Il Vocaboletano – #11 – Ammuccarsi

Se qualcuno vi dicesse che questa è l’ultima puntata del Vocaboletano e voi gli deste credito, beh, vi sareste ammuccati una bufala!

Il Vocaboletano portato avanti da me e crisalide invece cresce con nuovi termini e prosegue (le puntate precedenti sono disponibili qui), con una novità: oggi tento l’esperimento di inserire anche l’audio, per far comprendere meglio l’uso dei vocaboli.

Oggi parliamo di ammuccare (o ammoccare), molto più spesso utilizzato nella forma riflessiva ammuccarsi.

Non ha nulla a che fare con le mucche: viene dal latino ad+bucca, dove poi la d e la b sono diventate delle m. Ha lo stesso significato dell’italiano imboccare, ma nell’uso dialettale ha assunto un senso figurato, riferito al mettere in bocca le parole agli altri.

Bisogna fare però attenzione! Chi si ammucca qualsiasi cosa gli venga detta è considerato un ingenuo, un credulone. Ammuccarsi, infatti, significa prestar fede alle fandonie altrui.

Il senso metaforico è chiaro: è riferito all’atteggiamento del sempliciotto che, restando a bocca aperta di fronte alle ciance altrui, si “pappa” senza fiatare ciò che gli viene servito.

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Ad esempio la mia collega, CR, è una che se legge su internet che i semi di pompelmo aiutano a sgonfiare il girovita – non mi è ben chiaro come vadano assunti, se ingeriti interi, sniffati in polvere o inseriti per via rettale – lei si ammocca la cosa senza considerare se siano indicati nel suo caso e senza alcun tipo di esame che non sia l’autodiagnosi tramite Google.

Esiste però un altro significato che lo slang giovanile ha dato al verbo ammuccarsi.

In senso stretto indica infatti l’atto del baciare. Ma può anche intendere l’appartarsi per pomiciare: se, durante una festa, non vedete più un paio di persone e chiedete in giro che fine abbiano fatto, qualcuno vi risponderà che “Si sono ammuccati/Sono andati ad ammuccarsi”.

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In senso ancor più esteso può riferirsi al concludere con successo una corte serrata. Un gruppo si amici potrebbe chiedere al soggetto in questione “Allora, alla fine ti sei ammuccato con quella?”, per la cui traduzione mi affido agli Elio e le Storie Tese: Allora come è andata con la tipa? Hai pucciato il biscotto o almeno hai limonato?.

Ascolta l’audio

Il soggetto potrebbe anche raccontar una balla e gli amici finirebbero per ammuccarsi una storia di ammuccamento.

Alla prossima puntata e non vi ammuccate bufale!

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Il Vocaboletano – #7 – Pariare

Uno dei difetti di molti corsi di lingua è quello di essere slegati dal linguaggio corrente. Capita venga insegnata una lingua che esiste sui libri ma che non è utile nella vita quotidiana.

Dato che questo Vocaboletano (compilato da me e crisalide77) è sì old school ma strizza anche l’occhio ai giovani e i giovani alla strizzata d’occhio pensano che ci stia e quindi lo invitano a bere qualcosa ed è sempre cosa buona bere gratis, oggi parleremo del termine pariare, appunto molto in voga tra i giovani.

Pariare vuol dire, in modo generico, divertirsi.

Ci sono almeno quattro diverse sfumature di significato:

  • se vi invitano ad andare a pariare o se vi dicono che in una determinata situazione si parea/c’è pariamiento, vuol dire per l’appunto che ci sarà da divertirsi;
  • se invece vi stanno pariando addosso vi stanno schernendo, si prendono gioco di voi;
  • chi vi sta pariando addosso potrebbe giustificarsi, vedendovi offesi, sostenendo che, in fondo, stava solo pariando: l’affermazione può sembrare tautologica o retorica, ma in questo caso il significato che vuole dare il vostro interlocutore è che stava semplicemente scherzando e non c’era niente di offensivo;
  • pariare con una persona può si voler dire divertirsi insieme a lei, ma può anche stare a indicare una relazione amorosa di poco conto, utilizzata come semplice fonte di intrattenimento.

Ricordo che una volta, ero adolescente, una ragazza volle sottopormi a un test per scoprire se fossi un tipo romantico. Mi chiese “Di solito ti metti con le ragazze con cui parei?”.

Conoscevo il termine pariare nelle prime tre accezioni che ho testé enunciato, ma lo ignoravo riferito alle relazioni sentimentali.

Questa letterata stilnovista era quindi culturalmente più avanti di me: inutile dire che dopo aver chiesto un paio di volte cosa cacchio intendesse lei reputò concluso il test, dicendomi che non ero romantico. Persi quindi forse l’occasione di pariare con costei. Potete immaginare qual rammarico.

Esercizio riassuntivo: tradurre in italiano la seguente espressione
Insieme alla persona con cui pariate, vi invitano in un posto dove si parea. In realtà scoprite che vi stanno pariando addosso, però voi non vi offendete perché in fondo stavano solo pariando.

Etimologia
L’origine del termine è controversa.

Innanzitutto c’è da dire che lo slang giovanile ha improvvidamente storpiato il significato originale della parola, il cui uso era attestato almeno già intorno al 16°/17° secolo. Pariare significava digerire. Il significato attuale si è consolidato soltanto negli ultimi trent’anni nella cultura popolare (o popolana, a volte becera e volgarotta), ricevendo molto slancio grazie ad alcuni sketch comici sulle tv locali durante gli anni ’90.

Non credo i giovani oggi ne conoscano le origini, così come non sono certo che qualcuno possa riuscire a svelare le ragioni di questo salto logico-semantico.

È possibile che l’atto del digerire venga collegato a una sensazione di benessere e leggerezza e, quindi, per estensione, a un rilassamento generale.

La stessa attitudine rilassata con cui chi parea affronta le cose: un po’ svagato, superficiale, il giuovine in cerca di pariamiento è leggero qual piuma al vento.

Dopo i vent’anni, l’uso di questo termine è perseguibile penalmente.


A meno che non abbiate digerito.