Non è che ci sia tempo.

Delle volte mi sorprendo di ciò che sembra scontato.

Il tempo, ad esempio.

Mi stupisce che io abbia passato la giornata a lavoro, a 800 km di distanza, e poi questa sera stessa io sia qui con te, in questa stanza, in così poco tempo. Eppure il tragitto dalla scaletta dell’aereo all’uscita dell’aeroporto mi è invece sembrato interminabile.

Volevo parlarti di questa cosa del tempo.
Il summenzionato era però così poco che non potevamo sprecarlo per discutere delle mie scoperte sull’acqua calda.

Ho conservato tanti singoli attimi, istantanee di noi.

Ti ho detto una cosa che pensavo non avrei più detto per lungo tempo. Mentre ne prendevo coscienza si era fatto già tempo di andare via, per altre centinaia di chilometri verso Sud.

Ho avuto il tempo di tornare a casa. Realizzare che qualcuno di tempo invece non ne avesse più.

È come cambiare un’epoca.
Una nonna che se ne va è un pezzo di infanzia che si chiude. Sebbene sia da tempo che dovrei esser un adulto, oggi mi sono rivisto bambino. E poi mi son dato un addio.

Perché è tempo di abituarsi a ciò.

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