Il rischio di finir al tappeto per non aver un tappeto ti rende zerbino nei confronti dei negozi hipster

Premessa: Per la stesura di questo post sono stati scelti oggetti inutili provenienti da allevamenti certificati.

Succede che tu non abbia un tappeto scendidoccia. Che poi perché si chiami scendidoccia non mi è chiaro, visto che la doccia non è posizionata in alto. Sarebbe più corretto dire “escidoccia”. Fatto sta che, sia che tu scenda o che esca, ogni volta che fai una doccia ti allunghi in posizione yoga per prendere l’asciugamano, asciugare un piede, posizionarlo nella pantofola, ripetere tutta l’operazione con l’altro piede cercando di non scivolare lungo per terra.

Succede che ti ricordi di non avere uno scendidoccia mentre sei all’interno di Tiger, la catena della paccottiglia hipster (chi dice il contrario dovrebbe dare un’occhiata a quanti baffi arricciati decorativi ci sono: baffi-spugna, baffi di gomma, baffi decorativi per bicicletta, baffi per camuffarsi).

Succede che il summenzionato negozio abbia delle solette di plastica scendidoccia massaggianti al modico prezzo di 3 euro.

Mh! Meno di un tappetino, che, tra l’altro, sai quanti batteri ospita sulla sua superficie? E poi sono solette massaggianti!

Mi sono reso conto in un momento successivo che forse fossero progettate per le donne. La foto di un piede con lo smalto rosso sulla confezione doveva significar qualcosa. O anche il fatto che potessero trasformarsi in infradito con un fermaglio a cuoricino.

Dato che, inoltre, avevo un altro euro che mi pesava nella tasca, ho deciso di investirlo in questo gradevole avvolgiauricolari gommoso, che puzza come le sorpresine di plastica incluse nelle buste di patatine che compravo da bambino e che, da buon incauto acquirente, acquistavo appunto solo per il regalo in esse contenuto.

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Si accettano scommesse tra quanto tempo getterò via le solette massaggianti e l’animale gommoso.

Non mi capita spesso, per fortuna, ma sono uno propenso a quello che definisco l’incauto acquisto. Cioè il comprare una cosa sostanzialmente inutile che però credi che ti serva senza provvedere prima ad accertartene.

E voi fate incauti acquisti?

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Cara micosi ti schivo

Un normale pomeriggio urbano, un autobus discretamente pieno. Alla fermata salgono due 40-45enni. Uno sembra aver molto cura del proprio aspetto. Capello tagliato di fresco e una mosca minuscola sotto il labbro inferiore: un moscerino. Pelle curata, brillantino al lobo sinistro. Si regge alla sbarra, poi toglie la mano e si guarda il palmo dove ha un vistoso cerotto. Racconta all’amico, che sembra un Umberto Smaila abbronzato, del fastidio della ferita al palmo e del rischio di infezione che si corre andando in giro. L’amico fa una battuta sulla necessità di farsi un’antitetanica dopo essere saliti su un autobus. Lui risponde:
– Tu ci scherzi, ma sai quante micosi da contatto si prendono sui mezzi pubblici?

Lascio la sbarra e mi guardo la mano, perplesso.

Un altro pomeriggio urbano. Un autobus turistico parcheggiato in uno spiazzale. La porta centrale è aperta, una turista dai tratti centro-est europei è seduta sui gradini interni. Parla con un’amica seduta sul marciapiede e, nel frattempo, si sfila le scarpe e si spalma una crema sui talloni. Mentre con le mani lavora a un piede, l’altro, nudo, lo appoggia comodamente sul marciapiede. Poi, terminato il lavoro, prende il primo piede e lo appoggia per terra, così com’è tutto spalmato di crema per una bella panatura di asfalto.

Avrei voluto che assistesse alla scena il nostro passeggero “micosi da contatto”.

Poi ho riflettuto. All’estero credo non abbiano molti problemi con le micosi, vista la loro familiarità col contatto tra epidermide e qualsiasi tipo di superficie. Ricordo ragazze inglesi passeggiare al mattino a piedi nudi nella hall di un ostello (dove credo che straccio e detersivo per pavimenti nelle aree comuni fossero innovazioni tecnologiche non ancora pervenute), per poi buttarsi in pigiama (se un paio di calzoncini inguinali senza mutande sotto si posson definir un pigiama) su un divano che una volta doveva essere rosso ma che anni di sudiciume avevano reso nero.

Secondo me il segreto è quella stessa cosa che ci dicevano (o ci dicevamo noi stessi) da piccoli: fa anticorpi. Mangi la patatina fritta caduta per terra? Fa anticorpi. Giochi rotolandoti per terra? Fa anticorpi.

Io ad esempio sono cresciuto così. Giocavo nel terreno. E sottolineo “nel”, perché scavavo delle buche e poi mi ci immergevo in esplorazione. Quando la calura estiva seccava la terra e la rendeva polverosa, a volte ci nuotavo dentro. Forse prima di capire di essere un gatto credevo di essere una talpa. Avrò fatto anticorpi, tant’è che non ho mai avuto problemi epidermici.

Secondo me le nuove generazioni hanno così tante allergie e intolleranze rispetto a chi li ha preceduti perché, oltre a essere peggiorata la qualità ambientale, da piccoli ci si sporca molto di meno. Tra un po’ negli asili nido daranno da bere acqua e amuchina nel biberon.

D’altro canto, soffro molto invece i malanni di stagione e pure quelli fuori stagione: mal di gola, raffreddori…Ho un sistema immunitario debole.

Dubbio orrendo: sarà perché non ho giocato nella neve e fatto anticorpi?