Sono molto legato ai miei non

Non sono molto portato per lo stare tra le persone, così come nel frequentare la maggior parte degli ambienti che non percepisco come miei. Ho bisogno di nicchie in cui sentirmi a mio agio, come un gatto che si raggomitola in una scatola.

Non mi sento a mio agio col contatto fisico a meno che una persona non sia nella mia “green light zone”, che equivale a dire di avere un lasciapassare speciale. Mi arrecano fastidio coloro che ti parlano standoti troppo vicino e toccandoti.

Non amo le conversazioni formali e i convenevoli, il cosa fai nella vita, cosa combini in questo periodo, ah interessante il tuo lavoro. Le porto avanti senza convinzione e percepisco la noia nel mio interlocutore. È la stessa che provo io.

Non sono bravo a condividere spazi senza rigide separazioni. Un amico ieri mi ha detto: la tua educazione e la tua tranquillità traggono in inganno. Sei pieno di paranoie e vizi.

Non sono molto bravo alla guida, perché sbaglio facilmente strada. Ho così preso l’abitudine di imparare i percorsi guardandoli preventivamente su google map.

Non ho un buon rapporto col telefono. La maggior parte delle volte che suona lo avverto come un disturbo. Sarà per questo che mi chiamano con regolarità solo tre persone: Polacco, Madre, Lulu.

Non riesco a seguire le istruzioni, una cosa riesco a farla solo quando la interpreto a modo mio.

Non riesco a lasciarmi andare a rapporti sessuali se non ho fatto una doccia nelle ore precedenti. Il che non è un problema, essendo io una persona comunemente avvezza alla pulizia. La cosa diventa un ostacolo quando passi un’intera giornata fuori casa.

Nonostante questi evidenti casi di non-nismo cui mi sottopongo, ho una vita che potrei definire normale.  Quindi o i concetti di normalità della vita vanno tarati da capo oppure ho qualcosa che in fondo mi rende bravo.

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34 Pensieri su &Idquo;Sono molto legato ai miei non

  1. La normalità non esiste, quindi niente paranoie.
    Abbiamo dei simil-non, pensa che io ho perennemente il telefono in modalità silenziosa e lo perdo spessissimo (non potendolo ritrovare con il solito “ti chiamo e suona” ti lascio immaginare quanti eoni ci metto per ritrovarlo).

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    • Confesso che però pur avendo io un brutto rapporto col telefono non lo perdo mai di vista, o sta sempre in tasca quando esco oppure quando sto in casa, sia la mia casa natale che quella romana, lo metto sempre nello stesso posto

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      • Io sono sbadata e disordinata. Lo dimentico e perdo,poi quando mi chiedono dov’è finito il mio cellulare rispondo: “è fuggito, a messo le gambe ed è scappato, non sono riuscita a fermarlo, andava troppo veloce ed urlava: voglio qualcuno che mi ami, merito di più!”

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  2. Come un gatto devi marcare la zona con la pipì, di modo tale che diventi tua. Prova a farlo all’interno di una posta, o meglio, dentro una BANCA!

    In realtà ti infastidisce una persona che sta troppo vicino perchè reputi che ti sta invadendo il territorio. Devi essere una persona abituata a vivere negli spazi aperti, o, da come si evince da qualche post, abiti in una casa che non è un appartamento (quella dei tuoi ovviamente). Cresciuto nella libertà, senza regole che non fossero quelle della famiglia (sai quante regole ci stanno in un condominio) nel tuo inconscio percepisci l’altro come fastidioso, come limitazione della tua libertà. Che poi sia un fattore di alito cattivo, o di puzza di piedi, o dell’interlocutore che sputacchia, beh, so tutte stronzate.

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