L’apostata del cuore – 17/08/2017 (+ Consulti medici!)

Dopo alcune noie (si veda qui e poi qui la mia risposta), torna la rubrica più amata dagli italiani! O quella era la cucina? E chi ama una cucina? Un cuoco?

Amenità a parte, vi lascio con un aforisma estivo: 

«Il saggio è conscio che l’estate è nemica della preghiera e della meditazione, perché sa che poi gli puzza l’asceta» (proverbio buddhista)


Caro Gintoki,
Penso che si possano amare più persone contemporaneamente. Perché non siamo socialmente liberi di sostenerlo?
Ho trent’anni e sto [ufficialmente] insieme da una vita ad un uomo che mi dà delle cose e sto [segretamente] insieme ad un altro che me ne dà delle altre (quelle che il primo non mi dà e viceversa). Una cosa è certa: è sempre amore, sotto forme diverse. Se qualcuno mi ponesse davanti ad una scelta sarei in crisi. Eppure questa vita è fatta, per entrambe le parti, da pienezze e da vuoti. E i vuoti, le mancanze… sono forti. E le pienezze di uno non compensano i vuoti dell’altro.
Sento che è un’inevitabile condanna. Secondo te posso riuscire a sopravvivere così?
Labia Minora, Bocca Secca (FR)

Cara Labia,
la soluzione è semplice. Trova un terzo uomo col quale stare non ufficialmente ma non segretamente che riempia i vuoti del secondo e faccia il pieno col primo. E se poi non dovesse bastare, trovane un quarto che colmi i vuoti del terzo e sia compensato dal secondo o forse era il contrario. Insomma, vedi tu. Suggerisco un foglio Excel per registrare in partita doppia tutti i movimenti.

Caro Dottor Gintoki, vorrei un parere circa la mia esperienza. Ho sempre ottenuto che lui tornasse da me lasciando che mi lasciasse senza cercarlo, lasciandolo libero di andare. Fin’ora ha funzionato (dieci mesi di frequentazione con interruzioni di durata max 1/3 giorni) ed è tornato puntualmente da me. Ma l’ultima volta dopo 5 giorni non ho resistito e l’ho chiamato.
Risultato: dopo soli 3 giorni di riavvicinamento mi ha di nuovo mollato. Ora non so cosa aspettarmi. So che non andrò da nessuna parte con questa persona perché è totalmente instabile ma non sono pronta a rinunciare definitivamente a lui. Secondo lei che dovrei fare?
Segale Cornuta, Inciviltà Castellana (VT)

Cara, innanzitutto non mi chiami Dottore che poi qualcuno mi accusa di fregiarmi di titoli che non ho. Quindi da oggi preferisco farmi definire Esperto di relazioni umane o semplicemente Esperto.
Venendo al suo caso, consiglio l’acquisto di un collare gps. E già che c’è, anche un microchip all’orecchio in caso di smarrimento.

Gin, sono disperata. Ho conosciuto un ragazzo fantastico, per me è il compagno perfetto, stiamo bene insieme, ma…lui non piace alla mia famiglia perché porta i risvoltini. Non l’avevo detto ai miei genitori e quando l’ho portato a casa la prima volta mia madre a momenti sveniva. Mio padre ci è mancato poco che prendesse il fucile. Hanno detto che non lo rivogliono in casa e che devo smetterle di frequentarlo. Io li ho accusati di essere dei razzisti, loro si difendono dicendo che in casa loro hanno libertà di decidere chi far entrare e chi no. Per giunta ho anche perso il mio lavoro come leccatrice junior a progetto di francobolli per una posta privata perché hanno visto su facebook le mie foto con il ragazzo dove si vedevano chiaramente i risvoltini di lui. Hanno detto non possono tenere a lavorare una che sta con uno così, ne va dell’immagine aziendale.
Cosa devo fare? Possibile che le persone siano così ottuse da non andare oltre il risvolto dei pantaloni?
Pedissequa Mente, Buttapietra Nascondilamano (VR)

Cara Pedissequa, premetto che non ho nulla contro i risvoltini, anzi, ho degli amici coi risvoltini e sono persone proprio come noi. Basta che poi non diano fastidio o non ascoltino in pubblico i Thegiornalisti che poi chi lo spiega ai bambini?
Comunque, è vero che gli altri hanno libertà di decidere. Così come tu hai libertà di mandarli a fare in culo.

Buonasera Gintoki, recentemente mi sono imbattuto nel mito dell’androgino di cui Platone parla nel Simposio, in cui egli afferma che ciascuno di noi è una mezza mela alla ricerca ardua e difficile dell’altra metà che possa creare la mela perfetta. Secondo lei, una cosa del genere esiste?
Palissandro Bianco, Camerino Occupato (MC)

Non lo so, non faccio il fruttivendolo.

Salve scrivo perchè in questo ultimo periodo sn confusa ora vi spiego meglio sn una ragazza di 23anni sto insieme ad un ragazzo da 7anni in questo ultimo periodo sento molto il bisogno di avere un bambino mentre il mio ragazzo dice che è presto lui ha altri progetti nn pensa ancora ad un matrimonio o ad un figlio o forse e la paura di affrontare la cosa le premetto che lui ha 30anni e questo un pò mi preoccupa vorrei tanto sapere perche nn vuole un figlio forse perche nn mi ama abbastanza ma su questo potrei dire di no perchè io so di essere la sua vita io nn voglio un figlio perche ho paura di perderlo ma perchè voglio stare con lui sempre nn sa come ci rimango male quando mi dice che nn vuole figli per il momento ora sl lei mi puo aiutare dandomi una risposta al piu presto le premetto che anche lui vorrebbe stare con me al più presto anche per lui e un pensiero fisso che vorrebbe realizzare al più presto ma forse perche nn ci sono soldi a disposizione in questo periodo aspetto una risposta mille grazie
Asina Ragliante, Metallica in Concerto (RC)

Suggerisco di procedere per gradi. Prima di pensare a un figlio avete provato ad avere della punteggiatura?

Da 2 anni sto con un ragazzo. Ho notato, che quando dormo lui “si diverte” con me, senza il mio eventuale consenso. Ne abbiamo parlato e secondo lui, non c’è niente di grave, perché io sono la sua ragazza. Lavoro su turni vari, e spesso prendo sonniferi per dormire. Ma i sonniferi giustificano far sesso con me mentre dormo? Aiuto!
Bella Addormentata, Cippa di Stocazzo (AQ)

Cara Bella, prova a fargli l’amore nel sedere con una melanzana mentre dorme e poi chiedigli cosa ne pensa.


La prostata del cuore – La rubrica che BigPharma non vuole farti leggere!

Da quando sono bambino mi scrocchia la mandibola. Non lo so spiegare molto bene come rumore, so solo che è fastidiosissimo, diciamo tanti click piccoli! Mi sento spesso a disagio molto quando mangio e parlo. Tutti i medici che mi hanno visto dicono non ci si può far nulla. Cosa posso fare? Ho un suono continuo nella bocca e nella testa!
Delfino Curioso, Santa Maria al Bagno con Stipsi (LE)

Fallo campionare da Skrillex e magari diventi milionario.

Buongiorno, sono mamma di un bimbo di 18 mesi e scrivo perché mi preoccupano alcune cose. Vorrei solo un consiglio: se i miei timori hanno un fondamento e se sia quindi il caso di rivolgermi ad un buon neuropsichiatra. Ha camminato a 13 mesi e da un punto di vista motorio mi sembra tutto ok. Non fa ciao con la manina se qualcuno lo saluta e se poi questo insiste lo ignora. Batte le manine se qualcuno dice ” bravo!” o ” batti le manine”. Gli piace il gioco del bubu settete e ride ma dopo un quarto d’ora di gioco poi smette di ridere e si volta di lato.  I giochi però li usa correttamente. Sa esattamente cosa deve pigiare per sentire una determinata filastrocca o canzoncina. Se però interveniamo io o il padre per pigiare con lui, incrocia le braccine e non fa niente.  Se lo chiamo si gira ma non sempre. Provo a chiamarlo tante volte al giorno fin dal mattino e noto che nel primo pomeriggio già comincia a non darmi più segnali di avermi sentita. Sono sicura che senta benissimo perché se sente anche da lontano la musichina di un gioco corre a prenderlo. Non mangia ancora da solo ma a volte se gli porgo un biscotto lo rifiuta e se insisto lo prende e lo butta via. Quindi ci sono degli atteggiamenti un po’ contrastanti che non mi fanno avere ben chiara la situazione.
Vacca Boia, Apericena (FG)

Cara Vacca, il bambino mi sembra sano e sveglio. Prova è il fatto che ha già sviluppato la capacità di comprendere le rotture di cazzo e come comportarsi di conseguenza.

Salve sono un uomo di 43 anni e dopo 2 minuti di penetrazione ho già voglia di eiaculare vorrei sapere se ho bisogno di fare degli esami. Grazie Mille.
Corto Frenulo, Pioggia nel Pineto (LU)

Ben 2 minuti? A quanto ancora vuol arrivare? Comunque, la soluzione è semplice: faccia fare il grosso del lavoro a un altro e poi intervenga lei per concludere.

Non è che il ragioniere sia famoso solo perché è uno che conta

Vicino la scuola elementare che frequentavo c’era una tabaccheria. Rammento a malapena il viso della tabaccaia. Ho un ricordo però vivido della massa di capelli che aveva in testa, simile a un nido di rondine.

Madre mi mandava lì a comprare la merendina prima di entrare a scuola.
Nulla più che un pacchetto di crackers. È probabile non fosse molto salutare come merenda ma all’epoca non si badava molto all’alimentazione scolastica.

Avevamo cose più serie cui pensare, tipo invasioni periodiche di zecche nell’istituto o i rubinetti dei bagni che vomitavano fango.


Che comunque era più pulito della pelle di noi alunni.


Madre mi metteva la Mille Lire in mano e mi attendeva fuori. Un utile esercizio per imparare il valore del danaro e come fare i conti.

Ero un po’ riottoso all’apprendimento visto che puntualmente la tabaccaia mi inseguiva fuori agitata, perché

– Avevo dimenticato di pagare
– Avevo dimenticato il resto
– Avevo dimenticato i crackers
– Avevo preso tutto. Compresa la Mille Lire che avevo in precedenza posato sul bancone.

Il problema della distrazione durante le interazioni mi è rimasto dentro anche una volta cresciuto. Forse ce l’ho da quando sono nato ed era impossibile da correggere.

Adesso non dimentico più di pagare nei negozi. Anche perché non essendo più un bambino credo che mi rincorrerebbero con una spingarda.

Però magari lascio indietro un grazie quando andrebbe dato.
Non mi prendo un complimento quando meriterei.
Fallisco uno scambio di opinioni.

Una volta ho pure lasciato un preservativo in una ragazza. La cosa si risolse in breve tempo dopo un esame speleologico.

Adesso lei lavora per la SISAL, estrae numeri – da dentro di sé – per il SuperEnalotto, mentre il condom recuperato ha un programma su DMAX: Com’è fatta.

Non è che il giurista vada dal medico per esser certo di avere una sana Costituzione

Tempo addietro, a un imprenditore aeronautico locale furono assegnati i lavori di riqualificazione di una rotonda. In cambio ottenne la possibilità di piazzarvi in mezzo un modello di cacciabombardiere storico uscito dalle sue fabbriche, come elemento pubblicitario.

Un gruppo di cittadini protestò, in quanto la nostra città ripudia la guerra. Anche se metà della popolazione credo ignori il termine “ripudiare” e l’altra metà è sempre in guerra con qualcuno.

Le rimostranze non sortirono effetti perché a nessuno gliene cale né tanto né poco.

Una protesta più mirata a mio avviso sarebbe stata quella di puntare il dito contro la bruttezza dell’aereo. Perché brutto è, ma proprio tanto.

Io inserirei nella Costituzione italiana un emendamento contro la bruttezza:

L’Italia ripudia la bruttezza come mezzo di espressione delle proprie attività manifatturiere ed edili.

Ai creativi che vogliano proporre ardite soluzioni architettoniche dalla dubbia valenza estetica si potrà rinfacciarne la bruttezza agitando un saldo principio costituzionale:

– Lei non capisce, questo è design
– No, questa è merda. Si levi dai coglioni, la Costituzione lo impone!

“Il sonno della ragione genera gli ecomostri” (M2 Building – Tokyo)

Nello stesso periodo della caccia al caccia, un altro collettivo cittadino si presentò al Palazzo della Regione per delle rimostranze di matrice sociale.

Il loro intento era presentare delle firme per chiedere non ricordo cosa. Forse il ritorno del gelato gusto Puffo o l’obbligo di salviettine umidificate nei bagni dei locali per esigenze onanistiche.


Prima di ridere per quest’ultima proposta vorrei raccontare il caso di un conoscente cui, per un ecodoppler penieno, fu iniettato un vasodilatatore in sede locale.

Terminata la visita, il membro non smaltì per qualche ora successiva gli effetti del farmaco e così il conoscente, come tentativo di cura al suo priapismo, pensò di risolvere la cosa in maniera autonoma nei bagni di un pub. Quale fu la sua sorpresa nel constatare poi l’assenza di materiale per nettarsi nei suddetti bagni. E quale fu ancora la sua sorpresa nel constatare che l’atto manuale non aveva sortito effetti conservando il membro una certa tumescenza! Ma questa è un’altra storia.


Ebbi l’ardire di chieder lumi a uno degli appassionati esponenti di tale richiesta. Mi sentii dire:

– Sappiamo che non è ammissibile e la rifiuteranno, ma noi lo facciamo per far vedere.
– Ah.

È un po’ come se tu chiedessi di uscire a una ragazza che sai non uscirebbe con te neanche fossi l’ultimo uomo sulla faccia della Terra. Le amiche ti hanno detto che quella ti vede come il fumo negli occhi. Anzi, quando ti vede vorrebbe buttarsi del fumo negli occhi per accecarsi. E pur ammettendo che le amiche siano soltanto maligne e false, ricorda che una volta la stavi incrociando per strada e lei si è buttata in un cassonetto dell’umido per non salutarti e questo vorrà dir qualcosa. Ma tu ti presenti lo stesso a chiederle di uscire. Per far vedere.

Io comunque senza nulla toglier all’appassionato esponente non vidi nulla ma sono miope quindi sono giustificato.

In ogni caso proporrei un secondo sub-emendamento alla Costituzione, quello contro le azioni inutili:

L’Italia ripudia l’inutilità come mezzo di spreco delle energie pubbliche.

Il problema è che coordinato all’altro emendamento, quello contro la bruttezza, rimarrebbe forse ben poco di non ripudiabile.

E allora forse dovrei emendarmi io.

Non è che ti serva un artigiano per avere un bagaglio “a mano”

Sono riuscito a impacchettare tutto per il mio ritorno in Italia. Un grazie lo devo anche a Hajdeby: ci abbiamo veramente dato dentro insieme.

All’inizio ho avuto qualche difficoltà: il mio tubo era troppo grosso e non riuscivo a farlo stare perfettamente in posizione. Il risucchio comunque è andato poi che un piacere.

Hajdeby è la linea di sacchetti per sottovuoto IKEA.

Ora ho un intero armadio diviso tra valigia, zaino e borsa portacomputer.

Chiudere la valigia mi ha dato qualche problema. Uno dei vecchi sacchetti che avevo ha ceduto all’aria e ho temuto esplodesse lanciando i miei vestiti per la casa. Mi sono visto al rallentatore danzante tra boxer e t-shirt volanti come fiocchi di neve.

Fortunatamente non è volato nulla, a parte qualche invocazione ad Anubi perché dovevo ricominciare da capo.

Chiudere la valigia è come una guerra di posizione. Ogni millimetro di cerniera guadagnato costa sudore e sangue (dalle dita) e fatica. E sai che non devi mollare mai la presa perché rischi di dover tornare indietro e perdere più del doppio del terreno che avevi guadagnato.

Oggi ho avuto altri segnali che fosse veramente ora di levare le tende da questa città.

1) Ho perso l’abbonamento dei mezzi.

2) A casa poi ha bussato il postino che cercava il mio padrone di casa. Ho provato a dare spiegazioni ma non riuscivamo a capirci. Poi mi ha fatto:
– Sister?
– Eh?
E se ne è andato agitando le braccia. Probabilmente mi ha detto tu’ sorella.

3) Questo pomeriggio ero a un bar di Jaszai – Maródi Cukrászda, se ci passate. Ha delle buone torte – e un tizio al tavolino di fronte per un’ora buona ha tenuto in mano un piede della propria ragazza. Un piede attaccato al corpo, s’intende.

Bevevano il proprio shakerato, giocavano a un gioco con dadi colorati, chiacchieravano. E nel frattempo lei teneva il piede sinistro sulla mano sinistra di lui.

All’inizio pensavo lei fosse vittima di un infortunio e non potesse poggiare il piede a terra. Ma quando si sono alzati e lei ha infilato le ballerine, camminava normalmente.

Questo episodio di podofilia mi ha fatto capire di aver ormai visto e vissuto abbastanza qui e che fosse ora di andarsene, soddisfatto per il pieno di esperienze fatte. Quindi sono tornato a casa a terminare la guerra di trincea con la valigia di cui accennavo sopra.

Fa sempre strano chiudere la vita in un bagaglio.

A parte che suona anche macabro dire di avere la vita in un bagaglio. Per sicurezza, sul mio ho fatto un paio di buchi per farla respirare.

Non è che pianti una persona affinché cresca un po’

Una volta ho mollato una ragazza.

Detta così può far pensare a un triste momento. Pianti, recriminazioni, litigi, voli di piatti ed editoriali di Gramellini.

No, io l’ho proprio mollata fisicamente. Alla fermata dell’autobus.

Ero preoccupato di aver già troppo abusato del suo tempo, speso per portarmi in giro dato che non ero del luogo. Avevo il timore che non potesse rimaner fuori ancora a lungo e si sentisse in imbarazzo a dirmelo per non piantarmi lì.

Quindi per non essere mollato, ho preferito mollarla prima io alla fermata dell’autobus. Si fa sempre così.

In realtà poi c’è un’altra scuola di pensiero che prevede che invece di mollarla alla fermata dell’autobus avrei dovuto costringere lei a mollarmi alla fermata dell’autobus, ma a me non piacciono queste vili schermaglie.

Così, camminando, giunti alla tanto citata fermata dell’autobus, la scena è stata questa:

Lei: Dove vorresti andare ora?
Io: Beh…tu prendi l’autobus qui per tornare, giusto?
Lei: Oh…beh sì
Io: Ok…Cioè nel senso se devi andare…
Lei: Ah…Ok…allora io vado…

Visto che poi non mi sembrava volesse trattenersi, non l’ho trattenuta.

Visto che avrà pensato che la stessi cacciando, non si è trattenuta.

Poi il giorno dopo ci siamo chiariti chiarendo che siamo entrambi due imbecilli. Forse io di più ma il mio era un eccesso di gentilezza. E la gentilezza non è imbecille: è tonta.

È come quando ci si trova di fronte una porta a due ante e si incrocia qualcun altro e allora gli si tiene un’anta per farlo passare e lui tiene quell’altra per farvi passare e nessuno passa, salvo poi decidere entrambi di passare nello stesso momento e rischiare una collisione.

Quindi la soluzione è: essere irremovibili. Una volta che avete deciso che il tizio deve passare, voi rimanete piantali lì finché non decide di schiodarsi da quella cavolo di porta. Perché quel tizio lì è maligno: lasciandovi passare vuol mettersi in posizione di vantaggio e rivelarsi più gentile di voi.

Allo stesso modo, se per un equivoco, perché avete la testa piena di onanisti dediti all’onanismo mentale, decidete di mollare qualcuno alla fermata dell’autobus, siate coerenti e irremovibili nel difendere la vostra posizione di individui gentili che mollano le persone alle fermate dell’autobus e non permettete di farvi mollare!

Non è che il pugile non si lavi solo perché ha gettato la spugna

Salve, sono Gintoki, forse vi ricorderete di me per post come Non è che il palestrato riverente si alleni facendo le genuflessioni.

Sono andato in palestra a chiedere informazioni.

Quando sono entrato ho notato che mancava il pavimento. Ho pensato stessero in ristrutturazione, eppure quando c’ero passato davanti giorni addietro la struttura sembrava operativa. Che avessero deciso di chiudere sapendo del mio arrivo?

Prego? Mi fa la ragazza alla Reception
Ehm…siete aperti vero? Dico alludendo al non-pavimento
Sì sì, non farci caso
Un po’ difficile non farci caso (ri-alludo)…Comunque, posso avere delle informazioni?
Certo! Tanto per cominciare, questa è una palestra!
Ah e vedo che vi allenate nella simpatia
Prego?
Sì, dicevo sembra un posto simpatico…riguardo gli accessi?

E mi sventola davanti un foglio, dicendo che quelle sono le tariffe più basse di tutta Budapest.

Quando mi ha invitato a fare una ricognizione della palestra, ho capito il motivo di prezzi così stracciati. Anzi, straccioni.

I macchinari risalgono più o meno all’epoca Sovietica. Qualcuno è fuori servizio. Le barre di ferro dei sostegni dei tapis roulant sono così arrugginite che anche il batterio del tetano ha paura di prendersi il tetano. Le panche hanno i bordi smangiucchiati.

Ho detto che sarei ripassato. Magari insieme a qualche ispettore dell’ufficio igiene.

C’è un’altra palestra a 7 minuti a piedi da casa.
Non vi sono manco entrato perché la porta d’ingresso aveva i vetri così sporchi che non erano più trasparenti. Un foglio di carta scritto a penna indicava gli orari. Un cartello OPEN di quelli con le lucine a led verdi-blu-rosse che vendono i bengalesi era mezzo fulminato e recava la scritta PEN.
Se tanto mi dà tanto l’interno non doveva esser tanto curato.

C’è ancora un’altra palestra nella stessa zona. Questa è invece una di quelle iper professionali, con accesso solo tramite badge e scansione ottica, parcheggio riservato con taglio delle gomme di avvertimento quando non ti impegni abbastanza nell’allenamento.

Hanno una sorta di club fedeltà cui ci si può iscrivere. La presentazione sul sito sembra quella di una setta religiosa. In corsivo degli estratti:

  • Unisciti a noi e sarai un membro della comunità Life1. Saremo molto felici di darti il benvenuto tra noi.
  • Il nostro team ti ispirerà e motiverà a raggiungere i tuoi obiettivi di fitness.
  • Potrai essere un membro di una comunità energica e orientata al movimento.
  • Gli allenamenti regolari e il nostro gioioso team ti daranno la giusta energia.
  • I nostri club sono totalmente climatizzati e ricchi di luce naturale. L’ambiente è amichevole e confortevole.

Le macchine sono di ultima generazione, con schermo e connessione internet, allenamenti super personalizzati, con personal trainer così personal che ti seguono anche a casa per controllare se in cucina tu stia calibrando bene proteine e carboidrati.

La retta costa così tanto che credo alla fine sia semplice seguire un regime alimentare ferreo: se ti iscrivi non ti restano soldi per mangiare.

Infine, sempre nei paraggi, c’è una palestra di arti pugilistiche. Ma non so se sono pronto a essere tiranneggiato da un ex pugile magiaro come trainer. Non so perché ma l’idea non mi suona simpatica.

Quindi facciamo che per ora faccio footing sul lungoDanubio dietro casa.

Non è che un avvocato prenda un antiemetico contro il rigetto del ricorso


Per l’argomento trattato, questo post potrebbe dare il voltastomaco.


Un giovane ungherese medio – o da dito medio – vive il proprio weekend in questo modo: alle 21 è già ubriaco. Alle 22 si aggira per le strade in versione morto vivente. Alle 23 comincia a vomitare. Alle 24 in genere ricomincia a bere.

Il vomito non è fonte di imbarazzo e chi è colto da malessere non cercherà un posto appartato per liberare il proprio stomaco. Vero è che quando parte il conato – e anche il cognato e tutto il parentado – c’è poco da fare, ma il giovane di qui si libera senza remore dove gli capita. Occorre prestare quindi massima attenzione a possibili e improvvisi bombardamenti liquidi.

Se sei di sesso maschile – ma a volte anche di sesso femminile va bene – capita che qualche ragazza ubriaca ti cada addosso. I giovani di qui si accoppiano infatti in questo modo, si cadono addosso a vicenda attendendo che, come in una reazione atomica, lo scontro abbia degli effetti.

Un attimo dopo averla allontanata da te e rimessa in piedi alla bell’e meglio, vedrai la fanciulla cadente rigettare anche l’anima o qualsiasi cosa serbi nel suo intimo (che di sicuro comunque non è Chilly).

Allora realizzi che ti aveva preso per un cesso.