Non è che l’indipendentista compri batterie per avere più autonomia

In questo periodo si parla molto di indipendenze e autonomie. Io penso che alla fine dovremmo autonomizzarci un po’ tutti.

Siamo diversi tra Nord e Sud, inutile negarlo: per dire, su chiamano brioche i cornetti mentre qui i cornetti sono cornetti e le brioche sono brioche. Come si può andare avanti con simili confusioni?

Poi ci sono quelli del Centro che fanno il pane senza sale. Cui a dire il vero io un apprezzamento lo do, perché se riempi una baguette di insaccati poi che almeno si tolga il sale da ciò che sta intorno per far contento il nutrizionista.

Non parliamo di quelli che dicono arancino e quelli che dicono arancina e guai a dire la finale sbagliata nella zona sbagliata.

E a Modena poi chiamano crescentine quelle che a Bologna sono le tigelle o forse era lo gnocco fritto o era tutto il contrario. Non lo so e non me lo ricordo più: non si può governare un Paese con una simile confusione alimentare.

E quindi allora sarebbe meglio indipendizzar…indipenzzare…indipendizzazzizzare…renderci indipendenti tra città e città, ognuna coi propri prodotti tipici da rivendicare.

A dire il vero, non datemi del pedante, anche all’interno delle città ci sono zone che sono un po’ diverse dalle altre, un po’ un mondo a parte, alcuni abitanti – dite la verità – son proprio gente da evitare, allora sarebbe meglio una secessione tra quartieri, fors’anche tra vie e vie, i numeri pari da una parte e i dispari dall’altra e quelli senza numero civico che decidessero da che parte stare una volta per tutte.

Che poi a essere sincero sincero io nella stessa nazione del mio vicino non ci voglio stare, perché è un emerito coglione e non posso stare in una nazione che ammette dei coglioni. Sarebbe ora che ogni nucleo familiare facesse Stato a sé a questo punto.

A casa mia non è che vada sempre d’accordo coi miei però soprassiedo, anche perché poi si mangia bene. Ecco che allora ogni famiglia potrebbe rivendicare un certificato DOCG per i propri prodotti tipici perché si sa che le ricette ognuno le fa a modo proprio. Certe specialità andrebbero certificate e tutelate e se proprio uno le vuol degustare venga a provarle a casa. Raccomandazione è che bussi coi gomiti perché mangiare a sbafo no. Se uno vuol mangiare sulle spalle degli altri se ne stia a casa propria. MANGIONI A CASA NOSTRA.

Allora ho deciso. Mi faccio una Repubblica indipendente, un po’ indie e molto pendente a sinistra invero perché ogni volta che mi calo i calzoni non so perché il coso me lo trovo spostato da quel lato.

A proposito di questioni intime, questa potrebbe essere un’idea, il mio territorio potrebbe essere il mio bagno, qual luogo più comodo. Ci ho pensato su: a questo punto forse è meglio una monarchia avendo lì anche il trono già predisposto.

Su queste basi – è solo un’idea buttata lì per carità – allora direi: facciamoci tutti autonomi e indipendenti e sovrani in bagno. Basta che alla fine si vada tutti a cagare.

 

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42 Pensieri su &Idquo;Non è che l’indipendentista compri batterie per avere più autonomia

  1. La mia città è già una repubblica a se stante: il codice della strada è riscritto in maniera tale da conformarsi alle necessità della popolazione autoctona. Così vedi gente col cellulare mentre guida, ma anche con cellulare e sigaretta in mano che pretendono la precedenza nella rotatoria perché non ha precedenza chi c’è già dentro ma chi si infila per primo.
    Poi le ambulanze aprono le sirene all’una di notte. Da voi vige il divieto di aprirle quando la strada è libera, e di utilizzarle in caso di traffico ma da me no, le sirene si aprono all’una di notte in maniera tale che tutti possano accorrere e vedere chi sta male.
    Se poi c’è fila vige la legge del sorpasso, o del contrappasso, o quella di prendere le viuzze per poi sbucare a 10 metri più avanti e evitare giusto 4 o 5 macchine che poi la fila comunque mica la perdi o ci fai un baffo.
    Ma il migliore rimane il ciclista, quello che al rosso del semaforo prosegue e al verde si ferma, che poi lo fai notare che il codice della strada è diverso ma loro ti fanno sapere che il rosso è solo per le macchine e a verde ci siamo tutti. Meglio fermarsi prima di fare default, no?

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  2. Hai ragione! Basta con questa storia della “Questione Meridionale”. Faci a suo tempo la tesi di laurea ma è passato tano di quel tempo che ormai se i problemi di traffico di Palermo sono rimasti sempre gli stessi, allora bisogna rassegnarsi. Se in una città del sud per costruire l’acquedotto usano i fondi straordinari del bilancio dello Stato, mentre al Nord (scritto maiuscolo) usano i fondi ordinari non perché non c’è l’acqua a sud, ma perché – si sa – al sud il cittadino non ama molto l’acqua corrente, sopratutto quando è mischiata con il sapone…basta con questa cosa dell’unione, de sentirci uniti perché se non era per i santiuomini dei piemontesi (e dei francese e degli inglesi contro gli austro-ungarici e parentamen borbonico) non saremmo belli che già divisi come all’epoca delle Quattro Repubbliche marinare: Repubblica cinese di Pisa, Amalfi colonia tedesca, Republicque de Genovà, La Serenissima Repubblica Costa Crociere di Venezia.
    Ciò detto, in sede di laurea mi fu sollevata una critica su un capitolo in cui parlavo di un Frankenstein-federalismo di certe seghe di politici che all’epoca andavano in giro con la camicia verde e ora sventolano il tricolore e tra poco indosseranno quella nera. Chi mi mosse la critica in piena seduta (e non si fa, grandissimo testa di ca…volo, non si fa): un siciliano venutoci apposta in commissione della mia laurea. Hai ragione anche alla fine: mandiamoli a cagare.
    PS: a tale scopo cedo amche il mio trono di ceramica sanitaria nel mio protettorato, ma la Kamchatka è mia e non la mollo.

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  3. Guarda già da brioche e cornetto non ci si capisce piú nulla. Poi si arriva alla questione sicula e lí caro mio, proprio non si può dire che i nostri politici non ci sanno governare. Loro fanno tutto ma oggettivamente è impossibile.

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