Non è che ti serva un rossetto grande per delle grandi labbra

– Senti, debbo domandarti una cosa
– Cosa?
– Allontaniamoci dalle persone
– Perché?
– Poi ti spiego

– Allora?
– Ecco…Io lì sotto sono normale?
– Eh?
– Sì…lì sotto…
– Beh direi di sì, sembra tutto nella norma, nessuna serpeggiante sorpresa virile né Demogorgoni che sbucano all’improvviso da varchi bui e umidi
– Non fare lo scemo. Mi sono guardata in bagno prima e ho come l’impressione…che se ne sia un po’ scesa
– Prego?
– Sì, come se fosse più flaccida…secondo te è possibile che se ne scenda giù?
– Ma cos’è che dovrebbe scendere?…Cioè intendi la parte esterna o quella interna?
– Cioè?
– Ok, sorvoliamo sul mio disagio a parlare di anatomia femminile a una donna. Partiamo dall’ABC. Saprai che lì l’apparato si compone di due parti più esterne e due parti piccole interne…
– Sì, io dico quelle ultime lì: è possibile che se ne escano fuori? Io non voglio, che schifo
– Beh alcune donne ce le hanno più sporgenti, di natura. Altre invece più piccole e ripiegate – che è il tuo caso -, insomma è genetica. Poi che si facciano più sporgenti con l’avanzare dell’età, non so, può accadere, non mi sono mai posto io il problema direttamente!
– No dai che schifo. E come fanno?
– Come fanno cosa?
– Come fanno a far sesso quelle che ce le hanno più fuori? Io mi vergognerei…
– Beh fanno lo stesso…direi

Questa conversazione avvenne realmente. Scoprii che così come esiste un mondo fatto di uomini e complessi fallici, esiste un mondo fatto di donne e complessi vulvari da me sottovalutato a causa della mia scarsa sensibilità.

Sono qui per correggere un errore del passato e analizzare più a fondo la questione.

Gli uomini possano trarre le loro considerazioni dal confronto reciproco e nelle docce e negli orinatoi affiancati, la donna, mi domando, ha modo di trarre conforto (o sconforto) allo stesso modo?

Detto in soldoni: sotto la doccia le donne fanno a gara a chi ha le labbra più corte? Io non credo. Inoltre, i bagni femminili sono sempre singoli e separati, il che pone un’altra questione: perché mai la donna non può usufruire di orinatoi affiancati dove poter, durante la minzione, gettar l’occhio sulla mercanzia della vicina e metter in mostra la propria?

Two-Girls-Using-urinal

Donne felici di poter mingere affiancate

Terza questione: i libri di testo. Io ricordo che sul libro di educazione fisica delle scuole medie, nel capitolo riguardante l’educazione sessuale, la vulva era abbozzata poco più che come un taglietto nel pube. Sembrava un POS dove si striscia il bancomat.

Immaginate una ragazzina che si trova a far un confronto tra la propria vulva e quel taglietto disegnato: si sentirà mortificata come se avesse qualcosa di non conforme alla norma.

Ahimè, anzi, ahivoi, io mi faccio allora portavoce dei dubbi intimi altrui e così come esiste un mondo che giustamente si prende gioco di peni flaccidi e tozzi e ricurvi rendendoli, paradossalmente, sdoganati e normali, affermo che debba esistere un mondo dove si parli di vulve di tutti i tipi e ci si burli di loro. Perché il peccato originale sta nell’aver reso la fica come un qualcosa di eccelso e divino e aver innescato una corsa alla perfezione vulvare.

È ora invece di farla scendere dal piedistallo, perché essa – qui lo dico e non lo nego – è brutta.

Ma ci si consoli: la verità è che è brutta per tutte quante.

Questo avrei voluto dire a quella ragazza a quell’epoca e questo le sto dicendo in questo momento riscrivendo il passato e facendola di sicuro sentire meglio grazie alla mia nuova sensibilità.

Non è che ti serva un manuale di conquista per rimorchiare l’auto

Ho raccontato della mia disavventura con l’auto aziendale e di come si sia rotta la “frezione”. Non ho potuto riportare gli altri strafalcioni della fattura rilasciatami dal tizio perché contenenti dati personali, mi si creda se dico che erano spettacolari.

Oggi a ritirare l’auto per trainarla in officina si è presentato un altro genio. Magari è il fratello dell’altro tizio.

– Allora, cliente è…IMPREZA COMPACT, giusto?
– Ehm quella sarebbe l’auto…
– Ah.

Altra storia vera di strani veri tizi da aggiungere alla mia collezione.


Come ho già specificato, tutte le mie storie sono vere ma avvengono in momenti spazio-temporali diversi quindi questa è vera in questo universo.


Abbiamo portato l’auto dal meccanico, scoprendo, con mia somma sorpresa, che fosse una meccanicA.

– Sì lo so, tutti voi masculi masculisti fate questa faccia quando mi vedete
– No no, io ero solo curioso di saper come mai questa professione…
– Mah, sono sempre stata una guidatrice molto scarsa. Le mie macchine avanzavano con grande sforzo e sobbalzi. Ma come meccanica ho scoperto di avere un dono. Solo che, ancora oggi, quando mi metto alla guida, mi prendono in giro dicendo che ricordo quel film: Arranca Meccanica
– Non capisco…
– Senti fratellino, tagliamo corto che mi fa male il gulliver. Sistemiamo questa macchina e teliamo che ho da fare. Questa sera torna il mio ragazzo dopo 6 mesi di lavoro in Svezia e io debbo dare una sistemata al cespuglietto
– Scusi ma le pare il caso di dirmi queste cose intime?
– Ma che stai a ddi’? Sei impazzito? Non lo vedi il cespuglio di rose nel vialetto? È cresciuto troppo e la gente non riesce a passare senza ridursi la pelle come Freddy Krueger
– Ora capisco!
– E poi debbo anche farmi bella tra le cosce. Tutto ‘sto tempo senza trombare e capirai ora c’ho una certa fregola e voglio sia tutto a posto.

Al che ho colto la palla al balzo. Dall’alto della mia specializzazione in Cera una volta  Corso per estetisti cantastorie, mi sono offerto di aiutarla per un trattamento speciale.


Chi mi segue da più tempo ricorderà che un tempo io aprivo scuole e tenevo corsi.


E quindi ecco qui la mia ricetta per l’inguine al pesto.

L’inguine al pesto
Ingredienti:
1 inguine, 1 basilico ligure, 1 aglio, 1 Silkepil, 1 mortai sua, 1 sale molto grosso, 1 pecorina, 1 parmigiana, 1 olio Durex

1) Per questa ricetta è importante che il basilico sia ligure, varietà a foglia più stretta rispetto a quella meridionale. Quindi controllate che la via sia larga prima di utilizzarlo e poi dite la vostra. Prendete il basilico e mondatelo dei suoi peccati.

2)Pelate l’aglio col Silkepil.

3) Prendete un po’ di gente eccessivamente scrupolosa e assicuratevi siano pignoli freschi

4) Andate a Roma a prendere un mortai sua e metteteci dentro basilico, aglio e pignoli. Pestate con qualche pugno ben assestato. Aggiungete un po’ di sale grosso (una confezione da 1kg è abbastanza grossa) e continuate a pestare.

5) Durante il pestaggio il mortaio va girato di continuo – per avere un movimento uniforme – prendendolo per le orecchie se non ubbidisce

6) Mescolando di continuo, cominciate ad aggiungere pian piano un po’ di pecorina e di parmigiana. Per lubrificare il tutto aggiungete un po’ di olio Durex EVO

7) Quando avrete ottenuto un composto omogeneo e cremoso, prendete l’inguine che avevate in precedenza messo da parte e versateci su il vostro pesto. Assicuratevi che l’inguine sia ben cosparso con la crema

8) Servite! Da leccarsi i baffi!

Purtroppo nonostante il mio trattamento la serata per la meccanica è andata male.

Il suo ragazzo non si è presentato ma le ha inviato un messaggio in cui prendeva congedo definitivo dalla relazione. Durante i 6 mesi in Svezia, scriveva, ha scoperto la fika svedese.

Lo so che tutti fanno battute su questa cosa: è vecchia, la fika in Svezia è solo una particolare pausa caffè. Ma è stato grazie alla fika svedese che lui ha incontrato la fica svedese. E quindi ora convive felicemente con una vichinga che pesca merluzzi stordendoli con l’alito.

Amareggiata, bellicosa, crucciata, delusa, esagitata, furiosa (e altri aggettivi in ordine alfabetico), la meccanica mi ha detto Vieni con me. Per vendicarmi, stasera fika per te.

E io ho pensato che un caffettino con un dolcetto ci sarebbe stato proprio bene.

Purtroppo invece lei intendeva altro e mi ha dato la fica.

Lui questa sera sarà contento per aver avuto fika. Io un po’ meno, avendo avuto fica.