L’apostata del cuore

Mi sono chiesto cosa mancasse al mio blog e quali campi io potessi ancora esplorare. E sono giunto alla conclusione: ci vuole una posta del cuore! Non ho però a disposizione esperti o professori per fornire consulenze, quindi mi adopero io in prima persona. Tanto ho imparato su Google tutto il necessario.

Appena ho pensato di iniziare questa rubrica sono arrivate già le prime lettere. Alcune erano finite per sbaglio nella posta di altre poste del cuore: che distratti!


Caro Gintoki,
il mio fidanzato è diventato gay. Mi ha lasciata, svicolando sui motivi e poi sparendo. Poi un giorno riaccompagno un amico che ha un coinquilino gay a casa e lì sotto trovo lui, il mio ex, col coinquilino, in atteggiamenti piuttosto confidenziali. Era gay e io non l’avevo mai capito, mai sospettato. Siamo stati insieme due anni, mica due mesi. Facevamo sesso, ovviamente, e solo ora mi sembra di notare certe sue stranezze, come quando mi chiedeva di non far la ceretta ai baffi o di schiaffeggiarlo col mio clitoride (ho un clitoride di 10 cm e questo mi ha sempre creato qualche imbarazzo). E da conoscenze comuni mi hanno confermato che si sta vedendo con quel ragazzo. Mi chiedo che cosa ho per aver attratto questa persona bugiarda che è diventata gay e si è presa gioco di me.
Gioia Maina, Chepalle (SO)

Cara Gioia,
io eviterei di correre a conclusioni affrettate e giudizi severi. Magari il tuo ex è un amante dei baffi. Se vuoi riconquistarlo, lascia perdere la ceretta e comprati una buona cera per baffi e un pettinino per prendertene cura. Suggerisco di adottare lo stile Fu Manchu, quest’estate va molto.
Riguardo il tuo clitoride, comprendo che 10 centimetri possano creare qualche imbarazzo sotto la doccia in palestra. Però ti rammento che dicono che le dimensioni non contano ma basta saperlo usare. Un caro saluto.

Ciao Gintoki, ho 24 anni e ho un problema…credo proprio di aver trovato il ragazzo perfetto…intelligente, laureato, ottima famiglia, lavora, è affidabile è religioso, credente e praticante come me. L’unico problema è che lui crede nell’importanza del matrimonio e non vuole saperne di rapporti. Io gli ho proposto in alternativa l’anal, in modo da mantenermi illibata per la prima notte, ma lui dice che vuol conservare la purezza del suo cero (e così che chiama il suo membro, da quella volta che ci conoscemmo nel coro della chiesa e io gli dissi Hai un cero in tasca o sei solo contento di vedermi?). Che devo fare?
Devota Cappella, Piove di Sotto (PD)

Cara Devota,
credo ci sia un fraintendimento. Probabilmente col mantenere la purezza del cero il tuo ragazzo si riferisce ad altro. La prossima volta che gli proponi un anal usa prima un microclisma o un clisterino per la pulizia del retto. Fammi sapere.

Caro Gintoki: vengo al dunque. Io la amo. E lei dice di amarmi. Solo che mi accusa di essere soffocante. Dice che sono opprimente, che il mio amore è assillante, assillante, assillante. Ok, forse debbo mettermi nei suoi panni. Ma nei miei chi ci si mette? Mi domando perché se è libera la sera non ha voglia di vedermi, perché devo insistere e insistere e poi quando ci vediamo sta bene. Perché devo insistere per portarla fuori per un weekend, lei dice che non ama viaggiare, poi la volta che ci riesco, mi sembra sia felice. Ma allora, perché fa tante storie? Perché devo essere io a insistere per cenare insieme, poi viene da me, e si gode la serata… Non capisco perché tante storie, perché quando è libera non sempre ha voglia di vedermi… è così sfuggente che a volte penso abbia un altro.
Sonoro Acufene, Trebbiano nella Botte (PE)

Caro Sonoro, vengo al dunque: sei un vero cagacazzi. E ha ragione lei a dire che sei fastidioso. Ripeti le stesse cose, hai scritto tre volte di fila assillante e a me la gente che ripete quello che dice dà ai nervi. Hai capito? Hai capito? Hai capito?
Son certo che lei veda un altro uomo: lo psicoterapeuta che la ha in cura per lo stress.

Gin, ho una questione molto semplice da porti. Sono andata a letto con quasi tutti i miei migliori amici e non me ne pento per niente. Solo che ora ho un fidanzato che ha una visione del mondo un po’ meno liberale della mia. Che cosa dovrò dirgli quando dovrò presentarglieli?
Malvasia del Salento, Bucchinasco (MI)

Cara Malvasia,
credo tu abbia preso alla lettera il concetto di “farsi degli amici”. Non fatico inoltre a credere che, andandoci a letto, tu sia la loro migliore amica.
Venendo alla tua questione, io credo che una relazione debba basarsi su sincerità ed equilibrio tra le parti. Quindi per pareggiare i conti il tuo fidanzato deve fare sesso con i tuoi migliori amici.

Ebbene sì, anche questa mattina mi ritrovo a fissare il telefono in attesa di un messaggio da lui. Lui che è affascinante ma sposato. Forse per questo ai miei occhi affascinante. Lui che con classe e ironia è riuscito a trascinarmi in un vortice di passione e felicità, ma che ancora non chiama. Sono una quarantenne bella e disinibita ma sempre sola. Scappano tutti, sposati e no. Anche se confido nel grande amore… Uffa, sempre da sola non ce la faccio più. Help.
P.S. Scusa la punteggiatura inadeguata, ma sono una patita dell’Ulisse di Joyce.
Sevizia Bonazzi, Ratto delle Sabine (VT)

Cara Sevizia,
scusa se ti rispondo in blu ma sono un patito del primo Picasso. Se parli come scrivi non fatico a credere che scappino.

Caro Dottor Gintoki,
so che lei si occupa di cuore ma mi chiedo se fosse anche esperto di medicina generale. Volevo chiedere un parere su una cosa che mi vergogno un po’ a raccontare. In pratica, quando ingerisco alcuni alimenti noto che dopo un po’ la mia urina ha lo stesso odore di ciò che ho mangiato! E non mi succede solo con gli asparagi, che come saprà hanno questo effetto collaterale. Mi succede anche con i funghi, la pizza, l’ananas, il pesce e i mufloni grigliati. Cosa dovrei fare?
Candida Albicans, Sega Adduemani (VE)

Cara Candida,
è vero, mi occupo di cuore, ma solo perché, rimasto privo di connessione internet, non ho avuto modo di specializzarmi in altro. Ti consiglio di sfruttare la tua condizione per un’attività di pissing gourmet. Ti auguro di diventare mistress stellata.


Alla prossima settimana (forse) con altre lettere del (o dal o per o in con su per tra fra) cuore!

Non è che l’informatico sia salutista solo perché usa la fibra

Cerco sempre di essere gentile con gli operatori dei call center.

Li ritengo vittime di un sistema perverso, incattiviti dalla necessità di mantenere il posto da parte di altre persone incattivite dalla necessità di mantenere il posto da parte di altre persone che forse non sono incattivite ma solo un po’ stronze.

Un esercito di lavoratori che per fortuna non legge Marx né ha una coscienza di classe: non vorrei ritrovarmi nella dittatura del customeriato (cioè di chi non possiede null’altro che i propri clienti).

Nell’interagire con costoro cerco, quando possibile, di mettermi nei loro panni. È facile che si trovino spesso a parlare con persone difficili, scontrose, maleducate. Essendo la negatività un virus – inventato dalla lobby delle case farmaceutiche, ovviamente –  arrivano a fine giornata dello stesso umore delle persone con cui hanno interagito.

Dato che non voglio essere io responsabile di tal cattivo umore, ho sempre qualche parole di cortesia pronta. Buongiorno, grazie mille, buona giornata e buon lavoro.

In generale mi sento portato a comportarmi bene con gli estranei. Questo non in virtù di un qualche precetto etico metafisico.

Ho poche convinzioni nella vita, come quella che nell’amatriciana ci voglia il guanciale. Tra queste certezze, c’è che non mi sento in obbligo di rispettare il prossimo e il remoto solo perché mi osservano.

D’altro canto, paradossalmente, penso che nel fare un torto al prossimo poi mi torni indietro un conto da parte del karma.

Il karma è come un boomerang: ovunque, torna indietro.

Peggio ancora, inoltre, ho il timore che io possa creare un qualche effetto farfalla o effetto domino o effetto farfalle che giocano a domino: magari se sono scortese con l’operatrice questa tornerà a casa nervosa, troverà il figlio che rompe i coglioni e lei, spazientita, quella sera gli mollerà un ceffone e lui, qualche anno più tardi, diventerà rancoroso e ostile verso la società.


Non sono contrario a uno scappellotto ben circostanziato, come forma educativa di trasmissione dei valori incisiva ed efficace, seppur dolorosa.

Gli scappellotti fuori luogo o fuori tempo possono però esser dannosi e generare individui perniciosi per la società. Credo ad esempio che personaggi come Vittorio Sgarbi o Selvaggia Lucarelli o Maurizio Belpietro o Beppe Grillo o tutti gli adepti di Sesso Droga e Pastorizia e pagine affini o quelli che minacciano di morte il prossimo dalla trincea di un monitor o tutta tutta tutta e dico tutta quella parte di umanità che sa dare il peggio di sé siano frutto di ceffoni non dati quando era necessario e dati quando non era necessario.


Questa settimana ho parlato con due operatrici che esprimevano una strisciante acidità senza causale.

Avevo segnalato l’assenza di connessione in casa.

Mi chiamano da un call center TIM. L’operatrice prima mi chiede conferma della segnalazione del guasto, poi vuol farmi passare alla fibra.

– Senta ma se al posto del modem TIM ne utilizzassi uno mio
(stizzita) Eh no non può usare il modem adsl con la fibra, non funziona
– Intendo, un modem mio per fibra
(sempre stizzita) Se vuole può farlo ma poi non ha l’assistenza per la configurazione perché bla bla bla

Avevo smesso di ascoltare.

Le ho detto Sì va bene, attivate e fate le vostre cose. 5 minuti dopo tramite l’assistenza clienti su facebook ho disdetto l’attivazione: nella mia immaginazione lei avrà trovato una vendita in meno e forse riflettuto sul suo modo di fare.

Beata ingenuità.

Ho parlato poi con un’altra operatrice per quanto riguardava il precedente problema di connessione:

 – Da noi qui non risulta nulla all’esterno, il problema è interno la sua abitazione, forse è il modem
– Ho capito
– Deve controllare lei, noi da qui non possiamo vedere
– Ma potrebbe anche essere un problema di filtri?
(stizzita) Potrebbe, io non ho mica detto che per forza il modem è guasto

Mi sono trattenuto dal mandarla a fanculo. Nella telefonata di controllo successiva, le ho dato un feedback negativo.

Adesso sono responsabile di altri due casi di persone ostili nella società.

Non è che devi aprire un postribolo per farti la clientela

Da più di un mese ha aperto un bar vicino casa mia. È sempre vuoto in modo desolante.

Magari non ci va nessuno perché il caffè è orribile (il che, considerati gli standard dell’Estero, estende l’orribile a una nuova dimensione) o perché i camerieri sono antipatici (il che, considerati gli standard ungheresi, estende l’antipatia a una nuova dimensione).

O forse è perché, non vedendo nessuno all’interno, la gente si scoraggia e questo crea un circolo vizioso da cui è difficile uscire.

È dura riuscire a farsi un nome e una clientela.

Va anche detto che il bar sembra anonimo e privo di stile e, si sa, lo stile è tutto. È il primo impatto quello che conta.

Ho deciso quindi di iniziare a dare consigli di stile. Non ai bar, perché non me ne intendo.

Però riguardo il fashion credo di poter dire la mia. Se non altro perché oggi è il must. E il must inoltre è dire must. Il must del must è fingere di essere impegnati in attività importanti e qualificate, come appunto scrivere di moda su internet facendo credere che sia attività importante e qualificata.

Oggi quindi vado a presentare il mio ultimo – perché nel negozio in cui vado di solito non mi faranno più entrare per vilipendio alla decenza – acquisto.

È un capo d’abbigliamento must have, qualunque cosa voglia dire. Anzi, è più di un capo, è il boss della lobby dell’abbigliamento:

La camicia è moderna e vintage allo stesso tempo, perché la moda 2017 vuole l’uomo che sa essere moderno tornando all’antico. Quindi sì al vintage, no alla Terra rotonda, sì al morbillo.

È il capo (anzi il boss) ideale per chi ama la natura, in particolare gli animali che, si sa, sono meglio delle persone che alla fine sono tutte false, a parte l’uomo 2017 che è l’unico vero e infatti questa camicia è vera per vere persone. Se provate a metterla su una falsa persona – ad esempio un cartonato o un manichino – vedrete non gli cascherà benissimo. È per questo motivo che nel negozio non era esposta su nessuna sagoma ma giaceva in un angolo buio: le persone false non possono averla.

Sta bene con tutto, come provano alcuni esempi qui sotto.


Per una uscita informale, ad esempio prendere una birra (oppure prendersi il bicchiere perché piaceva):


Per una elegante cena vegana:


Per un vernissage di arte moderna:


La versatilità e adattabilità della camicia è incomparabile, seconda solo a un parlamentare che cambia più schieramenti.

Se siete uomini del 2017 non potete non averla nel vostro armadio e vedrete che la vostra donna/il vostro uomo riconoscerà in voi un vero uomo 2017.

Non è che se riduci il coffee break allora sei in meno-pausa

Io e il Sam Tarly che ho in ufficio cerchiamo ancora di trovare la giusta lunghezza d’onda. Credo lui stia profondendo sforzi in timidi tentativi di stabilire contatti con me.

Adesso la mattina, appena arrivati in ufficio, mi fa una piccola rassegna stampa.

Mi ha detto del ragazzino che ha vinto una fornitura di pollo fritto per un anno per aver ottenuto il record di retweet. Chissà poi quanti tweet otterrà per commemorare il suo fegato.

Stamattina mi ha chiesto se fossi a conoscenza della storia di Cicciolina che è stata morsa da un cane e ha chiesto un risarcimento ma si è scoperto fosse una truffa.

Insomma, come si può notare si interessa di grandi temi di attualità e geopolitica.

Ieri mi dice:
– Stavo seguendo i risultati delle elezioni francesi…
– Ah, bene – penso io –  allora si interessa di politica internazionale!
– …incredibile…il nuovo Presidente sta con una di 24 anni più…
– …più grande di lui, sì, lo so.

Mi ero illuso.

Va detto che, su Macron, questo è l’argomento di cui parlano tutti. È il solo argomento che sembra interessi a tutti: Sta con una vecchia.

A tal proposito devo contraddire il mio conterraneo fumettista Natangelo, l’argomento infatti non è al centro del dibattito solo in Italia. È arrivato perfino in Ungheria.

Da una parte lo capisco, il buon Sam Tarly. Non mi posso aspettare certo grandi analisi da parte sua.

Ha l’aria di uno che ha smesso di guardare il volley femminile quando le atlete hanno cessato di giocare in mutande per passare ai calzoncini.


Ah no, quello ero io.
Ma erano tempi difficili nella mia adolescenza, senza internet, senza Instagram, senza più Postalmarket. C’erano solo Studio Aperto e il volley, di giorno, per allietarsi. Ma io cercavo anche un po’ di approfondimento di attualità e cultura. E quindi guardavo il volley, non Studio Aperto.


Inoltre, in fondo si sa che alla gente interessa veramente un’unica cosa. Non importa chi tu sia o cosa tu faccia nella vita. Importa cosa fai del tuo pene e cosa fai della tua vagina.

Che non sono neanche veramente tuoi. Anche se ne sei il proprietario nominale e li porti in giro in modo gaudente, sono organi di dominio pubico, sempre sulla bocca di tutti.

Io credo, ad esempio, che il problema degli Adinolfi e di tutti quelli che pongono e si pongono tanti problemi riguardo l’omosessualità sia una semplice reazione di rifiuto legata al visualizzare mentalmente peni con peni e vagine con vagine. Io non visualizzo peni, talvolta vagine ma solo a tarda ora, ma altre persone invece hanno una fantasia molto più accentuata e impressionabile. Se fossimo tutti lisci come Ken e Barbie a nessuno importerebbe invece che Ken abbracci Ken e Barbie abbracci Barbie!

Quindi la soluzione è: togliamo il pene agli Adinolfi e staremo meglio.

Tornando a Sam Tarly, sono rimasto scioccato quando, sempre parlando di Macron, ha aggiunto:

– Io poi non capisco a volte come uno faccia…cioè lui sta con una in menopausa…I mean…He cannot have sex with her.

Ho riavvolto il nastro mentalmente per riascoltare ciò che aveva detto, perché forse avevo capito male.

HE CANNOT HAVE SEX WITH HER.

Sono rimasto un attimo in imbarazzo. Una goccia di sudore mi colava lungo la fronte. Non sapevo se dir qualcosa o tacere.

Pensavo di uscire dall’impaccio con una battutina, del tipo: Beh magari con del lubrificante…, ma mi sembrava alquanto sessista e anche presuntuoso. Che ne so io della Signora Brigitte Trogneux? Lei potrebbe benissimo rispondermi Ue pirletta, il lubrificante lo dai a tua sorella, io sono al top, t’è capì? Taac e farebbe anche bene.


La signora nella mia mente ha ascendenze meneghine.


Ho anche pensato di inviargli via Skype dei video didattici di YouPorn dove delle signore, coetanee di Brigitte Trogneux, mostrano in dettaglio ai giovani inesperti cosa sia il sesso. Però questi video mi sembravano un poco falsi e costruiti ad arte e poco adatti a supportare la mia tesi; la qualità video invece di quelli garantiti come artigianali (in che senso, poi? Saranno bio? Senza glifosato?) non sembrava eccelsa.

Alla fine però ho pensato di farmi i fatti miei.
Cosa posso mai saperne se non si tratti magari invece di una questione religiosa? Forse c’è un qualche principio che stabilisce che non si può più far niente in menopausa. Io lo ignoro in quanto non addentro alla materia teologica: figuriamoci, se fossi una donna concorrerei per il concorso di miss-credente.

Quindi alla fine ho taciuto evitando di offendere le convinzioni altrui.

Non è che il fruttivendolo non abbia più argomenti perché è alla frutta

Volevo condividere un fenomeno strano che mi accade.

Prima di acquistare della frutta al supermercato la sottopongo sempre  a un accurato controllo degno di un NAS (Nobile Amante del Saccarosio) volto ad accertarne l’integrità. Il tempo di arrivare a casa, però, e la trovo già in stato di decadimento psico-fisico.

Da notare che vivo a 200 metri da un supermercato, 800 da un altro: per arrivare a casa intendo quindi casa di qui, Budapest, non casa giù a Napoli; un tragitto lungo che invece giustificherebbe il decadimento fruttario ma che non ho mai tentato, non volendo aver problemi ai controlli all’aeroporto ed esser accusato di esportazione/importazione illegale di frutta, cosa che mi costringerebbe poi a trovar un buon avocado.

Ho elaborato alcune ipotesi.

1) Viviamo in un mondo insalubre, permeato da aria mefitica e irradiato da influssi venefici. Essendo la frutta più sensibile a tale malignità, finisce per risentirne molto più in fretta degli esseri viventi. I supermercati sono luoghi – come pochi in giro – ben protetti da tali radiazioni. Ci si sta bene all’interno: prova è che la gente vi passa molto tempo, anche quando vi entra per comprare soltanto mezza cipolla rinsecchita per un frugale soffritto.

Alla fine ne uscirà invece dopo un’ora col carrello pieno di tutto, tranne che della cipolla, per avere una scusa valida per tornare in un così bel posto e godere del suo benefico fattore protettivo (che, come ho detto all’inizio, protegge la frutta dal deperimento istantaneo).

2) La frutta è vittima della stessa sorte dei pesci rossi che da bambini si acquistavano al mercato: in perfetta salute nella vasca fetida di un losco individuo ma che una volta a casa erano pronti per il loro viaggio senza ritorno giù lungo lo scarico del water.

L’esperienza del pesce rosso comportava costi economici ed emotivi alla famiglia e vantaggi al losco trafficante e forse anche ai pesci stessi, che fingevano la loro dipartita per acquisire la libertà; quindi oggi negli scarichi potrebbero vivere gang di enormi pesci rossi, che hai contribuito a creare fornendo loro in pratica un servizio taxi, il che, come la gente impara sull’internet, ti qualificherebbe come una ONG che sta distruggendo Uber.

3) La frutta è programmata per autodistruggersi perché contiene messaggi che spie (nemiche? Amiche?) si stanno scambiando, il che metterebbe te, ignaro acquirente, al centro di un traffico internazionale di informazioni con gravi rischi per la tua incolumità.

4) Si tratta di frutta-soldato, con preparazione militaresca. Quindi, ad esempio, la pera…marcia.

5) La quinta ipotesi, che mi sembra la meno probabile ma che qui cito solo per rigore scientifico (anche se sto cercando di abbandonare tali manie da professorone perché, come mi insegnano, la vera cultura è la vita, infatti ha anche fondato una Università prestigiosa) è che la frutta che vendono sia una vera merda.

Fornirò ulteriori aggiornamenti nel caso io riesca a venire a capo di questa angosciosa e inquietante questione.

Foto di repertorio non mio (non ho repertori di frutta nel mio repertorio)

Non è che uno specchio sia stupido se non riflette bene

Non parlo quasi mai di politica qui, anche perché, a prescindere di come la pensano gli altri, a prescindere non mi piace sapere come la pensano gli altri.

Ci sono però delle volte alcune cose che mi offrono spunti di riflessione.

Un politico italiano, ad esempio, ha scritto questo su facebook:

La cosa mi ha fatto parecchio riflettere. E ho riflettuto su tutte le cose che mi fanno parecchio riflettere e così le ho messe in una lista perché non si sa mai se qualcun altro potrebbe parecchio riflettere sulle mie riflessioni.

10. Bruxelles/Strasburgo: nelle stesse città il Parlamento Europeo e politici italiani che ricevono lo stipendio pur non presenziando mai. La cosa fa parecchio riflettere.

9. Norvegia: nello stesso Paese il primato nella produzione di salmone d’allevamento e il killer di Oslo. La cosa fa parecchio riflettere.

8. Groenlandia: nello stesso Paese gli inuit e un alto tasso di suicidi. La cosa fa parecchio riflettere.

7. Toscana: nella stessa Regione i natali di Dante Alighieri e del Mostro di Firenze. La cosa fa parecchio riflettere.

6. Perugia: nella stessa città l’Eurochocolate e Amanda Knox&Raffaele Sollecito. La cosa fa parecchio riflettere.

5. 1985: nello stesso anno sono nato io e una clamorosa ondata di gelo ha travolto l’Italia. La cosa fa parecchio riflettere.

4. USA: nello stesso Paese Scarlett Johansson e l’incontrollata diffusione di armi. La cosa fa parecchio riflettere.

3. Estremo Oriente: nella stessa area geografica il sushi e un tizio con un taglio di capelli orribile che gioca con razzi di cartapesta. La cosa fa parecchio riflettere.

2. Uretra maschile: nello stesso condotto il passaggio dell’urina e dei cromosomi trasmessi ai figli. La cosa fa parecchio riflettere.

1. Internet: nella stessa rete la presenza di vastissime fonti di informazione e la presenza di tanti minchioni. La cosa fa parecchio riflettere.

Potrebbe andare avanti a piacimento ripartendo da capo, ma mi fermo qui. La cosa fa parecchio riflettere.

Non è che se ti chiedono “Parti?” tu rispondi “Festa!”

Ho deciso che per maggio me ne andrò da qui.

Approfittando di un breve ritorno a casa per le vacanze pasquali, comincio a impacchettare e portare indietro alcune cose. Tanto per iniziare, porto via ciò che ha allietato varie mie sere solitarie.

Non i porno. La Playstation.

L’idea di andare via era da alcune settimane che mi circolava in testa. Pensavo fosse un’emicrania. Poi gli ultimi eventi hanno accelerato i miei pensieri.

Non sono tipo da credere ai segnali dell’universo e cose di questo tipo: figuriamoci, se mi dicono karma io rispondo e sangue freddo, daje.

Ma in questa mia seconda esperienza pestese ci sono stati vari inconvenienti che mi lasciavano capire che qui non fosse più posto per me.

Appena sono arrivato, delle sneakers in perfette condizioni si sono sfasciate. Poi due jeans si sono bucati al cavallo. Ho trovato un bell’appartamento, in una zona molto bella. Dopo poco, la casa ha iniziato a picchiarmi: spigoli e ante mi tendevano agguati. Internet è andato ko per una settimana, poi la lavatrice mi ha allagato il bagno, qualche settimana fa il boiler è defunto lasciandomi per una settimana a godermi docce fredde che mi hanno ridotto la libido ai minimi storici. Una porta chiusasi all’improvviso mi ha donato il dito luminoso di ET. E proprio questa sera, mentre ripensavo a tutto ciò, un fusibile si è bruciato nel palazzo lasciandomi senza elettricità.

E non dimentichiamo che sono stato vittima di abusi da parte di un medico magiaro.

Il lavoro è diventato una merda. Chiedo scusa per l’utilizzo della parola “lavoro”. La Castora mi ruba le attività, neanche a una mail sono più libero di rispondere. Lei è strabordante come quella decima di petto che si ritrova. Deve estendere il proprio dominio su ogni cosa. Se fossi ancora vergine anche quello probabilmente mi ruberebbe.

Quando parlo con altre persone – espatriati come me – delle mie perplessità sul rimanere, sembrano non condividere. Alcuni dicono Che vai a fare in Italia, è un Paese fallito.


Detesto gli espatriati che parlano male dell’Italia come un Paese fallito, così come detesto quelli che sono in Italia e parlano male degli espatriati come dei falliti. In generale detesto la gente che parla male degli altri, per questo mi sento autorizzato a parlar male di loro come dei falliti.


Costoro però si trovano in altre situazioni. Hanno un lavoro avviato e/o un partner qui. Alcuni hanno messo su famiglia. Un tizio che conosco va a giocare a calcetto con Rocco Siffredi. In generale, hanno un’àncora qui. Io non ancora. E probabilmente mai.

Conosco anche casi di persone che invece sono tornate indietro. Il lavoro non li soddisfava sessualmente, non hanno trovato ciò che cercavano – una pornostar ungherese come moglie – oppure il loro compagno è fuggito con una giraffa.

Ho provato a lottare contro le mie cattive sensazioni. Mi sono guardato allo specchio e il tizio di fronte a me ha risposto Ma dici a me? Ma dici a me? con tono risentito.

In effetti, perché dovrei lottare contro me stesso quando non sento più motivazioni per restare?

A giugno dell’anno scorso quando andai via da qui ero molto triste. Piansi. Il cielo era grigio e cadevano goccioloni di pioggia sporca, ad accentuare la malinco-noia di quel giorno.

Oggi, invece, per citare dei filosofi metropolitani di cui allego video didattico, Dal cielo mi cadono le palle e i pantaloni si son rotti (!!):