Mentre montava un letto IKEA si chiedeva quale fosse il senso della vite

In settimana in Casa Romana abbiamo avuto ospiti. I preparativi sono iniziati lunedì mattina, quando nel rientrare ho trovato Coinquilino intento a tentare di montare un vecchio letto IKEA in Stanza Inutilizzata (la cui funzione attuale era quella di ospitare un armadio vuoto e un router, il che mi aveva creato molte aspettative su questo appartamento quando sono andato a visitarlo, persino il router ha una stanza tutta per sé!).

Mi ha spiegato che attendeva un’ospite, una sua vecchia amica, e ne approfittava per riadattare S.I. in una stanza degli ospiti. Purtroppo, del letto erano andate disperse alcune viti: il servizievole customer care del supermercato dell’arredamento svedese si era impegnato a spedirle, ma non sarebbero arrivate in tempo.

Così, il giorno dopo, Coinquilino ha comprato un altro letto sempre dal summenzionato negozio.

Sì, avete letto bene. Ha preferito comprare un altro letto per risolvere il problema della viti.
Provate a farlo a casa vostra: invece di cambiare le lampadine, cambiate lampadario. Invece di cambiare i pneumatici dell’auto, compratene un’altra. Invece di cambiare il pannolino al bambino, fatene un altro!

Mercoledì, invece, per tutto il giorno ha pulito casa da cima a fondo, in vista dell’arrivo in serata della importante ospite.

Mi ha colpito un dettaglio: nella stanza degli ospiti Coinquilino aveva posto sulla libreria una foto di almeno 20 anni prima, in cui lui, giuovinotto, sedeva a torso nudo e col nero capello (col ciuffo da Tom Cruise in “Il socio”) su una barca di legno spiaggiata.

Mi sono quindi fatto un film mentale su questa ospite, aspettandomi un’avvenente ed elegante signora sulla quale Coinquilino volesse far colpo.

Sono anch’io una vittima dei giudizi affrettati, confesso. Perché son rimasto un po’ deluso quando ho visto Ospite: una donna tedesca dai capelli biondo pagliericcio appassionata di bici e dal viso cotto e rinsecchito dal sole.

Il giorno dopo mi incontrano in cucina, mentre stavo cuocendo dei fagioli da mettere da parte per congelarli.

– Ah, i tuoi soliti fagioli!
esclama Coinquilino

Calma.
Che vuol dire “soliti”? Li mangio due volte a settimana perché carne non ne mangio se non nel week end, problemi?

– Ma, volevo chiederti – prosegue – sono speciali? Perché vedo li metti sempre in ammollo per ore, come si spiega?

Calma#2.
Capisco che il tuo regime alimentare sia fatto di scatolette e Saikebon, ma non dirmi che non sai che i fagioli secchi si mettono in ammollo. Li avrai visti in vita tua, almeno da bambino!…O a casa avevate il maggiordomo?

Avrei voluto rispondergli “sì, sono fagioli magici”, ma pareva brutto.

Intanto ospite si era avvicinata guardando fisso nella pentola, per poi chiedermi quanto li facessi cuocere.

– Due ore.
– Due ore addirittura!?
– Sì.

L’ho perdonata perché era ospite e tedesca. Credo avrebbe gradito maggiori rivelazioni culinarie, ma dato che le mie attenzioni erano dedicate solo e soltanto alla pentola, dopo essere stata un paio di minuti a osservare ha ritenuto poi più produttivo andare in giardino a contemplare una peonia.

Dedicata a Ospite:

Lui piantò una ragazza, ma non attecchì per via del terriccio.

Il mio coinquilino resta per me fonte di curiosità e riflessione.

Breve riassunto delle puntate precedenti:
Il nostro eroe Gintoki si è trasferito nella ridente-e-a-volte-piangente-e-a-volte-né-l’una-e-nell’altra-ma-solo-il-lunedì-mattina Roma. Ha una accogliente stanzetta e un confortevole bagnetto in un appartamento dove vive un placido e tranquillo 45-50enne.

Non ho ancora ben capito cosa faccia di preciso nella vita, se non che sia una sorta di produttore, regista occasionale, curatore di festival cinematografici. Ma in sostanza sulla carta d’identità mi chiedo cosa abbia scritto. Probabilmente “artista”: come faccio a dirlo?Beh, come tutti gli artisti si sveglia la mattina quando gli pare e si avvia al lavoro non prima delle 10 e poi torna a casa sempre quando gli pare. Ditemi chi se non un artista ha simili flessibilità orarie!

Vive a base di Saikebon (che per chi non lo sapesse sono i noodles istantanei che per scelta commerciale hanno chiamato “nudolini”, che a me tale nome fa pensare a tutto tranne che alla pasta), eppure ha una dispensa e un frigo pieni di roba, tanto che ogni volta provo vergogna per il mio ripiano semivuoto e decorato da un limone rinsecchito, due uova e una busta di pomodori. Composizione che forma una natura morta, anzi, putrescente.

È germofobo peggio di me. Quando sono risalito su, portandomi dietro un bel raffreddore, e ci siamo incrociati in casa, mi ha chiesto, un po’ preoccupato: Ma è solo raffreddore o una qualche forma influenzale? Quando gli ho detto che era un banale raffreddore si è rasserenato.

L’altra sera ci siamo incrociati in cucina: non ci becchiamo molto per casa, a parte sporadici attraversamenti di stanze accompagnati dal suono di un Ciao come va? che l’eco di un corridoio fa sembrare un discorso molto più lungo.
Butto lì qualche convenevole perché mi pesa il silenzio quando si condivide uno stesso spazio per più di 10 secondi.
Io: (mentre lavo una tazza e un bicchiere) Tutto bene?
– Tutto bene, grazie.
– Sai, ieri ho seguito il tuo consiglio, ho approfittato del giardino e del sole e mi son messo lì a lavorare al portatile.
(sorridendo) Ah, mi fa piacere tu abbia gradito.
– (non so come ma ho risporcato la tazza e mi tocca rilavarla quindi debbo continuare a parlare) Poi all’improvviso è piovuto un pallone dal cielo, non m’ha preso per poco (c’è un campo sportivo dietro casa).
– Ah sì? Ma tu pensa. L’hai ributtato dall’altra parte, immagino.
– Sì. Fortuna non ha colpito le piante.
– Eh, purtroppo capita, ogni tanto trovo qualche pallina da tennis che ributto di là, poi ho un pallone bucato nel ripostiglio…ah hai visto che la peonia è in fiore?
– Ehm…quale è la peonia?
– È impossibile tu non l’abbia vista, vieni, te la mostro.

Confesso e ammetto tutta la mia ignoranza botanica e floreale, ma io so distinguere solo ortensie, rose e margherite. Tutto il resto per me è classificabile come
1) pianta
2) bella pianta
3) pianta con fiore

Bene, fatto sta che dalla peonia è stato poi un buon venti minuti a illustrarmi le piante del piccolo (ma verdeggiante) giardino, con dovizia di particolari. Probabilmente non parla molto dei suoi hobby privati e aveva voglia di condividere.
Mi son chiesto se ne parli alle donne. Perché in tutto questo, mentre io lo ritenevo un asessuato, lui sembra invece non esserlo, almeno a giudicare da una sera in cui sono rientrato a casa e lui cenava con qualcuna in salotto.

Poi non so che fine abbia fatto questa, non si è più rivista per casa. Forse, visto il pollice verde, l’avrà piantata.
Ebbene sì, anche questa volta, caro lettore, tutto il post mirava ad arrivare alla battuta del titolo.