Il tempo è galantuomo

 
Nel coro di voci post debacle mondiale, in cui ci si sfida a chi la dice in modo più intonato, non si è sentita l’aria in memoria del Donadùn (dall’ode Il tempo è galantuomo), oscura (fino ad ieri) parentesi all’interno dell’era lippiana. In tutta onestà, e la storia calcistica l’ha dimostrato, Donadoni allenatore negli ultimi anni, fatta eccezione per la parentesi livornese, non ha brillato. Un allenatore privo di carattere che ha fallito, senza appello.
 
La storia non si scrive con i se e neanche con i ma, comunque possiamo metterci i però; però sono due anni che il sottoscritto si chiede cosa avrebbe fatto in più Lippi al posto di Donadoni nell’Europeo 2008, nelle condizioni in cui si trovava.
Non era tutta colpa di Donadoni se alcuni giocatori sembravano bolliti, non era colpa di Donadoni se giocatori reduci da un grande campionato deludevano le attese. Ecco, Lippi si è ora trovato nella medesima situazione  e non ha fatto di meglio. Anzi, volendo, ha fatto di peggio; Donadoni ha perso contro l’Olanda, non la Slovacchia; Donadoni almeno una partita l’ha vinta; Donadoni è uscito ai rigori contro la squadra più forte del torneo, risultata poi vincitrice di quella competizione. Ecco, i rigori. I rigori sono come la barca di Caronte, segnano il percorso tra il regno dei vivi e quello dei morti. Se vinci, sei vivo, se perdi, finisci nell’oblio. Chi vince ha sempre ragione, ma ci si dimentica che spesso non sono niente di più che una monetina lanciata verso l’alto, un azzardo, così come hai vinto, così potevi perdere.
Ci si è dimenticato di dare, nel corso degli ultimi 4 anni, il giusto peso alla vittoria finale del torneo calcistico più prestigioso. Agli ottavi abbiamo trovato una Australia, ai quarti l’Ucraina che già era tanto che fosse arrivata sin lì. In semifinale la vera partita, vinta in modo assolutamente meritato. Poi, la finale, che ci ha visto subire praticamente quasi tutto il tempo dalla Francia, sicuramente anche per lo sforzo della partita precedente, che ha pesato sulle gambe dei nostri. Una Francia dominata solo ai calci di rigore, con la monetina che stavolta cade mostrando la faccia giusta.
 
Sicuramente quell’Italia era in grandi condizioni psicofisiche, l’Italia vista in Sudafrica sarebbe stata eliminata dall’Australia senza tanti complimenti. Ed è questo il punto cruciale: nei tornei ristretti la mano dell’allenatore conta, ma fino ad un certo punto; ma ciò che conta alla base è avere calciatori che in quel momento si trovino al meglio delle proprie condizioni fisiche. E questo è successo nel 2006, tralasciando i vari Buffon e  Cannavaro, la svolta è venuta dagli "operai" come Grosso e Materazzi, che non hanno più ritrovato quella condizione dal 2006 in poi.
 
Questo cosa vuol dire: che il mito dell’infallibile Lippi andava inserito in una dimensione più realistica, contestualizzata a ciò che era successo 4 anni fa. Invece la sensazione dell’ultimo mese era che, nonostante fosse palese che la squadra presentasse varie difficoltà, la mano del CT avrebbe portato a qualcosa di buono comunque. Così non è stato, la mano del CT ha, anzi, anche peggiorato le cose con alcune scelte discutibili, sulle quali non è il caso di tornare perché televisioni e stampa le hanno dette e stradette e le ripeteranno nelle prossime ore. Ovviamente ora il gioco è al "Macello Lippi", gioco dal quale mi dissocio, non per simpatia verso questa persona che non ho mai apprezzato vista la sua superbia e la sua infinita arroganza, arroganza che ora è stata punita (sempre da Il tempo è galantuomo). Ma ora sarebbe troppo facile criticare questa o quest’altra scelta tecnica, quindi meglio lasciare il gioco ai giornalisti. Voglio però eternizzare il mio pensiero col marmo:
 

Un’ultima considerazione: sarebbe veramente il caso di piantarla con l’invocazione del "mitico clima dell’82"; in ogni mondiale si deve sempre richiamare quel periodo in cui, dopo un inizio tra le polemiche, un avvio stentato, deludente, ci fu l’exploit finale a cui nessuno credeva. É un antico rito mediatico, che si consuma come rito propiziatorio ma che non propizia un bel niente. Pensavamo che dopo la vittoria del 2006 sarebbe finita, invece così non è stato. Ma ora basta, per piacere.
 

Si accettano miagolii

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