I tossici ammirano estasiati i buchi dell’asfalto delle nostre strade

Il cielo grigio di oggi è un’effusione delle tue strade, consumate da sole, piogge e pneumatici. Le lastre di ghiaccio, in attesa del sale che le sciolga, si estendono fuori dal mio petto. Combatteremo questa mia freddezza comprando una stufa alimentata con il pellet del Lidl.

Approfitteremo delle occasioni sul volantino per frugare nel cestone delle offerte. Guarda questi calzini di cotone sintetico esausto a 2 euro al chilo, come ti starebbero bene.
I centri commerciali di provincia mi incutono timore. Eppur di notte tra autostrade e statali mi oriento con le loro luci, a guisa di un marinaio con le stelle.

Ho difficoltà a mantenere una via, figuriamoci scegliere un percorso.
Ho camminato ubriaco in equilibrio su un muretto. Ho centrato da sobrio una buca con la ruota.

Ci sentiremo abbandonati dall’Anas e smetteremo di inginocchiarci alle colonnine SOS aspettando che piangano per gridare al miracolo. Immote come Madonne, coi reggiseni a punta come Madonna.

Ma-donne?

Una è sparita nei corridoi di una metropolitana sconosciuta, una si è venduta al freddo.
Una ha perso le illusioni insieme ai vestiti scivolati via, una è rimasta appoggiata a un muro dopo tre birre.
Una si è persa nella propria confusione senza una bussola, una si è ascoltata due volte e si è ri-sentita una volta per tutte.
Una dopo le tre birre è andata a curare i disturbi gastrointermentali all’estero con il terzomondismo e i locali jazz, una è uscita dalla finestra di confusione per rientrarvi dalla porta sul retro, scordandosi fuori le pillole di saggezza per smetter di vivere la sofferenza. Una riflette e si riflette nell’iride speranza di un telefono, una è al telefono con una foglia speranza di lattuga.

Con un mese di anticipo, addio voi 2014. Buon duemilaquidditch come direbbero a Hogwarts.

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