Non è che Mrs. Doubtfire potesse essere Presidente del Consiglio solo perché governante

Ci sono che pensi a te non capitino mai. Le vedi accadere ad altri e fai spallucce come se fosse una cosa che mai potrebbe riguardarti.

Avrò un’auto intestata a me.

Quella che utilizzo compirà 20 anni a breve e, pur avendone un uso quasi esclusivo, per ragioni intuibili non è tecnicamente mia.

Quindi dovendola rottamare ora farò io il grande passo. È assurdo, è accaduto tutto così in fretta. Non sarò troppo giovane? Non sarà affrettato? Oggi mi compro l’auto, domani che accadrà, prenoto il ristorante per il matrimonio e un loculo per il cimitero?


Non necessariamente in quest’ordine: sono iscritto a un movimento per il reinserimento degli zombie in società e crediamo abbiano diritto al matrimonio come l’ha avuto Fedez che si sposa dopo essersi beccato un’influencer.


Ho vagliato un po’ di opzioni tra l’usato sicuro. Che io ho sempre pensato che l’usato sicuro fosse come una maglietta con l’alone sotto le ascelle: la vedi e pensi Beh, è usata di sicuro! Non c’è dubbio.

Ho chiesto di vedere un “usato atto di fede”, nel senso che devi compiere uno sforzo contro la ragione per credere che l’auto abbia già avuto un proprietario, per quanto invece sembri nuova. Ma le mie capacità finanziarie non mi consentono tali slanci mistici. E questa è una scusa che va bene anche coi Testimoni di Geova.

A un certo punto il tizio della concessionaria ha detto che voleva farmi vedere una Tata. Stavo per dire che non avevo figli poi son stato zitto pensando magari fosse una tizia coi capelli cotonati e in minigonna.

Ho scoperto che invece ignoravo, causa la mia ignoranza, che esistesse una marca di auto di nome Tata. Non è molto diffusa in Italia, anche perché si sono ritirati dal nostro mercato. Credo per la vergogna.

Il modello sarebbe questo qui sotto (non è la stessa, è una foto presa da internet): magari non sembra così brutta ma a me quando l’ho vista dal vivo ha causato l’impotenza. Credo che utilizzerò la sua immagine come anticoncezionale.

La carrozzeria credo fosse fatta di pelle di Micro Machines (ora sapete perché negli anni 2000 sono scomparse dal novero dei giocattoli: le hanno utilizzate per farci auto vere). Secondo me oltre i 100 km/h volava via.

Negli interni echeggiava ancora l’urlo di Leonida: infatti erano spartani.

Poi era a metano, quindi il portabagagli era inutilizzabile perché occupato dalla bombola.

Infine le riparazioni: essendo un’auto praticamente sconosciuta – anche all’ingegnere che l’ha progettata, che la disconosciuta e si è ritirato a vita privata per scrivere romanzi come Dio è amore ma io volevo solo sesso – il concessionario mi ha detto che se si rendesse necessario qualche intervento meccanico dovrei cercare su internet i pezzi di ricambio.

Immagino a scrivere su Google cose tipo “Minigonne per Tata”, “Tata bella carrozzeria”, “Catene per Tata” e, infine, “Tata pompa”.

Mi sa che quella Tata rimarrà ospite del concessionario per un bel po’.

The Gintoki Show: intervista coll’ysingrino

gintoki show


Sottotitolo: non è che il Faraone fedele abbia una dieta poco varia perché vuol solo la Faraona.


Ho deciso di inaugurare un talk show virtuale a periodicità casuale e che forse avrà solo questa puntata, dedicato alle interviste.

Il primo ospite è un personaggio che non saprei come introdurre: artista? Creativo? Faraone? Me lo son fatto dire direttamente da lui:

G: Chi è ysingrinus?
Y: «Ysingrinus è un semplice Faraone di periferia come chiunque altro, se solo esistessero altri Faraoni. Un genio misconosciuto che sostiene di essere un genio misconosciuto».

G: Non trovi che nella società odierna ci sia un abuso nell’utilizzo dell’etichetta di genio? Non temi il rischio di venir sottostimato a causa dell’aggettivo ormai così inflazionato?
Y: «C’è ovviamente un’insopportabile inflazione. Il desiderio di ridurre ed etichettare è una piaga della cultura di massa. Credo anche ci sia un desiderio di riconoscimento: ci vuole un genio per riconoscerne un altro. Per questo non accetto tale etichetta, se mi fai un complimento lo fai a me, non lo fai anche a te, un po’ di rispetto ed ordine!
Specifico, anche se non ce ne sarebbe bisogno, che definirsi in qualche modo genio non equivale ad etichettarsi, ovviamente»

G: La critica ragionata alla cultura di massa è un tema che ricorre nei tuoi post, non ultimo ad esempio quello su un noto cantante che si fa chiamare Fedez. Credi che l’esser Faraone di periferia abbia influito sullo sviluppo del tuo spirito osservatore e critico?
Y: «Credo di sí, perché vivendo in periferia ho avuto modo di frequentare ed osservare molte situazioni particolari, da un punto di vista privilegiato, essendo io Faraone. Ho avuto modo di mescolarmi tra la folla e di essere stato punto di riferimento per determinati contesti riconoscibili dalla massa.
Non apprezzo questi fenomeni commerciali perché ingannano e impediscono lo sviluppo della massa, per questo ne parlo molto».

G: Quindi non sei contro la massa a prescindere, ma contro un suo sviluppo amorfo e distorto.
Y: «Nella maniera piú assoluta. Io vivo nella massa, faccio parte della massa. Odio lo sviluppo amorfo e distorto, come lo chiami tu. La massa supporta gli artisti e le menti brillanti, ma se viene educata male, i brillanti e gli artisti faranno piú fatica ad essere riconosciuti e supportati e conseguentemente sarà per loro piú difficile migliorare il mondo»

G: La tua arte veicola quindi messaggi educativi per il pubblico?
Y: «È una domanda semplice che richiede una risposta complessa. Per ora posso dirti che non mi arrogo la volontà di educare, penso però di poter dare un’idea alternativa, sicuramente non visibile ai piú, ma solo a chi può essere interessato a vedere. C’è altro, questo è quello che dico. Non è necessariamente bello o piacevole, ma esiste».

G: Ed Euro Top come la vede, invece?…Qualcuno dice che siate la stessa persona, un alter ego per rappresentare istinti più primordiali!
Y: «Euro Top chiaramente non sono io, non è un mio alter ego. È però il desiderio di rappresentare gli istinti piú bassi, o migliori della vita, quello che spinge Euro Top a fare quello che fa».

G: Quale è il tuo rapporto invece con gli istinti più bassi o migliori della vita?
Y: «Molto sano. Vivo bene con me stesso»

G: Rimanendo in tema: la tua notorietà come artista e blogger credi abbia accresciuto, se mai fosse stato necessario, il tuo sex appeal?
Y: «Questo, mio malgrado, è stato inevitabile»

G: Se serve un aiuto per gestire la situazione….non conosco nessuno. I tuoi fan ti pressano di richieste (non sessuali, intendo. O forse sì)?
Y: «Questo mio corpaccione da Faraone ancora riesce a reggere i ritmi del successo. Vengo subissato sí, ma che vuoi farci? Questa è la fama!»

G: Come una popstar…a tal proposito: come accennavo, hai avuto di recente un dissidio – direi una querelle se io sapessi lo svedese – con Fedez. Ma quale è la musica che ascolta ysingrinus?
Y: «Con Fedez e con gli altri scrausi affabulatori, uso questo termine, anche impropriamente, perché Fedez non possa capire.
Ascolto una vasta gamma musicale che spazia piú o meno ovunque evitando fenomeni hip-hop e la cosiddetta musica “commerciale”. Ma è un argomento molto vasto che andrebbe approfondito in un altro momento»

G: Avremo altri momenti e anche qualche attimo e un secondo. Ultime due domande, le solite che, purtroppo, ti toccano (avverti se toccano troppo perché hanno già un’ordinanza restrittiva): hai progetti per il passato? C’è qualcosa che non vorresti dire al tuo pubblico?
Y: «Solo altre due domande?
Ho ovviamente dei progetti per il passato ed ovviamente, ancor di piú, ho diverse cose che non vorrei dire al mio pubblico!»

G: Fai il misterioso. Comunque ho mentito, c’è un’altra richiesta. Scegli un’immagine che ritieni rappresenti al meglio l’ysingrinus. E argomenta la scelta inserendo queste tre parole – non necessariamente in quest’ordine – nella risposta: carambola, simposio, tetraggine.
Y: «Una bella richiesta. Non esistono immagini fisse, posso dire quelle che mi piacciono di piú e conseguentemente quelle che ritengo a me piú affini. La tetraggine dei paesaggi notturni, come la “richiesta di notturno” che ho pubblicato qualche settimana fa, o il boschetto in bianco e nero piú recente. Mi farebbe piacere poter tenere un simposio sul mondo marino, alieno e no, cui sono strettamente legato, tanto che numerosi miei quadri e foto lo hanno come soggetto. Piú in generale direi che la mia persona si potrebbe descrivere in una carambola di paesaggi notturni o desolatamente diurni, marini e no»

Spettacolare.

Signori, l’unico, vero, originale ysingrinus!