Non è che chi monta le macchinette del caffè debba ricordarsi la proprietà distributiva

Al lavoro. Vado nella zona dei distributori e noto che qualcuno ha dimenticato la chiavetta ricaricabile inserita. Il display lampeggia 2.16 €.

Non passa nessuno. Ho pensato che un caffè “offerto” ci sarebbe stato bene. Poi in fondo sono in credito con quella macchinetta. Un paio di volte mi ha fregato il denaro non elargendomi niente: in una occasione mi ha dato solo il bicchiere, nell’altra è andata in tilt. Senza contare di quando mi ha rifilato dell’acqua sporca perché la stronza non avverte che la miscela è esaurita.

L’equilibrio cosmico distributivo andava un attimo chiarito e rimesso in pari.

Tutto questo l’ho pensato in una frazione di secondo, nel frattempo avevo già rimosso la chiavetta, che ho portato in reception affinché la restituissero a chi l’avesse reclamata. Ho preso il mio solito ginseng macchiato – ho scoperto la macchinetta ne fa uno buono – a spese ovviamente mie e non altrui.

Tornando verso il mio edificio l’accaduto mi ha innescato delle riflessioni. Mi sono chiesto: è davvero buona e onesta una persona che ha pensieri truffaldini/maligni seppur poi non li mette in pratica?

Ho concluso che, alla fine, la via giusta non quella di ignorare il male o vivere fingendo che non esista ma riconoscerlo, venirne anche a contatto ma scegliere ogni volta di farne a meno.

Mi sembra ci fu un tizio una volta che andò nel deserto 40 giorni a parlare con un povero diavolo che lo tentava ma lui non gli diede ascolto.

Io però al secondo giorno consecutivo di chiavetta abbandonata avverto che cedo, eh.

Non è che l’erede al trono nuoti solo con lo stile Delfino

Devo avere un problema con gli addetti alla reception per le attività sportive. Li trovo tutti dotati di uno strano senso di ovvietà.

Mi successe ad aprile quando andai a chiedere informazioni in una palestra di Budapest.

Mi è accaduto di nuovo stamattina, quando sono andato a chiedere informazioni in piscina.

Ho deciso infatti di praticare nuoto. Non so per quale insano motivo. Sarà che nelle ultime settimane nell’acqua di rubinetto comunale hanno aumentato la concentrazione di cloro e ne sento il richiamo. Il cloro è stata una buona cosa, ha coperto quel sapore di terra che quell’acqua aveva negli ultimi mesi. Spero facciano qualcosa anche per le blatte che sbucano dai tubi: un mio conoscente se ne è trovata in casa una così grossa che non sapeva se fosse un insetto o Gregor Samsa trasformato.

Quando sono entrato nella reception della piscina mi ha accolto una zaffata di aria al cloro. Per riflesso condizionato mi è venuta sete e volevo il mio rubinetto di casa.

Al tizio che mi accolto ho detto:

– Buongiorno, volevo delle informazioni sulle iscrizioni…
– Prego, qui abbiamo corsi di nuoto

Ma non mi dire. Stavo per replicare Peccato, io cercavo corsi di tamburello!

Mi ha messo davanti una brochure indicando un riquadro:

– Questi sono gli orari.

Ha detto, mostrandosi sempre più sorprendente. Aspettavo mi dicesse che entrando in acqua ci si bagna.

– Come vedi sono indicati gli orari di inizio e fine…inizia un corso e poi finisce…

La sua spiegazione mi ha lasciato un po’ perplesso: in base al suo ragionamento, se quelli nel riquadro sono gli orari di inizio e anche di termine, il martedì e il giovedì per esempio c’è quindi un corso che inizia alle 13:30 e dura 5 ore.

– Scusami, quindi alle 20 inizia un corso o è solo l’orario di fine lezioni?

Chiedo, per metterlo in difficoltà.

– No, alle 20 finisce. Credo. No aspetta ci dovrebbe essere. Non ne sono sicuro.

L’ho mandato in tilt. Magari a quest’ora sta ancora pensando al corso delle 20.

Mi ha poi mostrato la vasca. Abbiamo incrociato una istruttrice. Lei mi ha guardato e ha esclamato Tu mica vieni quando ci sono io?.

Devo aver dimenticato di lavarmi la faccia stamattina e togliere dalla fronte la scritta TOTALMENTE INABILE ALL’ATTIVITÀ NATATORIA.


Ho una fronte spaziosa.


In ogni caso non mi faccio scoraggiare e andrò a fondo della vicenda.
O a fondo della vasca.