Sasha Grey irride la mia religione e nessuno se ne cura

Dalle mie parti si tiene ogni anno una rassegna cinematografica di film d’autore. Quella del 2015 sta per prendere il via, con alcuni intoppi organizzativi.

Un problema verificatosi di recente è stato il dover sostituire all’ultimo momento tre film: trattasi della trilogia Paradise (Love, Faith, Hope) di Ulrich Seidl. Il nome forse non vi dirà nulla. Neanche a me dice qualcosa. Il motivo per cui partecipo a questi eventi è appunto conoscere e imparare.

La proiezione della trilogia pare sia saltata perché è stato espressamente richiesto di rimuoverla, dietro minaccia di una denuncia per vilipendio alla religione. Non conosco altri dettagli.

Credo il nodo della questione fosse il secondo film, Faith (Premio della Giuria a Venezia nel 2012), in cui ci viene presentata la vita di Anna Maria, tecnico radiologo fervente devota di Cristo, tanto da avere la casa tappezzata di immagini sacre, di avere l’hobby di flagellarsi davanti al crocifisso e l’abitudine di andare in giro casa per casa con una Madonna sotto braccio tra persone che vivono nel peccato, per invitarle a redimersi.

Nel film a un certo punto la donna si masturba con un crocifisso. È tutta qui la pietra dello scandalo, visto che quando ho cercato informazioni sul film non ho trovato altro che riferimenti a tale scena. Repubblica addirittura all’epoca ha titolato “Sesso con un crocifisso”, “Il regista austriaco festivaliero con “Paradise Faith” consegna alla platea l’immagine di una ultracattolica devota che fa sesso con un crocefisso”. Sì, nel film c’è questa scena, ma scritta così sembra che si tratti di un film con Sasha Grey, non so se mi spiego.

L’intera opera, al di là della singola scena, è provocatoria. Ma non si tratta mai di una provocazione fine a sé stessa, quindi non si può, a mio avviso, prendere un estratto e decontestualizzarlo da tutto il resto.

Il film ho provato a cercarlo, sono riuscito a vederlo per intero su youtube. Link: Paradise, Faith. È in lingua originale e sono riuscito ad attivare i sottotitoli solo in inglese.

Mi soffermerò un secondo sull’opera in sé: dal punto di vista registico io la trovo artisticamente molto valida, ma sono osservazioni che solo da pochi anni mi trovo a fare. Non è da molto che mi trovo a non percepire un senso di staticità in un’inquadratura fissa, abituato al cinema di stampo hollywodiano con continui stacchi di camera e un dinamismo esasperato. È da poco che imparo ad apprezzare una scena per come è costruita, a considerare l’immagine per ciò che è e cioè come se fosse un quadro perché, spesso lo si dimentica, il cinema è una forma d’arte.

Scena della riunione del gruppo di preghiera: sono rivolti al crocifisso verso la parete, ma a tratti sembra che guardino lo spettatore. L’impatto è notevole

Io non sono un integralista, a me piace variare. Ad esempio mi ostino a guardare i film della Marvel ogni volta che ne esce uno, ma perché da appassionato non riesco a farne a meno. Ma poi mi interesso anche a un cinema che può essere considerato di nicchia, in quanto non parte del circuito dell’intrattenimento. In virtù del mio considerarmi comunque un profano, il mio giudizio su un’opera come questa può valere poco e niente. Per un altro, il film sarà una cagata, magari. E ci può stare. Ma che gli sia concesso di vederlo per giudicare.

Anche perché dicono che siamo tutti quanti Charlie. Anche se quando in giro provo a gridare “Charlie” nessuno poi si volta e mi sento alquanto solo e depresso.

Qualcuno può obiettare che masturbarsi con un crocifisso è offensivo per chi crede.

Benissimo.

Non lo guardare, allora.
Non è difficile.

Quando Sasha Grey gira una scena con un cetriolo, qualcuno chiede agli ortolani cosa ne pensano? No!
Perché dovrebbe essere diverso?
Perché un cetriolo non è dio o suo figlio.
E chi l’ha detto? Io credo nel Sacro Cetriolo e mi sento offeso dagli usi impropri di questo ortaggio.
Qualcuno si preoccupa dei miei sentimenti?
No!

Un cetriolo soltanto? Pfff

Se mi facessi saltare in aria gridando “Per il potere del Cetriolo!”, nei telegiornali cosa direbbero? Che è in atto una guerra di religione o che un folle si è ucciso, intervistando i miei vicini di casa che diranno “Sembrava un tipo strano, non salutava quasi mai” (dalla tv ho imparato che per essere delinquenti insospettabili è importante dire sempre buongiorno e buonasera: così non ti scopriranno mai), andando a ripescare i miei quaderni delle elementari dove disegnavo un carrarmato e un tizio baffuto specificando che fosse Saddà Mussei (non sapevo come si scrivesse) per dimostrare come fossi disturbato già a 6 anni (perché giustamente invece è del tutto normale che ti dicano che bombardare civili inermi è una guerra per la pace)?

Mi viene in mente una battuta di Bill Hicks:
– Ehi, amico, siamo cristiani. Non ci piace quello che hai detto.
– Allora perdonatemi.

Meno propositi, più proposizioni

Pensando alle prossime cose che vorrei fare in un futuro prossimo sono giunto alla conclusione che ho alcune priorità abbastanza prossime nella mia vita:

  • Avere dei baffi a manubrio. Basta col taglio della barba à la Wolverine, farò crescere anche il baffo. Così, tanto per cambiare. E anche perché mi son tediato di sentirmi dire “Ah, Wolverine!” da chiunque. I film della Marvel hanno creato grossi danni.
    Ovviamente ho visto tutti i film della Marvel usciti sinora.
    E, in ogni caso, la barba tagliavo così perché mi piaceva, non per un cosplay pilifero quotidiano. Anche perché mi mancano 50 kg di spalle e pettorali per sembrare Hugh Jackman. E vorrei sottolineare che il Wolverine del fumetto è un nanerottolo peloso, non un palestrato di 1,90 col torace depilato: sarebbe più adatto Gimli il nano, oh.
  • Imparare a contare il resto. Ho un problema a fare i conti coi soldi e se rifletto sul fatto che in tutti questi anni chissà quante volte mi abbiano fregato, vado in ansia. So contare, ovviamente, e ho una discreta dimestichezza matematica, ma coi decini visivamente non riesco a fare le somme, anche per mettere insieme un solo euro.
  • Leggere tutto Sandman
  • Riuscire a parcheggiare in retromarcia quando qualcuno guarda. 11 anni di patente e ancora se c’è qualcuno che osserva io non riesco a parcheggiare in retro. Questo accade sia quando c’è un pedone sul marciapiede che se ne sta lì come a giudicare, sia quando c’è un automobilista giusto dietro che invece è impaziente. E io lo so che l’uno giudica e l’altro è impaziente. Perché a parti invertite io lo faccio.
  • Smettere di correggere gli errori grammaticali altrui.
  • Smettere di dire alla gente di non mangiarsi le unghie.
  • Comprare altre cose a quadrettoni.
  • Trovare il modo di aiutare un mio amico a superare l’ultimo esame dopo 12 bocciature di fila. Idee: 1) scoprire dove abita il docente, scattare foto a casa, auto, famiglia e fargliele trovare sulla scrivania in busta chiusa con un biglietto minatorio; 2) far trovare nell’ufficio del docente un paio di spogliarelliste; 3) far pervenire al docente una busta con dei contanti; 4) prendere l’amico, legarlo a una sedia, imbottirlo di anfetamine e fargli una full immersion sui libri.