Non è che devi aprire un postribolo per farti la clientela

Da più di un mese ha aperto un bar vicino casa mia. È sempre vuoto in modo desolante.

Magari non ci va nessuno perché il caffè è orribile (il che, considerati gli standard dell’Estero, estende l’orribile a una nuova dimensione) o perché i camerieri sono antipatici (il che, considerati gli standard ungheresi, estende l’antipatia a una nuova dimensione).

O forse è perché, non vedendo nessuno all’interno, la gente si scoraggia e questo crea un circolo vizioso da cui è difficile uscire.

È dura riuscire a farsi un nome e una clientela.

Va anche detto che il bar sembra anonimo e privo di stile e, si sa, lo stile è tutto. È il primo impatto quello che conta.

Ho deciso quindi di iniziare a dare consigli di stile. Non ai bar, perché non me ne intendo.

Però riguardo il fashion credo di poter dire la mia. Se non altro perché oggi è il must. E il must inoltre è dire must. Il must del must è fingere di essere impegnati in attività importanti e qualificate, come appunto scrivere di moda su internet facendo credere che sia attività importante e qualificata.

Oggi quindi vado a presentare il mio ultimo – perché nel negozio in cui vado di solito non mi faranno più entrare per vilipendio alla decenza – acquisto.

È un capo d’abbigliamento must have, qualunque cosa voglia dire. Anzi, è più di un capo, è il boss della lobby dell’abbigliamento:

La camicia è moderna e vintage allo stesso tempo, perché la moda 2017 vuole l’uomo che sa essere moderno tornando all’antico. Quindi sì al vintage, no alla Terra rotonda, sì al morbillo.

È il capo (anzi il boss) ideale per chi ama la natura, in particolare gli animali che, si sa, sono meglio delle persone che alla fine sono tutte false, a parte l’uomo 2017 che è l’unico vero e infatti questa camicia è vera per vere persone. Se provate a metterla su una falsa persona – ad esempio un cartonato o un manichino – vedrete non gli cascherà benissimo. È per questo motivo che nel negozio non era esposta su nessuna sagoma ma giaceva in un angolo buio: le persone false non possono averla.

Sta bene con tutto, come provano alcuni esempi qui sotto.


Per una uscita informale, ad esempio prendere una birra (oppure prendersi il bicchiere perché piaceva):


Per una elegante cena vegana:


Per un vernissage di arte moderna:


La versatilità e adattabilità della camicia è incomparabile, seconda solo a un parlamentare che cambia più schieramenti.

Se siete uomini del 2017 non potete non averla nel vostro armadio e vedrete che la vostra donna/il vostro uomo riconoscerà in voi un vero uomo 2017.

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Quest’epoca sta assumendo risvolti inaspettati. Quelli dei pantaloni

Ogni periodo ha le proprie mode in fatto di abbigliamento, che possono lasciar basiti o spiazzati se non ci si tiene abbastanza informati rispetto ai propri tempi. Un po’ come è successo a me.

Un tempo esisteva la mutanda ascellare (o forse esiste ancora in qualche nicchia ecologica), oggi secondo me esiste l’ascella mutandale. Sono entrato in un negozio di una popolare catena giuovanile e, nel reparto dell’intimo maschile, ho dato uno sguardo a delle canottiere da 5 €*.

Quando ho preso la mia taglia (M) ho notato qualcosa di strano: il giro ascella mi arrivava all’anca. Pensavo di essermi sbagliato e di aver preso un capo che andasse portato all’esterno: c’è tutto un reparto, infatti, di vestiti stretti e lunghi. Ho visto magliette senza le maniche e con lo spacco laterale che arrivano a metà coscia e sembrano simili a quei vestitini che indossano le donne sopra un paio di collant.

E ho pensato che fosse buffo che la moda sembri spingere sempre più verso il metrosexual e il crossdressing mentre la società è sempre omofoba**.
Il mio uso della parola crossdressing riferita alle mode è alquanto relativo, in quanto dubito si punti a una completa commistione di capi, come potrebbe essere ad esempio l’introduzione di una gonna da uomo (anche se credo che qualche bizzarro ed eccentrico stilista nelle sfilate l’abbia fatto): per quanto nulla vieti che un tizio si svegli una mattina e si metta una gonna, esiste il tabù sociale che vuole sia un capo esclusivamente da donna (eccezion fatta per gli scozzesi). È curioso che le donne siano potute passare ai pantaloni e non sia avvenuto il contrario. Eppur ci sarebbero dei vantaggi in una gonna, quantomeno d’estate: si starebbe più freschi (le gonadi maschili ringrazierebbero) e si eviterebbero fastidiose irritazioni da sfregamento nell’interno coscia. Poi ho visualizzato le mie gambe storte (tanto che se mi ritirassi a vita spirituale mi farei chiamare Fra Parentesi) e pelose sotto una gonna e sono stato assalito dai cognati di vomito (che arrivano quando il vomito, vigliacco, per farsi forza contatta il parentado)***.

Sono uscito dalla nota catena giuovanile senza canottiere, immerso nelle mie considerazioni. E constatando che, in fondo, è tipico dei vecchi contestare le mode coeve. Quindi io sono vecchio. Non lo sono diventato, perché credo di esserlo sempre stato e di aver sempre avuto abitudini invecchiate. Da adolescente ad esempio indossavo camicie di pile a quadri con dieci anni di ritardo, anche se in quel caso mi sento giustificato perché ero nato troppo tardi per vivere la Generazione X e quindi posso dirmi che ero discretamente vintage.

Fortunatamente non sono andato più indietro nel tempo con le mode, perché a pensarmi con un tipico mullet**** in voga negli anni ’80 mi risalgono i cognati di vomito con tutte le suocere.

* Per la precisione 4.99, perché i prezzi, come si sa, non contemplano mai la cifra tonda.
** Parafrasando una nota affermazione sul razzismo, io direi che l’omofobia sparirà quando la gente smetterà di dire “non ho nulla contro i gay”.
*** Non che io creda che un uomo con le gambe dritte stia bene con la gonna. Credo che, al di là delle facezie, esistano e continueranno ad esistere capi  femminili e capi maschili, soltanto i contenuti di questi due insiemi si spostano da una parte e dall’altra a seconda delle epoche. Un tempo, per dire, i leggings – o per meglio dire i loro antenati – erano un capo da uomo (avrete sicuramente visto un quadro d’epoca in cui un distinto nobiluomo esibiva il proprio pacco), per non parlare dei calzoni alla rhingrave che oggi non esiteremmo a definire alquanto effeminati.
**** Sarebbe il taglio di capelli di Bowie quando interpretava Ziggy o anche quello di MacGyver o, se ricordo bene, anche il primo Walker di Chuck Norris sfoggiava un mullet.