Non è che i pesci che si somigliano sono i dentici

Ho dovuto rinnovare la carta d’identità. La vecchia era più che mai deteriorata. Ho l’abitudine di tenerla sempre nel portafogli e questo già non fa bene al documento cartaceo. Ultimamente, poi, ho l’abitudine di fare il bagno col portafogli nel costume e questo è stato il colpo finale. L’ho tirata fuori e si è disintegrata.

Potrebbe essere un qualcosa molto buddhista. La propria identità che si disgrega all’aria e finisce in tutte le cose, per poi riformarsi sotto forma di un nuovo documento.

Questa considerazione non è mia, i crediti vanno a un conoscente che ho incrociato per strada mentre mi recavo al Comune. È un tipo interessante. Gli fanno impressione i centesimi di rame. Il motivo è che secondo lui sono la soluzione più pratica che la gente adotta per pulire la suola delle scarpe – soprattutto quelle con una scolpitura sottile – dopo aver calpestato una deiezione canina. Quindi, sempre secondo lui, in giro capita che ci siano centesimi “smerdati”.

Sulla nuova tessera sono, ovviamente, barbuto come ormai sono da anni. Sto pensando che se di colpo tagliassi la barba completamente non sarei più riconoscibile nella foto sul documento.

È una rasatura il confine tra l’essere riconoscibile o meno?

Io sono la mia peluria facciale?

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