Non è che sia meglio Han Solo che Maul accompagnati (SPOILER!)

SPOILER SPOILER SPOILER


Sì, sembra che ci siano spoiler sull’ultimo Star Wars, qui.


Anche se, essendo ormai uscito da due settimane, lo spoiler dovrebbe essere in prescrizione. O no?


QUESTO POST POTREBBE URTARE LA SENSIBILITÀ DEI FAN DELLA SAGA


Sono anche io un sagaiolo, però il mio spirito polemico vince sempre.


Ho visto il Risveglio della Forza e ho messo insieme alcuni pensieri sparsi che mi sono venuti in mente durante (e dopo) la visione del film.

Considerazioni che, metto le mani avanti, sono smentite da qualunque altro commento che ho letto in rete – finalmente posso disinstallare il bloccaspoiler da Chrome – da parte di appassionati entusiasti per i quali le opinioni divergenti sono confutabili così:

– Non hai capito niente
– Vai a vedere Checco Zalone, vai
– Che film hai visto??
– Ma stai zitto
– Quanto ti ha pagato Renzi, eh?!!!1!!11!!!!

Amenità a parte, comprendo il perché stia facendo record di incassi. Ho visto tanti occasionali al cinema. Potere della Disney.

Mark Hamill negli anni era diventato un barilotto, ch’io ricordi. Non devono essere riusciti a farlo dimagrire, perché, quando compare alla fine, è inquadrato da lontano coperto da un saio (di sicuro sotto c’era una controfigura!) e poi è mostrato in primo piano dal petto in su. Consiglio una panciera. Ah, già la indossava?

Protesta, bordello, si fa un po’ di casino bella raga

Kylo Ren è un adolescente brufoloso ed emo-tivo, che se poi s’arrabbia rompe tutto perché Cioè figa bordello raga cioè spacchiamo tutto.

In quanto adolescente brufoloso ed emo-tivo, Kylo deve rafforzare la propria scarsa autostima esprimendo voglia di figosità repressa con qualche orpello estetico. L’abbiamo fatto tutti. Io da adolescente andavo in giro con le catene sul braccio, figuriamoci se non lo capisco. Poi lui ha l’aggravante di un padre che in età da pensione fa ancora il pirata spaziale sbarazzino. Ecco che quindi si mette un ridicolo caschetto e va in giro con una lightsaber con la guardia fatta di laser. Figa, eh. Ma a che serve? Non ti tagli una mano quando la impugni?

Mi ha fatto rimpiangere il buon vecchio Darth Maul: lui era stato furbo. Tù is megl che uan: prese due spade.

© Leo Ortolani

Ho avuto la sensazione che senza Han Solo il film sarebbe stato più scadente. I nuovi personaggi non è che mi abbiano preso molto. O forse gli eventi sono corsi in modo così veloce che i protagonisti non stavano loro dietro. Invece di Han sai già che è Han Solo, sai che farà un paio di battute, dirà un paio di cose burbere, salverà la baracca con qualche trovata, insomma è come andare in quella trattoria dove alla fine sai che mangerai sempre la stessa cosa ma ti tratteranno bene e a poco prezzo.

E sarò onesto: Harrison Ford anche a 153 anni è un bell’uomo.
A parte la mascella che un po’ gli casca col labbro che gli pende a sinistra. Secondo me a ogni “ciak” c’era una truccatrice addetta ad asciugargli la bava che gli colava dalla bocca.

Secondo me l’hanno ucciso perché girare i prossimi film facendo frequenti pause-toilette (si sa la prostata causa problemi) avrebbe fatto slittare l’uscita dei film nel 2017 e nel 2019.

Scusa non mi distrarre, mi sto concentrando per spararmi le pose mentre cammino in modo figo in mezzo al deserto

Tra le cose che mi hanno lasciato perplesso è come sia possibile che Rey, che, a quanto ho capito, fino a poco prima credeva che quella dei Jedi fosse una favola, all’improvviso si metta a utilizzare la Forza. E senza aver mai toccato una lighsaber riesca a combattere alla pari – o a tratti in modo superiore – con uno che un addestramento l’ha ricevuto.


Sì, se vogliamo anche Luke diventò dal nulla abilissimo a parare colpi con la lightsaber a bordo del Millennium Falcon, bastarono solo un paio di consigli di Obi-Wan. Ma, appunto, almeno qualcuno diede consigli!


L’attrice che interpreta Rey (Daisy Ridley, che secondo me manco si chiama Daisy ma la Disney le ha imposto di cambiare nome*) è del 1992. Ancora non mi sono abituato all’idea che una nata negli anni ’90 sia maggiorenne. Per me sono tutte delle nipoti di Mubarak.


* Daisy è il nome americano di Paperina.


BB-8, il nuovo droide, è Wall-E.

Ha gli stessi atteggiamenti, fa le stesse cose pucciose.

Tanto è sempre roba Disney: se nel prossimo Star Wars vogliono metterci un clone di Capitan America, chi può dir loro nulla?


Abbiamo capito, inoltre, che è carino vedere in azione il droide rotolante. Magari una volta, due al massimo. Era necessario riservargli così tante inquadrature inutili che non fanno altro che mostrarlo mentre rotola? Ma tanto nell’epoca del food porn e dei gattini un droide che rotola ha quel mix di nerdoso e carino che tanto piace.

Esiste anche in vendita un modellino in scala che è uguale. Sapete quali sono le sue funzioni? Rotola. E poi? E poi basta: finalmente un modellino che è completamente uguale all’originale. Così come avviene nel film, rotola soltanto. 

Carino, vero? 170 euro su Amazon.

Con 25 euro dopo aver mangiato sino a scoppiare nella trattoria di Giggino il sozzone posso rotolare meglio.


In conclusione, questo film è un’operazione marketing per nostalgici. Difatti, le cose che non mi hanno turbato sono tutte idee riprese da VT (Vecchia Trilogia: si sa che le fonti sono VT e NT, Nuova Trilogia) e riproposte. E forse è il motivo per cui questo film non sia uscito una cagata come NT e si è cucito bene con VT.

Forse con la riproposizione si è però un po’ esagerato: è mai possibile che siamo alla terza Morte Nera (o quel che era nel nuovo film) e tutte e tre siano finite distrutte e che ci sia sempre un buco vulnerabile dall’esterno che è il punto debole dell’intero sistema? Non sarebbe il caso di cambiare ingegnere? Con tanti laureati che sono a spasso è una vergogna.

Da un punto di vista meramente tecnico, il film è uscito benissimo. Non ho avuto quella spiacevole sensazione di posticcio digitale, freddo e asettico come un laboratorio della Lines dove viene sintetizzato il lacti-fess.

Vorrei scrivere comunque andate a vederlo, ma non posso perché, caro lettore, se sei arrivato a leggere sin qui vuol dire che l’hai già visto, se invece non l’hai visto vuol dire che non sai leggere perché sopra c’era scritto spoiler, quindi vuol dire che non hai letto nemmeno l’invito ad andarlo a vedere. Se invece non te ne frega nulla e hai letto per pura curiosità, in ogni caso allora non andrai a vederlo. Grazie quindi per avermi fatto sentire inutile, sei proprio dispettoso come un Kylo Ren!


Se volete leggere qualcosa di meglio, consiglio Leo Ortolani, da cui ho preso la vignetta più sopra
https://leortola.wordpress.com/2015/12/25/star-wars-vii-mi-risveglio-a-forza/


 

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Non è che ti basta ago e filo per attaccare bottone con una donna

Sottotitolo: I dolori del giovane W..

Mi capita spesso di intrattenermi a parlare col giovane W..
O meglio, non è che con W. ci si fermi: è lui che comincia a parlare appena entri nel suo raggio d’azione.

I suoi racconti partono spesso con “I met a girl”* e fin qui potrebbe sembrare normale.


* Pur parlando bene italiano preferisce chiacchierare in inglese che parla molto meglio, col suo accento di Brooklyn – pur essendo palestinese e non avendo mai visto l’America – e la gestualità tipica dei Soprano.


Tuttavia, dato che è molto religioso e considerato che l’Islam vieta qualsiasi tipo di contatto sessuale fuori dal matrimonio, le sue storie finiscono sempre in malo modo: le donne a un certo punto si stancano delle fase ‘bacini-bacetti’ e quando lui dice di non andare oltre è costretto a rompere la relazione.


A questo punto della storia alla maggioranza dei maschi che ascolta in genere partono improperi e bestemmie varie.


La domanda a questo punto sorge spontanea: se è ferrea la convinzione di seguire una via ascetica, perché continuare a fare conoscenze, scambiare messaggi, uscire con le donne?

La sua risposta è che avverte il bisogno del contatto (non sessuale) con una ragazza: parlare, abbracciarsi eccetera.


A questo punto della storia invece la maggioranza delle donne che la ascolta in genere esclama “Ooh che tenero”.


Una volta mi ha raccontato che una sera è andato in un disco-bar per trovare qualcuna con cui chiacchierare.

Non mi sembra proprio il luogo ideale, tant’è che aveva fermato una tizia che poi a un certo punto gli si è buttata addosso.

Ieri sera ho visto, passandoci davanti, il suddetto disco-bar: è praticamente un ritrovo di giovani turiste americane o inglesi e mi ha dato l’idea che in effetti il rimorchio lì sia molto facile e che uno sguardo non sia ricambiato con l’occhiata infastidita “Cazo guardi?” (Ibrahimovic dixit).


Mi capita spesso di ricevere un’occhiata simile, e nella maggior parte dei casi non per uno sguardo interessato: il fatto è che io mi incanto a guardare la gente. Osservo come si muovono, come parlano, cerco di capire cosa facciano nella vita e che persone siano. È uno dei modi per passare il tempo nelle sale d’attesa o sui mezzi pubblici.


Anche se i tacchi a squillo ingannano, l’età delle frequentatrici del posto credo possa renderle eleggibili come nipoti di Mubarak (ammesso che Mubarak abbia nipoti bionde e con la mascella ipertrofica).

W. comunque è un ragazzo sveglio e intelligente e, oggettivamente, anche ben piazzato fisicamente: 1.85, spalle ampie, tipico torso a triangolo rovesciato.


Anche io volevo essere un triangolo: purtroppo son venuto fuori scaleno e a volte un po’ ottuso.


Ma sono convinto che la facilità di approccio di W. sia connessa anche alla sua non-pericolosità. Come cantava il pittore Cimabue, Le donne lo sanno: percepiscono le intenzioni di qualcuno e il fatto che lui si avvicini con l’interesse soltanto di parlare ispira più fiducia e induce all’apertura.

La seconda domanda che sorge spontanea a questo punto è: possibile che non abbia mai vacillato? A tal proposito mi disse che una volta gli venne la tentazione, ma in quel momento qualcosa non ha funzionato. Lui l’ha interpretato come un segno che stesse facendo qualcosa di sbagliato.


C’è chi lo chiama Dio, chi lo chiama peperonata sullo stomaco, io la chiamo ansia da prestazione; insomma alla fine la natura è bastarda come ben sapeva Giacomo Leopardi.


Stavo comunque pensando che nella zona dove abito a Roma è pieno di suore, anche giovani: un giorno di questi lo porterò con me così potrà farsi tutte le chiacchierate femminili che vuole senza timore di dover cadere in tentazione.
Si spera.