Non è che al lavoro ti vesti in modo appariscente per aumentare la tua visibilità professionale

Ho sentito la mia ex collega della Spurghi&Clisteri Spa dove lavoravo lo scorso anno. Non le hanno rinnovato il contratto. Gliel’hanno detto alla fine dell’ultimo giorno di lavoro.

Lei aveva chiesto qualche notizia in merito un mese prima. Non per mettere pressioni, per carità: nel mondo del lavoro non devi mai far vedere che pensi al contratto e al vil danaro. La tua ambizione è quella di far crescere il posto dove lavori e di riceverne in cambio formazione interiore e visibilità esteriore.

Comunque, aveva chiesto a titolo informativo un mese prima e le avevano detto che c’era ancora tempo e poi dovevano pensarci.

Ha chiesto la settimana scorsa e le hanno detto che serviva loro qualche giorno per pensarci.

Io me lo immagino il responsabile nazionale, lì in questi ultimi giorni, con la testa poggiata sulla mano, raccolto su sé stesso come il Pensatore di Rodin. Le lancette dell’orologio ticchettavano, il tempo scorreva e lui sudava perché la spremitura delle meningi sul tema era tale da produrre un grande sforzo fisico in lui.

È purtroppo una situazione (e un malcostume) che non di rado si verifica. Vorrei pertanto dare alcuni consigli non richiesti su come prepararsi al meglio a certe eventualità.

1) Se ti dicono che “aspetta che devono pensarci” puoi anche fare i bagagli, perché è un po’ come il famoso “stai sereno” o anche il più famoso “tranquillo” che a Roma fece una brutta fine.
2) Un altro segno non tanto buono è che il tuo responsabile diretto, quello che dovrebbe avere notizie di prima mano dalla direzione riguardo la tua sorte, cominci a farsi evanescente in tua presenza. Diciamo che ti evita, come se tu avessi una contagiosissima influenza suina e lui stia per partire a breve per le vacanze a Santo Domingo e non vuole beccarsi la febbre.
3) Se nell’ultima settimana prima del termine del tuo contratto ti danno molti più compiti da svolgere non è un segno di fiducia: è per farti sbrigare più cose possibili prima che tu te ne vada e lasci il posto vacante (e del lavoro che dovrà sobbarcarsi qualcun altro).
4) Ormai è andata e non ti rinnovano. Devi cercare altro. È ormai appurato che i soldi sono solo una cosa volgare e la gratificazione migliore è la visibilità professionale. Rendersi visibili vuol dire farsi riconoscere dalle aziende: se voi non emergete dalla massa, come fate a farvi conoscere dai datori di lavoro?

È per questo motivo che voglio condividere con voi il mio ultimo acquisto in fatto di camicie, effettuato giusto quest’oggi. Sono sicuro che con questo capo sarò visibile da 1 km di distanza.

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Non è che ti servano le chiavi per aprire una fabbrica

Ho una ex collega la quale, pur avendo io cessato le mie attività lavorative con lei 2 settimane fa, continua a chiamarmi per cose di lavoro.

Oggi la sua maledetta telefonata mi ha fatto sobbalzare.

Il fatto è che sono in attesa di notizie dall’ultimo colloquio e mi trovo in quella fase in cui l’ansia del desiderio di avere notizie logora dentro e mi fa brutto fuori. Avevo dimenticato com’era avere la posta sempre aperta sul pc e correre a controllare a ogni notifica, per poi scoprire che era solo spam con oggetto acqua casalinga purificata. No, grazie, io bevo acqua addizionata da anidride carbonica, malto e luppolo.

Avevo dimenticato com’era non perdere mai di vista il telefono, anche in bagno, perché le telefonate importanti arrivano nei momenti meno opportuni.

Ricordo una volta, anni fa, per un lavoro ricevetti la telefonata positiva proprio in un momento delicato e personale. Chiusi l’acqua, risposi un po’ freddo per l’imbarazzo, alla lieta novella replicai con un Ah…bene. che lasciò interdetto il Selezionatore, ma altro non riuscivo a esprimere in quel momento.

Non so quanto tempo in futuro ancora potrò reggere questi momenti di stress, il pre, il post, il mentr. Ho deciso ancora qualche anno e poi mi metterò in proprio, creerò un’attività, sarò imprenditore di me stesso e quando avrò urgenza di aver notizie da me mi solleciterò senza tema di esser giudicato.

Devo ancora decidere in che campo buttarmi. Forse il camposanto.

Forse aprirò una fabbrica di biancheria intimista. Per uomini e donne ripiegati in sé, attenti alle piccole cose di valore della vita e cul-tori della dimensione affettiva privata. La biancheria intimista è per pelli sensibili, così sensibili ed effimere che in breve volgono nel decadentismo.

Non aspettare di essere decadente: nel segreto del calore domestico, esalta le tue emozioni più che personali indossando un capo intimista!