è persuaso. Poi ci pensa su e si convince.

Compilato il tutto, mi manda a rifare la fila per inviare la raccomandata (fortunatamente l’impiegata mi fa passare avanti).

Quel che non mi spiego: in base a ciò che avevo fatto tramite il sito delle Poste, avrei dovuto solo consegnare dei documenti all’ufficio postale. Invece mi sono dovuto presentare due volte, fare due file, per parlare con un consulente che non ho ben capito a cosa mi sia servito. A parte tentare di vendermi una sim.

Mah.

E tu, sai farlo in modo discreto?

AVVERTENZA: post dal contenuto ureico.
Sottotitolo: la demenzialità delle cose che leggo su internet non ha confini.
Sto pensando di fare una rubrica a periodicità casuale sulle cose più astruse, demenziali, esilaranti, imbarazzanti (e altri vari aggettivi simili in ordine alfabetico) lette in rete.

Facciamo un passo indietro. Esistono siti che fungono da archivio di articoli sul “Come fare per”, ad esempio Sapere.it, Ewrite.us e via dicendo; in realtà, lo scopo del sito non è fornire guide agli utenti ma accumulare visite, perché da lì proviene il guadagno. A volte questo accade a discapito della qualità dei contenuti, dovendo rispettare delle regole di ottimizzazione (come l’inserimento obbligatorio di determinate keywords) per comparire nei risultati delle ricerche. 3 anni fa scrivevo per un sito del genere che offriva guide e recensioni. Mi occupavo di tecnologia, ma per guadagnare qualche spicciolo in più (si veniva pagati ad articolo + il numero di visite) capitava di dover scrivere articoli assurdi del tipo “Come acquistare palloncini colorati” o “Dove acquistare un pc 486 (in un museo, forse)”. Ma chi diavolo deve ricorrere a cercare su internet una cosa simile?

Quando pensavo appunto di averle viste tutte, sono capitato su wikiHow (che, a quanto ho capito, non è manco un paid2write e non paga per gli articoli: quindi certe cose vengono scritte volontariamente e gratuitamente!). E navigando navigando tra le varie guide, ho trovato questo articolo e mi son detto Fermo! Deve finire nel mio museo virtuale degli orrori!:

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Non linko l’articolo perché non voglio incrementare le visite al sito, però giuro che è la roba più esilarante che io abbia mai letto. E con tanto di disegnini esplicativi su come mingersi nelle mutande o nei jeans e andarsene in giro inzuppati, perché sarebbe così più discreto (???). Ma perché, mi chiedo, perché?
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Ci sono alcune perle encomiabili:

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Sentito? E staccatevi un po’ da Facebook, dal cellulare o da chissà quale altra perdita di tempo! Chiudetevi in bagno a fare esercizio, è divertente! E poi, volete mettere la sensazione di freschezza: la pelle sarà più bella e più idratata. E se avete qualche blocco psicologico nel farlo all’aperto, ecco alcuni consigli:

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Forza! Uscite nel cuore della notte e innaffiate il vostro cancello di casa. Quando sarete pronte, potrete anche organizzare dei pee-party:
– Ciao cara, che si fa stasera?
– Io stavo organizzando una uscita per una bella pisciata di gruppo, tu ci sei?
– Oh, non vedo l’ora! Mi sono allenata tutta la settimana di notte sullo zerbino del vicino!

Ma dove ho compreso la genialità perversa di chi ha scritto una cosa simile, è stato alla fine dell’articolo:

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Non scherziamo su queste cose. Conosco gente che è entrata nel tunnel e non esce più. Se un giorno dovessi avere una figlia, sarò categorico: figliola, drogati pure, ma non iniziare a pisciare di nascosto.

Mi son sentito quasi invidioso e ho cercato una guida per gli uomini. Non c’è, però ho trovato questo

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Giustamente, uno arriva a quasi 30 anni e ha ancora dei dubbi su come funzioni (per non parlare del “quando”!). Ho riso, poi mi è tornata in mente l’immagine dei bagni della mia Università che mi hanno fatto compagnia per 6 anni e ho pensato: oddio, forse c’è veramente qualcuno che non sa come si faccia in modo corretto. Volete sapere com’era entrare in quei bagni a metà mattinata? Vi faccio ascoltare una registrazione: ciaff! ciaff! ciaff!.
E non sto esagerando. Ma c’è tanta gente con problemi all’impianto idraulico o siamo proprio noi maschi a essere zozzi?

Perla finale:

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Caspita, che idea! E io che ho sempre scavato una fossetta nel terreno oppure innaffiato piante e porte!…Beh, sono un gatto, in fondo.

In ogni caso, non ho parole.

E ora, visto che va di moda in fondo agli articoli: dopo questo aver letto questo post ti senti
>=( Arrabbiato
=D Felice
=X Schifato
=( Triste
8′) Scusa, devo andare a mingere in pubblico

Come sta il colon di Pattinson?

No, non sono impazzito. Devo solo ringraziare le statistiche di ricerca del mio blog. Ultimamente i miei visitatori non hanno la fantasia di una volta (vedere il post geroglifici che trombano dello scorso agosto), però regalano sempre soddisfazioni. Che dire di quella/o che vuol sapere degli esami rettali del protagonista di Twilight?
ImmagineSiccome io sono un inguaribile ingenuo e un impenitente ottimista, mi auguro che in realtà volesse definire Pattinson simpatico come una colonscopia. Ditemi che è così.

Ma bando alle ciance e ciancio alle bande, è il momento di parlare di un problema serio.
ImmagineAllora, gente: la rasatura, si sa, è un’operazione delicata. Ancor di più quando riguarda le parti intime! Ogni anno centinaia di fighe muoiono perché vittime di rasature effettuate in modo approssimativo o da mani inesperte. E l’individuo che inserisce su Google una tale chiave di ricerca evidentemente lo sa. Diffondi il verbo, salva queste povere donne.

Per restare in argomento, veniamo a questo:
ImmagineCredo sia una vecchia conoscenza, mi sa che già mesi fa mi capitò. Lo riconosco dallo stile sgrammaticato. Ecco, se dopo tutto questo tempo non l’ha ancora scoperto, io mi porrei delle domande. In ogni caso, per rispondere alla questione su come sia fatta: somiglia un po’ a Giuliano Ferrara, però visto di profilo. Contento?

Velocemente, commentiamo il resto:
gli uomini non si avvicinano – Perché non ti lavi
cose che fanno ridere – I telegiornali
birra e figa – Che dio le benediga
svolgimento di un tema per le elementari mi trovavo alla stazione ferroviaria della mia città la notte di natale – quando all’improvviso mi hanno rapito e mi sono risvegliato in un fosso tutto bagnato e senza un rene.
babbo natale da soprammobile in tessuto – È di una sciccheria unica, credimi
chi ha operato morgan alle corde vocali? – Uno che ha dimenticato di operargli il cervello
ragazze che mena la figa – Non menar la figa per l’aia
figa di fuori – No, meglio quella del proprio paese
buona fine e buon principio – Anche a te

Che rumore fa la tua città?

È giunto il momento anche per Gin-san di partire. Destinazione: Berlino.
Spero, oltre che di divertirmi, di tornare con qualche foto interessante da postare ed esperienze curiose da raccontare.

A proposito di viaggi e cose stravaganti, volevo cogliere l’occasione per parlare di un paio di progetti artistici che tempo addietro hanno catturato la mia attenzione. Il primo di questi è Soundcities, nato da un’idea del net artist inglese Stanza, che nel lontano 2003 ha iniziato a registrare e condividere sul sito suoni e/o rumori “rubati” in giro per le città che visitava. Il progetto è open, tutti vi possono contribuire, tanto che si è arricchito ormai di molte località mondiali (mi son fatto due risate ascoltando Napoli 😀 ).

Un altro progetto che unisce condivisione e originalità applicate al tessuto urbano, è il Dead Drops. Nasce da un’idea dell’artista Aram Bartholl (berlinese, tra l’altro, siamo in tema) e consiste nella condivisione offline di file tramite chiavette usb cementate negli interstizi di muri cittadini. Qui c’è la mappa mondiale con l’ubicazione delle chiavette. Cliccando sull’immagine e poi sul link, si aprirà una pagina con foto e indicazioni per localizzare la chiave. Anche questo è un progetto open, tanto che anche in Italia le segnalazioni di installazioni sono ormai numerose. Altre stravaganti iniziative dell’artista sono pubblicate sul suo sito ufficiale.

E voi? che rumore fa la vostra città?