Non è che per la cozza dispersa ci sia il monumento al Mitile Ignoto

Di recente sto avendo disavventure con le donne, come ho raccontato qui e qui. Entrambe le brutte esperienze si sono verificate tra i boschi. Ho così deciso, questa domenica, di passeggiare verso il mare, con la speranza che il pelago mi tenesse lontano dai guai.

Mentre osservavo due pesci gemelli (i dentici) deridere un pesce sega perché invece di trovarsi uno straccio di compagna è sempre dedito a piaceri solitari, mi sono distratto udendo il parlottare di una ragazza.

Mi sono voltato e ho visto una marinaia. Come mi sono reso conto che fosse una marinaia? Dal fatto che facesse promesse a tutti i passanti. Anche quelli delle cinture.

Ehi tu! Ti amerò per sempre! diceva rivolta a un ragazzo. Signore, mi presta del denaro? Glielo renderò di sicuro! e così via.

Incuriosito, mi sono avvicinato.

– Scusami, posso chiederti perché fai tutto ciò?
– Non trovavo lavoro e allora un giorno un’amica mi ha suggerito di intraprendere questa attività.
– Anche la tua amica fa promesse da marinaia?
– No, lei fa la parrucchiera. Che c’entra?
– E allora perché ti ha dato questa idea?
– Perché lei ti mette cose strane in testa.
– Ah.
– E comunque mi piace quel che faccio. È in linea con i miei ideali. Sai, io sono luogocomunista.
– Ma dai. Esistono ancora i luogocomunisti?
– Se esistono? Ma dove vivi? Siamo dappertutto. Partiti, tv, radio, giornali, pizzicagnoli. Per strada. Basta che ascolti la gente parlare e capisci quanti ce ne sono. Di’, mi stai ascoltando?
– Ah sì sì. Tutto vero.

Non la stavo ascoltando. La mia attenzione era attratta dal suo vistoso attaccapanni. Potrei sembrare una persona superficiale e forse lo sono, ma non si vede tutti i giorni una marinaia con davanti due bei chiodi così.

– Senti bello, per tagliare corto visto che le tue storie stanno diventando noiose, perché non mi inviti a pranzo? Prometto che lavo io i piatti.

Mi ha detto un po’ brusca.

Com’è come non è, è venuta con me a casa. Lei e anche uno scoglio che mi sono portato via come souvenir. I cittadini del villaggio sul mare dove ho incontrato la marinaia erano molto generosi, mentre mi allontanavo veloce con lo scoglio preso dal loro mare mi lanciavano addosso altri rocciosi souvenir. Li ho ringraziati ma non avevo spazio per portarli via.

Ecco dunque la mia squisita ricetta degli spaghetti allo scoglio!

1) La prima cosa da fare è pulire per bene i frutti di mare. Io avevo anche delle freschissime arance colte da un albero sulla scogliera e qualche limone di Costiera. I migliori frutti di mare che avessi visto.

2) Mettete delle vongole e delle cozze a mollo a spurgare. Aggiungete qualche goccia di Guttalax così siete sicuri che si spurghino bene e in fretta. Gettatele in un tegame con dell’olio ben caldo e coprire con un coperchio. Questo dovrebbe far aprir loro le vulve. Tenete lontani i bambini anche se all’età loro ormai al giorno d’oggi chissà quante ne avranno viste.

3) Fate insaporire in una padella dell’olio insieme a dell’aglio spremuto per bene da uno strozzino. Quando il tutto è ben caldo unite dei calamari. Io ne avevo di toscani: erano alamari, così freschi che erano ancora attaccati alla giubba.

4) Fate sgocciolare dei pelati. Assicuratevi che non sgocciolino fuori dalla tazza come fanno invece tutti i maschi.

5) Aggiungete po’ di scampi puliti e un che dio ce ne scampi! che è di buon augurio per la riuscita del piatto.

6) A questo punto avevo perso di vista il procedimento, ma sono quasi certo che bisognasse unire tutto tanto alla fine tutto nel piatto deve finire: frutti, pelati, vulve, olii, aglii, alamari, che dio ce ne scampi.

7) Regolatevi a piacer vostro con sale, pepe e peperoncino. Poi se berrete come cammelli tutta la notte son fatti vostri.

8) Unite lo scoglio che avevate messo da parte. Se non entra nel tegame sbozzatelo con uno scalpello. Conservate quel che avanza in luogo fresco e asciutto, sennò finisce che va a mare.

9) Scottate la pasta. Se fa ahia è al punto giusto.

10) Unite la pasta al tegame con tutto il resto. Aggiungete il liquido di cottura delle vongole e delle cozze che avevate messo da parte in precedenza. Non l’avevo detto prima perché l’avevo dimenticato. Quindi sono andato in un ristorante di pesce a farmene dare un po’. Mi hanno detto che era come nuovo, ha girato solo una settimana in cucina.

11) Saltate la pasta. Ventrale o alla Fosbury, scegliete voi. Ricordate solo che dopo 3 errori siete squalificati.

12) Dovreste decorare con del prezzemolo. Io lo odio ma me lo son ritrovato davanti lo stesso. La luogocomunista ha annuito compiaciuta.

12) Servite.

Alla fine la marinaia luogocomunista ha gradito. Il sesso, intendo. La mia ricetta non l’ha manco guardata di striscio. I piatti poi ovviamente non li ha lavati. Che altro c’era da aspettarsi.

Però mi ha lasciato il suo attaccapanni.

Proprio dei bei chiodi. Dite, ma voi mica pensavate a dei capezzoli? Certo che siete dei pervertiti.

Annunci