Confessioni di settembre

Questo settembre è stato un mese produttivo. Ho esternato a più persone i miei pensieri. Da qui il motivo per cui in un altro post dicevo queste cose: “Mi sento gratificato delle attenzioni di cui mi stanno onorando le persone, rendendomi partecipe delle loro opinioni su di me. Procedimenti che sono stato io a innescare”.

…e leggero il mio pensiero vola e va ho quasi paura che si perda

Come credevo di apparire

Sabato sera scorso, di ritorno dal matrimonio del Marsigliese, ho incontrato la Niña. Le ho detto ciò che pensavo di lei (puntata precedente qui). In realtà, saranno stati tutti i bicchieri di Greco di Tufo bevuti durante il giorno (credo di aver esaurito la vendemmia 2010) o il fatto che in completo elegante mi sentivo figo (Barney Stinson regna) o ancora la musica in sottofondo diffusa al Festival, fatto sta che…beh…ecco, ci ho provato.

Immaginate Gintoki che si appropinqua con la bocca a sedere d’anatra al viso della fanciulla, mentre il braccio piegato come la curva Vecchia Stazione di Monte Carlo cerca d’intrappolarla.

Se in sala nessuno deve vomitare, continuo.

Lei: Dai…fa’ il bravo!
Io: Perché?
Lei: Perché sì!
Io: …
Lei: Non va bene!
Io: … (raccolgo le idee)
Lei: …
Io: Perché? (il risultato delle mie riflessioni: un avverbio…)

A quel punto lei ha tirato fuori il manuale delle frasi fatte che le donne ricevono in dotazione alla nascita, esponendomi in sequenza il campionario dei pezzi forti:

1) Mi piace così come stiamo!
2) Abbiamo un equilibrio! Non rompiamolo!
3) Non sei tu, sono io…
4) Sono instabile e problematica!
5) Poi finirai per soffrire…
6) Se proprio dovessi trovare un motivo…Ecco, il fatto è che tu mi piaci. Però mi piaci normale, non è che mi piaci proprio da impazzire…

A quel punto ho concluso il discorso e me ne son tornato a casa, anche perché mi era venuta una botta di sonno ed ero con l’auto.
E dire che ero partito per dirle semplicemente  la verità, cioè, “non ti considero un’amica normale”, poi sapevo benissimo che non ci sarebbe stato altro, non c’era prima di sabato sera e non ci sarebbe stato dopo. Son riuscito a dirle queste cose, comunque, e da allora credo di sentirmi molto meglio, come se avessi chiuso un capitolo.

…No, cosa sono adesso non lo so, sono come, un uomo in cerca di se stesso

La settimana precedente, invece, ne ho combinata un’altra. Avendo fatto una cosa che l’ha fatta indispettire, la mia ex ragazza si era alquanto infastidita. Io le ho confessato i motivi per cui l’avevo fatto, cioè che provavo ancora dei sentimenti per lei. È vero, purtroppo. Non posso farci niente. Ha fatto finta di sorvolare, investendomi, invece, di accuse al veleno. Premesso che ne aveva anche tutto il diritto, perché non sono stato proprio un modello ideale di comportamento, va detto che abbiamo chiarito e, due giorni dopo, si è anche scusata per i toni.

…sono solo, solo il suono del mio passo…

In mezzo ai due avvenimenti, ho detto al Polacco, Patti Smith e Soldato Joker, cosa pensavo di una loro amica che frequenta la compagnia e che io fatico a sopportare.

A inizio mese, infine, ho avuto una discussione con i miei genitori. Era arrivato il punto di affrontare alcuni discorsi e chiarire punti di vista diversi. Viviamo pur sempre sotto lo stesso tetto (e chissà per quanto altro ancora, non avendo io entrate fisse e regolari che mi garantirebbero indipendenza) e, quindi, è necessario mantenere le basi di una convivenza tranquilla. Mio padre ha ascoltato in silenzio, mentre mia madre ribatteva alle mie affermazioni. Poi, quando ho affrontato un ultimo punto, cioè il fatto che trovo eccessive le loro preoccupazioni sulla mia vita e le mie scelte, mio padre è intervenuto, esclamando:

– Sii sempre grato di avere chi si preoccupa per te, fosse a 10, a 20, a 28 anni o anche oltre.

È stato un colpo basso. No, davvero.

Mio nonno, credo di averlo già scritto in qualche post fa, non è stato propriamente una brava persona. Tutt’altro. In quella frase di mio padre, in quel momento, si è materializzato davanti ai miei occhi tutto il peso di 60 anni di vita vissuta e sofferta.

Sono rimasto senza più niente da dire.
Che colpo basso.
Ho sentito di volergli ancor più bene e sono andato via perché mi stavano venendo le lacrime.

Teoricamente settembre non è ancora finito, quindi avrei ancora tempo per fare altri danni, ma, dato che ho deciso di seguire il calendario rivoluzionario francese, per me da inizio settimana (più o meno) è cambiato il mese, siamo entrati in Vendemmiaio. Quindi ora basta, nuovo periodo.

Ma intanto il sole tra la nebbia filtra già: il giorno come sempre sarà…

Lafitte_Vendemiaire

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