La zecca della scuola non teme il DDT ma il DDL

Nella primavera del 1994 la mia scuola elementare venne invasa dalle zecche. Dato che non c’erano immigrati extracomunitari contro cui puntare il dito, sotto accusa per aver portato alla sgradevole presenza finirono:

– il circo che aveva occupato uno spiazzale* a ovest dell’area dell’edificio scolastico;
– il mercato rionale che si tiene ogni giovedì, in un parcheggio a est della suddetta area;
– il terreno incolto sul retro dell’edificio, caratterizzato da un’alta vegetazione infestante;


DIDASCALIA PERPLESSA
In che modo un mercato rionale possa far da veicolo alle zecche mi sfugge: primo perché si tiene una volta alla settimana per mezza giornata, un tempo a mio avviso non sufficiente per una migrazione di parassiti. Secondo, perché è un mercato di frutta, verdura e vestiario e non una fiera di bestiame. Terzo, perché se fosse stato così le massaie della città sarebbero state le prime a essere vittima dei fastidiosi acari.
Il circo sarebbe più indiziabile, per la presenza di animali. Ma prima di dare la colpa agli estranei forse sarebbe stato il caso di considerare di mantenere puliti i dintorni della scuola e disboscare la giungla di gramigna che la attorniava: cosa che, guarda il caso, fu fatta dopo la disinfestazione. Con buona pace dei circhi che negli anni hanno continuato a far tappa nella nostra città e occupare il medesimo spiazzale*.

NOTA LINGUISTICA
Nello scrivere sono stato colto dal dubbio se ‘spiazzale’ fosse un termine diffuso in italiano o meno. Mi sono reso conto che si tratta di un meridionalismo, derivato dal più noto ‘piazzale’ che a sua volta, com’è ovvio, deriva da piazza. Ero quindi tentato di correggere, ma considerato che questo è un post dall’argomento local, l’utilizzo del meridionalismo lo considero una nota di colore.


– infine i cani di Italia, la custode della scuola, due pastori tedeschi cui la padrona era solito dar ricovero di notte nel sottoscala.

Italia – il cui nome era realmente questo, probabilmente i genitori erano particolarmente patriottici, oppure la nonna doveva essere nata quando fu proclamata l’unità d’Italia* – era una donna sulla 60ina, dai capelli tagliati come Bowie negli anni ’70, con un ciuffo bianco centrale e un contorno grigio che virava sul nero verso la nuca, il volto arcigno e severo come Toro Seduto e due sopracciglia nere folte che sembravano due bruchi pelosi che si incontravano.


* BREVE DIGRESSIONE SULLA ‘SUPPONTA’
Supponta in napoletano vuol dire puntello, appoggio, rinforzo. Potrebbe derivare da un latino volgare sub + punctam, ma non mi addentrerei in queste ipotesi. Il termine oltre al significato letterale ne ha anche uno figurato: per supponta si intende l’usanza di mettere a un bambino il nome del nonno o della nonna. In questo caso, quindi, si dà un “rinforzo” al/alla nonno/a assicurando la sopravvivenza del suo nome.


La custode negava che i proprio animali fossero infestati, difendendone la cura e la pulizia. Con un’uscita poco felice una volta disse che era più probabile potesse essere qualche bambino a portare le zecche a scuola e infettare i suoi cani. Una frase che oggigiorno finirebbe su facebook nel giro di qualche ora e poi al tg1, prima di tornare su facebook pubblicata su “Ah ma non è Lercio”.

La scuola venne chiusa e noi studenti costretti a frequentare, nel turno pomeridiano, un altro plesso: quello di Fratelli Bandiera.

Fratelli Bandiera era una zona considerata di serie C: erano quelli di là del cavalcavia, quasi considerati non concittadini perché residenti a ridosso del Comune vicino.

Non so come si accese la situazione, credo qualche bambino dei nostri avesse fatto a botte con uno degli altri, fatto sta che si aprì un velato conflitto tra gli autoctoni e noi studenti sfollati. I genitori degli studenti di FB non vedevano di buon occhio la nostra presenza. Qualcuno addirittura mise in giro la voce che potessimo portare le zecche nella loro scuola.
Non ne sono sicuro, ma magari qualcuno potrebbe aver detto che invece di darci ospitalità avrebbero dovuto aiutarci nella scuola nostra.

Ricordo una vivace riunione di emergenza genitori-insegnanti per discutere della questione.

Com’è come non è, le settimane passarono e a FB restammo sino alla fine dell’anno scolastico. Di zecche non sentimmo più parlare sino a settembre, quando in autunno ritornarono a visitarci.

Nonostante pareva avessimo risolto le nostre divergenze con quelli di Fratelli Bandiera, il plesso scelto per ospitarci questa volta fu un altro. Pare che al di là cavalcavia la frontiera fosse stata chiusa.

Prima di passare al turno pomeridiano, la mia classe per un paio di settimane fu parcheggiata nella zona mensa della scuola che ci ospitava. Facevamo lezione su panche e tavoli e, visto che era una zona open space, eravamo sempre accompagnati dal via vai dei bambini delle altre classi che andavano al bagno e che ci fissavano con curiosità mista a quell’irriverenza infantile che ti fa tanto voglia di umiliare il pargolo per vendetta come Giovanni Storti in “Tre uomini e una gamba”.

In quel periodo i miei contatti con gli autoctoni non furono molti, a parte:
– una conversazione nei bagni con uno che si riteneva un esperto di calcio e che sosteneva che Ariel Ortega, di cui all’epoca si diceva stesse facendo meraviglie al River Plate, l’anno successivo sarebbe stato acquistato dal Napoli;


DIDASCALIA SPORTIVA
Ariel Ortega, detto El Burrito (l’asinello) – sapete che in Argentina c’è la moda di dare soprannomi ai calciatori, ad esempio io probabilmente sarei stato El Gatito – è un ex calciatore che resta uno dei grandi misteri del calcio anni ’90: bidone o genio incompreso? Etichettato come nuovo Maradona, al suo sbarco in Europa (mai al Napoli, per la cronaca), ha collezionato prestazioni intermittenti che lo hanno messo in luce per essere più fumoso che incisivo.


– uno scherzo che mi fecero tre compagni che fecero circolare la voce che mi interessasse una della classe che dava sulla nostra sala open-space: fecero arrivare alla suddetta una mia presunta dichiarazione d’amore nei suoi confronti. Due emissarie della tizia vennero poi a comunicarmi il suo rifiuto, al quale io risposi con una frase poco elegante. Il dubbio che mi tormenta da 10 anni a questa parte, cioè da quando un mio amico si è fidanzato con una ragazza, è che proprio questa ragazza possa essere la bambina di quella volta: perché se è pur vero che crescendo si cambia è anche vero che la somiglianza resta.

Il secondo dubbio che mi è venuto in mente è che il bambino presunto esperto sportivo che incontrai in quinta elementare fosse quel ragazzo che al liceo era noto per essere un noto sbruffone contaballe, oltre che convinto di essere dotato di grandi doti pedatorie: così noioso e arrogante che nessuno voleva invitarlo mai a giocare a calcetto.

E tutto questo per colpa delle zecche, che, voglio togliermi il sassolino dalla scarpa, furono portate nella scuola dai cani della custode dopo aver scorrazzato nei terreni erbosi.

La morale della favola è che prima di puntare il dito all’esterno, bisognerebbe guardare l’Italia.

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Informati o riformati

Sono secoli che non guardo un telegiornale, almeno per intero. Il Tg1 uno è sparito, il telecomando si rifiuta anche di far funzionare il tasto 1 quando è l’orario. Il Tg2 va bene per ridere di un cinese che mangia gli spaghetti col naso (la invento ora ma non scommetterei che non ci sia stata una notizia simile). Il Tg3 di tanto in tanto all’ora di pranzo. Lasciamo perdere Mediaset, esistono telegiornali lì?

Poi c’è quello de la7, mi garba però le pose da maestrino di Mentana mi innervosiscono, così come la sua paternale al termine di ogni servizio.

Alla luce di questo non si può dire che io sia comunque una persona disinformata; internet non è solo facebook o altre cazzate, ci si può informare da lì. É chiaro che le fonti vanno selezionate e non ci si può affidare al primo sito che capita.

Mi chiedo quante persone oltre a me abbiano voglia di informarsi; c’è quello che se ne frega altamente, c’è quello che accende la tv e crede di essere informato e poi magari va a manifestare per Berlusconi e dice “i suoi processi sono cominciati appena è sceso in politica” – falso. Ma che gli vuoi dire ad uno così?

Mi chiedo quanta gente sappia che a giugno (il 12 ed il 13) ci sono dei referendum e soprattutto, quanta gente sappia di cosa parlano questi referendum.

Lasciamo stare se uno poi è per il “sì” o per il “no”, ma almeno sapere di cosa tratta e cosa c’è.

Invece niente, faccio zapping ed in tv sento solo confusione ma non viene spiegato nulla di utile.

Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più

WIKILEAKS, FRATTINI: SU ITALIA DOCUMENTI DI SCENARIO

“Il ministro degli Affari esteri, Franco Frattini, ha riferito su vicende delicate che rappresentano il sintomo di strategie dirette a colpire l’immagine dell’Italia sulla scena internazionale. L’attacco a Finmeccanica, la diffusione ripetuta di immagini sui rifiuti di Napoli o sui crolli di Pompei, l’annunciata pubblicazione di rapporti riservati concernenti la politica degli Stati Uniti, con possibili ripercussioni negative anche per l’Italia, impongono fermezza e determinazione per difendere l’immagine nazionale e la tutela degli interessi economici e politici del Paese. Tale intento è stato unanimemente condiviso dal Consiglio”, si legge nella nota di Palazzo Chigi diffusa al termine del Cdm.

Frattini ha poi spiegato di avere appreso dal Dipartimento di Stato Usa che tra le prossime pubblicazioni del sito Wikileaks ci saranno documenti “di scenario” sull’Italia, che rischiano di danneggiarla sul piano internazionale.

Secondo il ministro nei documenti in questione “ci potranno essere valutazioni e fatti che possono colpire l’Italia in quanto attore internazionale”.

 

É così, c’è poco da fare. É in atto un complotto contro il nostro Paese.

Sto pensando che è tipico di chi si trova in difficoltà, chi ha bisogno di raccogliere consenso intorno a sé o semplicemente di chi ha bisogno di dirigere altrove l’attenzione delle persone, puntare il dito contro qualcuno “estraneo” al proprio gruppo, sistema sociale, ecc. Una volta lessi proprio una spiegazione al riguardo su un testo di sociologia, il nemico esterno serve a cementare l’unità di un gruppo ed indirizzare le pulsioni dei componenti verso l’esterno e non verso l’interno del gruppo stesso. Hitler verso gli ebrei, i bolscevichi verso “i nemici della rivoluzione”, possono essere gli esempi maggiori, abbinati a sistemi totalitari. Ma anche nelle democrazie (o pseudo tali) ne abbiamo esempi. Ad esempio c’è un Paese in cui è impossibile far bene il proprio lavoro, perché stampa, televisione, magistratura, arbitri e grattacheccari lavorano sempre contro, per nuocere agli interessi del Paese.

Adesso è saltato fuori anche questo complotto internazionale, che mette insieme un po’ tutto nel calderone, i rifiuti a Napoli, il crollo di Pompei, l’inchiesta di Finmeccanica. Mettiamoci anche il caso Sarah Scazzi, a questo punto. Tutto fa parte di un disegno contro l’Italia. Un po’ come parlare di mafia. Fa male al nostro Paese la mafia, pardon, volevo dire parlare della mafia. In fondo la mafia sta lì, se non ci pensi non te ne accorgi nemmeno dell’esistenza, no?

Come la questione dei rifiuti a Napoli. Perché mostrare sempre queste immagini? La monnezza c’è, lo sappiamo, perché ce la fate vedere anche in tv? Se ci chiudiamo in casa i cumuli per le strade non li vediamo più, ce ne scordiamo pure che esistono. Perciò, non fate gli anti-italiani, smettetela di mostrare le cose che vanno male, accendete la tv e guardate cose buone, divertenti, curiose. Come le notizie del tg1.

Almeno lasciateci tranquilli nei nostri salotti, per piacere, no?

 

Ps, sempre a proposito dei rifiuti, vorrei ricordare a Frattini che quando al governo c’era il centrosinistra, le immagini dei rifiuti a Napoli erano cosa comune nei telegiornali. Immagino però che in quel caso il tutto non fosse parte del complotto.

L’angolo del Minzo

Non ero a conoscenza di questa rubrica del Fatto Quotidiano: in realtà sviluppa una idea che pensavo di utilizzare nel blog; cioè, monitorare le notizie astruse o di gossip o le altre amenità varie che vanno in onda nel Tg1 delle ore 20. La mia non era una idea così originale perché è troppo facile ormai accanirsi contro questo telegiornale, che è stato ridotto ad un giornaletto di quelli che trovi dal parrucchiere. Un tempo questo compito era delegato al Tg2, che olre ad avere la propria rubrica apposita Costume & Società amava infilare anche nel telegiornale servizi sul parrucchiere per i cani o sui cinesi che scoprono qualcosa di occidentale (ogni tanto i cinesi scoprono qualcosa e ci devono informare di questo. Ma non parliamo della scoperta dei diritti umani, dei diritti politici o che altro. Chi se ne frega. I cinesi scoprono le spiagge, i matrimoni estrosi,  le biciclette elettriche…).

Ora però ormai da tempo anche il Tg1 si è allineato su questa tendenza, avrei osato parlare di una “studiapertizzazione”, se non fosse che sul Tg1 tette e culi non vanno al momento in onda. Il che è molto comprensibile, siamo un tg per famiglie, dobbiamo trasmettere sani valori e cose che possono farci stare bene tutti insieme.

Sul FQ compare quindi una classifica aggiornata settimanalmente delle notizie che ci allietano la serata. A quanto ho capito attualmente  la notizia della morte di Charlie deteneva la testa della classifica la settimana scorsa, poi però i gufi gli han soffiato il posto (d’altronde si saranno messi a gufare…). Francamente, avendo smesso da tempo di guardare il Tg1, fatico a credere che simili sciocchezze vadano in onda in prima serata, mi piacerebbe pensare sia una invenzione, uno sfottò. Invece è tutto vero, leggete:

Minzoparade (dal 16 al 22 Ottobre 2010)

1. Festival dei rapaci notturni: gufi civette ed allocchi portano fortuna (+2)
2. A 52 anni muore Charlie lo scimpanzé fumatore dello zoo di Città del capo (-1)
3. A Madrid il campionato nazionale di siesta: una tradizione che va difesa (New Entry!)
4. Gli animali più ricchi del mondo: Gunther il pastore tedesco, Kalù lo scimpanzé e Michele il gatto soriano (New Entry!)
5 . Giorrgg Cluunei ed Elisabetta Canalis: si sposano o non si sposano? (New Entry!)
6. I vasetti per la pupù dei bimbi alla moda (New Entry!)
7. Tuca-tuca gigante e super peperonata a Carmagnola (+2)
8. I tacchi alti fanno brutti scherzi (-4)
9. Le pompette salvavino  (-7)
10. Campionato internazionale di Subbuteo: piace anche alle ragazze (-5)

Le notizie si possono votare sulla pagina del Fatto o via mail all’indirizzo minzoparade@gmail.com

Facciamo vincere il povero Charlie! Un premio alla sua memoria.

ps, cito il finale del post dal quale ho preso la classifica, merita

Tra i commenti della scorsa settimana segnalo quello di Lullaby che scrive: “La tua rubrica mi fa piegare dal ridere… poi però penso che non c’è nulla di inventato e mi viene da piangere”.

Caro/a “ninna nanna” ma perché piangere? Un Tg del genere è unico al mondo, vi fa sorridere, non vi fa pensare, vi inonda di sangue, vi fa sognare con i numeri del SuperEnalotto e poi, in chiusura, vi rimanda sempre ai “Soliti Ignoti” (i fatti del giorno). Ma perché vi lamentate?