Manifesto del Partito Gattocratico

Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro della gattocrazia.
È ormai tempo che i felini espongano apertamente in faccia a tutto il mondo il loro modo di graffiare, le loro fusa, le loro code, e che contrappongano alla favola dello spettro della gattocrazia un manifesto del partito stesso.
Cat Marx

Come avevo preannunciato qualche post fa, ritengo che attualmente l’unica via possibile e percorribile nello scenario politico odierno sia l’instaurazione di una Gattocrazia. Credo che i tempi siano maturi per questo processo e sto quindi cominciando a costruire il progetto per il Partito Gattocratico, per uno Stato felino e ronfante e che abbia come religione di Stato il Gattolicesimo.

Queste sono delle bozze dei manifesti che nei prossimi mesi verranno affissi in giro per l’Italia:

gattonare

gattogobba

tasse

A breve comunicherò tempi e modalità per la campagna di tesseramento. Diffondete il verbo (cioè il “meow”).

Mettiamo fieno in cascina

 
E anche oggi è andata, abbiam fatto un altro esame, portiamo a casa un bel 28 in storia contemporanea. Come al solito sono stato l’ultimo ad essere chiamato, e invece, poi, di capitare col professore che era tranquillo e ti teneva 10 minuti – un quarto d’ora al massimo, sono finito con l’assistente, che faceva durare un esame una quarantina di minuti. Ma dato che ero l’ultimo e volevan sbaraccare, mi ha sbrigato subito, son stato fortunato.
 
Certo è stata dura, mi ha fatto una serie di domande, tutte sullo stesso tema, che col programma c’entravano, ma erano tutte proprio specifiche, e un paio credo manco ci fossero sui libri. Mi ha chiesto:
 
 
– I partiti comunisti dell’Europa centro-orientale (esclusa quindi la Russia) come erano organizzati, in che modo svolgevano la loro attività
 
– Quali regimi autoritari, sempre nell’Europa centro-orientale, si opposero a tali partiti
 
– Sempre in questa benedetta Europa centro-orientale, come, tali partiti, arrivarono al potere
 
– Cos’è il Cominform, e a quali Paesi appartenevano le segreterie dei partiti comunisti che vi partecipavano
 
– In che occasione ci fu in Italia la scissione tra socialisti e comunisti
 
Al che io ho risposto al congresso di Livorno, la sapevo di mio, non perchè l’avessi trovato sul libro, mi ha chiesto in che anno: io ho buttato a caso, 1912. Lui mi fa “No! In quell’anno ci fu il congresso di Reggio Emilia del partito socialista. Cosa successe in quel congresso? L’ala massimalista chi cacciò dalle fila del partito?”………mboh (non ho detto mboh, ovviamente, nella mia testa si è formata magicamente questa parola)…
 
– La Jugoslavia di Tito
 
– Boulanger, chi era (unica domanda che non c’entrava col resto, tra l’altro me l’ha fatta mentre già mi metteva il voto)
 
 
 
Meno male che m’ha messo 28, comunque, potevo vedermela brutta…certo che se sapevo dirgli chi era sto tizio (Ivano Bonomi..lo conoscevo anche, ma sta cosa dell’espulsione non la sapevo) che fu espulso, potevo avere qualcosa in più, ma tant’è, oramai è andata.