Non è che il blocco note sia il divieto di diffondere musica

Ho acquistato un piccolo taccuino con penna incorporata, investendo ben 1 € da Tiger. Carta riciclata perché ho una coscienza. Carta riciclata probabilmente impastata da un bambino bengalese.

Ho deciso di portarlo sempre con me e provare a prendere nota di tutto ciò di cui prenderò nota.

Ho deciso di portarlo con me ed evitare di tenere a mente quel che devo ricordare.


In genere prendo appunti solo mentali. La memoria mi ha sempre funzionato bene. Soltanto che, per evitare di dimenticare ciò che ho mentalmente appuntato, le cose continuano a girarmi in testa e rimescolarsi e venire su come dopo aver mangiato la peperonata. Voglio quindi verificare se, scrivendole, io riesca a scaricarle dalla testa e ad avere la mente più libera.


Ho deciso di portarlo con me e fingere che mi interessi ciò che mi stanno dicendo tanto da prenderne nota.

È vero che potrei segnar le cose con il cellulare. Purtroppo su alcuni aspetti sono conservatore. Antico. Vecchio dentro.


Seppur una cassiera di Mercato Trionfale due giorni fa porgendo una bottiglietta si è riferita a me esclamando Questa è der ragazzetto. Non so se una persona debba offendersi o inorgoglirsi, in questi casi. Ma per quel poco che ho imparato da Roma ho capito che in realtà, così come qui a Napoli, ci sono cose che non bisogna chiedersi. È così e basta, non c’è giusto, sbagliato, brutto, bello, nero, bianco: Napoli e Roma sono fenomeni quantistici, dove tutto è niente e niente è tutto.


Le cose scritte a mano sono le migliori – Dinosauri conservatori contro la modernità

Ad esempio non mi trovo bene con gli ebook e credo che continuerò ad avere libri cartacei.

Ho deciso inoltre che la prossima casa in cui traslocherò dovrà avere un giradischi perché Spotify mi ha stancato.

Le persone hanno bisogno di un’àncora di sicurezza. Io ho bisogno di un ancòra. Che qualcosa ancora ci sia. Che qualcosa ancora prosegua.

Ho ancora dei posti miei.

Ho ancora delle persone vicino.

Ho ancora degli insegnamenti da ricevere.

I Melvins ancora fanno uscire dischi.

Tutto ciò è rassicurante. E degno di nota.

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Il rischio di finir al tappeto per non aver un tappeto ti rende zerbino nei confronti dei negozi hipster

Premessa: Per la stesura di questo post sono stati scelti oggetti inutili provenienti da allevamenti certificati.

Succede che tu non abbia un tappeto scendidoccia. Che poi perché si chiami scendidoccia non mi è chiaro, visto che la doccia non è posizionata in alto. Sarebbe più corretto dire “escidoccia”. Fatto sta che, sia che tu scenda o che esca, ogni volta che fai una doccia ti allunghi in posizione yoga per prendere l’asciugamano, asciugare un piede, posizionarlo nella pantofola, ripetere tutta l’operazione con l’altro piede cercando di non scivolare lungo per terra.

Succede che ti ricordi di non avere uno scendidoccia mentre sei all’interno di Tiger, la catena della paccottiglia hipster (chi dice il contrario dovrebbe dare un’occhiata a quanti baffi arricciati decorativi ci sono: baffi-spugna, baffi di gomma, baffi decorativi per bicicletta, baffi per camuffarsi).

Succede che il summenzionato negozio abbia delle solette di plastica scendidoccia massaggianti al modico prezzo di 3 euro.

Mh! Meno di un tappetino, che, tra l’altro, sai quanti batteri ospita sulla sua superficie? E poi sono solette massaggianti!

Mi sono reso conto in un momento successivo che forse fossero progettate per le donne. La foto di un piede con lo smalto rosso sulla confezione doveva significar qualcosa. O anche il fatto che potessero trasformarsi in infradito con un fermaglio a cuoricino.

Dato che, inoltre, avevo un altro euro che mi pesava nella tasca, ho deciso di investirlo in questo gradevole avvolgiauricolari gommoso, che puzza come le sorpresine di plastica incluse nelle buste di patatine che compravo da bambino e che, da buon incauto acquirente, acquistavo appunto solo per il regalo in esse contenuto.

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Si accettano scommesse tra quanto tempo getterò via le solette massaggianti e l’animale gommoso.

Non mi capita spesso, per fortuna, ma sono uno propenso a quello che definisco l’incauto acquisto. Cioè il comprare una cosa sostanzialmente inutile che però credi che ti serva senza provvedere prima ad accertartene.

E voi fate incauti acquisti?