Sono molto legato ai miei non

Non sono molto portato per lo stare tra le persone, così come nel frequentare la maggior parte degli ambienti che non percepisco come miei. Ho bisogno di nicchie in cui sentirmi a mio agio, come un gatto che si raggomitola in una scatola.

Non mi sento a mio agio col contatto fisico a meno che una persona non sia nella mia “green light zone”, che equivale a dire di avere un lasciapassare speciale. Mi arrecano fastidio coloro che ti parlano standoti troppo vicino e toccandoti.

Non amo le conversazioni formali e i convenevoli, il cosa fai nella vita, cosa combini in questo periodo, ah interessante il tuo lavoro. Le porto avanti senza convinzione e percepisco la noia nel mio interlocutore. È la stessa che provo io.

Non sono bravo a condividere spazi senza rigide separazioni. Un amico ieri mi ha detto: la tua educazione e la tua tranquillità traggono in inganno. Sei pieno di paranoie e vizi.

Non sono molto bravo alla guida, perché sbaglio facilmente strada. Ho così preso l’abitudine di imparare i percorsi guardandoli preventivamente su google map.

Non ho un buon rapporto col telefono. La maggior parte delle volte che suona lo avverto come un disturbo. Sarà per questo che mi chiamano con regolarità solo tre persone: Polacco, Madre, Lulu.

Non riesco a seguire le istruzioni, una cosa riesco a farla solo quando la interpreto a modo mio.

Non riesco a lasciarmi andare a rapporti sessuali se non ho fatto una doccia nelle ore precedenti. Il che non è un problema, essendo io una persona comunemente avvezza alla pulizia. La cosa diventa un ostacolo quando passi un’intera giornata fuori casa.

Nonostante questi evidenti casi di non-nismo cui mi sottopongo, ho una vita che potrei definire normale.  Quindi o i concetti di normalità della vita vanno tarati da capo oppure ho qualcosa che in fondo mi rende bravo.

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