Non è che Dante quando cucinava si fermava “nel mezzo del cumino”

Stamattina una signora è svenuta in treno. Un calo di pressione.

Spero non accada mai a me di sentirmi male in treno, perché con tutte le persone intorno desiderose di esser utili si rischia seriamente la salute.

1) Uno che ti afferra i piedi e li tira con uno strattone lussandoti l’anca,
2) Gente che si accalca intorno rubando ossigeno;
3) Uno che grida “Fate respirare, fate spazio!”;
4) Gente che si allontana per poi riavvicinarsi di nuovo e riprendere a rubare ossigeno;
5) Gente che comincia a estrarre da borse e zaini: caramelle all’anice, gomme alla menta, Goleador, crackers salati, Twix, Mars e Bounty, gallette di riso, ficcandotele in mano e dicendo Mangia qualcosa! Mangia qualcosa!;
6) Gente che in mancanza di cibo tira fuori medicinali a caso, Oki, Aspirina, Aulin, pillole anticoncezionali;
7) Gente che in mancanza di cibo e medicinali tira fuori bottiglie d’acqua dicendo Bevi! Bevi!. I più sadici ti mettono la bottiglia direttamente in bocca costringendoti a un waterboarding (non cercatelo su Google se siete impressionabili);
8) Gente che le bottiglie di acqua cominciano a mettertele sui polsi, dietro il collo, sotto le ascelle;
9) Gente che vedendo che la propria acqua non viene utilizzata né per bere né per rinfrescare te la spruzza in faccia;
10) Gente che ti parla contemporaneamente nelle orecchie: chi ti chiede se vuoi un’ambulanza, chi ti chiede se bisogna chiamare qualcuno, chi ti chiede se soffri di malattie cardiache, chi ti chiede se questo è il treno per andare a xyz. Non sapendo a chi rispondere rimani disorientato e le persone pensano che tu stia in stato confusionale per lo shock subìto;
11) Quelli che sentendosi inoperosi danno il proprio contributo al clima di solidarietà generale lamentandosi, perché Qui è tutto uno schifo, questi treni sono una vergogna, i trasporti sono una vergogna, l’Italia è una vergogna ma nessuno dice niente. Magari aggiungomo due parole pure sugli immigrati ché stanno sempre bene con tutto un po’ come il cumino che a Masterchef inseriscono in qualunque cosa.

Credetemi: star male in pubblico non è un grande affare. Ammalatevi a casa vostra!

 

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Non è che uno specchio sia stupido se non riflette bene

Non parlo quasi mai di politica qui, anche perché, a prescindere di come la pensano gli altri, a prescindere non mi piace sapere come la pensano gli altri.

Ci sono però delle volte alcune cose che mi offrono spunti di riflessione.

Un politico italiano, ad esempio, ha scritto questo su facebook:

La cosa mi ha fatto parecchio riflettere. E ho riflettuto su tutte le cose che mi fanno parecchio riflettere e così le ho messe in una lista perché non si sa mai se qualcun altro potrebbe parecchio riflettere sulle mie riflessioni.

10. Bruxelles/Strasburgo: nelle stesse città il Parlamento Europeo e politici italiani che ricevono lo stipendio pur non presenziando mai. La cosa fa parecchio riflettere.

9. Norvegia: nello stesso Paese il primato nella produzione di salmone d’allevamento e il killer di Oslo. La cosa fa parecchio riflettere.

8. Groenlandia: nello stesso Paese gli inuit e un alto tasso di suicidi. La cosa fa parecchio riflettere.

7. Toscana: nella stessa Regione i natali di Dante Alighieri e del Mostro di Firenze. La cosa fa parecchio riflettere.

6. Perugia: nella stessa città l’Eurochocolate e Amanda Knox&Raffaele Sollecito. La cosa fa parecchio riflettere.

5. 1985: nello stesso anno sono nato io e una clamorosa ondata di gelo ha travolto l’Italia. La cosa fa parecchio riflettere.

4. USA: nello stesso Paese Scarlett Johansson e l’incontrollata diffusione di armi. La cosa fa parecchio riflettere.

3. Estremo Oriente: nella stessa area geografica il sushi e un tizio con un taglio di capelli orribile che gioca con razzi di cartapesta. La cosa fa parecchio riflettere.

2. Uretra maschile: nello stesso condotto il passaggio dell’urina e dei cromosomi trasmessi ai figli. La cosa fa parecchio riflettere.

1. Internet: nella stessa rete la presenza di vastissime fonti di informazione e la presenza di tanti minchioni. La cosa fa parecchio riflettere.

Potrebbe andare avanti a piacimento ripartendo da capo, ma mi fermo qui. La cosa fa parecchio riflettere.

Non potresti lasciar perdere, qualche volta?

Lo so, il titolo non contiene alcuna freddura o gioco di parole, ma è una esplicita invocazione.

Per chi? Ma per Madre, ovviamente.

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Madre ha un dono: la contestazione subdola. Quella che non è una critica aperta – della serie “Per me stai sbagliando” – ma un sottile invito alla riflessione. Sulla base di una critica.

Ad esempio, Madre ha offerto degli interessanti spunti riguardo il mio trasferimento ungherese.


Forse sto diventando monotematico nei post, ma questo è il mio argomento personale al momento. Non ho gatti qui né donne di cui parlare! Forse domani mi riduco a discutere del Natale. A modo mio, ovviamente.


Sul lavoro:
– Ma quindi questa società è ungherese?
– Italo-ungherese. Infatti hanno una sede anche a Firenze.
– E non potevi farti mandare là?
– …
(Madre che forse pensa io sia un imprenditore tipo Bruce Wayne o Tony Stark e quindi non sono gli altri che scelgono dove io lavori, sono io che decido dove, come, se e quando lavorare)

Sul viaggio:
– E con chi parti?
– W!zz Air.
– E non potevi prendere un’altra compagnia?
– …
(Madre che l’unica compagnia aerea che conosce è l’Ah! L’Italia)

Sulla casa:
– Quindi questa casa che hai trovato è da condividere?
– Sì, te l’ho detto. Ha due stanze, l’altra la vuole una ragazza.
– E non potevi cercare una casa solo per te?
– …
(Madre che pensa che qualsiasi altra persona in casa che non condivida il tuo codice genetico porti malattie sconosciute)

Tra parentesi, ho dato un’occhiata a due case “solo per me”. La prima era quella della simpatica coppia, il marcatore di territorio e la bambolina amanti dei gatti. Un bugigattolo con qualche problema di umidità, anche.

La seconda l’ho vista ieri mattina, attualmente occupata sino ai primi di dicembre.

Quando la proprietaria ha aperto la porta, mi si è parata davanti una cagnetta, dietro alla quale, sicuramente appena svegliatasi, è comparsa poi una tedesca rossiccia.


In realtà non le ho chiesto da dove provenisse, ma dal viso sembrava tedesca. Poi magari poteva anche essere di Casalpusterlengo e fingere di essere di altrove.


Era incredibile lo stato di disordine e sporcizia in cui aveva ridotto il tutto. Stamattina la proprietaria, evidentemente avendo colto sul mio volto – che rima! – qualche mia perplessità, mi ha scritto dicendo “Hey, ho chiesto alla ragazza di sistemare l’appartamento, se magari vuoi dargli una seconda chance per un’occhiata”.

La cosa più divertente è stata quando lei – la proprietaria, sempre – ha aperto il ripostiglio-guardaroba per mostrarmi quanto fosse spazioso e dietro la porta sono apparse una decina di bottiglie di vodka vuote e 4-5 bottiglie di un altro liquore che non ho avuto il tempo di identificare. Beh spazioso per lo stoccaggio dei vuoti da riciclare lo è!

Facciamo che non ci voglio vivere in una casa che ha visto degli erasmus.
Almeno quella che ho trovato con l’asiatica è stata appena rimessa a nuovo e sugli erasmus è vergine.

La casa, l’asiatica non so.

Non è che la Regina, il Principe etc. sotto l’albero siano i regali di Natale

Pensavo fosse ancora presto. A dire la verità neanche ci pensavo, fingendo di ignorare il problema. Invece stanno per arrivare, lo sa anche Gandalf, visibilmente preoccupato.

Roma. Via del Plebiscito. Ore 20.

Ho visto una vetrina addobbata a tema natalizio, con tanto di albero.

Forse non è neanche la prima, di certo a breve seguiranno le altre.

Non ricordo più quando il Natale ha cominciato a iniziare quando lo decidono i negozi. Forse è sempre stato così e non vi ho mai fatto caso. Da bambino credo che comunque il lungo periodo natalizio partisse quando lo decideva la tv.

In compenso ricordo benissimo che in casa da qualche anno inizia quando Padre comincia a lavorare al presepe. Ogni volta ne costruisce uno lui pezzo per pezzo, interamente in sughero. Si è specializzato nel ricreare piccoli borghi medievali in cui inserire la natività. Di anno in anno il lavoro diventa sempre più certosino e quindi deve iniziare sempre prima. Quest’anno credo sia partito ad agosto.

Qualcuno domanderà: ma che problema hai col Natale?
Nessuno, proprio nessuno. Mi sta simpatico e conosco uno che si chiama Natale, delle nanerottole che andrebbero benissimo come aiutanti di Babbo Natale e poi mi piacciono gli alberi.


Agli italiani non bisogna toccare le luci di Natale, l’Italia (ma solo all’estero perché in Italia invece ne parlano sempre male) e il cibo.


È questa cosa del tempo! Non fate correre il tempo! Che problema avete? Perché affrettate le cose?!

A proposito di tempo: sarà stata una coincidenza, ma la vetrina natalizia l’ho avvistata proprio oggi che la temperatura è scesa in maniera sensibile. Per la prima volta, dopo lungo tempo, ho avvertito una punta di fresco.

So che c’è gente che si imbacucca già come se dovesse partire per una spedizione per l’Antartide, ma io un problema con la regolazione della temperatura corporea interna. Avverto il caldo molto facilmente. Ingerire cibo aumenta inoltre istantaneamente la mia percezione del calore. Sono una centrale termica, in pratica.

È per questo che da ottobre e per i mesi successivi – fino all’arrivo delle ondate siberiane – mi vesto a cipolla.
Nel senso che il mio stile fa piangere.

Il latte alle ginocchia è da lunga conversazione

Il segreto per una conversazione inutile è: avere sempre una frase di circostanza da inserire nel discorso che permetta di poter ricevere l’apprezzamento del vostro interlocutore.

Eravamo in treno da Wien Hauptbahnhof a Bratislava Hlavnà Stanica e, mentre mi interrogavo su quale dei due nomi fosse il più difficile da pronunciare, una signora sul sedile di fianco ci ha attaccato bottone per scucirlo soltanto all’arrivo, cioè dopo un’ora.

Dopo alcune commenti generali sul fatto che le cose sembrano funzionar meglio in Austria, si è entrati nel classico discorso che fanno gli italiani all’estero: il confronto con l’Italia.

fig. 1 “La saccenza”

Avendo io etichettato la signora come una boriosa e annoiata donna-bene con al seguito una figlia adolescente annoiata dall’aver una madre annoiata che si vanta che la figlia in estate frequenta corsi di tedesco in scuole-bene, ho provato a gettarle un amo. Con lo sguardo rivolto verso l’infinito (in realtà il mio sguardo andava sul martelletto per rompere il finestrino in caso di emergenza, chiedendomi se fuggire da una conversazione noiosa potesse essere considerata emergenza) fingendo una riflessione, e il dito da Salvatore Aranzulla sentenzioso (fig. 1), ho recitato la seguente frase: “Qui sono più bravi di noi a curar le apparenze”.

La signora ha abboccato mostrando il proprio apprezzamento di circostanza con una smorfia compiaciuta sul viso e un gesto teatrale con le mani, esclamando “Bravo, hai detto proprio la cosa giusta, guarda”.

E poi ha proseguito, dicendo: “Qui hanno più senso dell’identità, non come da noi che la stiamo perdendo, non siamo più noi, accogliamo accogliamo e l’Italia poi dov’è? Accogliamo tutti e smarriamo la nostra identità”.

Dopo questa io taciuto per tutto il resto del viaggio non reputando più la signora interessante per le mie analisi antropologiche. Lei invece ha continuato a parlare. La figlia adolescente non nascondeva la propria noia appoggiando la testa al finestrino e alzando il volume nelle cuffiette.

Alla fine ho pensato che la signora avesse ragione, perché accogliendo la conversazione con lei ho finito con lo smarrire la mia identità di aspirante operatore di conversazioni inutili o quantomeno il mio interesse per le suddette.

Manifesto del Partito Gattocratico

Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro della gattocrazia.
È ormai tempo che i felini espongano apertamente in faccia a tutto il mondo il loro modo di graffiare, le loro fusa, le loro code, e che contrappongano alla favola dello spettro della gattocrazia un manifesto del partito stesso.
Cat Marx

Come avevo preannunciato qualche post fa, ritengo che attualmente l’unica via possibile e percorribile nello scenario politico odierno sia l’instaurazione di una Gattocrazia. Credo che i tempi siano maturi per questo processo e sto quindi cominciando a costruire il progetto per il Partito Gattocratico, per uno Stato felino e ronfante e che abbia come religione di Stato il Gattolicesimo.

Queste sono delle bozze dei manifesti che nei prossimi mesi verranno affissi in giro per l’Italia:

gattonare

gattogobba

tasse

A breve comunicherò tempi e modalità per la campagna di tesseramento. Diffondete il verbo (cioè il “meow”).

Lasciate che i felini vengano a me

Ho scoperto che, a mia insaputa, in giro esiste un mio culto religioso. Non ci credete? Eppure c’è chi arriva sul mio blog cercando su internet una cosa simile

Immagine

Non ne ero a conoscenza, eppure c’è già una mia chiesa! E non è affatto esosa, con una piccola donazione volontaria annuale di cibo per gatti potrete farne parte. Convertitevi al potere del maneki neko!

2014-07-16 22.41

(la qualità della fotocamera del cellulare non gli rende giustizia)

Poi ci sono altri che inseriscono termini di ricerca meno mistici su Google e similari, andiamo a dare uno sguardo:

In attesa del proprio principe azzurro
Ci si riduce così:

la fica che voglio io
Dev’essere il nuovo slogan elettorale di Berlusconi, dopo “L’Italia che ho in mente” ha deciso di essere più esplicito.

napoletani alzano il cesso
No, qui ci si siede sopra come in qualsiasi altra parte del mondo.

fumo una canna
E passala, dai!

asia argento bicipiti
Sinceramente quando penso ad Asia Argento mi vengono in mente due cose: che era un mio sogno erotico adolescenziale e che recita e fa film di merda. Ai bicipiti non c’avevo mai pensato.

donne nude con le patate
Un filo d’olio, un po’ di rosmarino e le lasci a riposare nel forno caldo, sono proprio una bontà.

come si fa una vergine
Intendi come fabbricarne una? Domanda a Mucciaccia. Non dimenticare un rotolo di carta igienica e la colla vinilica. Fatto? Bene, ragazzi.

come costruire una vagina
Incontrati con quello di prima e andate insieme da Mucciaccia.

figa calabrese
È piccante.

femmine senza niente
Donne nullatenenti?

sono una ragazza trentenne carina ma gli uomini non mi si avvicinano
Forse se smettessi di mangiare focacce aglio e cipolla qualcosa cambierebbe.

red foto xxx serpenti
Eh?

disegnidei tutti personaggi dei simpson manjula
A parte gli evidenti problemi con la sintassi, deciditi: vuoi tutti i personaggi o vuoi solo manjula?

la rabbia è un veleno che assumi tu
Stai calmo, io sono salutista e non prendo veleni. E poi chi te l’ha detto? Ci conosciamo?

cerco idea per tatuaggio alla figa vediamo foto
Guarda, una bella veduta dell’inceneritore di Abbiategrasso. Il tocco di classe sarebbe rasarsi il pelo pubico in modo da formare una nuvoletta che esce dalle ciminiere. For very chic people.

polizia municipale fica
Osservala mentre ti fanno un verbale, non ti sembrerà così fica.

esempio bolletta doganale tedesca
Chiedi a Frau Merkel.

io in spiaggia
Eccoti: