Non puoi dormire sugli allori: sono scomodi e ti feriresti con i rami

È da due settimane che mi sento stranamente positivo ed è proprio in questi momenti che si è più vulnerabili. Il pericolo può arrivare in qualsiasi momento e la positività fa abbassare la guardia perché ci si sente tranquilli.

Oggi (che in realtà sarebbe ieri) vado a far visita a NM (Nonni Materni) e scambio con loro qualche parola. Al mio “bene” in risposta a un “come vanno le cose?” di NM, interviene la badante, quella dello “sgnakku sodiakalu”,


Si veda puntata L’oroscopo è una cosa che ti lascia il segno.


la quale mi dice
– Stai attento.
– Eh?
– Oroscopo non dice cose buone, stai attento. Io ho letto.
– Eh ah?…Sì, io non guardo queste cose.
– Sgnakku dice brutto momento ora viene. A gennaio forse migliora.
– Ah ok, grazie.

Più che inquietarmi cosa dica l’oroscopo mi lascia perplesso che lei si prenda la briga di informarsi sul mio segno e seguirne le vicissitudini.

Per il resto, non ho bisogno dell’oroscopo per sapere che Venere (che nella mia immaginazione non è un pianeta ma proprio la dea Afrodite, con le fattezze di quella comparsa nelle serie tv Hercules e Xena*) mi è contro: ho una ex rancorosa e i miei approcci vengono stoppati ancora prima che vengano approcciati.


Sull’ultima cosa si veda la puntata Non c’è bisogno di essere una gran-de-mente per essere Miss Italia.


* Non era chissà quale bellezza –  ho un problema ad apprezzare le donne yankee: troppo mascellone e con la dentatura di Furia il cavallo del West – ma per una sorta di imprinting l’idea della dea dell’amore si è sovrapposta alla sua immagine: I-dea dell’amore?


Non so quale divinità, inoltre, sovrintenda le abilità manuali, ma pure quella mi è contro. Da una vita. Io rompo le cose, forse è un superpotere che non ho mai compreso e sfruttato. Se ne capissi il funzionamento potrei diventare un supereroe, disarmare i nemici toccando le loro armi, disinnescare ordigni esplosivi semplicemente staccando un filo a caso e così via.

L’ultima vittima, in ordine temporale, è un piatto che ho rotto mentre lo stavo lavando. Non so come ho fatto, ma dalla mano destra che lo reggeva il piatto è scivolato, con la sinistra ho tentato di prenderlo prima che cadesse nel lavello ma l’ho colpito mandandolo contro la destra che l’ha fatto rimbalzare di nuovo contro la sinistra che l’ha colpito di taglio. E a quel punto si è spaccato in due.

La cosa di cui mi rammarico è che ho rotto in pratica un piatto con un colpo di karate ma non c’era nessuno ad assistere a una tale performance.

Infine, dopo amore, salute (delle cose che mi stanno intorno) veniamo al denaro: ho il portafogli bucato.

E non è una metafora: nella tasca interna portaspiccioli c’è un buco che si allarga giorno per giorno. Prima hanno iniziato a scappare i 2 cents, poi i 5. Oggi ho scoperto un decino che cercava di infilarsi anch’esso in cerca di libertà.


Questa cosa mi ha molto intristito: il portafogli è un regalo della ex – non la rancorosa, un’altra, che magari pure lei ha dei rancori in serbo o in qualche altra lingua – e ci tenevo molto. Al portafogli, intendo. Ma anche all’ex, però questo lei non lo sa e anche se lo sapesse giustamente oggi non gliene importerebbe, avrebbe dovuto saperlo all’epoca ma se non lo sapeva era colpa mia e quindi ora mi consolo con gli oggetti per una sorta di transfert emotivo.

O forse è tirchieria, perché essendo oggetti utili è giusto continuare a utilizzarli.


A Paperon de’ Paperoni piace quest’ultimo elemento.


Mi sa che comunque ha ragione la badante: sgnakku non buono adesso. E io che mi cullavo nel positivismo!

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