Non è che devi per forza lavorare al supermercato per etichettare

Sono M.E.B..

Che non vuol dire Maria Elena Boschi. Sta per Maschio Etero Bianco.

Non ho mai avuto problemi per l’appartenenza a queste tre categorie. Al massimo sono stato oggetto di scherno per l’insinuazione di non appartenervi abbastanza. Si sa come sono i ragazzi: coglioncelli.

Al liceo se non mostravi di posseder figa – perché non ci si accompagna, il vero MEB ce l’ha come proprietà – potevi esser accusato di non soddisfare appieno la voce E. Oppure di indugiar soltanto nelle attività manuali. A me è andata bene, capitò appunto di esser accusato della seconda. Meglio onanista che ricchione, si diceva.

Alle scuole medie  l’esser M lo si dimostrava righello alla mano. Mi sono sempre sottratto a queste discipline geometriche. Non perché avessi dubbi su di me. All’inizio. Poi alcuni compagni iniziarono a vantare virtù elefantiache e allora smisi persino di andare a orinare a scuola per non sottopormi a imbarazzanti rivelazioni. Suppongo quei compagni ora siano tutti dediti al cinema d’intrattenimento adulto professionale viste le loro presunte dimensioni artistiche.

Durante le scuole elementari, invece, ero più scuro di adesso. Poi negli anni mi son sbiancato: effetto Michael Jackson, probabilmente. Non ho avuto particolari criticità a parte quando nel club degli Acchiappafantasmi dissero che io al massimo potevo fare “quello nero”.

Accantonati questi patetici trascorsi scolastici, oggi vivo l’età della consapevolezza, conscio del mio esser MEB e certo che nessuno mi fischierà, additerà, guarderà con sospetto in strada perché io in quanto MEB ho pieno diritto di fare e disfare quel che mi pare.

Il MEB è socialmente intoccabile.

A parte qualche giorno fa.

Non ho mai fatto mistero di esser del Napoletano (tra l’altro non vedo perché dovrei). L’altro giorno ero per lavoro nel Salernitano, insieme ad altri colleghi. Una signora di una cittadina di quelle parti, sentendo delle origini, fa, accigliandosi (giuro):

– Ah…siete di Napoli…

Cambiando discorso, mi metto a parlare con lei del più e del meno. Lei non so perché ci tiene a raccontarmi della figlia che vive a Reggio Emilia:

– Lei sta da sola là…come si deve fare…Che poi, pure là…ci sono un sacco di napoletani…

E di nuovo si acciglia.

E io avrei voluto dirle: “Signora, cos’ha da dire? Insinua che non siamo anche noi dei MEB?”.

Poi mi son ricordato di tutte le battute sui napoletani che ho sentito. Di tutte le volte che da gente di fuori Napoli ho sentito dire, nello stesso tono preoccupato e rassegnato della signora di cui sopra, che “Qua si stanno trasferendo un sacco di napoletani…”

Mi sono ricordato di tutte le volte che qualcuno mi ha detto “Però! Non sembri di Napoli”. Come se si aspettassero forse che io parlassi urlando, saltassi all’improvviso sulla sedia per intonare Abbiamo un sogno nel cuore Napoli torna Campione e mangiassi solo pizza e sfogliatelle.

Com’è possibile? Io sono un MEB. Riconoscetemi in quanto tale!

Per carità, queste son sciocchezze. Sono aneddoti per strappar una piccola risata perché, in sostanza, qui sopra scrivo per rider di tutto e niente. Puttanate, stronzate, per dirla in francese.

Però che la gente sia cogliona, questa non è una stronzata. Che ami etichettare, aver pregiudizi, offendere, insinuare, questa non è una puttanata. Lo vedo fare ogni giorno su chiunque essere umano non si trovi in una condizione di privilegio. E allora per costoro ho coniato una nuova etichetta: BEM.

Bastardi Emeriti Minchioni.

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19 Pensieri su &Idquo;Non è che devi per forza lavorare al supermercato per etichettare

  1. In una località della Campania una volta ho attraversato sulle strisce e mi hanno detto: si vede proprio che sei del nord. Che poi mi hanno detto così già sapendo che venivo dal nord. Infatti, se fossi stato del sud, sarei stato un normale meridionale che attraversa sulle strisce.

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    • Devi sapere che ciò che è normale per chi è normale è anormale per chi fa una cosa normale ma non è normale di quel posto. Quindi tu avresti dovuto usare le strisce a casa tua. Oppure portare un meridionale ad attraversare le tue strisce, per compensare.

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      • Ma il fatto è che, in quel posto, i meridionali attraversavano le strisce con frequenza apparente non diversa dai settentrionali. Solo che, vedere un settentrionale farlo, forse l’ha fatta sembrare una cosa da settentrionali, essendo che c’è questa idea che le strisce sono settentrionali.
        Allora mi dico: perché al sud non fanno le strisce a quadretti, così che i meridionali possano fare quello che farebbero, senza confronti disagevoli con chi fa la stessa cosa da altre parti?

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        • Potrebbe essere una buona idea. Però poi creerebbe fastidiosi disorientamenti nelle generazioni successive, cresciute solo con i quadretti, quando si troveranno di fronte le strisce. E viceversa.

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  2. Il mondo è fatto di etichette del piffero. Io sono FEB, parafrasando il tuo MEB, ma tante di quelle volte sono stata additata perché:
    -sono isolana
    -sono isolana ma non sembro esserlo
    -sono bionda e le bionde si sa sono sceme (mi tingo di rosso, onde evitare ulteriori commenti del genere, ma anche perché il look vedova nera mi garba assai)
    Dalle tue parti l’etichetta ovvia l’hai detta poco fa, dalle mie è pastori,regrediti (più volte mi hanno chiesto se abbiamo la connessione internet o la tv. Io rispondo no, usiamo ancora la pietra focaia per accendere il fuoco e i segnali di fumo per comunicare. Cos’è la tv?), mangiatori di porcetto arrosto, rigorosamente denominato porceddu perché fa tanto figo/canzonatorio, ma così dicendo gli unici canzonati sono loro perché noi li prendiamo per il culo ogni volta che lo dicono. Che altro? Ah si, mi sento dire bella la vostra terra, peccato ci siate voi…
    I DI, ovvero diversamente intelligenti, sono ovunque. Quello che scarseggia sono i MEBsicvdrs (MEB single interessanti con voglia di relazioni serie). Venghino siori, venghino! 😂

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    • Che poi, sì, la cosa più ridicola sono quelli che scimmiottano e non si rendono conto che sono appunto imbarazzanti mentre credono di essere simpatici. Perché non cominciamo ad etichettarli? Magari la smettono.

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  3. tra l’altro, vale tutto in un grande calderone di luoghi comuni:
    ah sei campana? quindi sei napoletana.
    ma é vero che Napoli é una città pericolosa?
    certo che per essere una terrona/campana/napoletana non gesticoli molto.
    hai un accento strano, sarai mica napoletana?

    e la mia preferita:
    non avevo mai visto una napoletana mangiare con tanto entusiasmo il gorgonzola. (!)

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