Non è che il professore di educazione tecnica lavori al cinema perché sa fare le proiezioni

Ho recuperato fiato dopo venti giorni di sosta. Di diventare un atleta non mi interessa molto ma io vorrei giusto divertirmi senza poi ansimare come in un porno tedesco.

Ho recuperato fiato e volevo raccontartelo.

Ho recuperato fiato e ora posso parlar di più.

Abbiamo avuto tante conversazioni. Nella mia testa. A un certo punto hai iniziato ad anticipare le mie risposte e ho cominciato a credere che fossi io a esser solo una proiezione dei tuoi pensieri.

Poi mi sono guardato intorno – lo faccio sempre per ritrovare contatto con la realtà – e mi sono reso conto che forse non mi stavi pensando più manco per il gatto. Quand’è che hai iniziato a farlo? Mesi? Settimane? Giorni? Forse non lo hai mai proprio fatto durante tutto il tempo insieme?

Lascio andare via la nostra conversazione.

Va bene così. Vai via. Stendo tappeti per la tua fuga, li pulisco coi miei vestiti, con le mani, con la lingua.

Sì, avrei proprio voglia di leccarti la fuga. Prima di vederti di nuovo scomparire.

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Non è che ti serva la colla per attaccare il telefono

Sono trascorse 48 ore, 48 come un film di Eddie Murphy o come due stagioni di ’24’.

Prima o poi dovrò prendere il telefono in mano.
Non è mio costume salutare, attaccare e sparire anche perché io in costume non è un bel vedere.

È solo che non voglio turbare lo stato mentale di sollievo in cui mi sento in questo momento.

In una serie tv che ho visto di recente,


Il mio ‘recente’ va letto in modo relativo. Mi sono reso conto che gli anni ’00 mi sembrano tutti vicinissimi. Per me il 2011 sembra l’anno scorso, per dire. Quindi se qualcuno vi dice “sembra ieri che…” aspettate prima di bollarla come una frase fatta: magari per lui è realmente ieri.


una serie tv abbastanza insulsa chiusa dopo una sola stagione incentrata su uno psichiatra e spudoratamente ispirata a Dr. House, il protagonista a un certo punto dice questa frase: “Tu giudichi l’amore in base a quanto stai bene durante o a quanto stai male dopo?”.

Ecco, io vorrei introdurre un terzo fattore: quanto stai bene dopo.

Ho percepito un senso di liberazione in queste 48 ore, dedicandomi alle attività che più mi garbavano:

Che è quello che uno si immagina quando si riscopre libero, ma in realtà ciò che uno come me fa è questo:

curarsi con i libri2

Quindi dovrò decidere di telefonare.

Però prima finisco il libro.