Non è che il sacerdote stia bene in salute perché è curato

Ogni tanto mi metto a riflettere su cosa potrebbe essere utile per migliorare il mondo e cosa ci vorrebbe per risollevare le persone da ansie, stress, fastidi e alitosi che affliggono il quotidiano.

Una nuova religione, ecco cosa ci vorrebbe.

Parliamoci chiaro, sarebbe ora di rinnovare un po’ il mercato religioso. Introdurre qualcosa di un po’ più nuovo, al passo coi tempi senza dimenticare di strizzare un occhio alla tradizione.

E l’idea mi è venuta proprio osservando noi gatti. Conosciamo la storia della venerazione da parte degli Egizi, ma la mia idea non è di fare del gatto una divinità, ma prendere spunto dal suo stile di vita per impostare meglio il nostro.

Punto Primo: basta con le religioni che dicono fai questo, non fare quello, non fare sesso, fallo quando dico io, eccetera. Basta con il voler imporre agli altri quello che è giusto e non giusto fare sulla base del proprio essere praticanti.


Almeno a parole. Credo che il più pulito di quelli che vuole imporre il proprio punto di vista agli altri poi nel concreto della sua vita sarebbe perseguibile per un paio di scomuniche.


Fate invece come i gatti: fate il cavolo che vi pare. La porta è chiusa? La desiderate aperta. La porta è aperta? Avete cambiato idea e non volete uscire più.

Avete una comoda cuccia per dormire? Voi preferite la scatola delle pantofole dove ci entrate per un terzo.

Non dovete rendere conto di quel che volete o non volete fare.

Secondo punto: basta con lo stress. È un dato di fatto che sia la malattia della società sviluppata. Passiamo il tempo a correre avanti e indietro e anche quando avremmo del tempo libero continuiamo a correre per fare cose perché guai a fermarsi, sia mai che ci ritroviamo soli con noi stessi scoprendo di non piacerci.

Invece per i gatti il tempo scorre in maniera relativa. Possono incantarsi a guardare il vuoto o trascorrere una giornata a dormire investendo le energie giusto per rigirarsi al sole. La fretta? Cos’è la fretta?

Terzo punto: lavatevi bene. Non dico di passare le giornate a leccarvi, ma tenete presente il comandamento pulizia soprattutto la mattina prima di prendere i mezzi pubblici.

Quarto punto: se i gatti stanno male si ritirano da qualche parte dove stare tranquilli. Pertanto, quando state male non rompete le palle al prossimo: il partner vi ha lasciato? Avete 37 di febbre? Ritiratevi in solitudine e non stressate chi vi sta intorno.

Ma come, un comandamento così egoistico?

Al contrario. Voi sarete altamente altruisti a non pesare sugli altri che, dal canto loro, si preoccuperanno e verranno da voi.

Perché il Miaoismo è amore! Prima di inseguire la felicità, inseguite la felinità.


Volevo intitolarlo Gattolicesimo ma hanno già registrato il marchio.


Per ora mi fermo qui, ché devo studiare un attimo come si fa a fondare realmente una religione. C’è bisogno di compilare dei moduli? Registrarsi alla Camera di Commercio? Avere un hashtag su Twitter?

Non è che per esser più sincero ti radi in bocca per non avere peli sulla lingua

Molta gente mi ferma per strada e mi chiede consigli per avere una bella barba. Io sono sempre di fretta, saluto, ringrazio, svicolo, con la promessa reiterata però di dedicarmi a questo importante tema che appassiona tanti giovani e meno giovani.

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Una barba convincente non esita a profilarsi all’orizzonte

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Il cantante allegrone dei Baustelle volle farsi una foto con la barba. Io in cambio gli chiesi che marca di olio usasse per avere i capelli così splendidamente unti

Così adesso che ho un attimo di tempo libero dal fabbricare complotti per la Poteri&Forti Srl ho deciso di scrivere una guida per essere dei perfetti barbuti.

1) La barba: un po’ di storia. Fin dagli alberi della civiltà (quelli da cui siam scesi) la barba è stata oggetto di culto e ammirazione anche perché gli uomini primitivi erano così brutti che una peluria facciale che ne nascondesse le fattezze era più che mai auspicabile.
I Faraoni Egizi indossavano barbe finte perché soffrivano di calvizie facciale. I Babilonesi, o forse erano gli Assiri o forse nessuno, usavano portare lunghe barbe molto curate e decorate da accessori e anelli. Ancora oggi si tende a rievocare queste usanze in modo molto creativo e anche un po’ da coglioni:

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2) Come la faccio crescere? Test clinici e uno studio dell’Università della Pennsylvania dimostrano che posare forbici e rasoio stimoli la crescita della barba. Anche guardare Marzullo e altri programmi barbosi aiuta.

3) La barba va spazzolata. Le migliori spazzole sono quelle in setola di cinghiale, ma oggigiorno i valori animalisti e le proteste degli attivisti hanno reso tali prodotti stigmatizzati dall’opinione pubblica. Così sono nati prodotti sostitutivi in setola di operaio della Cinghiale. Compratene finché gli attivisti per i diritti dei pennelli non li faranno mettere al bando.

4) La barba va lavata. La barba raccoglie qualsiasi impurità venga a contatto con la nostra faccia: cibo, polveri e materiale trasportato dall’aria, residui di pelle che si staccano dal viso (un problema soprattutto se siete degli zombie), militanti di Casapovnd. Un vero concentrato di sporcizia e batteri, quasi quanto un autobus dell’Atac! Utilizzare un paio di volte la settimana uno shampoo specifico per barba: perché specifico? Guardate quanta gente usa lo shampoo per capelli e poi diventa calva! Non vorrete mica far fare la stessa fine alla vostra barba?

5) Prodotti particolari. Una volta a settimana massaggiate la barba con un olio aromatizzato. Con un rametto di rosmarino e una foglia di salvia inoltre sarete ottimi al cartoccio.

6) Alcuni vantaggi di avere la barba.

  • Alle donne piace l’uomo con la barba, finché siete single. Quando vi ci fidanzerete dal giorno dopo vi diranno di tagliarla per rendervi più presentabili.
  • Protegge la pelle dal sole d’estate e tiene caldo d’inverno. Se la fate crescere all’infinito potreste quindi risparmiare sui vestiti.

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