Non è che l’atleta su internet faccia il salto con l’asta online

L’evento musicale della stagione concertistica 2019 è il concerto dei Tool. Per chi segue ed è appassionato, s’intende.

Il giorno che i biglietti vennero messi in vendita fu un delirio per accaparrarseli online. In mezzo al caos, mi sono ritrovato con un biglietto in più. Dopo alcune invocazioni ad Anubi, ho trovato a chi girarlo. In realtà c’erano due persone interessate, che conosco entrambe, che mi avevano contattato nello stesso istante: ho scelto di dare priorità a chi invece di scrivermi mi ha telefonato.

Non l’avessi fatto: da ottobre sto ancora aspettando che costei mi paghi il biglietto. Ogni volta che la incontro mi fa: «Madonna, devo ancora pagarti il biglietto!» «Eh», faccio io, intanto penso «Anubi Anubi Anubi [ecc]».

Con le vendite non ho mai troppa fortuna. In genere mi va meglio di così ma mi capitano persone strane quando vendo qualcosa online.

Un tizio, una volta, dopo avermi anche pagato mi scrisse: «Spero che tu non sia un truffatore :/ ».

Ero indeciso se truffarlo sul serio o rispondergli «Oh no! Mi hai scoperto! Sei troppo astuto per me!».

Un altro che era interessato a un videogioco da 5 euro volle sapere:

  • Perché lo vendevo?
  • Quale era lo stato di usura del disco?
  • Quale era lo stato di usura della custodia?

Collezionismo, dirà qualcuno. Ma era una stramaledettissimo gioco uscito 3 anni prima venduto in milioni di copie. E la custodia si può sostituire, basta estrarre la copertina. Inoltre per 5 euro già è tanto se dentro non ci trovi il disco di Spitty Cash.

In questi giorni che ho messo in vendita dei vecchi manga su Ebay mi si son ripresentate le persone con l’ansia da acquisto online.

C’è quello che prima ti tormenta di domande sull’oggetto, poi una volta concordata la vendita paga subito e sparisce. Tu gli chiedi conferma dell’indirizzo: nessuna risposta.

Un altro, dopo le solite domande sullo stato dei volumi, mi ha chiesto riguardo gli angoli. «No perché – mi ha scritto – sono proprio fissato con gli angoli e se non sono ben conservati provo fastidio».

«Eh, ti capisco» gli ho risposto e al che lui dev’essersi tranquillizzato perché ha acquistato scrivendomi «Ok mi fido sei come me». Stavo per ribattere BADA A COME PARLI ma ho lasciato perdere.

La migliore è stata una tizia capitatami oggi. Mi ha contattato con le solite domande sullo stato di conservazione dei volumi. Io ho spiegato che sono integri ma vecchi e usati e che presentano i segni del tempo e del consumo, come tra l’altro avevo specificato nell’inserzione. Mi aspettavo che non accettasse, invece ha acquistato, dicendomi «Che mi importa, li devo leggere, mica esporre in libreria!».

Allora perché diavolo vuoi sapere come sono messi?

Ho deciso che per un po’ non venderò più nulla, neanche la dignità: quella l’ho sempre data via gratis.

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