L’apostata del cuore – 17/08/2017 (+ Consulti medici!)

Dopo alcune noie (si veda qui e poi qui la mia risposta), torna la rubrica più amata dagli italiani! O quella era la cucina? E chi ama una cucina? Un cuoco?

Amenità a parte, vi lascio con un aforisma estivo: 

«Il saggio è conscio che l’estate è nemica della preghiera e della meditazione, perché sa che poi gli puzza l’asceta» (proverbio buddhista)


Caro Gintoki,
Penso che si possano amare più persone contemporaneamente. Perché non siamo socialmente liberi di sostenerlo?
Ho trent’anni e sto [ufficialmente] insieme da una vita ad un uomo che mi dà delle cose e sto [segretamente] insieme ad un altro che me ne dà delle altre (quelle che il primo non mi dà e viceversa). Una cosa è certa: è sempre amore, sotto forme diverse. Se qualcuno mi ponesse davanti ad una scelta sarei in crisi. Eppure questa vita è fatta, per entrambe le parti, da pienezze e da vuoti. E i vuoti, le mancanze… sono forti. E le pienezze di uno non compensano i vuoti dell’altro.
Sento che è un’inevitabile condanna. Secondo te posso riuscire a sopravvivere così?
Labia Minora, Bocca Secca (FR)

Cara Labia,
la soluzione è semplice. Trova un terzo uomo col quale stare non ufficialmente ma non segretamente che riempia i vuoti del secondo e faccia il pieno col primo. E se poi non dovesse bastare, trovane un quarto che colmi i vuoti del terzo e sia compensato dal secondo o forse era il contrario. Insomma, vedi tu. Suggerisco un foglio Excel per registrare in partita doppia tutti i movimenti.

Caro Dottor Gintoki, vorrei un parere circa la mia esperienza. Ho sempre ottenuto che lui tornasse da me lasciando che mi lasciasse senza cercarlo, lasciandolo libero di andare. Fin’ora ha funzionato (dieci mesi di frequentazione con interruzioni di durata max 1/3 giorni) ed è tornato puntualmente da me. Ma l’ultima volta dopo 5 giorni non ho resistito e l’ho chiamato.
Risultato: dopo soli 3 giorni di riavvicinamento mi ha di nuovo mollato. Ora non so cosa aspettarmi. So che non andrò da nessuna parte con questa persona perché è totalmente instabile ma non sono pronta a rinunciare definitivamente a lui. Secondo lei che dovrei fare?
Segale Cornuta, Inciviltà Castellana (VT)

Cara, innanzitutto non mi chiami Dottore che poi qualcuno mi accusa di fregiarmi di titoli che non ho. Quindi da oggi preferisco farmi definire Esperto di relazioni umane o semplicemente Esperto.
Venendo al suo caso, consiglio l’acquisto di un collare gps. E già che c’è, anche un microchip all’orecchio in caso di smarrimento.

Gin, sono disperata. Ho conosciuto un ragazzo fantastico, per me è il compagno perfetto, stiamo bene insieme, ma…lui non piace alla mia famiglia perché porta i risvoltini. Non l’avevo detto ai miei genitori e quando l’ho portato a casa la prima volta mia madre a momenti sveniva. Mio padre ci è mancato poco che prendesse il fucile. Hanno detto che non lo rivogliono in casa e che devo smetterle di frequentarlo. Io li ho accusati di essere dei razzisti, loro si difendono dicendo che in casa loro hanno libertà di decidere chi far entrare e chi no. Per giunta ho anche perso il mio lavoro come leccatrice junior a progetto di francobolli per una posta privata perché hanno visto su facebook le mie foto con il ragazzo dove si vedevano chiaramente i risvoltini di lui. Hanno detto non possono tenere a lavorare una che sta con uno così, ne va dell’immagine aziendale.
Cosa devo fare? Possibile che le persone siano così ottuse da non andare oltre il risvolto dei pantaloni?
Pedissequa Mente, Buttapietra Nascondilamano (VR)

Cara Pedissequa, premetto che non ho nulla contro i risvoltini, anzi, ho degli amici coi risvoltini e sono persone proprio come noi. Basta che poi non diano fastidio o non ascoltino in pubblico i Thegiornalisti che poi chi lo spiega ai bambini?
Comunque, è vero che gli altri hanno libertà di decidere. Così come tu hai libertà di mandarli a fare in culo.

Buonasera Gintoki, recentemente mi sono imbattuto nel mito dell’androgino di cui Platone parla nel Simposio, in cui egli afferma che ciascuno di noi è una mezza mela alla ricerca ardua e difficile dell’altra metà che possa creare la mela perfetta. Secondo lei, una cosa del genere esiste?
Palissandro Bianco, Camerino Occupato (MC)

Non lo so, non faccio il fruttivendolo.

Salve scrivo perchè in questo ultimo periodo sn confusa ora vi spiego meglio sn una ragazza di 23anni sto insieme ad un ragazzo da 7anni in questo ultimo periodo sento molto il bisogno di avere un bambino mentre il mio ragazzo dice che è presto lui ha altri progetti nn pensa ancora ad un matrimonio o ad un figlio o forse e la paura di affrontare la cosa le premetto che lui ha 30anni e questo un pò mi preoccupa vorrei tanto sapere perche nn vuole un figlio forse perche nn mi ama abbastanza ma su questo potrei dire di no perchè io so di essere la sua vita io nn voglio un figlio perche ho paura di perderlo ma perchè voglio stare con lui sempre nn sa come ci rimango male quando mi dice che nn vuole figli per il momento ora sl lei mi puo aiutare dandomi una risposta al piu presto le premetto che anche lui vorrebbe stare con me al più presto anche per lui e un pensiero fisso che vorrebbe realizzare al più presto ma forse perche nn ci sono soldi a disposizione in questo periodo aspetto una risposta mille grazie
Asina Ragliante, Metallica in Concerto (RC)

Suggerisco di procedere per gradi. Prima di pensare a un figlio avete provato ad avere della punteggiatura?

Da 2 anni sto con un ragazzo. Ho notato, che quando dormo lui “si diverte” con me, senza il mio eventuale consenso. Ne abbiamo parlato e secondo lui, non c’è niente di grave, perché io sono la sua ragazza. Lavoro su turni vari, e spesso prendo sonniferi per dormire. Ma i sonniferi giustificano far sesso con me mentre dormo? Aiuto!
Bella Addormentata, Cippa di Stocazzo (AQ)

Cara Bella, prova a fargli l’amore nel sedere con una melanzana mentre dorme e poi chiedigli cosa ne pensa.


La prostata del cuore – La rubrica che BigPharma non vuole farti leggere!

Da quando sono bambino mi scrocchia la mandibola. Non lo so spiegare molto bene come rumore, so solo che è fastidiosissimo, diciamo tanti click piccoli! Mi sento spesso a disagio molto quando mangio e parlo. Tutti i medici che mi hanno visto dicono non ci si può far nulla. Cosa posso fare? Ho un suono continuo nella bocca e nella testa!
Delfino Curioso, Santa Maria al Bagno con Stipsi (LE)

Fallo campionare da Skrillex e magari diventi milionario.

Buongiorno, sono mamma di un bimbo di 18 mesi e scrivo perché mi preoccupano alcune cose. Vorrei solo un consiglio: se i miei timori hanno un fondamento e se sia quindi il caso di rivolgermi ad un buon neuropsichiatra. Ha camminato a 13 mesi e da un punto di vista motorio mi sembra tutto ok. Non fa ciao con la manina se qualcuno lo saluta e se poi questo insiste lo ignora. Batte le manine se qualcuno dice ” bravo!” o ” batti le manine”. Gli piace il gioco del bubu settete e ride ma dopo un quarto d’ora di gioco poi smette di ridere e si volta di lato.  I giochi però li usa correttamente. Sa esattamente cosa deve pigiare per sentire una determinata filastrocca o canzoncina. Se però interveniamo io o il padre per pigiare con lui, incrocia le braccine e non fa niente.  Se lo chiamo si gira ma non sempre. Provo a chiamarlo tante volte al giorno fin dal mattino e noto che nel primo pomeriggio già comincia a non darmi più segnali di avermi sentita. Sono sicura che senta benissimo perché se sente anche da lontano la musichina di un gioco corre a prenderlo. Non mangia ancora da solo ma a volte se gli porgo un biscotto lo rifiuta e se insisto lo prende e lo butta via. Quindi ci sono degli atteggiamenti un po’ contrastanti che non mi fanno avere ben chiara la situazione.
Vacca Boia, Apericena (FG)

Cara Vacca, il bambino mi sembra sano e sveglio. Prova è il fatto che ha già sviluppato la capacità di comprendere le rotture di cazzo e come comportarsi di conseguenza.

Salve sono un uomo di 43 anni e dopo 2 minuti di penetrazione ho già voglia di eiaculare vorrei sapere se ho bisogno di fare degli esami. Grazie Mille.
Corto Frenulo, Pioggia nel Pineto (LU)

Ben 2 minuti? A quanto ancora vuol arrivare? Comunque, la soluzione è semplice: faccia fare il grosso del lavoro a un altro e poi intervenga lei per concludere.

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L’apostata del cuore – Comunicazioni di servizio

La pagina di consigli sentimentali che curo su questo blog può sembrare una rubrica umoristica. In realtà cerco davvero di offrire degli spunti di riflessione, per vie non convenzionali. È un esercizio di pensiero posteriore, che è come un pensiero laterale però considerato un po’ sfigato perché troppo vicino al buco del culo.

Le lettere che pubblico, a parte qualcuna scritta da me di sana pianta, le recupero online, magari adattando il testo per le mie finalità o aggiungendo parti non presenti.

Pensavo di non far nulla di male.

Se non che ieri pomeriggio ho ricevuto l’email che riporto qui sotto.


Egregio Signor Gintoki,

sono Uterina Cervice, Direttrice di Non solo pegging, portale di fashion style, glamour, new trends, love & sex e naturopatia anale. Ma credo che lei già ci conosca, quindi scrivo queste cose giusto perché mi piace leggermi.

Abbiamo fatto da palestra per molte tra le più quotate fashion blogger del momento, tra cui Romina Stracciamaroni e Maria Elisabetta Catarrosa e anche Chiara Ferragni seppur dalle sue successive scelte di vita abbiamo preso le distanze.

Seguo con interesse il suo blog o almeno così sembra dai miei feed RSS. Oppure è una delle mie stagiste che usa il pc per scopi personali al lavoro e dovrò licenziarla. Scherzo: mi paga bene – lavorare con noi è un grande privilegio e questo lo capiamo offrendo comodi pagamenti rateali ai nostro volontari – come potrei? Al massimo le farò causa.

Vengo subito al dunque perché mi sono già stancata: trovo assolutamente inappropriato l’utilizzo che lei fa delle lettere che i nostri lettori e lettrici ci inviano per chiedere un aiuto in amore e/o sesso e che noi pubblichiamo. Lei, oltre a copiare e ripubblicare tali lettere senza autorizzazione, fornisce consulenza sentimentale privo di alcuna qualifica. Per giunta, si fa anche definire Dottore. Io ho effettuato dei controlli e all’Albo dei Consulenti Sentimentali non risulta alcun Gintoki iscritto.

Lei crede che in questo campo ci sia spazio all’improvvisazione? Sa se fosse un mio collaboratore per quanti anni dovrebbe leccare le mie secrezioni dalla mia biancheria intima per riuscire a essere degno quel tanto che basta per mettere le mani su una tastiera?

Potrei anche forse accettare il desiderio di emulazione nei confronti della Testata che dirigo ma dalle risposte che fornisce si nota tutta la sua inesperienza, la sua presunzione e i suoi non risolti conflitti anali.

Lei infatti soffre chiaramente di Sindrome Sannitica.

Ricorderà in modo vago, data la sua ignoranza, l’episodio delle Forche Caudine in cui i soldati Romani furono costretti dai Sanniti non solo a passare sotto il giogo seminudi, ma anche a subire un atto di sodomia. L’episodio fu fonte di infamia e scoramento a Roma tutta.

I Romani, negli anni successivi, riuscirono poi a prendere via via il controllo dei territori dei Sanniti in varie battaglie, lasciando una scia di sangue nemico sul terreno.

Ebbene, lei vive la condizione di chi vorrebbe praticar la sodomia su una donna per esprimere il suo controllo e dominio e non vi riesce per un blocco mentale, perché inconsciamente vive l’atto come impuro, innaturale e lesivo della dignità e teme per questo di incombere in una tremenda punizione. L’unico modo per sbloccarsi sarebbe una sodomia, ma la sodomia è proprio ciò che le impedisce di sbloccarsi. A causa di questo Limbo in cui si trova, lei scarica la sua frustrazione sui nostri lettori sodomizzandoli con le sue parole.

Con la presente, dunque, oltre a invitarla a praticare su sé stesso della sodomia, la diffido dal proseguire le sue attività con la sua rubrica.

Per qualsiasi chiarimento voglia da me, la invito nuovamente ad autosodomizzarsi.

ps. per dimostrarle comunque la mia assoluta bendisposizione nei suoi confronti, al di là dello spiacevole e fastidioso equivoco tra di noi, le svelo in anteprima la copertina del prossimo numero della nostra versione cartacea, con una esclusiva speciale. Sperando di farle cosa gradita e umiliarla sbattendole in faccia il mio successo.

In Fede,

Uterina Cervice,
General Art Director & Stylish Manager


Sto valutando come approcciare una replica con questa persona, nel frattempo, in ogni caso, mi vedo costretto a sospendere la pubblicazione della rubrica.

L’apostata del cuore – 06/07/2017

«È un mondo difficile, e vita intensa, felicità a momenti e futuro incerto» scriveva Khalil Gibran in una nota poesia. C’è tanto bisogno di certezze e soluzioni ai dubbi. Chi può farlo?

Io?

No, io rispondo soltanto alla posta, mi dispiace.

E viste le alte richieste di consulto medico, da questa settimana arrivano anche i consigli di salute! Vi rammento che io non ho alcuna specializzazione scientifica ma da quando ho scoperto che le malattie sono una invenzione di Big Pharma ho deciso di fare a modo mio.


Gentile Dottor Gintoki, a settembre mia figlia Virulenza frequenterà la prima media e io sono un po’ preoccupata. Ho saputo che nell’istituto che frequenterà si tengono corsi di educazione sessuale. A parte che non capisco la necessità, io ho fatto tutto da sola. Quando ho concepito mia figlia nessuno mi ha insegnato, ho semplicemente fatto mettere a mio marito i suoi semini nel mio fiorellino (abbiamo avuto delle difficoltà all’inizio perché per una incomprensione lui mi ha fertilizzato le margherite sul balcone). Io non voglio che mia figlia alla sua età apprenda certe cose o che peggio le somministrino controvoglia il gender.
Addolorata Perenne, Porto Rogna (NU)

Cara Addolorata,
io sono fortemente contrario a certi insegnamenti ai bambini.
Si sa che poi raccontano tutto a casa e i genitori, essendo creature vulnerabili, si impressionano.
Tuo marito ha fatto bene, alle piante bisogna donare amore.

Il mio fidanzato è un patito di selfie, e fin qui nessun problema. Il fatto è che gli piace postare foto e video di noi che ci baciamo, non gliene importa di violare la nostra intimità, e anzi dice che la cosa lo stimola. Per il momento è un gioco, però la sua ostinazione quando gli chiedo di smettere me lo fa sentire estraneo, quasi che io fossi la fidanzata della community e non la sua.
Linda Vulva, Piombate di Sotto (LI)

Cara Linda, posso comprendere il tuo stato d’animo. È lecito aspettarsi che certi momenti siano solo intimi e privati e sinceramente io non approvo l’invadenza nella vita altrui.
Comunque colgo l’occasione per dirti che a giudicare dalla foto di ieri l’ultima ceretta brasiliana non è riuscita benissimo, fossi in te mi lamenterei con l’estetista.

Ciao Gintoki. A maggio il mio fidanzato mi ha lasciata con un sms adducendo come spiegazione un generico “senso di disagio in mia presenza” che dice lo porta a non potermi più stare vicino. Lui non vuole incontrarmi per chiarire, però poi mi scrive che gli manco e mi copre di fiori e profumi costosi. Che sta succedendo?
Serena Gonorrea, Campione d’Italia a Tavolino (CO)

Cara Serena,
non fornisci molti elementi ma così a spanne dagli indizi un dubbio mi sovviene: da quanto non fai una doccia?

Sono un’espansiva, e temo che in amore sia un problema. Durante il sesso, mi piace parlare. Tanto. Ma gli uomini in questo anche a letto sono poco portati e non capisco perché.
Luce Spenta, Pasta al Paestum (SA)

Cara Luce, dipende da caso a caso. Se, ad esempio, parli con qualcun altro durante il sesso allora non è molto carino.
Inoltre ci sarebbero delle regole di educazione riguardo il quando non si parla e la bocca, ma siamo in fascia protetta quindi ti invito a consultare il manuale di galateo.

Gin, non so se sono un mostro o un idiota. Mi basta bere un bicchiere di vino per cominciare a flirtare con ogni donna. Le mie storie, anche quelle serie, finiscono così; mi lasciano perché mi giudicano poco serio o un alcolista o tutte e due, un alcolizzato poco serio. Invece sono uno che si fa il culo, lavoro 12 ore al giorno e non bevo mai, tranne magari nel weekend. L’ultima con cui stavo mi ha mollato in vacanza, sosteneva che volessi farmi l’istruttrice di vela. Si sbagliava di grosso, io puntavo alla maestra di tennis, comunque la capisco perché magari alla sera si alzava il gomito con la sangria e avrò certamente detto qualcosa che non andava. Non mi dire che l’amore mi farà cambiare perché comincio seriamente a dubitarne.
Dandolo Via, Frignando Moltoforte (BN)

Caro Dandolo,
è evidente che tu non abbia ancora incontrato la persona giusta.
Che nel tuo caso è una donna che beve per dimenticare.

Caro Gin,
pensavo di far parte di una coppia senza stupidi falsi (e anche un po’ moralisti) pudori, ultimamente però comincio a guardare con occhi diversi il mio partner, che è geloso del mio vibratore. Sembra uno scherzo ma non lo è. Un po’ per gioco sono andata in un sexy shop romano molto alla moda con un’amica e me ne sono comprata uno, che tra l’altro è pure un bellissimo oggetto di design tant’è che credo di averne visti di simili nei negozi di arredamento. Ammetto che quando sono in viaggio per lavoro da sola lo uso. Da quando l’ha scoperto, il mio fidanzato non perde occasione di mostrarmi il suo disappunto. Ho paura di urtare il suo amor proprio, ma non ti pare che lui esageri?
Maria Sole Cuoreamore, Smegma sul Clitunno (PG)

Cara Maria Sole,
sono un po’ confuso dal discorso sul design, o i sexy shop sono diversi da come li immaginavo oppure sei andata realmente in un negozio di arredamenti e quello che hai comprato è soltanto un raffinato Minipimer.
Venendo al tuo problema, è chiaro che il tuo lui soffra un po’ di gelosia. Quindi regalagli un vibratore per sollazzarsi durante la tua assenza. Fammi sapere.


ANGOLO SALUTE – L’aprostata del cuore

Dottor Gintoki,
ultimamente dalle mie parti intime affiora un odore di pesce. Cosa potrei metterci sopra?
Ottone Ossidato, Martina la fa Franca (TA)

Il vino bianco è un abbinamento sicuro e non si sbaglia mai.

Dottor Gintoki,
ma alla fine è vera o no la storia della lavanda di Coca Cola come anticoncezionale? Davvero basta solo quello?
Serva del Potere, San Piero in Bagno da Un’ora (FC)

No, non basta.
Ci vuole anche una Mentos.

Dottor Gintoki,
se non mi dedico ad alcuna attività e sto seduto, fumo e bevo come una spugna, mi sento bene. Quando però provo a fare attività fisica – dicono ci sia bisogno di farla – ho il fiato corto, mi fanno male il fegato e la milza e altri organi che non saprei identificare. Come si spiega?
Mistero della Fede, Medicina Trentatré (BO)

Caro Mistero, è evidente che lo sport stia nuocendo gravemente alla sua salute. Cessi immediatamente.

Dottor Gintoki, tendo ad avere la pelle delle mani molto sensibile e sottile, tal che basta un niente perché mi procuri un taglio con fuoriuscita di sangue che si interrompe dopo lungo tempo. Cosa posso fare?
Ugo la Doro, Campo Male (PZ)

Caro Ugo, si faccia proclamare santo.

L’apostata del cuore

Mi sono chiesto cosa mancasse al mio blog e quali campi io potessi ancora esplorare. E sono giunto alla conclusione: ci vuole una posta del cuore! Non ho però a disposizione esperti o professori per fornire consulenze, quindi mi adopero io in prima persona. Tanto ho imparato su Google tutto il necessario.

Appena ho pensato di iniziare questa rubrica sono arrivate già le prime lettere. Alcune erano finite per sbaglio nella posta di altre poste del cuore: che distratti!


Caro Gintoki,
il mio fidanzato è diventato gay. Mi ha lasciata, svicolando sui motivi e poi sparendo. Poi un giorno riaccompagno un amico che ha un coinquilino gay a casa e lì sotto trovo lui, il mio ex, col coinquilino, in atteggiamenti piuttosto confidenziali. Era gay e io non l’avevo mai capito, mai sospettato. Siamo stati insieme due anni, mica due mesi. Facevamo sesso, ovviamente, e solo ora mi sembra di notare certe sue stranezze, come quando mi chiedeva di non far la ceretta ai baffi o di schiaffeggiarlo col mio clitoride (ho un clitoride di 10 cm e questo mi ha sempre creato qualche imbarazzo). E da conoscenze comuni mi hanno confermato che si sta vedendo con quel ragazzo. Mi chiedo che cosa ho per aver attratto questa persona bugiarda che è diventata gay e si è presa gioco di me.
Gioia Maina, Chepalle (SO)

Cara Gioia,
io eviterei di correre a conclusioni affrettate e giudizi severi. Magari il tuo ex è un amante dei baffi. Se vuoi riconquistarlo, lascia perdere la ceretta e comprati una buona cera per baffi e un pettinino per prendertene cura. Suggerisco di adottare lo stile Fu Manchu, quest’estate va molto.
Riguardo il tuo clitoride, comprendo che 10 centimetri possano creare qualche imbarazzo sotto la doccia in palestra. Però ti rammento che dicono che le dimensioni non contano ma basta saperlo usare. Un caro saluto.

Ciao Gintoki, ho 24 anni e ho un problema…credo proprio di aver trovato il ragazzo perfetto…intelligente, laureato, ottima famiglia, lavora, è affidabile è religioso, credente e praticante come me. L’unico problema è che lui crede nell’importanza del matrimonio e non vuole saperne di rapporti. Io gli ho proposto in alternativa l’anal, in modo da mantenermi illibata per la prima notte, ma lui dice che vuol conservare la purezza del suo cero (e così che chiama il suo membro, da quella volta che ci conoscemmo nel coro della chiesa e io gli dissi Hai un cero in tasca o sei solo contento di vedermi?). Che devo fare?
Devota Cappella, Piove di Sotto (PD)

Cara Devota,
credo ci sia un fraintendimento. Probabilmente col mantenere la purezza del cero il tuo ragazzo si riferisce ad altro. La prossima volta che gli proponi un anal usa prima un microclisma o un clisterino per la pulizia del retto. Fammi sapere.

Caro Gintoki: vengo al dunque. Io la amo. E lei dice di amarmi. Solo che mi accusa di essere soffocante. Dice che sono opprimente, che il mio amore è assillante, assillante, assillante. Ok, forse debbo mettermi nei suoi panni. Ma nei miei chi ci si mette? Mi domando perché se è libera la sera non ha voglia di vedermi, perché devo insistere e insistere e poi quando ci vediamo sta bene. Perché devo insistere per portarla fuori per un weekend, lei dice che non ama viaggiare, poi la volta che ci riesco, mi sembra sia felice. Ma allora, perché fa tante storie? Perché devo essere io a insistere per cenare insieme, poi viene da me, e si gode la serata… Non capisco perché tante storie, perché quando è libera non sempre ha voglia di vedermi… è così sfuggente che a volte penso abbia un altro.
Sonoro Acufene, Trebbiano nella Botte (PE)

Caro Sonoro, vengo al dunque: sei un vero cagacazzi. E ha ragione lei a dire che sei fastidioso. Ripeti le stesse cose, hai scritto tre volte di fila assillante e a me la gente che ripete quello che dice dà ai nervi. Hai capito? Hai capito? Hai capito?
Son certo che lei veda un altro uomo: lo psicoterapeuta che la ha in cura per lo stress.

Gin, ho una questione molto semplice da porti. Sono andata a letto con quasi tutti i miei migliori amici e non me ne pento per niente. Solo che ora ho un fidanzato che ha una visione del mondo un po’ meno liberale della mia. Che cosa dovrò dirgli quando dovrò presentarglieli?
Malvasia del Salento, Bucchinasco (MI)

Cara Malvasia,
credo tu abbia preso alla lettera il concetto di “farsi degli amici”. Non fatico inoltre a credere che, andandoci a letto, tu sia la loro migliore amica.
Venendo alla tua questione, io credo che una relazione debba basarsi su sincerità ed equilibrio tra le parti. Quindi per pareggiare i conti il tuo fidanzato deve fare sesso con i tuoi migliori amici.

Ebbene sì, anche questa mattina mi ritrovo a fissare il telefono in attesa di un messaggio da lui. Lui che è affascinante ma sposato. Forse per questo ai miei occhi affascinante. Lui che con classe e ironia è riuscito a trascinarmi in un vortice di passione e felicità, ma che ancora non chiama. Sono una quarantenne bella e disinibita ma sempre sola. Scappano tutti, sposati e no. Anche se confido nel grande amore… Uffa, sempre da sola non ce la faccio più. Help.
P.S. Scusa la punteggiatura inadeguata, ma sono una patita dell’Ulisse di Joyce.
Sevizia Bonazzi, Ratto delle Sabine (VT)

Cara Sevizia,
scusa se ti rispondo in blu ma sono un patito del primo Picasso. Se parli come scrivi non fatico a credere che scappino.

Caro Dottor Gintoki,
so che lei si occupa di cuore ma mi chiedo se fosse anche esperto di medicina generale. Volevo chiedere un parere su una cosa che mi vergogno un po’ a raccontare. In pratica, quando ingerisco alcuni alimenti noto che dopo un po’ la mia urina ha lo stesso odore di ciò che ho mangiato! E non mi succede solo con gli asparagi, che come saprà hanno questo effetto collaterale. Mi succede anche con i funghi, la pizza, l’ananas, il pesce e i mufloni grigliati. Cosa dovrei fare?
Candida Albicans, Sega Adduemani (VE)

Cara Candida,
è vero, mi occupo di cuore, ma solo perché, rimasto privo di connessione internet, non ho avuto modo di specializzarmi in altro. Ti consiglio di sfruttare la tua condizione per un’attività di pissing gourmet. Ti auguro di diventare mistress stellata.


Alla prossima settimana (forse) con altre lettere del (o dal o per o in con su per tra fra) cuore!

Non è che se riduci il coffee break allora sei in meno-pausa

Io e il Sam Tarly che ho in ufficio cerchiamo ancora di trovare la giusta lunghezza d’onda. Credo lui stia profondendo sforzi in timidi tentativi di stabilire contatti con me.

Adesso la mattina, appena arrivati in ufficio, mi fa una piccola rassegna stampa.

Mi ha detto del ragazzino che ha vinto una fornitura di pollo fritto per un anno per aver ottenuto il record di retweet. Chissà poi quanti tweet otterrà per commemorare il suo fegato.

Stamattina mi ha chiesto se fossi a conoscenza della storia di Cicciolina che è stata morsa da un cane e ha chiesto un risarcimento ma si è scoperto fosse una truffa.

Insomma, come si può notare si interessa di grandi temi di attualità e geopolitica.

Ieri mi dice:
– Stavo seguendo i risultati delle elezioni francesi…
– Ah, bene – penso io –  allora si interessa di politica internazionale!
– …incredibile…il nuovo Presidente sta con una di 24 anni più…
– …più grande di lui, sì, lo so.

Mi ero illuso.

Va detto che, su Macron, questo è l’argomento di cui parlano tutti. È il solo argomento che sembra interessi a tutti: Sta con una vecchia.

A tal proposito devo contraddire il mio conterraneo fumettista Natangelo, l’argomento infatti non è al centro del dibattito solo in Italia. È arrivato perfino in Ungheria.

Da una parte lo capisco, il buon Sam Tarly. Non mi posso aspettare certo grandi analisi da parte sua.

Ha l’aria di uno che ha smesso di guardare il volley femminile quando le atlete hanno cessato di giocare in mutande per passare ai calzoncini.


Ah no, quello ero io.
Ma erano tempi difficili nella mia adolescenza, senza internet, senza Instagram, senza più Postalmarket. C’erano solo Studio Aperto e il volley, di giorno, per allietarsi. Ma io cercavo anche un po’ di approfondimento di attualità e cultura. E quindi guardavo il volley, non Studio Aperto.


Inoltre, in fondo si sa che alla gente interessa veramente un’unica cosa. Non importa chi tu sia o cosa tu faccia nella vita. Importa cosa fai del tuo pene e cosa fai della tua vagina.

Che non sono neanche veramente tuoi. Anche se ne sei il proprietario nominale e li porti in giro in modo gaudente, sono organi di dominio pubico, sempre sulla bocca di tutti.

Io credo, ad esempio, che il problema degli Adinolfi e di tutti quelli che pongono e si pongono tanti problemi riguardo l’omosessualità sia una semplice reazione di rifiuto legata al visualizzare mentalmente peni con peni e vagine con vagine. Io non visualizzo peni, talvolta vagine ma solo a tarda ora, ma altre persone invece hanno una fantasia molto più accentuata e impressionabile. Se fossimo tutti lisci come Ken e Barbie a nessuno importerebbe invece che Ken abbracci Ken e Barbie abbracci Barbie!

Quindi la soluzione è: togliamo il pene agli Adinolfi e staremo meglio.

Tornando a Sam Tarly, sono rimasto scioccato quando, sempre parlando di Macron, ha aggiunto:

– Io poi non capisco a volte come uno faccia…cioè lui sta con una in menopausa…I mean…He cannot have sex with her.

Ho riavvolto il nastro mentalmente per riascoltare ciò che aveva detto, perché forse avevo capito male.

HE CANNOT HAVE SEX WITH HER.

Sono rimasto un attimo in imbarazzo. Una goccia di sudore mi colava lungo la fronte. Non sapevo se dir qualcosa o tacere.

Pensavo di uscire dall’impaccio con una battutina, del tipo: Beh magari con del lubrificante…, ma mi sembrava alquanto sessista e anche presuntuoso. Che ne so io della Signora Brigitte Trogneux? Lei potrebbe benissimo rispondermi Ue pirletta, il lubrificante lo dai a tua sorella, io sono al top, t’è capì? Taac e farebbe anche bene.


La signora nella mia mente ha ascendenze meneghine.


Ho anche pensato di inviargli via Skype dei video didattici di YouPorn dove delle signore, coetanee di Brigitte Trogneux, mostrano in dettaglio ai giovani inesperti cosa sia il sesso. Però questi video mi sembravano un poco falsi e costruiti ad arte e poco adatti a supportare la mia tesi; la qualità video invece di quelli garantiti come artigianali (in che senso, poi? Saranno bio? Senza glifosato?) non sembrava eccelsa.

Alla fine però ho pensato di farmi i fatti miei.
Cosa posso mai saperne se non si tratti magari invece di una questione religiosa? Forse c’è un qualche principio che stabilisce che non si può più far niente in menopausa. Io lo ignoro in quanto non addentro alla materia teologica: figuriamoci, se fossi una donna concorrerei per il concorso di miss-credente.

Quindi alla fine ho taciuto evitando di offendere le convinzioni altrui.

Non è che se Gesù ti ama tu rispondi che volevi solo del sesso

Quella che seguirà è una lettera aperta che al tempo stesso vuole essere un manifesto di un’intera generazione. La paura del fallimento, l’incubo della disgrazia, attanaglia le nostre menti e cosí, in cerca di un palliativo “vitale”, ysingrinus ed io abbiamo cercato di esorcizzare i nostri timori.

Quale modo migliore per tollerare la sconfitta che esternare direttamente la paura di venire sconfitti? Quale modo migliore di venire sconfitti se non di fronte ad un’iconica immagine del sesso e, di conseguenza, della nostra linea temporale?

Non esiste modo piú dignitoso per affrontare la vita, non esiste modo piú dignitoso per venire sconfitti dalla vita, che affrontando la questione sessuale con un’attrice porno.

Noi chiediamo, eliminando la paura di fallire, sperando di riuscire.


Alla cortese attenzione della Ill.ma Sig.ra Nappi Valentina, Pre.ma professionista dell’intrattenimento sessuale,

Buonasera (o buongiorno o buon pomeriggio a seconda dell’orario in cui leggerà questa mia),

mi chiamo Gintoki, ma lei può anche appellarsi a me come Gatto.

Un amico mi ha detto che lei offrirebbe il prodotto che reclamizza (nella fattispecie: del sesso) in modo spontaneo e gratuito, previa presentazione di un test HIV recente.

Non ho trovato riscontri ma in ogni caso le scrivo questa lettera perché non si può mai sapere. È lo stesso principio con cui vado a votare: non si può mai sapere se ne verrà qualcosa di buono.

Infatti non ho mai saputo niente di buono.

I miei test sono sempre stati positivi. Positivi nel senso che l’esito aveva una connotazione positiva: nel caso specifico del test HIV era negativo, il che è un risultato positivo. Solo una volta ho avuto un test negativo e non era per niente positivo: una versione di greco in quinta ginnasio in cui presi 4,5 come voto. Il punto più basso della mia carriera di umanista.

Le rendo noto questo punto perché mi piace essere chiaro con le persone con cui entro in intimità.

Allo stesso modo mi preme sottolineare che questa non è una ricerca di sesso facilmente accessibile da parte di uno additabile come ‘morto di figa’.

Prova è che le sto scrivendo da vivo.

Non posso escludere che, il giorno della mia dipartita da questo mondo, un esame autoptico approfondito possa trovare sul mio corpo tracce di assunzione di figa e che questa possa essere collegabile al mio decesso.

Ma se dovessi scommettere sulle cause della mia morte ora come ora metterei nella lista, in ordine di pericolosità:

  1. Distrazione
  2. Rotture di coglioni con conseguente emorragia dal sacco scrotale
  3. Olio di palma
  4. Esposizione a radiazioni per la scissione del PD
  5. I Poteri Forti
  6. Il tifo (inteso quello calcistico)
  7. Sarcasmo nel luogo sbagliato
  8. Poteri Così Così che non sono forti abbastanza a causa dei Poteri Forti
  9. La Figa
  10. Qualsiasi altra causa di morte

Dato che siamo ormai siamo in confidenza, le voglio confessare che l’atto ha un’altissima probabilità di concludersi con un fallimento da parte mia.

Soffro di ansia da prestazione.

Ho così tanta ansia che alla riunioni di lavoro non ho modo di accomodarmi che sono già venuto alle conclusioni finali. La cosa mi ha aiutato nel mio ruolo di arrampicatore aziendale perché appaio perspicace e intraprendente, ma mi ha attirato l’astio dei colleghi, generando in me ancor più ansia.

Stanco di dover convivere con le paure ho deciso di affrontare i miei demoni e di rivolgermi a lei.

Lei, che in qualità di attrice del mondo del porno rappresenta per noi tapini e derelitti quello che la Balena Bianca era per il Capitano Achab.

(A scanso di equivoci vorrei sottolineare che non c’è alcuna implicita offesa o insinuazione nelle mie parole. L’esempio della balena non ha alcun riferimento estetico. Trovo anzi che lei si mantenga in perfetta forma nonostante vada verso i trent’anni).

Spero quindi che accoglierà favorevolmente la mia richiesta. Come disse il Saggio, È meglio aver copulato e fallito che non aver mai copulato.

Ringraziandola per l’attenzione dedicatami, porgo i miei più ossequiosi saluti e mi rendo sin da subito disponibile per un colloquio orale.

Gintoki

Non è che Conversano sia una città dove si parla molto

Nelle mie vite lavorative, che cominciano a essere in numero discreto, mi sono sempre trovato più a mio agio stando a contatto con le colleghe invece che con i colleghi.

Il motivo è semplice. Durante 8-9 ore è necessario distrarsi e scambiare una parola con qualcuno, se non altro per staccare gli occhi dal monitor e fare una pausa dalle sessioni di videogiochi online.

Essendo una persona che si annoia con facilità, necessito di conversazioni stimolanti. In questo le donne sono più propense a fornire input di riflessione.

A parte discorsi su vestiti e oroscopi. È un rischio da correre e per il quale ho delle contromisure.

Nel primo caso, conscio di essere uno che sceglie come vestirsi in base a ciò che l’armadio gli pone sotto gli occhi in quel momento (discorso che varia in base al numero di capi in fase lavaggio/asciugatura o alla pigrizia nel mettere ordine), utilizzo la psicologia inversa per fornire pareri.

– Ti piace questo vestitino?
– Uhm…tu che ne pensi?
– Non lo so, lo vedo troppo chiassoso
– Sono d’accordo, lo vedo troppo…caotico, ecco
– Poi non so in che occasione andrebbe mai bene
– Infatti, poi resta chiuso in armadio
– Quindi dovrei prenderlo o no?
– Beh, lo prenderesti sapendo di non metterlo?
– Hai ragione, grazie!
– Prego!


Questo breve scambio è un esempio di applicazione di maieutica socratica. Le persone in genere hanno già in sé la risposta, basta farla emergere.


Nel caso degli oroscopi, mi capita sempre qualcuna che voglia da me l’ascendente. La prima volta che mi fu chiesto pensai Uhm, intenderà del sesso?.

In genere rispondo che non lo conosco e fornisco sempre un orario di nascita a caso per il suo calcolo. Mi hanno quindi attribuito decine di caratteristiche diverse e confliggenti ma che sarebbero tutte tipiche di quelli nati il/quando come me, a detta loro.

Con gli uomini la conversazione è un po’ più complessa.
Quando si ha un rapporto soltanto professionale ci si tiene su argomenti comuni.

Calcio e figa.

Il calcio diventa un problema se non si tifa per la stessa squadra, cosa che capita spesso. Il rischio di non trovarsi d’accordo è alto. Anche opinioni che sembrano disinteressate possono essere scambiate per sfottò e gufate:


E probabilmente lo sono.


– Dai, stasera vincete facile

Mi disse una volta uno juventino. Al che quando andai in bagno prima di lavarmi le mani mi accinsi a eseguire un rituale apotropaico intimo. In quel momento il Team Leader stava aprendo la porta, poi la richiuse appena si accorse che c’era qualcuno.

Non so se mi abbia visto o meno, ma quando rientrai fece-con tono canzonatorio:

– Gintoki, dov’eri?
– In bagno
– A fare?
– Eh, quel che fan tutti!

Ho sempre avuto il sospetto che mi avesse visto e frainteso e che da allora mi abbia considerato un onanista compulsivo.

L’altro argomento, la figa, si rivela a volte noioso.

Chiariamo, la figa in sé non è noiosa, ci mancherebbe. Essa non ha alcuna colpa e, anche se tra le tendenze social del momento vien messa in ombra da gattini e ricette istantanee, è sempre un fenomeno evergreen da quando è stata scoperta.

È l’uomo che parla di figa che dopo un po’ si rende noioso. Perché i discorsi di figa vanno privati di una tara di spacconate e vanterie che, come da Convenzione delle Nazioni Unite sulle Divagazioni intorno la Figa, poi non vanno neanche messe in dubbio. Almeno non di fronte l’interessato:

– E quindi poi mi trovavo a Ibiza c’era questa della Papuasia in viaggio studio per una ricerca sui calamari orfani che appena le ho detto che ero italiano non ci ha visto più allora le ho detto Ma quale calamaro ma beccati ‘sto gamberone e lei mi è saltata addosso non ti dico tre giorni chiusi in stanza poi mi ha detto Vengo in Italia mollo tutto per te io le ho detto Sì sì lasciami il numero poi mi faccio vivo guarda se la chiamassi adesso correrebbe subito dalla Papuasia peccato che non c’ho credito mannaggia…

E quindi io stavo pensando di sviluppare una app di intercalari per annuire nei discorsi, dimodoché si possa proseguire con le proprie attività mentre dallo smartphone partono commenti come Ah! Eh! Wow! Grande! Davvero? per gestire simili conversazioni.

Non è che la ginecologa con dei disturbi legati al lavoro abbia le turbe di Falloppio

Non ho mai ricevuto un’educazione sessuale, se si esclude una precoce iniziazione con Postalmarket proseguita poi con l’anime di Lamù.
Senza andare poi a scomodare le pagine della finta posta del Cioè rubato alle compagne di classe.

Fin dal primo episodio evidenziava il proprio potenziale formativo.

Fin dal primo episodio evidenziava il proprio potenziale formativo.

Quel che ho poi imparato in maniera più seria l’ho appreso di mia iniziativa sui libri. Un po’ per desiderio di conoscenza, un po’ per quella pruriginosa curiosità che può avere un ragazzino.

La prima reazione fu quella di pentirmi del prurito. Insomma, uno dovrebbe poi infilarsi in un posto umido, a volte maleodorante, dalla dubbia estetica e pieno di batteri? In pratica è come entrare in un ristorante cinese.


Beata ingenuità infantile.


Gli insegnanti non hanno mai offerto molto supporto, seppur i vari testi scolastici trattassero l’argomento, con differenti modalità.

Il sussidiario di scienze delle scuole elementari spiegava in un paio di pagine la riproduzione, anche se senza alcun riferimento anatomico: ricordo i disegni di una cellula uovo (stilizzata) e di uno spermatozoo che vi si appropinquava. Quest’ultimo era raffigurato come fosse un biscione nero.


In pratica sul libro avevo il logo dei Queens of The Stone Age:


Il libro di educazione fisica delle scuole medie era molto più dettagliato e completo.

Peccato che un libro di educazione fisica in una classe sia cosa più inutile di un frigorifero in Groenlandia.

Le due ore scarse – il professore aveva divorziato dalla puntualità – di lezione a settimana erano dedicate soltanto a calcio (i maschi) e pallavolo (le femmine). E se eri masculo non giocavi con le femmine: oggi dicono che ci si ammala di gender, allora ti davano del ricchione.


E qui che si capisce che non serve alcuna educazione sessuale: non si deve inculcare ai ragazzi l’idea che non sia normale dare del ricchione a qualcuno.


Qualche volta, quando si era in pochi in classe, abbiamo permesso alle femmine di giocare a calcio con noi. Loro potevano fare cose riservate all’altro sesso ma solo per gentile e temporanea concessione da parte nostra, revocabile in qualsiasi momento.

In genere la partita finiva quando una ragazza rimaneva acciaccata da una pallonata sul petto o sul basso ventre. Quella fu un’altra lezione di anatomia: le parti intime femminili sono delicate e sensibili anche al Super Santos.

Ricordo una sola occasione in cui aprimmo il libro di educazione fisica, in un giorno di pioggia e con le palestre inagibili.

Il professore lesse un capitolo riguardante la pubertà. Finita la lezione chiuse il libro senza aggiungere una parola di spiegazione, della serie Questo è, il mio dovere l’ho fatto.

Quella si potrebbe avvicinare a essere stata una lezione di educazione sessuale avuta a scuola.

A casa invece l’unico insegnamento ricevuto fu quando Madre mi disse “Non portarci nessun dispiacere a casa, capisci a me“, alludendo al prestare attenzione a non impollinare improvvidamente qualche fiore.

Mi sono tornati in mente questi ricordi dopo aver visto un video su Internazionale in cui una giornalista e una regista si interrogano su quanto le persone, in particolare le donne, conoscano la struttura dei genitali.

I risultati sono un po’ sconfortanti. Saranno magari casi estremi ed estrapolati da un contesto, anche se a volte mi chiedo quanta educazione intorno certi temi ci sia tra la gente.

Se molti devono istruirsi da sé – e io almeno avevo l’interesse verso libri di divulgazione – non posso allora considerare inusitato che ci sia chi confonde vagina e vulva o che pensi che l’uretra sia una cantante soul.


La famosa Urethra Franklin.


In realtà tutto il post era teso ad arrivare a questa battuta.


Non è che non ti fidi di un dado solo perché ha diverse facce

Padre si è comprato una tazza con l’effigie di Jimi Hendrix.
O almeno questo è il nome scritto sopra. Io quando lo guardo mi sembra a tratti Prince. Altre volte Lionel Richie. Dipende dalle ore del giorno e dalla luce. Forse in realtà cambia volto. Purtroppo l’ha portata al lavoro e non posso proseguire l’osservazione delle mutevoli facce della tazza.

Cambiare faccia a seconda dell’illuminazione è interessante.

Io cambio espressione ma non ho coscienza di ciò.
Mi chiedono “Che hai?” notando un’ombra sul mio volto e io non so cosa rispondere perché in quel momento non ho nulla.


Beninteso, è impossibile avere “nulla”, a meno di non essere degli Epicurei e aver raggiunto ἀταραξία e ἀπονία (atarassia e aponia, assenza di affanno e turbamento), il nostro corpo sarà sempre preda di qualcosa, quindi la risposta “nulla” è falsa e tutte le persone che dicono “nulla” e non sono epicuree stanno mentendo. Sarebbe più corretto rispondere “Non ho quel che pensi io abbia anche se non ne sono sicuro perché non so cosa pensi io abbia finché non me lo dici”. E quindi è tutta una grande confusione.


Eppur mi han fatto notare che il mio volto assume invece espressioni seccate, a tratti. Io questo non posso saperlo, non so quale sia la mia espressione seccata perché quando ho l’espressione seccata non ho uno specchio dinanzi a me. E quando mi guardo allo specchio non sono seccato. Tutto questo è seccante.

So di non essere seccato, ma il mio volto sembra dire il contrario.

Al che ho iniziato a preoccuparmi di tutte le espressioni involontarie del mio viso, che potrebbero nuocermi in qualche modo.

Come quando in un colloquio, passati alla fase della conversazione più informale e delle domande, alla mia curiosità su come fosse l’ambiente di lavoro le tre intervistatrici si sono guardate e hanno riso e poi una ha detto “Siamo tutte donne”. Io ho annuito sereno pensando Beh chi se ne frega, dei colleghi mi importa che non rompano i maglioni ma ora il dubbio atroce: e se la mia faccia in quel momento avesse assunto un’espressione diversa, del tipo “Oddio che tragedia” e se ne siano accorte? Io non stavo affatto pensando “Oddio che tragedia”, stavo appunto pensando “A me importa che la gente non rompa i maglioni, a prescindere dal sesso” ma non posso sapere se la mia faccia avesse o no realmente l’espressione “A me basta solo che non mi rompano i maglioni”.

Che a pensarci su neanche è una bella faccia.

Non è che in bagno tu sia libero di far tutto perché hai carta bianca

L’insospettabile virtù dell’ingannare mentalmente il tempo mentre non te ne cale né tanto né poco di ciò che ti circonda. Un’arte che è sempre bene affinare.

Oggi c’è stato un altro torta-day, per un compleanno di una collega.
Al termine del diabetico lavoro di mascelle, il Doctor Who (il capo) ne ha approfittato per illustrarci le proposte per il nuovo logo della compagnia e la nuova versione del sito internet.

Trattandosi di una novità prevista per un futuro in cui io non sarò più con loro, The Doctah mi ha chiesto di avere comprensione per il fatto che ne avrebbero parlato in ungherese.

Così, da partecipante attivo della concione o brainstorming come dicono tutti quelli che vogliono sembrare al passo coi tempi, sono diventato un semplice figurante, per non dire una sagoma di cartone.

Con in sottofondo un blablagyok e blablakush (ad orecchie estranee così suona l’ungherese) continuo, sorgeva il problema della posa da assumere. Ho preso sottomano il foglio delle proposte di loghi e, con una mano sotto al mento, fingevo di esaminarli con occhio critico.

Trascorsi 10 minuti stavo per assopirmi.
La noia è uno dei miei più grandi nemici e mi attacca con la sua carta più potente: il sonno.

Per tenermi sveglio ho provato ad attivare il cervello tenendolo impegnato. In questi frangenti tendo sempre a pensare a comporre delle liste. Ad esempio, i Presidenti della Repubblica italiani dal 1946 a oggi. Oppure le province italiane, da Nord a Sud. Esercizio più che mai complicato perché le cose sono cambiate molto rispetto a quando 20 anni fa le ho studiate alle elementari. La proliferazione di capoluoghi in Italia è stata tale che oggigiorno è facile ritrovarsi posti che non avresti mai detto, come Vergate sul Membro o Cunnilinguo sul Clito, come provincia.

Purtroppo, queste liste non combattevano l’abbiocco.

Poi mi è caduto l’occhio sul vecchio logo della compagnia. E mi sono reso conto che, stilizzata, al suo interno sia presente una vulva. O forse gli zuccheri della torta Oreush (torta Oreo) mi avevano obnubilato il cervello.


Se fosse qui tra noi, Freud avrebbe sicuramente concordato con me nel vedere una vulva. Anzi, una vulva assediata da un branco di lupi che assistono a un coito a tergo tra un centauro e una silfide, allegoria di un non risolto conflitto familiare presente nell’inconscio.


A quel punto ho iniziato quindi a pensare ai tipi di vulva esistenti. Perché non ne esiste solo una tipologia, anatomicamente parlando, e ogni vulva è bella a donna sua. Ed è un delitto, a mio avviso, che ai ragazzini inesperti come fu per me all’epoca l’industria del porno tenda a presentare invece un tipo di vulva standardizzato. Le attrici ricorrono anche alla chirurgia per avere un “prodotto” conforme a una linea dominante.


È chiaro che il porno stia al sesso come il wrestling alla lotta greco-romana, tutto è costruito secondo dei canoni che enfatizzano o esasperano ogni aspetto degli atti sessuali. È un mondo che deve presentare degli aspetti alienanti; una volta lessi un’intervista su RS di una pornostar – credo si trattasse di Tera Patrick – che raccontava che durante i “ciak” pensava spesso alla spesa da fare o alla cesta di bucato da svuotare.
Se volete leggere qualcosa che mostra con occhio ironico ma attento il mondo che ruota intorno all’industria pornografica, consiglio un saggio di David Foster Wallace contenuto in Considera l’aragosta: Il figlio grosso e rosso, racconto di quando DFW fu presente, come inviato, agli Adult Video News Award, una sorta di Oscar del porno.


Mentre ero intento in queste profonde (quanto un esame con lo speculum) elucubrazioni, CR dice, in inglese, rivolta a me: “L’ha fotografata Gintoki, vero?”

E io sono sobbalzato come se avesse visto nei miei pensieri. E, balbettando, ho chiesto di cosa stesse parlando. Si riferiva alle foto del nostro stabile, che avevo fatto io per una presentazione aziendale.

Interrotto il filo dei pensieri e tornati i colleghi a blablagyokkare, io sono andato in bagno, che è attaccato alla saletta riunioni e separato da essa da una parete sottile quanto un Fassino.

Le tazze dell’Europa centro-orientale hanno una caratteristica: non convergono direttamente verso lo scarico ma hanno una conchetta dove si raccoglie il depositato prima di tirare lo sciacquone.

Non ne capisco il motivo. Forse è per poter dare un occhio alla produzione prima di salutarla definitivamente. Un rimando ai tempi dell’infanzia e del vasino quando il “distacco” è psicologicamente difficile.


Oppure è utile per recuperare gli ovuli di cocaina ingeriti.


Di certo riduce il rumoroso effetto fontanella durante la minzione, anche se vale soltanto per gli uomini. E non per me, perché, essendo io affetto da una sindrome compulsiva che mi porta a voler incastrare ogni cosa al proprio posto, tendo sempre a cercare di centrare il buco di scarico anche al costo di inevitabili contorsionismi urinari.

Proprio mentre mi esibivo in questi esercizi, dall’altra parte hanno cessato di parlare tutti quanti, e nel silenzio generale hanno udito una lunga (effetto del tè verde mattutino) e rumorosa fontana.

Al mio ritorno in sala sono stato osservato. Avrei voluto dire: “Beh? Voi il bagno lo usate solo per pettinarvi?”.

Poi mi sono accorto di aver lasciato la cerniera aperta.

Non è che ieri stavo ‘npiedi perché l’otto m’arzo


cit. Andrea Pazienza:


Ogni otto marzo ascolto le polemiche di quelli che dicono che è una festa consumista; di quelli che dicono sia una scusa per dare sfogo a istinti ancestrali repressi; di quelli che ci tengono a erudire il prossimo spiegando l’arcinota verità che è solo una favola la storia delle operaie chiuse nella fabbrica incendiata con l’albero di mimosa accanto e io ogni anno ascolto la stessa lezione dalle stesse persone, che non so se mi ritengano vittima di una lesione nell’area della memoria che mi porta a dimenticare gli eventi oltre i 364 giorni e quindi sentano il bisogno di ripetermi la spiegazione oppure siano loro a essere mentalmente lesionati.

E poi c’è chi ripete che dovrebbe essere 8 marzo tutto l’anno e chi invece dice che non ci dovrebbe essere un 8 marzo perché dovrebbe essere un fatto normale e non eccezionale.

Io, molto confuso da tutto ciò e non sapendo come comportarmi, tento di tenermi fuori dai guai semplicemente rivolgendo un cordiale Auguri alle persone (persone di sesso femminile s’intende, anche se vige ancora quella goliardata che vuole che un maschio spiritoso ti dica auguri e allora pure tu gli dici auguri e tutti e due insieme perpetuate l’universo parallelo da scuola media in cui spesso i maschi entrano) che incontro e mantenendo un atteggiamento di onore e rispetto per tutto l’anno, ben conscio di dover migliorare giorno per giorno perché nella mia vita ho purtroppo mancato di rispetto e, data la mia natura fallibile e fallata, temo possa ancora accadere.


A mia discolpa tengo a precisare che non è una questione di contrapposizione uomo-donna: io manco di rispetto in maniera indistinta, spesso pecco e faccio gaffe in buona fede, ma in generale ho una cattiveria che si esplicita in senso democratico. Segue, in parole povere, un principio di maggioranza – mi piace mettermi sempre contro la moltitudine perché sono masochista (50 sfumature di micio) – ma temperato dalla garanzia della tutela della minoranza¹, quindi, per non far sentire escluso nessuno, offendo anche tutti gli altri.


¹ Tra parentesi la gente, chissà perché, tende però a dimenticare questa seconda parte, ritenendo che democrazia = la maggioranza vince e tutti gli altri restano zitti.


Quella di fare gli auguri è un’usanza che seguono tutti.

Io però, ad esempio, non faccio gli auguri di compleanno a chi mi sta sulle palle, per coerenza. Alcuni ci riescono lo stesso. Assumendo che la logica giusta sia quella di avere un atteggiamento lineare, credo che allo stesso modo dei compleanni non a tutte le donne vadano rivolti gli auguri l’otto marzo in virtù dell’idiosincrasia espressa nei loro confronti in altri frangenti.


È come vedere tanti ergersi a difesa dei bambini¹, salvo poi avere un atteggiamento di indifferenza quando poco lontano dalle nostre coste quegli stessi bambini finiscono a fondo con una barca. Se va bene è indifferenza, altrimenti è un vivo compiacimento perché secondo costoro è un problema in meno per noialtri. I più pietosi invece plaudono a un annegamento salvifico che li preserva da una vita di stenti.


¹ Credo che prima gli adulti dovrebbero pensare a difendere loro stessi da sé stessi.


Per suffragare la tesi testé enunciata mi rifaccio ad affermazioni che ho udito con gli occhi di questa faccia o che ho letto con le orecchie della medesima, procedendo a sottrarre dal novero delle donne meritevoli dell’Auguri alcune categorie:

– Innanzitutto quelle vittime di strupri o percosse o omicidi che, diciamocelo, un po’ se la vanno a cercare, dai.
– Quelle che, seppur non vittime di violenza, in ogni caso lo fanno apposta a provocare.
– Quelle che tu gli dici “Mi piaci” e loro ti rispondono che “Mi dispiace, mi sei simpatico ma…” che è proprio da stronze. Ti butto fiori e tu mi rispondi picche?
– Quelle che tu le guardi o ne richiami l’attenzione per strada e non ti filano o sembrano addirittura infastidite: ma chi si credono di essere? Ringraziassero di essere guardate.
– Quelle che sono acide, isteriche, nervose e volubili durante quella rottura di palle che noi uomini dobbiamo sopportare ogni mese che si chiama mestruazioni.
– Quelle che sono acide, isteriche, nervose e volubili perché di sicuro hanno le mestruazioni.
– Quelle che sono acide, isteriche, nervose e volubili perché non fanno sesso abbastanza.
– Quelle cui piace il sesso e quindi son troie.
– Quelle che non dicono che a loro piace il sesso ma tanto, eh? – Gomitatina, occhiolino, risatina – Lo sappiamo che sotto sotto – eh? – son troie.
– Quelle che stanno causando una decadenza della società perché non assolvono più al compito di donna che accudisce la casa: oggi tutte fissate con la carriera.
– Quelle che di sicuro han fatto carriera con chissà quali mezzi…eh? – Gomitatina, occhiolino, risatina.

Procedendo per sottrazione, direi che a questo punto rimanga solo mia Madre: su di lei posso garantire personalmente, altri casi non so. A chi ha qualcosa da ridire, citando Ferenc Pápa (come lo chiamano in Ungheria), tiro un cazzotto.

Quindi volevo far sapere che mia Madre ringrazia tutti per gli auguri.


Questo post che avevo in mente da un paio di giorni giunge tardivo: oggi Saverio Tommasi ha scritto su Facebook un post da cui io, una volta letto, ho pensato di attingere per rimpolpare il mio elenco. Quindi è doverosa la citazione per onestà:

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Anche se Saverio Tommasi mi infastidisce per questa sua velleità da supereroe della morale, che ne fa un aspirante santone – cioè un Roberto Saviano – che non ce l’ha fatta¹.


¹ L’evoluzione stile Pokémon dovrebbe essere: supereroe della morale -> santone. Io mi rendo conto a questo punto di essere un aspirante Saverio Tommasi che non ce l’ha fatta, purtroppo.


² Su Roberto Saviano ho una opinione né positiva né negativa che sarebbe troppo lungo sviscerare qui: diciamo che tendo a scindere il giornalista dall’uomo della predica.


The Gintoki Show – 50 sfumature di micio

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Calcio, arte, musica, divinità…ormai il Gintoki Show spazia a 720 gradi (perché per sicurezza fa due volte il giro) su qualsiasi argomento!

Eppure…qualcosa manca. Un pizzico di sensualità, ecco cosa. Ed è per questo che ho coinvolto la spumeggiante, con-turbante (le sta benissimo il copricapo) m3mango!

G: Ho di recente guardato un video dell’Huffington Post: le 48 cose che le donne si sentono dire (luoghi comuni, frasi sessiste eccetera). Tra queste c’era “Ah, ti interessi di calcio?”: esempio di come ci siano settori ritenuti di appannaggio esclusivo maschile, per i quali una donna che ne parla o è un “caso strano” o deve comunque in qualche modo giustificarsi del proprio interesse o “lottare” per ritagliarsi una nicchia come se dovesse dimostrare qualcosa. Tu cosa ne pensi? Ti sei mai sentita dire “Ma come, parli di sesso?”
M: No, nessuno mi ha mai fatto direttamente questa domanda, ma magari l’hanno solo pensato, non saprei. Sicuro sono stata criticata da qualcuno sull’uso di parole forti, eccessivamente esplicite, o sul fatto che è meglio far immaginare al lettore, piuttosto che descrivere, il ti vedo non ti vedo, come quando guardi i film americani, c’è la telecamera puntata sul lettone e l’immagine sfuma. Ma non era quello che volevo io quando scrivevo.
Tutto ciò ha contribuito a mostrare un’immagine di me molto aggressiva e spregiudicata, cosa che in realtà non credo di essere.
Certo, un po’ ho calcato la mano, ammetto che dire ‘lecca il mio miele’ mi fa orrore, preferisco dire ciucciami il clitoride, non sono mica un’ape!
Volevo in qualche modo contrappormi all’immagine romantica che alcune donne hanno nei confronti del sesso, che il vero amore è quello con la A maiuscola, femmina con maschio, uno a uno, che il porno è roba da perversi, ecc. Tutti concetti che ci inculcano fin da bambini. Come ho cercato di spiegare nelle avvertenze del blog il sesso è qualcosa di meraviglioso, ma arrivi all’età in cui potresti iniziare e spesso non sai nulla. O hai un’idea romantica e aspetti il principe azzurro (tipicamente le ragazze) o hai una versione porno in cui cerchi la sborrata galattica (generalmente i ragazzi), in ogni caso rimani deluso.
Poi io non voglio fare la paladina di alcun che, non penso di essere femminista, sono antisessista e vorrei offrire uno spaccato della sessualità femminile, senza pregiudizi, senza tabù o preconcetti.

G: Da cosa dipende secondo te questo atteggiamento con dei pregiudizi? Mancanza di una sana educazione al sesso, ignoranza o anche forse del timore: pensi che questa immagine che alcuni possono vedere di donna aggressiva sia frutto di una ingiustificata “paura” che incute chi semplicemente si esprime senza nascondersi?
Ps: ho immaginato una versione dei Simpson hardcore in cui domina lo slogan “Ciucciami il clitoride”…
M: Paura non credo. Anzi, mi sono resa conto che c’è la fila degli uomini che vorrebbero essere sottomessi e spesso non hanno il coraggio di chiederlo alle loro compagne.
È pura ignoranza, anzi una semi conoscenza distorta. Da chi vengono educati gli adolescenti? I genitori spesso non ne parlano e si nascondono, la scuola se fa educazione sessuale parla dell’apparato riproduttore e degli anticoncezionali, per carità cose sacrosante, ma ti ritrovi a 15 anni a non sapere da che parte iniziare. La società meno che mai. Vidi un intervento di Erika Lust ad un Ted in cui diceva che lei faceva i porno per educare i ragazzi al sesso e che i suoi film li avrebbe mostrati tranquillamente ai suoi figli. Questo bisognerebbe insegnare: consapevolezza e rispetto, non esiste un limite alla perversione (a parte zoofilia e pedofilia e poco altro), parola che comunque ha valenza negativa, tabù, forse esprime meno un giudizio.

G: Tocchi un tasto particolare. Ad esempio, l’unico “discorso” se vogliamo definirlo tale che ho avuto da Madre è stato “Non portarci a casa nessun guaio, capito?”. Ma per spezzare una lancia o un’arancia in favore dei genitori, forse è difficile per chi proviene da un’altra epoca approcciarsi a certi argomenti. Spetterebbe forse alle generazioni successive che ora sono diventate padri e madri fare un passo avanti. Ma credi sia possibile? Oppure oggi le persone sono messe male ancor peggio di un tempo?
M: Mi auguro fortemente di sì! Anche se è difficile generalizzare. Sicuramente internet aiuta parecchio, almeno sul reperimento di conoscenza, sull’aggregare le persone, sulla condivisione di passioni, interessi, ecc. Hai accesso alle informazioni in maniera completamente diversa da un tempo, a un età che una volta era impensabile. Ma tutto ciò non deve sostituire l’educazione al rispetto e alla consensualità, compiti fondamentali da non demandare al web, ma dovere dei genitori, della scuola e della società. Chissà se qui in Italia siamo pronti? Il dibattito di questi giorni sul family day mi fa tremare, ma io sono pronta e nel mio piccolo ci credo tanto.

G: Alla luce del discorso che stiamo facendo sul mondo virtuale, torniamo sull’obiettivo che ti sei posta per il blog di non offrire un semplice intrattenimento ma di ispirare anche riflessioni e lasciare qualcosa di più profondo: ritieni di averlo raggiunto o credi si possa sempre andare avanti, avere una crescita continua? Mi riallaccio anche al discorso che faceva Zeus sull’evoluzione del blogger: c’è una dimensione a cui tendi?
M: Credo fermamente nel kaizen, il miglioramento continuo giapponese, che studiai anni e anni fa sui banchi di scuola!
A parte gli scherzi, non so proprio se sono minimamente riuscita a comunicare cosa sta sotto i post, non voglio essere troppo didascalica, preferisco che i concetti emergano in modo naturale, e poi il blog da raccolta di brevi testi erotici, si è trasformato anche in altro, per non rischiare di essere ripetitiva.
Ho provato a raccontare di me, a mixare testi scritti da altri con qualcosa di mio, a scrivere pseudo poesie, a recensire. Insomma, mi piace molto sperimentare, sempre in tono un pò scanzonato, senza mai prendermi troppo sul serio.
Trovo molto gratificante la collaborazione con altri blogger, scrivere qualcosa a quattro mani, mettersi in discussione, trovare spunti di riflessione, su cui soffermarsi. Lo chiamano il Web 2.0 alla fine si tratta di persone che condividono e partecipano a progetti comuni.

G: Ah, io mi baso molto sul kaizen, la mia vita procede proprio a kaizen di cane!
Ehm, lasciamo perdere.
L’interazione tra blogger è quindi per te importante. Ricevi anche messaggi del tipo “posta del cuore”, come ricordi nella tua presentazione? Non vogliamo sapere i dettagli, ovviamente, incuriosisce sapere che tipo di pubblico hai radunato intorno a te.
M: Devo dire che ne ho ricevuti parecchi e non solo di uomini! Questo è un grande motivo d’orgoglio: attrarre indistintamente entrambi i sessi.
In generale immagino che tutti siano accomunati dalla curiosità di sapere chi c’è dietro Mango. Una squilibrata oppure una persona pensante? Poi parlando di sesso alcuni ritengono (sbagliando!) che sia matematico che la dia via come un frisbee, ma devo ammettere che non mi dà fastidio, non ho mai trovato gente insistente.

G: Adesso però vogliamo sapere di più: sei una squilibrata o no?!
Scherzo! Ma com’è Mango nella vita reale (cose private escluse, ovviamente)? E per rispondere, ti chiedo di prender parte al gioco che ha fatto uscire di testa gli psichiatri di tutto il mondo: raccontati inserendo in frasi di senso compiuto queste parole: guepiere, cicisbeo, bacheca.
M: Ma tu, Gintoki sei curioso come un gatto cicisbeo!
Non posso fare a meno di citare un post spassoso dell’amico blogger Ali di velluto che immaginava chi potessi mai essere:
“A tutti appariva come un uomo disfatto, la pancia sformata dalle troppe bevute, la tuta sempre più lurida, la barba e i capelli incrostati”. (https://alidivelluto.wordpress.com/2015/12/18/il-post/)
Scherzava, ovviamente! Però in effetti scelsi un nick apparentemente maschile perché mi piaceva l’idea dell’ambiguità. Mi ritrovo però poi Avvocatolo, che fa sempre finta di non ricordarsi se sono uomo o donna.
Per rispondere alla tua domanda: sono una donna in guêpière (!) che non sa gestire gli imprevisti, con un lavoro gratificante, che ha voglia di giocare e divertirsi, ha una passione per i viaggi, che non sopporta le feste comandate, curiosa, senza il senso dell’orientamento, con notevoli problemi di memoria, introversa, ma che prova a mascherare bene, alla mano, che non ama essere messa in bacheca, ma strapazzata (mannaia a te, Gintoki che mi fai dire ‘ste cose zozze!).

G: Non è curiosità, lo faccio solo per il pubblico!


(applausi registrati)


Infatti, sempre a beneficio di chi ci segue: hai degli spunti che vorresti offrire loro su cui riflettere in materia di amore & sesso?
Ho detto spunti non a caso: i consigli siam bravi tutti, ma lo spunto (o lo spuntino se viene fame) è da fini divulgatori!
M: Colgo l’occasione per ringraziarti tanto, gatto Gintoki, perché è davvero una bella domanda la tua. Parlare al tuo meraviglioso pubblico è un onore. Però più che spunto, sul quale mi sento poco preparata, perché ognuno sull’amore & sul sesso deve trovare la propria strada, potrei suggerire di concentrarsi sulle spinte e sugli sputi, il resto verrà a… cascata!

G: Domanda per chiudere: se invece dovessi dare dei consigli in materia di cinema erotico, cosa suggeriresti a un pubblico “vergine” in materia (tra tanti aggettivi quale prendo!) per approcciarsi all’argomento?
M: 
L’elenco è interminabile! Quanti titoli potrei citare? Visto che mi piace fare l’originale ne citerò solo quattro: bellissimi, tutti francesi, molto raffinati, su quattro argomenti che mi stanno a cuore:
Jules e Jim, di François Truffaut (1962), sull’amore a tre
Une liaison pornographique (1999), sull’amore tra sconosciuti, su cui scrissi anche un post (link: https://m3mango.wordpress.com/2015/09/28/une-liaison-pornographique-liberamente-tratto/)
Incontri d’amore con Daniel Auteuil (2005) sullo scambismo
La vita di Adele (2013), sull’amore lesbico
Non posso però non ricordare il mitico Clercks (1994) e la citazione ormai passata alla storia su mister ‘palla di neve’. Dopo di che c’è tutta la filmografia del classico porno all’italiana dagli anni ’80 al duemila… ah, no, scusa tu hai parlato di erotico, allora mi fermo qui :).

Signore e Signori, era la divina m3mango!