Non è che se rinunci al voto allora ci fai una croce su

Come i più attenti di voi sapranno, quest’anno si vota. Ma soltanto i più attenti dei più attenti conoscono alcuni retroscena e alcune curiosità sulla democrazia e le elezioni.

Questo post è quindi per i poco attenti: prestate attenzione.

Cose che non sapevi sulla democrazia e le elezioni

– Le prime elezioni della storia si tennero nel Neolitico Superiore. Si scontravano Grumboltz lo Sventramammut, che proponeva più tagli di peluria facciale per le donne, e Gurumptsz Dentomarcio, che prometteva 80 schegge di selce al mese per tutti.

– Presso i Maya il vincitore della tornata elettorale veniva poi fatto a pezzi e mangiato. Molto frequenti quindi gli stalli politici e gli inciuci.

– Nell’Antica Atene gli Arconti (i magistrati supremi) venivano eletti per estrazione a sorte. Grande festa nelle tabaccherie che vendevano i biglietti vincenti.

– La contestazione sul sistema di voto adottato dagli Stati Generali a Versailles nel 1789 segnò l’inizio della Rivoluzione Francese: i deputati del Terzo Stato, in segno di protesta, si riunirono nella palestra dove si giocava allo sport della pallacorda e siglarono il famoso Giuramento della Pallacorda. Pochi sanno che prima di confermare la loro decisione decisero di controllarla col VAR.

Un deputato del Terzo Stato nella sala della pallacorda impegnato nelle proprie valutazioni

– Nelle prossime elezioni, per venire incontro alle esigenze dei più populisti, al seggio si potrà scegliere se prendere la classica scheda o una rosetta dove infilare la fetta di salame.

– La matita va ciucciata per non far cancellare il proprio voto. Inoltre ricordate che le piace sentirsi dire quanto è grossa e che voi non avete mai visto una matitona così.

– Prima di proclamare il vincitore delle elezioni bisognerà attendere il giudizio di Alessandro Borghese che potrebbe anche ribaltare il risultato.

– Da quest’anno, con la crocetta sulla scheda oltre a votare si esprimerà il proprio consenso all’utilizzo dei cookie.

– I bookmakers inglesi hanno diffuso le quote per la maratona di Mentana:

1.00 – Mentana che si prende gioco di un collaboratore collegato da una sede di partito
1.00 – Mentana che si prende gioco del sondaggista Fabrizio Masia
3.75 – Fabrizio Masia che in diretta perde la maschera di cerone e botulino che indossa mostrando il volto di Teschio Rosso
10.00 – Mentana provato dall’ennesima maratona si accascia al suolo, sfinito, in diretta; due giudici lo aiutano a rialzarsi e questo provocherà la squalifica del programma e l’annullamento delle elezioni.

Fabrizio Masia che ostenta una impeccabile calma nonostante il bullismo di Enrico Mentana

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Dalla politica cool alla politica del fun cool

A ogni giro di elezioni aumenta il numero di coloro che, per dirla con un’orribile locuzione giornalistica, sono membri del partito dell’astensionismo*.
Se si chiede il perché di un numero così elevato di persone che non si recano a votare, la risposta più comune è che è diventato molto difficile esercitare il diritto di voto e scegliere qualcuno che vada a proprio genio, perché ormai sono tutti quanti dei ladri che pensano soltanto i propri interessi.

Questa è la giustificazione diffusa e accettata dall’opinione pubblica.

Balle.

Credete che -enta o -anta anni fa i politici fossero più onesti?

Interrogato sull’argomento onestà della classe politica**, l’Uomo Della Strada risponderà che “Anche una volta rubavano, ma soltanto il necessario e poi ce ne era per tutti, ora invece quel poco che c’è vogliono prenderselo tutto”.***

Tralasciando cosa vorrebbe significare “il necessario” e quale sarebbe “la necessità” di un dirigente politico, l’enunciato lascia perplessi per la implicita giustificazione dell’arte dell’appropriazione indebita da Prima Repubblica. È come incontrare un rapinatore e dirgli “Senti, se vuoi svaligiare quella banca almeno non prendere tutto ma lascia cadere qualche banconota per gli altri”****.

A questo punto in colui che vi scrive dopo aver parlato con l’UDS sorge allora una domanda: i governati hanno forse i governanti che meritano?

Al di là di simili considerazioni, a mio avviso la crescita dell’astensionismo va ricercata in una diminuzione di personaggi cool: coloro che possono essere definiti tali, pur riuscendo a far del proprio meglio, non sono in grado di far breccia nell’intero elettorato.

Ad esempio, un personaggio con un armadio pieno di felpe che anche negli anni ’80 sarebbero state pulciose e che si fa fotografare nudo può apparir ridicolo, invece è cool.

In fondo basta sforzarsi di guardare le cose da un’altra prospettiva. Vivete in una zona che fino a qualche tempo fa poteva dirsi ricca ma che è stata investita dalla crisi, negozi che chiudono, imprese che falliscono. Pensate che la pressione fiscale sia troppo alta e il commercialista non è vostro buon amico. Tornate a casa e al telegiornale vi dicono che in una scuola di Vergate sul Membro non si farà il presepe per non offendere i bambini di altri credo religiosi. Voi in chiesa non ci andate dal giorno delle nozze, avete saltato anche il battesimo del primogenito perché c’era un derby in tv, però questa cosa vi rode e gettate un occhio dal balcone dove di fronte la vostra villetta ci sono un kebabbaro e un ristorante indiano e voi non sopportate più l’odore di curry e cipolle. Sempre il telegiornale vi riporta la notizia di una rapina in villa nelle vostre zone.
Se qualcuno vi parla di ruspe voi esclamerete, rivolto alla vostra compagna: “Ecco cosa ci vuole!”. Non avete voglia di ascoltare qualcuno che vi parli di Keynes o di Kelsen e di teorie sulla democrazia*****.

Può sembrare un discorso enfatizzato al massimo, ma ritengo che l’elettore non voglia paternalismi e sentirsi trattato con condiscendenza o anche ascoltare discorsi che non facciano altro che farlo sentire un idiota: preferisce qualcuno che gli parli come se gli stesse di fronte al tavolino del bar, che si rivolga a lui come se lo stesse considerando davvero una persona e che lo faccia sentire importante e possibile artefice di un cambiamento.

Nella città di chi vi scrive è stato riconfermato sindaco un signore over 70 che, per festeggiare la rielezione, ha pensato bene di far sfilare per strada una gigantografia con il fotomontaggio del suo volto sul corpo di Rocky Balboa. Ai comizi parla in dialetto alle persone delle zone più popolari e offre panem et circenses tutto l’anno. È un personaggio cool, e lo è ancor di più da quando qualche anno fa è stato assolto con formula piena da accuse di legami con la camorra, retaggi di storie di fine anni ’80 che andavano di moda. Fermo restando che un uomo assolto è innocente e onde evitare di cadere nel travaglismo, non racconterò di quando il noto capo del locale clan camorristico si aggirava per le sale del Municipio, sedendosi alla scrivania del Sindaco per colloqui privati. E non dirò che se è vero che avere un amico “difficile” non rende anche te un poco di buono, è anche vero che dovresti fare in modo di non riceverlo sul posto di lavoro. Perché questo non ti rende cool.

NOTA
Sull’astensionismo si sprecano le analisi politiche e di certo non si può esaurire il discorso in poche righe. Ciò che va valutato è che esiste in tutte le democrazie una quota di astensione fisiologica che aumenta all’invecchiare della popolazione; accanto a questo esiste un astensionismo dovuto alla crisi delle ideologie e dei partiti di massa, un fenomeno partito negli anni ’80 e che credo oggigiorno si sia ridimensionato e di molto. Esiste infine l’astensionismo di sfiducia verso i partiti e la politica ma non va sottovalutata anche l’astensione che definirei relativa: le persone non si recano a votare ma non vuol dire che si disinteressino di politica. Preferiscono invece altre forme di partecipazione che consentono (o lasciano credere di consentire) un legame più diretto coi processi decisionali. Da questo punto di vista, il voto diventa allora un momento irrilevante nella vita politica dell’individuo.

* A proposito di locuzioni giornalistiche, attendo con ansia il ritorno del “popolo dei vacanzieri”.
**
 Il più delle volte non c’è bisogno di interrogarlo, perché l’UDS è propenso a condividere spontaneamente le proprie opinioni con il primo che passa.
*** Ne esistono differenti versioni di tale linea di pensiero, ma tutte convergono sul punto cardine: cioè che anche una volta si rubava ma si stava meglio. Chiunque, prima o poi, avrà sentito qualcun altro esprimersi in tal guisa.
**** Ho sempre avuto un debole per le similitudini estremizzate. In effetti forse sono un apostolo dello straw men argument.
***** Ammesso e non concesso che si trovi qualcuno che parli così.

In questo periodo molta gente ha problemi di elezioni

Già da qualche settimana è cominciata la seccante questua di elemosina del voto da parte di umili candidati che, vestiti di miseri cenci e tante buone intenzioni, si presentano da te, elettore, a chiedere il favore – se nulla ti costa, ovviamente – di donar lor il tuo voto.

Le richieste di voto che ho ascoltato sono precedute da una premessa standard “lo so che sei già impegnato, ma debbo comunque chiedertelo”.

Innanzitutto, chi ti ha detto che io sia un elettore?
Magari potrei essere stato privato del diritto di voto ed il fatto che tu venga a chiedermi di votare per te senza prima sincerarti della mia possibilità di entrare in una cabina elettorale potrebbe rivelarsi un gesto insensibile!
E io dovrei votare una persona così poco attenta ai nervi scoperti altrui?!

Secondo: cosa ne sai che io sia già impegnato? La tua presunzione di conoscere il mio stato politico è offensiva!

Terzo: se in ogni caso sai che sono impegnato, perché allora chiedi? Stai sconfessando la tua presunzione di poco fa: e io dovrei votare per qualcuno che si contraddice un secondo dopo che ha fatto un’affermazione?!

Il mendicante si nasconde ovunque. Perché se una persona non è candidata, magari potrebbe averne uno in famiglia e andar a mendicare per conto suo. Ricordo quella volta, credo fosse il 2000, che mi telefonò la mia insegnante di lettere delle scuole medie. Rispose mia nonna, al che lei chiese proprio di me e poi, dopo essersi informata su come stessi e come andasse il liceo, chiese di poter parlare con Madre. Il motivo era elemosinare il voto per il marito, candidato sindaco. Un triplo giro mortale, dal candidato, alla moglie, allo studente, all’elettore!

Ma a regalarmi sempre soddisfazioni è Facebook. Invidio l’ottimismo di coloro che postano link e che te li inviano anche privatamente. Vorrei dimostrare l’inutilità a prescindere di tale attività:
– se ho già in mente di votare come suggerisci tu, è inutile che mi invii il link;
– se non ho intenzione di votare come suggerisci, credi che io possa cambiare idea semplicemente perché mi è arrivata una notifica su fb e io, cascando dal pero, esclamerò oh ciuelo, come ho fatto a non pensarci prima, meno male che sono ancora in tempo per rimediare, grazie a dio esiste facebook?

Comunque io non ho problemi di elezioni, si sappia: parlavo in generale!

Cose che su Facebook non hanno lo spazio che realmente meritano, ingiustamente

Sui social network noto una certa omologazione verso alcuni argomenti condivisi dalle persone; tale tendenza oscura altre cose che meriterebbero invece maggior risalto. Gattini, cagnolini, omeopatia, hamburger fatti con scarti di copertone…basta! C’è anche altro che, purtroppo, non viene affatto preso in considerazione o tutt’al più è ritenuto fonte di aneddoti divertenti. Il mio compito di quest’oggi, o meglio, di questo tempo che ho da perdere, è riparare un’ingiustizia. All’occorrenza riparo anche cucine a gasse.

Attenzione: alcuni contenuti potrebbero non essere adatti a un pubblico di età maggiore agli anni 18

Per la categoria Io&il mio amico animale che è più intelligente di certe persone infatti quando lo chiamo lui non mi caga proprio perché mica è scemo
La commovente storia di questo essere selvaggio e del suo padrone: come si vede dalla foto che ha fatto il giro del mondo, questo placido bisonte ha adottato accanto a sé un essere umano perfettamente addomesticato.

Per la categoria INCREDIBILE! – Abitudini cui ci obbligano per venderci cose inutili altrimenti a quest’ora avrei potuto già rendermi ridicolo in santa pace
Non si lava da 60 anni
Incredibile! Non usa il sapone da 60 anni eppure è vivo e vegeto a 80 anni! Ecco le immagini che la Neutro Roberts e le altre lobby della pulizia ci tengono nascoste! Senza contare che ha fregato per sempre la dittatura della bolletta dell’acqua!

Leggete e condividete quest’altra!

Quest’uomo ha la barba più lunga del mondo! Non la taglia da boh chi se ne frega non è importante!!! Eppure sapete cosa gli è successo???…Nulla!1!1! Allora perché la televisione ogni giorno ci bombarda con centinaia di spot su rasoi e schiume da barba??? Diffondete se avete un cuore e pure un paio di polmoni funzionanti!

Per la categoria la casta pensavo fosse solo quella tizia che mi disse che con me non ci sarebbe stata perché voleva aspettare il matrimonio prima di scoprire che era andata con un mio amico e allora ho capito non fosse proprio casta casta
Impediscono a Darth Vader di votare!
La potente ka$ta dei Jedi ha colpito ancora una volta! Darth Vader, che si era regolarmente presentato come candidato per concorrere alle elezioni presidenziali in Ucraina, si è visto respingere ai seggi con la pretestuosa giustificazione di non essersi tolto la maschera. Una evidente provocazione perché TUTTI SANNO che il povero Lord Vader, al secolo Anakin Skywalker, non può respirare senza a causa delle gravissime ferite riportate nello scontro con Obi-wan Kenobi (un Jedi, guarda caso).

Oltre a essere nemici della famiglia (perché, ricordiamolo, il discutibile codice che si sono dati prevede il divieto di rapporti sentimentali), angariatori di bambini innocenti (strappati alle loro madri per essere addestrati a combattere sin dalla tenera età) i Jedi sono antidemocratici! E poi parlano di pace!1!1! Ipocriti! Diffondete prima che venga censurato!

I Jedi non possono avere figli e poi vogliono rubare quegli degli altri! E se tutti fossero Jedi cosa accadrebbe? Ci estingueremmo! Volete una società così? Io no di certo!E voi?!111111!

Con questa per oggi ho concluso, ma conto di ritornare con nuovi argomenti da far condividere affinché tutti possano sapere e non dire di non aver saputo perché gli era stato detto e se non c’erano o dormivano, fatti loro.

Il potere logora chi non ce l’ha ma il podere logora chi lo coltiva

Questo post ha ricevuto l’approvazione di Frank Underwood (per loschi scopi personali).

Quando senti puzza di asfalto fresco nell’aria vuol dire che si avvicinano le elezioni.

Quella che dovrebbe essere un’ordinaria attività di manutenzione viene in modo sottile venduta come geniale regalìa alla città da parte dell’amministrazione. La quale, chissà perché, nel corso di 5 anni non vi aveva mai pensato sino a oggi.

Su un manifesto elettorale un candidato scrive
Pinco Pallino
30 anni.
Sì è così: sotto al nome, come presentazione e titolo di merito ha messo l’età.

Non comprendo, io dovrei votarlo per questo? E se per caso venisse fuori un candidato di 29 anni, cosa accadrebbe? Dovrei in base a tale requisito di merito farlo passare davanti nelle preferenze?

Mentre cammino carico di questi esistenziali dubbi, percepisco alla mia destra un vuoto. E non in senso figurato. Manca qualcosa. Volto lo sguardo e tra la fila di case di fronte a un distributore di benzina, chiuso e abbandonato da un anno, c’è un cumulo di macerie. Il cartello di una impresa di costruzioni presenta il progetto di un nuovo stabile, moderno e funzionale.

Dove ora si trovano macerie e calcinacci, c’era una piccola masseria, molto vecchia. Le inferriate alle finestre, verniciate color verde acqua, erano curvate verso l’esterno, per permettere di affacciarsi. Non ricordo di aver mai visto qualcuno a quelle finestre, a parte, anni fa, un gatto rannicchiato a prendere il sole.

Mi sorprende che ancora si trovi convenienza nel costruire. Se non che una volta mi han spiegato che in molti casi il costruire ha una valenza economica per l’atto stesso di farlo. Il cemento crea denaro, che poi potrà essere investito in altro cemento che genererà altre plusvalenze. Certo può essere un azzardo, ma oggigiorno molti ancora giocano a scommettere sul mattone.

È un po’ come il gioco della politica locale. Ho assistito in questi anni a graduali inserimenti di volti di persone che hanno scommesso su una propria carriera politica. Il ritorno che si ottiene è di sicuro una plusvalenza.

Come mettere sul tavolo i propri trent’anni: se vien male non perdi niente, se vien bene guadagni tanto. E magari se non a questo giro ma al prossimo potrai anche tu promettere un po’ di bitume cosicché qualcuno possa maledirti perché proprio quel giorno che hanno iniziato a rifare il manto stradale aveva indossato le scarpe nuove.

Buona fine e buon principio

Francamente, non riesco a capacitarmi della fine dell’era berlusconiana; eppure il trionfalismo di questi giorni sembra dare per scontato che Silvio Berlusconi abbia chiuso col governo di questo Paese.

Io sono tra gli scettici; anzi, m’immaginavo che nel suo videomessaggio sarebbe comparso così


Io dico che non finisce qua: ha i mezzi per potersi ripresentare alle elezioni, per l’ennesima volta, come il salvatore della Patria, l’unto del Signore che ci aprirà le porte del regno di Silvio. Gli italiani hanno la memoria corta, sono propensi ai “giri di valzer” e soffrono di nostalgia immaginaria (questo a causa della memoria corta): ai loro ricordi se ne sovrappongono altri totalmente fittizi ma che richiamano alla mente un’età dell’oro perduta, per la serie “quando c’era Silvio…”. Tra qualche mese son sicuro che cominceranno ad apparire i primi nostalgici, tenete d’occhio i luoghi affollati (bar, mezzi pubblici ecc…) è l’habitat dove vive e si riproduce il nostalgico immaginario.

Quel candidato è un pagliaccio

Nel caso del quale vi parlo, non dovrebbe essere considerata un’offesa.

Nelle elezioni politiche in Brasile (nelle quali, contestualmente alla scelta del nuovo presidente, si rinnova anche il Parlamento) il candidato deputato più votato è stato uno che di mestiere fa il clown.

Eccolo qui di fianco in tutto il suo smagliante splendore, il suo nome d’arte è Titirica ma si chiama Francisco Everaldo Oliveira Silva. Ha anche esclamato

Votate il deputato vestito da pagliaccio: molto meglio di questi pagliacci vestiti da deputato

In effetti potrebbe anche non avere tutti i torti.

Inizialmente questa storia mi ha fatto venire in mente l’episodio dei Simpson in cui Krusty il clown si candida deputato al Congresso, per aiutare i Simpson.

Poi dopo, più seriamente, ho pensato che noi un clown l’abbiamo fatto Presidente del Consiglio. Sì, saranno anche facili battute, ma vedendo queste cose come si fa a non pensarlo.

Poi considerando pure tutto il trucco ed il parrucco che si mette in faccia.

Sì, ce lo vedo proprio.

Unione (?) Europea

C’è un tarlo in Europa.
Un tarlo che sta minando le travi che sorreggono l’Unione.
E’ il tarlo dello scetticismo, quello che con sapienza sintattica i giornalisti definiscono “euroscetticismo”.
Si perchè quello che ci dicono queste elezioni europee, al di là dei rituali commenti sulle cifre e sui partiti (su cui tornerò dopo), è che c’è qualcosa che non funziona nel processo di integrazione europea.
Andiamo a guardare innanzitutto la partecipazione: si sa che le europee, rispetto alle regionali e alle nazionali raccolgono meno partecipazione, ma il dato di questa tornata è indicativo: il 7% di partecipanti in meno rispetto al 2004:

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Ma in questa prospettiva gli italiani si dimostrano abbastanza virtuosi, perchè non va meglio negli altri Paesi, anzi: in Francia si è recato alle urne il 40.5%, in Germania il 43.3%, in Spagna il 44%. Il record negativo spetta alla Slovacchia col 19%.

Complessivamente è andato a votare il 43% dei cittadini europei aventi diritto al voto.
Se uniamo il dato con la crescita dei partiti cosiddetti “euroscettici” (adeguiamoci al dizionario comune), che spingono per un freno alla integrazione europea, è palese che il processo – ancora in divenire – di costruzione dell’Unione subisca un severo giudizio negativo da parte dell’elettorato europeo.

Ad avallo di questa considerazione potremmo anche aggiungere la bocciatura in passato della Costituzione europea al referendum in Francia ed in Olanda, e il successivo “no” al Trattato di Lisbona (che dovrebbe sostituire il progetto di costituzione) in Irlanda. Se il referendum si fosse tenuto in tutti i Paesi probabilmente i risultati sarebbero stati ancora più negativi.

La crisi economica degli ultimi mesi ha influito su questi risultati, soprattutto nelle nazioni dell’est Europa dove sono avanzati partiti antieuropeisti e nazionalisti: nell’individuare le cause della crisi economica in questi Paesi si è puntato il dito contro l’integrazone europea: l’analisi in realtà sarebbe più complessa di queste affermazioni, perchè senza l’UE probabilmente molti Paesi dell’est Europa che ora ne fan parte si troverebbero in acque ancor peggiori; ma di fronte alle paure dei cittadini, le proposte di sicurezza di una certa destra estrema appaiono concrete e affidabili e certi assiomi demagogici risultano poi difficili da smontare.

A Bruxelles avranno da lavorare, e tanto, per arginare i movimenti xenofobi e per rendere convincente il Trattato. Ne va del destino stesso dell’Unione; questo a cui assistiamo è il prezzo che si paga per la lontananza delle istituzioni comunitarie dai cittadini. E anche per la mancanza di informazione: l’uomo della strada cosa sa del Trattato di Lisbona?

Tralasciando i problemi europei, veniamo a quelle che son state, per la maggioranza delle persone, queste elezioni: e cioè puramente un costoso sondaggio politico. Certo, sicuramente più affidabile di alcuni sondaggi che davano percentuali bulgare al Pdl, sulla cui bontà adesso è lecito nutrire dubbi (i dubbi erano leciti anche prima, ma almeno ora ci son le urne che parlano chiaro, che non posson esser smentite).

Il dato che vien fuori è una conferma della crescita di quei partiti che, anche se su punti diversi, battono molto su temi che gli elettori sentono di più,  stiamo parlando di Lega* e Idv.

Pdl e Lega. Se da una parte il Pdl si conferma nel Sud d’Italia, raccogliendo da quel serbatoio di voti che prima fu della Dc, il Nord vede emergere il potere della Lega. Il successo del proprio partito può dar adito ai leghisti, nei prossimi mesi, di rilanciare le pressioni sulle questioni settentrionali, col Pdl che dovrà barcamenarsi tra le concessioni all’alleato – sempre più scomodo – e la necessità di non scontentare l’elettorato meridionale. Il fatto stesso che sia Bossi a dover rassicurare Berlusconi, dicendogli che con queste elezioni non è cambiato nulla, dà l’idea di un mutamento nei rapporti di forza, che a questo punto stanno decisamente prendendo la strada del nord. Non è improbabile che Berlusconi cerchi di ricucire il rapporto con l’Udc per cercare di cautelarsi costruendo attorno a sé un’alleanza più vasta e solida. Il partito di Casini, intanto, anche se ottiene una lieve crescita rispetto alle elezioni politiche, non sfonda e non riesce a tentare di proporsi come terza forza alternativa nel Paese. L’ipotesi di un ripensamento ed un ritorno alla vecchia alleanza, non è vaga.

Pd. Il Pd dal canto suo tira un sospiro di sollievo, perchè il temuto crollo non si è verificato, il partito perde voti ma rimane ancorato alla speranza di sopravvivere. Considerando che all’epoca della fuoriscita di Veltroni il Pd era accreditato di poco più del 20% – sempre che il dato del sondaggio sia affidabile – è segno che Franceschini è riuscito in qualche modo a salvarsi e a fare i compiti per l’esame di ottobre (quando verrà comunque silurato da D’Alema). Di fronte all’immobilismo veltroniano, chiunque avrebbe fatto di meglio. Franceschini stia quantomeno attento a non tirare troppo la corda, perchè già ora parla in termini quasi vittoriosi annunciando la fine del mito dell’invincibilità di Berlusconi. Tutti quelli che han parlato così son stati poi smentiti duramente. Quindi non è il caso di tirarsi la sfiga addosso.

* E’ doverosa una citazione per coloro che nel Meridione hanno votato la Lega.

Per chi non se ne fosse accorto, la Lega si è presentata anche nella circoscrizione Sud ed in quella delle isole, proponendo candidature di politici locali. Ce n’erano anche un paio di Napoli città, uno di Torre del Greco ed uno di Marigliano. Complessivamente, tra Sud ed Isole, la Lega ha raccolto poco meno di 50mila voti. Una miseria, certo, ma considerando che parliamo della Lega il dato è indicativo.

Un pensiero per i napoletani, candidati ed elettori Lega, da parte di Calderoli:

«Napoli non è Italia»

«Napoli fogna»

«Adesso basta con Noemi. Primo è di Napoli […]»

Piccola nota a margine: il Partito Pirata, di cui avevo accennato quale post fa, in Svezia ha raggiunto il 7% e otterrà un seggio al Parlamento. Potrà portare in seno all’Assemblea così le istanze di chi si batte per una ridefinizione del copyright e per una cultura digitale libera. Complimenti.

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Tempo di ludi cartacei

Si avvicinano le elezioni europee (lo sapevate? Le elezioni! Come direbbe Vulvia), e mi sono sottoposto al consueto test, stavolta abbastanza accurato debbo dire, che permette di verificare quanto le proprie posizioni politiche siano vicine ai partiti in competizione, e conoscere quale è il partito a cui siamo più vicini. Il test è   presente su questo sito, ci vogliono 5 minuti per farlo, non occorre registrarsi o fare altro:
Ecco i miei risultati:

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La cosa interessante è che possibile confrontare i dati anche con i partiti degli altri Paesi dell’UE. In Spagna, a esempio, credevo di esser più vicino al PSOE (il partito di Zapatero, per intenderci), ma scopro che invece anche se di poco sono più vicino al Bloque Nacionalista Galego, un partito potremmo dire nazional comunista, e all’Izquierda Unida (Sinistra unita):

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Poi vabè, altri risultati, in Svezia 79% per il PiratPartiet, il Partito Pirata, che non è una di quelle formazioni politiche nate giusto per suscitare ilarità (tipo il partito “Impotenti esistenziali” presentatosi alle ultime elezioni) ma è un partito che si batte per la libera diffusione di cultura e informazione su internet e ridefinire le leggi sul copyright ed il diritto d’autore, ed ha buone possibilità di conquistare almeno un seggio al Parlamento europeo.

La fine del 900

Nicky Vendola ha detto: Il Novecento ci è crollato addosso

Prima di passare alla debacle storica della sinistra (in Parlamento non ci sarà una sinistra comunista – o presunta tale – per la prima volta dal dopoguerra ad oggi), innanzitutto i risultati e le cifre: il Pd alla Camera ha preso 12.092.998 voti, nel 2006 la coalizione de L’Ulivo (DS + Margherita) ne ottenne 11.928.362.

Al Senato il Pd ha ottenuto 11.042.325 di voti, nel 2006 i DS ne ottennero 5.977.313 e la Margherita 3.664.622.

Quindi il Pd ha ottenuto un salto di qualità, ci sarebbe da considerare l’apporto di Follini e degli ex Radicali, compensato, a mio parere, però dalla perdita di Dini e dei suoi liberali, dalla fuoriscita di un gruppo dai DS (la Sinistra Democratica) e dalla fuoriuscita di Angius.

Nel 2006 complessivamente la sinistra (PRC, PdCI e Verdi, non considerando quindi la Sinistra Democratica, cioè i fuoriusciti dei DS che non hanno aderito al Partito Democratico) aveva ottenuto, alla Camera 3.898.460 voti, al Senato 3.941.850.

Nel 2008 la Sinistra Arcobaleno ottiene 1.124.418 di voti alla Camera e 1.053.154 di voti al Senato.

Sono “spariti” 2 milioni e 800mila voti, circa.

Ha pesato una emorragia di voti verso le nuove formazioni di sinistra, e cioè il Partito Comunista dei Lavoratori e Sinistra Critica? Nient’affatto, il risultato di questi due soggetti politici è così insignificante che più che di emorragia si dovrebbe parlare di trascurabile taglietto su un dito, senza neanche perdita di sangue.

Ha prevalso la logica del voto utile a favore del PD? Vero in parte. In regioni tradizionalmente rosse la SA ha preso un terzo dei voti che avrebbe dovuto prendere. Una parte sicuramente si è spostata verso il PD.

Ma hanno inciso altri fattori. Ha inciso la scelta di confluire in un soggetto politico non ben definito che creava imbarazzo già nel nome. Ha inciso la scelta di candidare un personaggio oramai da pensionare come Bertinotti, inviso oramai a chiunque. Ha pesato la passata esperienza di governo con le sue scelte discutibili, il doppiogiochismo (prima in piazza si manifesta contro e poi in Parlamento si vota a favore?), l’asimmetria tra  quelle che dovevano essere le intenzioni di sinistra e quel che è invece è stato l’operato nel Governo, eccetera, tutte cose sotto gli occhi di tutti e sulle quali è inutile tornare: non basta una passata di spugna per ripulire il tutto. Al Nord sicuramente c’è gente di sinistra che si è diretta altrove e precisamente ha votato Lega, attratta dai proclami populistici. Non hanno tutti i torti gli elettori, la Lega è il partito che più si avvicina all’idea – per l’elettore – di soddisfacimento degli interessi comuni. Nell’era in cui oramai ci troviamo conta cosa un partito può dare, non conta più l’appartenenza ideologica, la fede politica, eccetera. Siamo nell’era del voto di scambio.

Questo discorso può valere anche per la Destra delle SS (Santanchè Storace), anch’essa senza rappresentanti in Parlamento; i valori, le idee, la filosofia di destra: aria fritta evidentemente per gli elettori.

Ha inciso la propaganda mediatica verso i due soggetti politici maggiori e verso lo scontro Berlusconi – Veltroni, mentre il programma della SA ha goduto di scarsa visibilità (a proposito, qualcuno lo conosce?).
Ha inciso anche l’astensionismo, quest’anno alle urne si è recato un 3% in meno. Ma è ridicolo andare a cercare tutti voti persi tra coloro che han preferito non votare o coloro che han subito la propaganda.

Alla fine dei conti, contano i fatti. I fatti dicono che è fuori dalla rappresentativià la sinistra. Probabilmente non è fuori dal Paese, esiste, – polverizzata, allo stato attuale – una cultura di sinistra che è dispersa tra gli insoddisfatti della politica odierna, tra coloro che han smesso di credere e han ceduto al pragmatismo verso altre formazioni politiche, tra coloro che si son stabilmente convertiti ad altro.

Le tensioni internazionali e il pacifismo, la globalizzazione e il movimentismo, ai quali la nuova sinistra avrebbe voluto prestare attenzione, suonano oramai concetti vuoti per chi è preoccupato dal rumeno, dalle tasse alte, dall’euro, eccetera.

E’ la cultura che viene a mancare, l’informazione che si involve in disinformazione, la disinformazione che genera la paura e dove la paura impera, le idee e le belle (?) parole non servono più a nulla, le urne ci han detto anche questo.

Combattere la paura e ricreare cultura, quindi, è l’obiettivo della sinistra se non vuole sparire per sempre.

Ma prima di affrontare le paure dei cittadini, la sinistra affronti la paura di capire cosa vuol essere, perchè probabilmente oggi non lo sa e non si è ancora posta il problema.

Se, infine, questa è la chiusura definitiva di un’era lo dirà solamente il tempo.
Il ‘900 intanto è passato e mai come oggi sembra così distante e sepolto nei libri di storia.

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Prodius interruptus

Tarà tararà tarà…al Senato ad un certo punto credo si ballasse la samba. Sto cercando di rintracciare il nome di quel senatore che dopo la votazione si strafogava come un porcello d’allevamento, assieme ad altri che gozzovigliavano allegramente. Senatori, eh, gente impeccabile che ha un contegno. Non gente che pippa e va a mignotte, e però poi difende il Papa, vota leggi contro le droghe leggere, eccetera.
Alla fine, comunque, come era prevedibile, il Governo è caduto.

Uno degli handicap del centrosinistra (altri handicap sono D’Alema, Rutelli, et similia) è quello di non sapersi vendere (anche se alcuni di loro han venduto una parte del proprio corpo, per la precisione quella che quando ci si siede fa contatto con la sedia) al pubblico, di non saper comunicare e trasmettere un’immagine positiva. Alla fine quel che rimarrà impresso del fu Governo, sarà la litigiosità, sarà Sircana che va a transessuali, saranno le tasse “affamatrici e portatrici di miseria”, sarà l’indulto (votato da 245 senatori, ieri il Governo ne aveva 156, i conti non mi tornano), saranno le leggi “liberticide” (ricordo ancora il tam tam su internet di tanti sfaccendati segaioli brufolosi e rincoglionite glitterate mocciane che inveivano contro la legge che voleva far chiudere i loro cari bloggucci:  aiuto aiuto il governo ci vuole censurare i blog!  ). Perchè è tutta questione di immagine, e Silvio lo sa, anche del suo Governo si ricordano particolari folkloristici e non, ma una piazzata organizzata con un pò di sana demagogia e claque al seguito, un paio di sondaggi diffusi, un pò di questo e quello e passa tutto.
Il centrosinistra, chiuso nelle sue beghe, nei suoi particolarismi, e in particolare quelli del Pd intenti a coccolare la propria creatura, non ha capitalizzato ciò che ha fatto, ha sempre di più trasmesso l’idea di Prodi come un leader solo, che andava a sfracellarsi contro gli scogli mentre tutti gli altri raggiungevano le scialuppe.

E quindi non rimarrà memoria dei conti pubblici risanati (dopo l’eccellente gestione delle casse dello stato da parte di quel mentecatto di Tremonti), della lotta all’evasione fiscale, del taglio dell’Ici e di altre cose, i fatti parlano chiaro. E raccontano che non basta l’antiberlusconismo (anche se sarebbe da verificare quanti dei componenti della maggioranza fossero antiberlusconiani, in particolare due di essi di cui diremo solo – per motivi di privacy – che i loro nomi iniziano per D ed M e finiscono, rispettivamente, con -ini e -astella) per realizzare un surrogato di compromesso storico tra sinistra e moderati centristi.
Gli eventi successivi a questi fatti saranno un noioso clichè di quanto di peggio la politica può offrire, con i soliti attori. Berlusconi sfrutterà ancor di più il sano populismo che lo contraddistingue; la Chiesa intanto si frega le mani, perchè è in momenti di crisi come questa che può espandere i propri domini (già in questi giorni, affondava colpi ben assestati, Bagnasco ad esempio al congresso della Cei denunciava i mali di un Paese in crisi) Montezemolo, che oggi chiedeva una nuova legge elettorale – ma fatta bene mi raccomando! (ok non diceva così, ma il senso era quello, basta controllare le dichiarazioni che ha rilasciato) -, avrà altri da cui andare a batter cassa, eccetera.

E’ lo show, gente, e ora attendiamo con ansia il Silvio episodio III – La vendetta dei Sith.
Forte il lato oscuro è.