Pillole di Sol Levante

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Kinkaku-ji, Kyoto

Tornato dal Giappone, vorrei condividere in maniera semiseria alcune cose che mi hanno colpito.

1) Il Giappone è un Paese basato sugli omini. C’è un omino per tutto. C’è l’omino che indica la fila, l’omino che raccoglie le foglie morte da terra, l’omino che fa gesti inutili alla partenza del treno, l’omino che apre la porta, l’omino che pulisce il corrimano della scala mobile…

2013-12-28 05.03.08

Gli omini sono così importanti da essere riportati sui cartelli

2) Lo sport nazionale giapponese è fare la fila.

3) Dev’esserci un cattivo rapporto tra i dentisti e le ragazze giapponesi: molte hanno i denti storti.

4) Non ci credevo fino a che non l’ho visto con i miei occhi: le ragazze hanno tutte le gambe storte e camminano come delle sbullonate. Il baricentro delle loro rotule viola qualunque principio fisico.
Ma con quelle minigonne con cui vanno in giro, possono far tutto ❤

5) È più facile trovare giapponesi che comprendono l’italiano che giapponesi che comprendono l’inglese. Corollario: attenzione a fare commenti in pubblico, è possibile che qualcuno comprenda ciò che diciate. Ci è successo due volte.

6) Il concetto di tovagliolo a tavola sembra essere sconosciuto. Il consiglio è quindi quello di non gettare il fazzoletto umido che mettono a tavola per pulire le mani prima di mangiare. Sarà il più prezioso alleato durante il pasto.

7) Un altro concetto sconosciuto sembra essere quello di “asciugatore” nei bagni pubblici. Sarà per questo che le donne giapponesi (anche alcuni uomini) girano con nella borsa un asciugamanino.

8) La cosa più scioccante in Giappone è viaggiare nei mezzi pubblici accompagnati da uno strano rumore. Non ti rendi conto di cosa sia fino a che non realizzi che è semplicemente…il suono del silenzio. Niente vociare inconsulto, niente suonerie millifoniche, niente persone che parlano al cellulare tenendoci a farti sapere ciò che stanno dicendo…

9) La metropolitana di Tokyo è il posto ideale per un pisolino veloce. È innanzitutto pulita, i sedili sono morbidi e su molti treni sono anche riscaldati.

10) In Giappone inchinarsi è importantissimo. I controllori sui treni, prima di entrare in un vagone, si inchinano e ripetono lo stesso gesto anche uscendo. Fa niente che si trovino nel senso opposto rispetto all’orientamento dei sedili e nessuno li veda. Si inchinano lo stesso. Uhm, ma potrebbero inchinarsi perché si sono accorti che tu li stai guardando! I giapponesi si inchinano se nessuno li vede? Un albero che cade in una foresta dove non c’è nessuno, fa rumore? ‘mbuto! Chi lo ha inventato? Su Rieducational Channel!

11) L’inchino è contagioso. Dopo un po’ comincerete a inchinarvi a chiunque, il che è positivo se vi trovate in Giappone. Ma se vi rimane addosso anche tornati in Italia, beh, preparatevi a essere presi per il culo.

12) Per segnalare che non si può accedere a un posto o che un determinato atteggiamento è scorretto, un poliziotto vi imiterà Mara Maionchi

13) Il cibo pronto da riscaldare che vendono nei konbini (convenience store) a poche centinaia di yen (pochi euro nostri, si può fare un pasto a 3-4 euro) sembra più buono di quello servito in alcuni ristoranti giapponesi in Italia. Il che lascia molto da pensare.

14) Quando torni in Italia la cosa che ti mancherà di più sarà il water con la tavoletta autoriscaldante.

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Il bidet incorporato, invece, è sì una gran figata ma poco pratico per gli “standard europei”.

Tornando seri un momento, dico che è stato un viaggio bellissimo. Ho conosciuto persone molte interessanti, compagni di viaggio (che non conoscevo prima della partenza) simpatici e affabili e dai quali ho imparato molte cose. Torno sentendomi arricchito.
Uno dei ricordi più belli è la visita al Tempio del Padiglione d’oro (quello nella foto d’apertura). Faceva un freddo cane e a un certo punto ha iniziato a nevicare. Però era bellissimo, mi sarei gettato su un prato a osservare quello spettacolo. E poi sarei morto assiderato, dettagli.

Domanda: ci ritornerai? Certamente.

Questo un video che ho girato a Nara: è la preparazione tradizionale dei mochi.