Cercava l’amore e finì in spiaggia: da una donna da amare si ritrovò con una donna da mare


Questa è una storia che potrebbe essere vera ma potrebbe benissimo essere falsa: si sa che ogni fondo di verità ha una leggenda alla base.

È disponibile anche in versione audio letta da Gintoki (che poi sono io!), in presa diretta e con errori per la serie “buona la prima perché mi son scocciato!” con tono monocorde e l’incedere Jovannottesco che neanche un logopedifta potrebbe rifolvere.

Ascolta la storia (oppure non ascoltarla!)


Tizio era un giovane. Un giovane di genere “tipo”, fiero delle proprie tonsilliti stagionali. Si trovava in quell’età che porta un individuo a non essere socialmente definibile né come un ragazzo né come un adulto, la qual cosa gettò Tizio in una crisi personale, che superò solo dopo aver saputo il costo di un ciclo di sedute di psicoterapia.

Tizio (un altro Tizio) convinto e deciso della propria affermazione

Stanco di delusioni in campo sentimentale, un giorno esclamò, con decisione, convinzione e una ventata di alitosi:
“Basta con donne uguali a me, instabili e nevrotiche!”
rivolto a un ausiliare che gli stava contestando il biglietto di sosta scaduto.


O.T. (OFF TIZIO)
Ma anche dalle vostre parti gli ausiliari della sosta girano per strada tronfi e impettiti come degli sceriffi?


Il caso volle che sulla strada di Tizio, del tutto inaspettatamente, si mettesse una bella e avvenente ragazza.

Per evitarla, Tizio andò a sbattere con la macchina.

Raccontò l’incidente su facebook, perché una cosa non accade finché non viene scritta su facebook. Una sua vecchia conoscente, letto il post, gli scrisse su whatsupp – perché ormai non esisti e non sei reperibile se non hai whatsupp – chiedendogli cosa mai fosse successo. Da quel momento i due cominciarono a sentirsi spesso e fare lunghe chiacchierate al telefono.

Insomma, avete già capito dove condurrà questa storia: da un carrozziere perché un’auto non si ripara mica da sola.

Nel frattempo i due uscivano, bevevano, mangiavano: insomma facevano tutte le cose che in genere fanno un uomo e una donna che escono. Ma anche che fanno due uomini o due donne, ma questo non bisogna raccontarlo ai bambini perché poi lo riferiscono a casa e si sa che gli adulti sono impressionabili.

Non erano comunque tutte rose e fiordi (come dicono in Norvegia): i due erano completamente all’opposto in tutto.
Lei vegetariana, lui onnivoro;
lei andava ai concerti di Leegabue, lui preferiva Lee Ranaldo;


Lee Ranaldo è quello dei Sonic Youth.
I Sonic Youth sono quelli che hanno saccheggiato il frigo di Peter Frampton in “Homerpalooza”, uno degli episodi più belli della storia dei Simpson


lei ammirava estasiata rocce nei musei di scienze naturali e lui nel frattempo dormiva;
lui ammirava estasiato Rothko nei musei d’arte e lei nel frattempo dormiva;
lei amava i cani, lui i gatti;
lei voleva andare da Starbucks, lui rispondeva stocazz’;
lei faceva foto al cibo prima di mangiarlo, lui aveva già finito di mangiare mentre gli stavano scattando la foto;
lei amava il mare, tanto da definirlo la propria vita, lui non lo amava affatto ma dietro lunghe lamentele di lei si era deciso ad andarci, prima che lei si sentisse troppo ingrassata per stare in costume, decidendo di non andare più.

La vita, quindi, scorreva tra un litigio e un’incomprensione e momenti di tranquilla compagnia intervallati da qualche buon coito.

Visto che le cose non avevano la piega comunque di un gioco e viste le prospettive di vita di entrambi che sembravano antitetiche – l’una stanziale, l’altra seminomade – tra i due si conversava anche del futuro ipotetico prossimo remoto venturo.

Il futuro in questo caso prevedeva che un giorno Tizio andasse a vivere da lei, perché era fuori discussione che lei abbandonasse la propria casa e la ridente città in cui viveva; che si sposassero, perché lei accettava la convivenza solo se limitata a un anno o poco più e poi esigeva il matrimonio; che avrebbero avuto un cane e un gatto purché ognuno si fosse occupato dei rispettivi animali. Ma, se Tizio aveva intenzione – come era sua intenzione – di avere un lavoro che lo portasse, per la natura stessa di tale lavoro, a stare due-tre mesi lontano da casa, il gatto avrebbe fatto una brutta fine o sarebbe stato regalato, perché era fuori questione che lei se ne occupasse. Troppo impegno e, per giunta, per un animale non amato.

Tizio prese allora una decisione importante.

Si sarebbe messo alla ricerca dell’ausiliare che gli aveva contestato il parcheggio, perché non tutti sanno che il protrarsi della sosta non è un’infrazione (non comporta una multa!) e, quindi, richiede semplicemente il pagamento della differenza di tariffa come integrazione. Tizio l’aveva saputo e ora non si sarebbe fatto sfuggire l’occasione di rivalsa.

La morale della storia è: le vie del cuore sono strane e tortuose ma se vuoi parcheggiare controlla di avere spiccioli sufficienti per il parchimetro.

L’amore ai tempi del “com’era?”

Questo post ha ricevuto l’approvazione di Don Draper

Un innocente scambio di battute scherzoso in ufficio l’altro giorno ha portato invece a una discussione sociologica sui rapporti uomo-donna nella società odierna. Tutto è nato scherzando su Collega Onicofago che ad agosto era andato in vacanza da solo (da solo…nella casa al mare coi genitori e il fratello!), perché la ragazza era alle prese con i libri per studiare. Alla domanda: “e lei ti ha fatto andare?” di una collega, lui ha detto “certo che sì” e la controdomanda è stata “E se fosse stata lei a voler andare da sola in vacanza?”; al che lui ha iniziato a ironizzare sul fatto che lei avrebbe dovuto chiedere il permesso, che non si può star tranquilli se una ragazza è da sola in vacanza e così via. Non era serio. Credo.

Se non che poi è salita in cattedra Collega Joker, che ho ribattezzato così vista la quantità di rossetto che le sue labbra devono sopportare. La suddetta si è lanciata in una disamina dei rapporti sociali tra i due sessi a tutto tondo, sintetizzabile nel discorso che riporto qui di seguito:
“Oggi gli uomini non sono più quelli di una volta, non si fanno rispettare, la colpa è della donne che fanno troppo gli uomini, è per questo che ora gli uomini vanno con gli uomini e le donne con le donne, perché mai una dovrebbe cercarsi un uomo se l’uomo è una donna e la donna è un uomo? Non ci sono più i ruoli, si parla sempre della parità ma io non la voglio, era meglio una volta quando i ruoli erano definiti, è vero che comandavano solo gli uomini ma in casa comandavano le donne, infatti dietro ogni grande uomo c’era sempre una grande donna”

L’ultima frase è una cosa che mi ha sempre fatto sorridere perché mi fa venire in mente la pubblicità dei Pennelli Cinghiale. Detto questo, quello che ho riportato è un discorso da me tagliuzzato e cucito di tutto ciò che ha detto; l’ho fatto per brevità espositiva (e perché non ricordo tutto per filo e per segno) ma giuro e giurerei anche sotto tortura che il senso di tale discorso non è stato da me alterato, questo è ciò che ha detto e questi erano i concetti che esprimeva. Una tale accozzaglia di cose che non saprei da che parte iniziare a osservare, perché è come fissare un Rothko e cercarvi una veduta di Abbiategrasso illuminata dal chiarore lunare mentre due pastorelli intonano canti suonando la cetra. Ho rispetto di un quadro di Rothko, ma sarebbe un’operazione priva di senso quella che compio!

In soldoni, se ho capito bene: le donne fanno troppo i maschi e i maschi fanno troppo le donne, quindi uno fa prima ad andare a letto con un altro maschio per trovare una donna. E vale il contrario per le donne. Ah e poi era meglio quando le donne stavano a casa a fare la calza, perché riguardo alla calza erano loro a comandare, diciamocelo, su.

Tralasciando il fatto che rimango stupito – ma non troppo, perché non è la prima volta che mi capita – che sia proprio una donna a dire certe cose, rimango sempre col sopracciglio inarcato quando le persone esternano nostalgie per epoche che non hanno vissuto parlandone come se fossero appena tornati da un viaggio nel passato con la macchina del tempo o come se fossero dei Louis de Pointe du Lac che hanno attraversato i secoli. Insomma, io spesso scherzo sulla mia passione per l’800, ma mi guardo bene dal lanciarmi in un “era meglio quando”: credo che, fosse possibile, mi basterebbe annusare l’aria tra le strade di Londra o tra le cosce di una donna dell’epoca per desiderare immediatamente il XXI secolo. Scusate la volgarità ma diciamo le cose come stanno, senza fronzoli.

Amenità a parte, la collega può aver ragione quando parla di uomini rammolliti o di donne che, più che far gli uomini io direi che abbiano preso i peggiori difetti degli uomini: ma, detto questo, trovo sempre un campo minato le generalizzazioni anche perché preferisco sempre dar retta a Popper quando diceva che tutti i cigni sono bianchi ma poi basta osservare un solo cigno nero e l’affermazione viene a perdere la propria universalità. E, in ogni caso, non mi si può venire a dire che è meglio con gli uomini a comandare e le donne a casa, anche perché vorrei allora chiedere a Collega Joker se lascerebbe il posto di lavoro a un maschio disoccupato, in nome di un sano riequilibrio dei ruoli.

(Le immagini pubblicitarie che incorniciano questo post sono state realizzate da grandi uomini che avevano a casa grandi donne e che non andavano coi maschi perché poi fa brutto)