La mela marcia

Sì, avevo promesso di parlare del censimento, poi me ne son scordato; rimandiamo a quando dovrebbe cominciare effettivamente questa storia (cioè il 9 ottobre).

La notizia di oggi è che Berlusconi chiamerebbe il suo nuovo partito “Forza gnocca“.

No non è questa la notizia (anche perché non rappresenta nessuna novità): il fatto è la scomparsa di Steve Jobs. Non voglio mettermi a fare una biografia online, un necrologio, un post alla memoria…no. A questo ci sta pensando un miliardo di persone minimo sul pianeta. Diamo per scontato che Job sia stato un grande innovatore, un genio, ecc., perché è una cosa che tutti riconoscono e pone Jobs al livello di qualsiasi altro grande inventore del passato (lasciamo stare che magari non sia tutto lavoro suo o che ci siano stati altri prima, ma è comunque chi perfeziona e rende fruibile qualcosa il “padre” – seppur adottivo – dell’invenzione. E questo va tributato a Jobs).

Questo è stato. Ciò che è adesso (ed era pure prima, ma ora aumenterà a livello esponenziale), è il culto ideologico verso la Apple e Jobs. Un culto che mi spaventa perché rappresenta l’apoteosi del capitalismo sfrenato (di cui Jobs era un sapiente interprete) che sottrae capacità di giudizio alle persone (del resto, diceva Jobs: non è il lavoro dei consumatori sapere quello di cui hanno bisogno), che ben si esplicita in ciò che oggi è la mela con i suoi prodotti. Non nego la loro qualità, anzi, ma la Apple vende perché è cool. È questo il dato, quante persone che hanno in mano l’Iphone ne sfruttano il potenziale? E quanti ce l’hanno in mano come scimmie giusto per godersi le cazzate? Allora il culto in questo caso diventa qualcosa di sbagliato, come portare il maglione griffato giusto per far vedere che ce l’hai. E io disprezzo costoro: invidia perché non posso permettermi le loro cose? Io in verità cerco di non privarmi di nulla, nei limiti del sensato. Ascolto la musica eppure non ho speso una barca di soldi per un I-pod. Ooooooh, ma come fai???? Mi scriverà il bimbominkia. Ecco un esempio di ciò che ho letto in giro

l’ipod è una cosa unica e straordinaria…per veri intenditori…nn importa se il prezzo minimo superi di gran lunga i 100€ l’ipod è la musica…la musica è l’ipod…l’ipod ti cambia il modo di vedere le cose

Quindi senza l’I-pod non esiste la musica, ok. Addirittura ti cambia il modo di vedere le cose, cazzo, cos’è, un libro di Erich Fromm? Tanto poi che fa che costi tanto…questi sarebbero gli appartenenti alla generazione de “noi la crisi non la paghiamo”. Però poi pagate per comprare le cose di tendenza, quelle sì, perché sono cool. Perché dico ciò? Perché simili commenti li leggo sulla pagina FB di XL, un giornale che pare tanto indie-alternative-indignados-lacrisinonlapaghiamo-ministrobrunettafaischifo e poi scrive in bacheca: quale invenzione di Steve Jobs vi ha cambiato la vita? con tanto di foto di prodotti Apple. Sottomessi, come tutti, all’ideologia del consumismo; già il fatto che presupponga di “cambiare la vita” (senza non puoi farne a meno!) è indicativo.

Mezzo secolo fa veniva pubblicato Miti d’oggi, il saggio con cui Roland Barthes analizzava la società di massa degli anni Cinquanta. Sotto la sua lente, gli oggetti della vita quotidiana e dei media diventavano la chiave di lettura per capire il proprio tempo e la propria società.

Per Barthes, il mito non sta nelle cose in sé, ma nel modo in cui esse vengono comunicate. Il principio della cultura di massa “sta nella capacità di trasformare il culturale in naturale”. Ciò che è stato artificialmente costruito diventa, attraverso la comunicazione di massa, qualcosa che ci appartiene indissolubilmente.

I sordidi incontri di catch nelle periferie parigine, la bistecca al sangue e le eterne patate fritte, la pubblicità dei detersivi iperschiumosi, gli antichi romani nei film di Mankiewicz, l’epopea ciclistica del tour de France, le rubriche astrologiche nelle riviste femminili, la Citröen DS, il viso algido di Greta Garbo nella Regina Cristina, lo strip tease al Moulin Rouge, Gide in vacanza sul fiume Congo che legge Bossuet, le fotografie di pietanze ornamentali sui giornali di cucina, l’operaio di Chaplin in Tempi moderni, la capigliatura dell’Abbé Pierre, i monumenti e i ristoranti delle guide turistiche, la spasmodica ricerca degli extraterrestri, il cervello di Einstein conteso fra le università americane, l’invenzione della plastica, le tautologie della critica teatrale accademica, la stupefacente velocità dei jet, il consumo rituale del vino e le purificazioni del latte, le immagini dei candidati nei manifesti elettorali…

Gianfranco Marrone

Alla lista, si può benissimo aggiungere la mela morsicata…

Ancora col necrofeticismo

Tempo fa, pubblicai un post in cui riportavo le statistiche delle parole chiave più cercate che conducono al mio blog; primeggiava la ricerca di “morte”, con la variante di “morte con donne nude”.

A distanza di 8 mesi, siamo a questo:

orlan, cavacon 2010, taverna goti, donne morte nude, novità settembre wikio experts

Da segnalare la new entry Wikio Experts (argomento caldo) e il ritorno di Orlan: per chi non se la ricordasse, ecco qui il vecchio post e le immagini:

Praticamente, Lady Gaga tra qualche anno.

La cosa da segnalare, comunque, tornando alle keywords, è che resiste, incrollabile, la necrofilia! Adesso è diventata ancora più esplicita, passando a “donne morte nude”. Sinceramente la cosa non mi fa più ridere, mi chiedo che genere di maniaci passino per di qui.

Aggiornamenti/Annotazioni/Varie ed eventuali

Alla notizia che mi candidavo per un corso di specializzazione a Parma, mia madre mi fa: “Ma vuoi andare a Parma perché lì fanno i corsi o perché vuoi andare così?“. Calma. Allora, faccio presente che il corso partirebbe il 16 gennaio; il 16 gennaio a Parma ci potrebbero essere 10 cm di neve e una temperatura di qualche grado sottozero.

(si ringrazia la Gazzetta di Parma per la foto)

Vi sembra un posto dove andare “così”? Sì, qualcuno dirà “uh che bella la neve”, allora, a parte che non mi è mai capitato di camminarci dentro, ma al massimo può essere bella da guardare, non da affrontare soprattutto se non stai andando a sciare o a fare pupazzi.

2) Il discorso del corso di specializzazione si collega ad un’amara realtà post universitaria con cui debbo fare i conti: io non so fare un cazzo. Me ne accorgo esaminando le offerte di lavoro, non so a cosa rispondere e come. Non è come essere ingegneri, anche se sei il più scarso degli ingegneri, se trovi un’annuncio in cui si cerca un ingegnere, ti proponi. Io a cosa mi propongo (domanda: perché non hai fatto l’ingegnere? Ci ho provato, ma non era cosa per me)? Escludiamo tutta l’area amministrazione/contabilità aziendale (richiesta laurea in economia), escludiamo tutto il campo delle relazioni, del commercio con l’estero (richieste due lingue minimo), escludiamo le offerte per saldatori e tornitori (a quanto pare sono molto ricercati), cosa rimane? L’agente con partita IVA per assicurazioni e agenzie immobiliari. La risorsa verrà inculata, pardon, inquadrata, dopo un corso di sformazione in un team dinamico con spiccata attitudine al problem solving e all’appecoronamentum, con un portafoglio (per gli uomini) o una borsetta (per le donne) clienti…Credo l’unica mia strada siano i concorsi pubblici: il che comporta iniziare da capo un nuovo percorso di studi; fermo restando che comunque bisogna studiare per il concorso, un conto è avere già dei rudimenti delle materie, un conto è cominciarle ex novo. Anche di questo debbo ringraziare la mia Fuckoltà, che pensava a farci studiare Storia della blablaologia mitteleuropea invece di offrirci una base per i concorsi. Del resto, io me la son scelta e io me la piango.

PS, a proposito della blablaologia

Morte con donne nude

WordPress mi ha mandato una mail con un resoconto delle mie attività sul blog e le statistiche (numero di post, di visite, ecc). Tra le varie cose mi ha colpito questa

Some visitors came searching, mostly for morte, donne nude, la morte con la falce, aida yespica nude on tv, and morte con falce

Morte batte figa 3 a 2.

Il che dovrebbe farmi preoccupare sull’andazzo di questo blog.

Per aumentare i visitatori allora scrivo: tanta morte con la falce a tutti (però non scordatevi di un po’ di nudo in tv)

Ciao im-mondo

Sembra che windows live abbia deciso di migrare verso altre piattaforme. La possibilità di esportare il proprio blog ad essere sincero era una cosa che da sempre auspicavo, perché mi ero rotto da tempo di WL. Ciò che mi frenava dal ripartire altrove era la prospettiva di cominciare da 0, abbandonando tutto ciò che avevo messo nel mio blog.

Sono comunque soddisfatto a metà, perché se anche la migrazione è andata a buon fine (anche se oggi temevo non fosse così, dopo aver ricevuto la mail che confermava il successo dell’operazione, giunto sul blog non ho trovato nulla, a parte il post di benvenuto di WP “Ciao mondo“), sono andati persi album di foto ed elenchi. Adesso debbo cercare di capire come ricreare come qualcosa di simile qui dentro.

In tema di disservizi, è doveroso parlare della situazione nella mia facoltà. Per motivi assolutamente condivisibili i ricercatori sono in agitazione, e l’inizio dei corsi è stato posticipato all’11 ottobre, per tutte le facoltà della Federico II.

Il problema è che siamo arrivati al 29 settembre e ancora non sono stati pubblicati gli orari. Né sono stati pubblicati gli appelli d’esame della sessione di ottobre. E pensare che gli appelli della sessione straordinaria di settembre erano stati pubblicati il 3 agosto, invece. Da notare che un paio di giorni prima avevo chiesto in segreteria se ci fossero appelli a settembre, e l’impiegata allo sportello smentì categoricamente, al grido di No, assolutamente non è possibile che ci siano esami a settembre). Ma la mia segreteria è particolare, in genere ci sono 3 persone che si alternano allo sportello e se domandi la stessa cosa in 3 momenti diversi alle 3 persone, otterrai 3 risposte diverse (e potrebbe anche capitare che nessuna delle 3 risposte sia quella giusta). Comunque oggi c’era il consiglio di facoltà, si spera arrivino buone nuove domani.

In questi giorni, a proposito di esami, ho raggiunto il mio obiettivo stagionale: il conseguimento della patente ECDL. Una roba assolutamente inutile (trattandosi di nozioni basilari) ma indispensabile. Mi ero sempre scocciato di conseguirla, finché tramite l’Ateneo mi sono iscritto agli esami. In 3 sessioni (una a maggio, una a giugno e l’ultima ieri) mi son tolto dalle scatole i 7 moduli.

Prossimo obiettivo stagionale: trovare la voglia di preparare l’esame di Storia costituzionale dell’Europa moderna. Domattina debbo giusto recarmi a ricevimento dalla docente per istruzioni riguardo la tesina da presentare.

Asocial Network

 

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E’ ora di dare una svolta al  web 2.0, e di procedere in senso contrario alla tendenza generale.

Tutti-collegati-tutti-che-aprono-blog-si-scambiano-contatti-io-scrivo-sulla-tua-bacheca-tu-scrivi-sulla-mia-ehi-grazie-per-avermi-addato-ho-aggiunto-un-nuovo-video-eccetera.

E’ l’epoca dei cosiddetti "social network".

Ma è ora di cambiare, è ora di creare

L’ASOCIAL NETWORK

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Lo scopo dell’Asocial Network sarà quello di rendersi irreperibile agli altri, non aggiungere nessuno, non scrivere a nessuno, non scambiare contatti con nessuno.

L’Asocial Network intende creare la più grossa community virtuale di gente che non vuole avere nulla a che fare gli uni con gli altri, e a cui non gliene sbatte una cippa di niente (in realtà questo è quel che succede anche con i social network, solo che non si dice).

 

Cosa aspetti, non vorrai mica sembrare preistorico e perderti l’ultima novità del web? Entra anche tu a far parte dell’asocial network, e scopri quanta gente non vorrai conoscere!

Terrorismo psicologico

 
Stamattina su internet sono incappato in una notiziola interessante made in USA, la riporto per intero. Le parti in rosso sono mie.
 
Per contrastare la pirateria un’associazione No-Profit ha realizzato un fumetto di 24 pagine (questo è il file PDF) che verrà distribuito in 50.000 copie da consegnare agli studenti e ai giovani. Il fumetto è stato commissionato dal National Center for State Courts, un’associazione senza scopi di lucro.
Il fumetto, intitolato “The case of Internet Piracy” racconta la storia di una ragazza che impara dagli amici a scaricare musica (eh si, si comincia così, sono sempre gli amici che ti portano sulla cattiva strada, è solo un tiro dai per provare, lo fanno tutti, non fa male). In poco tempo scarica 2000 brani musicali fino al giorno in cui riceve una lettera del tribunale cui segue un processo. La ragazza rischia di perdere tutto, anche la borsa di studio per continuare la scuola, oltre a dover affrontare una richiesta di due anni di reclusione (qualcos’altro? La gogna?).
Lorri Montgomery, direttore del centro di comunicazione, ha dichiarato che lo scopo fondamentale è educare (educare? Qualcuno mi spiega la differenza tra "educazione" e "terrorismo psicologico"? No perchè a questo punto non ce l’ho più ben chiara) i bambini (età compresa tra scuola media e liceo) e spiega cosa realmente succede nelle aule giudiziarie in queste situazioni. E’ prevista la pubblicazione di un secondo volumetto (dai perchè non farne pure un film?), intitolato “The Case of Stolen Identity”.


Articolo
 
 
Senza parole, veramente. Gli Stati Uniti sono un Paese straordinario, c’è sempre qualcuno che si preoccupa di "educare" (educare, non "terrorizzare" o compiere su di loro un lavaggio del cervello) i giovani, di evitare che possano seguire cattivi esempi.
 
E’ lo stesso Paese in cui, tanto per dire, queste varie associazioni No-Profit puntano il dito contro Marylin Manson (che detto per inciso io odio, ma odio di più chi ne fa il re del male) perchè è un cattivo esempio. E poi contemporaneamente il Governo che hanno votato va a bombardare un’altra Nazione senza ragione alcuna e ciò non causa il loro sdegno.
 
Meraviglioso.
 

Lo scuba diving

 

Tornato finalmente operativo, dopo 6 formattazioni e 5 o.s. installati (4 diverse versioni di Winzozz + Linux Kubuntu).

 

Dopo una prima formattazione, resasi necessaria per dare nuova vita al pc, Winzozz mi aveva fatto un bello scherzetto, non mi vedeva più in Risorse del computer il secondo hd da 300 gb, quello che uso come archivio. In gestione disco compariva, ma senza una lettera assegnata (la lettera che contraddistingue tutti i driver, l’hd principale ad esempio in genere è C, il lettore è D e così via) e con l’impossibilità di assegnargliene una.

Ho provato tutti i programmi di questo mondo, Partition Magic, Acronis, Hiren’s boot (un cd con una suite di programmi di emergenza), niente.

 

Ho provato diversi o.s. e con nessuno la cosa si risolveva; solo con Kubuntu l’hd era pienamente accessibile ma sorgeva un problema: Kubuntu non lo so usare, e se volevo l’hd dovevo convertirmi stabilmente ad esso (mentre io sono propenso ad imparare poco alla votla usandolo accanto a Winzozz). Così ho provato un’altra copia di Xp più aggiornata, che mi permetteva di assegnare la lettera, ma per accedere all’hd dovevo comunque formattarlo.

 

E così, rassegnato all’idea di perdere gran parte dei dati, dopo aver recuperato – tramite un programma che recupera file da hd danneggiati, formattati o semplicemente non riconosciuti – una cinquantina di giga di file sfruttando il primo hd per il backup, ho formattato e ora è tutto a posto.

 

Ringraziamo Winzozz per il ruolo da protagonista nella storia.

 

 

 

Ah, cosa c’entra il titolo?

Niente.

 

Ieri mi è capitata tra le mani una mia vecchia agenda di Radio Dj del liceo, dove al suo interno i vari deejay’s si raccontavano, elencavano film preferiti, canzoni, ed hobby. Tra i tanti c’era Andrea Pezzi (a proposito, che fine avrà fatto? Ma chi se ne frega) che raccontava della sua passione per lo scuba diving; e oggi come allora ai bei (?) tempi del liceo, una domanda mi è sorta: che cavolo è lo scuba diving?

 

Meno male che c’è la bibbia dei poveri (wikipedia) che corre in soccorso:

 

La subacquea, o scuba diving, è l’uso di un equipaggiamento di respirazione autonomo per immergersi e rimanere sott’acqua per lunghi periodi di tempo.

 

E io che credevo  chissà cosa fosse.

 

Edit: Nel commento al precedente post ho inserito la traduzione dell’articolo di El Pais.

Delirio notturno

Mi sono sorpreso a ragionare sul vuoto che ci portiamo dentro, che tentiamo di celare agli occhi altrui (anche se in certe persone è manifesto, come il sole che sorge, spunta a distanza il loro essere nulla), ma che non possiamo celare a noi stessi.  Siamo esser incompleti, ma non nella definizione classica (si dice che l’uomo è incompleto per natura, poi qui subentrano spiegazioni biologiche e/o religiose, io non mi ci addentrerei perchè non è lo scopo di questo intervento dare ragguagli in merito alle questioni sopra citate), incompleti perchè fatichiamo a trovare una identità, ma di chi o cosa è la colpa? Degli altri? Della società? Del mondo? Si, se guardiamo la realtà con gli occhi di un adolescente in perenne urto con tutto e tutti. Tale spiegazione può risultare credibile fin quando si è nell’adolescenza (ma in realtà chi ci crede? E’ solo una scusa di comodo, si sa, è adolescente, poi crescerà e cambierà la sua visione delle cose), ma guardiamoci attorno con occhi maturi: di chi o cosa è la colpa?…Forse di quest’era moderna (o postmoderna, anche qui il dibattito è aperto, ma non mi ci addentro) che frammenta i nostri io, e ci disorienta, ci troviamo a dover gestire le nostre identità non più riconducibili a quell’unica, a cui vorremmo tendere, ma a cui non potremmo mai arrivare, a causa del vuoto che ci portiamo dietro? E’ un cane che si morde la coda, ma in questo caso le code sono troppe da afferrare.