Se li conosci…devi sopportarli

Nel mondo c’è troppo odio, ognuno di noi, nel proprio piccolo, dovrebbe sforzarsi per essere più tollerante e comprensivo.

Ciò nonostante, ci sono categorie di persone che mettono a dura prova i miei esercizi (mal riusciti) di calma zen.

Eccoli, in ordine crescente di fastidio

10) Il mujahid vegetariano/vegano. Massimo rispetto per le scelte di vita delle persone. Ma tu che devi menarla a tutti perché mangi il pasticcio di seitan e tofu alle 12 erbe di aiuola della rotonda autostradale sottolineando il tutto alla faccia di voialtri poveri carnivori, sei pessimo.

09) L’ingombrante. È difficile far rientrare in una sola categoria l’ingombrante, dato che quelli della sua risma sono specializzati in diversi settori. Per dare l’idea, l’ingombrante è quello che occupa due posti auto parcheggiando; oppure, è quello che, in compagnia di altri ingombranti, cammina fianco a fianco al gruppo occupando tutto il marciapiede e anche la carreggiata stradale. L’ingombrante è quello che non comprende un concetto semplice come quello di “lasciare scendere prima di salire” e che, a scuola/all’università/in ufficio, ha una concezione hitleriana di “spazio vitale”, occupando con fogli, penne e cianfrusaglie varie anche l’altrui zona.

08) L’audioleso. Quello che deve far sapere a tutti che in macchina ha montato un impianto audio dalla potenza sonora che andrebbe bene per il  Wembley Stadium.

07) I padri che seguono gli eventi sportivi dei figli. Ho detto tutto. E talvolta le madri sono anche peggio.

06) Il liceale in treno. Anello di congiunzione tra l’odore di ascella e quello di piedi, palesa tutti i caratteri comportamentali tipici dei Primati inferiori. Innanzitutto, ha difficoltà a stare seduto composto, preferendo scalciare, saltare, appendersi alle maniglie esibendosi in esercizi ginnici, prove di forza per le femmine del branco che osservano. La componente olfattiva sembra essere preponderante, ogni gruppo sociale emana un diverso afrore, il che lascia pensare che l’individuo rintracci i propri simili dalle scie di odore. Il liceale manifesta attenzione per suoni ritmati sgradevoli, condivisi a tutto volume col proprio smartphone, che ha imparato a usare evidentemente scimmiottando qualcun altro. La comunicazione tra i componenti della stessa specie è articolata in urla e sghignazzi vari.

05) L’agente ansiogeno. È un individuo ansioso che, invece di starsene per fatti suoi in un angolo a torcersi il colon in preda alla tensione, desidera rendere partecipe gli altri delle proprie preoccupazioni, inoculando ansia come un aspide iniettò veleno nella tetta di Cleopatra. Tu, universitario, ne sai qualcosa: sei lì, pensando al tuo esame da sostenere, all’improvviso si gira questo individuo di fronte che ti chiede: ma tu te lo ricordi il nome del fondatore della casa editrice indicata sul retro di copertina del libro? E se poi lo chiede? Zac! Sei stato infettato.

04) Il complottista. Tu sei evidentemente un Rettiliano pagato dalla CIA e da Antonino Cannavacciuolo, oltre che un povero ignorante – SVEGLIA! – disinformato. È questa l’opinione comune che il complottista medio  ha di te, che osi mostrare senso critico invece di credere ciecamente a tutto ciò che ti dice. A giudicare dalla quantità di complotti e mistificazioni che ci circondano, il complottista dovrebbe essere una persona che vive da solo in cima a una montagna, col proprio orticello e privo di qualsiasi oggetto tecnologico. Poi, invece, ha pc, smartphone, internet (ma non ci spiano?), va a votare (ma non sono tutti degli Illuminati?), mangia le peggiori schifezze (ma non le usano per controllare le nostre menti?), va dal medico quando è malato (ma non ci propina farmaci per dare il via al piano di sterminio di massa?) e frequenta donne (ma non sono la rovina della società da quando hanno deciso di smettere di stare chiuse in casa a fare la calza?).

Per i tre posti del podio si accettano proposte! 😀

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Destro o sinistro?

Non so che validità scientifica abbia, comunque chi volesse spendere un minuto giocando a capire quale sia il proprio emisfero del cervello dominante (o se ci sia un perfetto equilibro), c’è questo test: http://sommer-sommer.com/braintest/

Secondo il risultato sono una persona irrazionale (secondo la convenzione classica, lo scienziato tra i due emisferi è il sinistro. Ho detto “convenzione classica” perché magari hanno scoperto che è tutta una balla).

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A proposito di irrazionalità, Il mondo di Dalì torna domani con l’ultimo episodio. Forse.

Lavori alla pizzaiola (ricetta originale)

Le cose all’italiana.
Sembra, ormai, un luogo comune. Sì, perché a noi, rispetto ad altri Paesi occidentali, non manca nulla. Abbiamo le stesse cose. Ma le facciamo a modo nostro.
Sarà una forma di rivalsa.
Così, come all’estero torturano la nostra cucina, facendoci trovare gli spaghetti boloñesa (Spagna), la margherita con l’uovo (Francia), la lasagna col ketchup e il formaggino (Inghilterra), noi reinventiamo a modo nostro i servizi e la burocrazia.

Accade, allora, che un’iniziativa interessante come quella di Italia Lavoro, presenti molto punti oscuri. Brevemente, di cosa si tratta: offrire ai NEET (Not in Education, Employment or Training) tra i 24 e i 35 anni, laureati in discipline prive di uno sbocco diretto al mondo del lavoro (quindi no ingegneria o medicina, ad esempio) la possibilità di partecipare a dei tirocini formativi di inserimento lavorativo. Il tutto, una volta tanto, non a proprie spese ma con un rimborso: 500 € nella propria Regione, 1300 per i tirocini in mobilità. Ci si guadagna poco o niente, ma almeno non ci si perde nulla, per fare esperienza. Ci si candida sul portale Cliclavoro.gov.

Cosa accade, una volta condito con salsa italiana:

  • Le adesioni dovevano aprire il 23 settembre. Il sito è in manutenzione e vengono aperte il 25. Ufficialmente. Perché poi il sito finisce down e per due giorni è impossibile aderire o pubblicare il cv. “Non si aspettavano tanti accessi”. Sigh. Intanto, qualcuno riesce a candidarsi lo stesso, magari bruciando in tempistica qualcun altro.

    “Non c’è nessuna graduatoria, non è una corsa contro il tempo”. Sigh. Il bando è aperto sino al 31 dicembre, ma, mi domando, tra un paio di mesi troverò lo stesso numero di offerte di quest’ultima settimana?
  • Il tirocinio non dovrebbe essere fine a se stesso, ma permettere al laureato di acquisire un’esperienza spendibile nel mercato del lavoro. O, anche, farsi conoscere e formare dall’azienda che potrebbe anche proporgli un contratto, al termine del tirocinio. Allora dovrebbero spiegarmi perché compaiano offerte come queste
    Senza titolo-1
    Massimo rispetto per la professione, ma mò c’è il tirocinio pure per fare ò guaglione dò bar?
    Breve descrizione del guaglione del bar. Non so se al Nord esista tale figura: attenzione, non parlo di quello che fa il caffè o serve ai tavoli, no, il guaglione del bar è un di più. Il guaglione del bar lo riconosci dal capello rasato, l’orecchino e, magari, un tatuaggio; fa le consegne in bici, con una mano che porta il vassoio, l’altra che va per conto suo, contromano a zig zag tra le auto, senza versare né una goccia di caffè né una goccia di sangue schiantandosi contro un suv. In effetti, può considerarsi un tirocinio per lavorare con il Circo Orfei.
  • I tirocini, bando alla mano, riguardano laureati in ambito Geo-biologico, Letterario, Psicologico, Giuridico, Linguistico, Agrario e Politico-sociale. Poi trovi offerte come queste
    Senza titolo-2
  • Le aziende o i candidati, a volte, si contattano privatamente, scavalcando le candidature sul portale. Io stesso sono stato oggi contattato da un’agenzia per il lavoro, che mi ha chiesto se ero interessato a far girare il mio cv tra aziende che offrivano tirocini con rimborsi. Quando ho nominato Italia Lavoro, l’addetta dell’agenzia s’è quasi stupita che io l’avessi anticipata.
  • I tirocini sono rivolti a persone disoccupate e che non frequentano percorsi formativi. Io oggi ho sostenuto un colloquio e c’era un candidato che sta facendo il praticantato per un’altra cosa.
  • Come detto, i tirocini “in loco” sono rimborsati con 500 euro, quelli in mobilità con 1300. Ma “in loco” non vale solo per la propria Regione di residenza, ma per tutte quelle che fanno parte del progetto (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia). Quindi un tirocinio a Bari per uno di Crotone, varrà sempre 500 €.
  • Questo non l’ho verificato di persona, ma l’ho riscontrato leggendo i feedback sulla pagina fb di assistenza: la mail cui inviare i documenti necessari per attivare il tirocinio, dà problemi.
    Aggiornamento 03/10 (sigh)
    Immagine

Condire a piacimento e servire ben caldo.

ps: è il mio 400esimo post su questo blog!

Che rumore fa la tua città?

È giunto il momento anche per Gin-san di partire. Destinazione: Berlino.
Spero, oltre che di divertirmi, di tornare con qualche foto interessante da postare ed esperienze curiose da raccontare.

A proposito di viaggi e cose stravaganti, volevo cogliere l’occasione per parlare di un paio di progetti artistici che tempo addietro hanno catturato la mia attenzione. Il primo di questi è Soundcities, nato da un’idea del net artist inglese Stanza, che nel lontano 2003 ha iniziato a registrare e condividere sul sito suoni e/o rumori “rubati” in giro per le città che visitava. Il progetto è open, tutti vi possono contribuire, tanto che si è arricchito ormai di molte località mondiali (mi son fatto due risate ascoltando Napoli 😀 ).

Un altro progetto che unisce condivisione e originalità applicate al tessuto urbano, è il Dead Drops. Nasce da un’idea dell’artista Aram Bartholl (berlinese, tra l’altro, siamo in tema) e consiste nella condivisione offline di file tramite chiavette usb cementate negli interstizi di muri cittadini. Qui c’è la mappa mondiale con l’ubicazione delle chiavette. Cliccando sull’immagine e poi sul link, si aprirà una pagina con foto e indicazioni per localizzare la chiave. Anche questo è un progetto open, tanto che anche in Italia le segnalazioni di installazioni sono ormai numerose. Altre stravaganti iniziative dell’artista sono pubblicate sul suo sito ufficiale.

E voi? che rumore fa la vostra città?

Geroglifici che trombano

Tutti i blogger rimangono sorpresi dagli accessi al proprio blog tramite termini di ricerca strani, strampalati o, addirittura, inquietanti. Ho dato un’occhiata alle mie statistiche di un intero anno, debbo dire che sono niente male. È tutto vero (purtroppo).

  • geroglifici che trombano – I fumetti porno del 3000 a.C.. Ah, quelle belle immagini di Horus, Nefertari e Anubi che fanno una cosa a tre…Ma come fanno a trombare, così schiacciati e di profilo?
  • femmine nude shock – Capisco che la prima volta che scopri come siano fatte le donne sotto i vestiti non rimani indifferente, ma addirittura rimanere scioccati…Che pensavi che fossero come Barbie?
  • innamorarsi rende stupidi – È vero. Ma tanto non te ne rendi conto
  • donne morte nudedonne nude mortemorte nuderagazze morte nude – Ma sono morte perché erano nude? Non capisco. A parte questo, c’è poco da ridere: ma che mente malata fa queste ricerche? Onde sgombrare il campo da equivoci, spiego cosa c’entri col mio blog. Una volta scrissi un articolo in cui menzionavo la “morte” (intesa come la signora con la falce, tant’é  che anche questo è un termine di ricerca molto diffuso sul mio blog). Da qualche parte avrò parlato anche di donne nude, fatto sta che, sempre nel gioco del post riassuntivo dei termini di ricerca, compaiono assieme i due termini. Da allora non mi libero più del maniaco
  • un grande gusto del macabro – Ce l’ha il tizio che fa le ricerche qui sopra. Ma più che “grande”, lo avrei definito con termini sprezzanti
  • donne nude fanno la morre – La morre cinese?
  • cerco donne nude – Questo qui proprio non vuole perdere tempo, le vuole già pronte. Se te la presentano vestita e poi dopo si spoglia? Non va bene?
  • foto figa lolite grembiule – Non capisco se sia più feticista delle lolite o dei grembiuli
  • sono incazzato nero con i sistemi politici – Sì, ma stai calmo
  • berlusconi vestito da papa, foto berlusconi vestito da papa – Buongustaio
  • berlusconi vs papa – Tipo Freddy vs Jason?
  • domino gioco da stupidi – Dì la verità, ti hanno escluso dalla squadra rionale di domino e ora cerchi qualcuno che la pensi come te per sfogare la tua frustrazione
  • personaggi dei gdr non si cambiano i vestiti – Perché sono sudicioni
  • decreto brunetta anafilassi – Ti capisco. Anche a me venne una reazione allergica dopo aver letto il Decreto Brunetta
  • trenitalia shock allergico – Ognuno ha le sue reazioni. A me trenitalia stimola violentemente la peristalsi intestinale (per dirlo in modo elegante)
  • donne senza niente addossodonne senza niente addosso in tv – Questo qui deve avere massimo 14 anni. La pruriginosa curiosità e l’ingenuità che trasudano da questa frase, mostrano tutta l’innocenza dei primi bollori. Comunque, mio buon amico, sappi che guardare le donne senza niente addosso in televisione, fa diventare ciechi!
  • come’fatta una fica vergine – Questo va a scuola con quello di sopra. E non impara niente, visto come scrive. Comunque, è fatta così. Perciò ti consiglierei di non provare mai a fare sesso
  • cuanti tipi di figheesistono nel mondo – Tantissime. C’è la figa figa, la figa un po’ così, la figa a vapore, la figa in fuga (è difficile acchiapparla), la figa sfiga (poverina, è iellata), la figa foga (travolgente) e via così… E tutte conoscono la lingua italiana meglio di te
  • poppe poppute – Le ho finite. Ho poppe paffute, poppe spoppate, poppe pepate e poppe poo popopo po poo
  • colloquio senza mutande – L’importante è avere la cravatta
  • se una donna continua a sistemarsi la gonna – Dev’essere il romanzo perduto di Calvino, dopo “Se una notte d’inverno un viaggiatore”
  • l’antica leggenda narra che il re mida per molto tempo inseguì – Chi? Cosa? Non mi lasciare così!
  • uomo basso capelli lunghi – Come si dice…uomo basso, tutto capellasso
  • capa rotta – No, era Capa rezza
  • camminare in salita – È come camminare in discesa, ma al contrario
  • è umorismo prendersela con i deboli? – No. E se hai bisogno di cercarlo su internet perché non lo capisci da solo, beh, hai qualche problema, amico
  • la mia tesi fa schifo – Cacchi tuoi. Consolati: non la leggerà mai nessuno, neanche il tuo relatore, probabilmente
  • io credo in un solo dio ronnie james onnipotent – Brav ragazz, fatt molt ben
  • sopravvivere ai concerti – Non andarci
  • “shock anafilattico” in giapponese – アナフィラキシーショック
  • ti piacciono le riviste di meccanica? – Sei proprio fuori dal tempo

Il festival della canzone italiana dimenticata (o da dimenticare)

Stamattina mi son svegliato con un motivetto in testa che non ricordavo e che risale ad almeno un decennio fa. Il che mi ha fatto ricordare quando, all’epoca, ascoltavo tantissima radio. La ascolto anche oggi, ma da adolescente, soprattutto d’estate, dalla mattina alla sera avevo la radio accesa. Così mi capitava di ascoltare di tutto, comprese canzoni di artisti poi rivelatisi meteore musicali. Ho deciso di mettere insieme un best of dei miei ricordi sonori, scavando nei miei archivi mentali. Eviterò robe tipo Dammi tre parole, troppo sputtanate, no, io ricordo cose che, secondo me, anche i loro autori hanno dimenticato (o hanno voluto dimenticare). Il periodo è sempre inizio anni ’00. Si ringraziano per la collaborazione, la Grande G e Youtube.

Cominciamo con Francesco C, vero giocoliere della metrica, che canta versi impegnati come questi qui

voglio cambiare un miliardo di colori,
così quando mi cerchi poi vediamo se mi trovi,
ho chiuso, per sempre, con la tua nevrosi,
con la gelosia e le tue cazzo di psicosi

Che io sappia, Francesco Cieri (vero nome) non è proprio un Carneade musicale: è stato abbastanza attivo nel panorama underground a inizio anni 2000, ha “fatto il botto” (‘nzomma) con questa hit e poi boh. Ah, credo vada ascritto a lui il merito di aver dato una mano ai Dari (che non posterò qui, c’è un limite all’orripilante) a emergere.

A proposito di giocolieri, chi si ricorda questo


Non esiste manco su Wikipedia! E se non esisti su Wikipedia, beh, che ti devo dire.

Menzione speciale per questo genialoide

Senza parole. A quanto ne so, il buon Bassi si è rifugiato nel basso (non è una battuta) e suona per dei big.

A proposito di telecomando, come non citare gli Otto Ohm

Questi in realtà son bravini e continuano a produrre dischi. Non sono più saliti alla ribalta come all’esordio (ricordo su MTV girava sempre Amore al terzo piano, singolo estratto dal disco d’esordio di cui faceva parte anche Telecomando). Comunque applausi per Cazzo me ne frega della Gruber sull’altare.

Passiamo a Pacifico, per il quale vale lo stesso discorso fatto per gli Otto Ohm. È un cantautore, ancora attivo, versatile (suona vari strumenti) e che conta svariate collaborazioni con artisti italiani. Io però mi ricordo l’esordio con questa canzone

Costoro, invece, non so chi cacchio siano e preferisco non saperlo

Ammetto che la canticchiavo, sarà perché ho sempre avuto il complesso dell’amore platonico.

Questo qui, invece, ha poco di platonico.


Sto ancora ridendo. E vomitando.

Stiamo arrivando in fondo e la bruttezza si fa sentire, pesante. Come non tirare in ballo, allora, questi altri due Genial LLoyd. Ogni commento è superfluo.

Veniamo alla canzone che mi girava in testa stamattina. Non so perché, ma stamattina mi son svegliato con questa frase in loop: Come una vongola…come una vongola…(sarà stata voglia di uno spaghetto con le vongole? Sono incinto?!). Chiedendo lumi a San Google, ho rintracciato questa perla (visto che siamo in tema di bivalvi, ci sta bene); non ho parole per tale bruttezza e non capisco come facesse una radio nazionale a trasmettere (più di una volta!) una tale roba.

Ti muovi come una vongola che sotto il sole si dondola? Quale allucinogeno produce una tale visione? La domanda fondamentale, però, è un’altra. Chi diavolo era Clara? E che fine ha fatto? Lanciamo un messaggio nel mare della rete, partiamo alla ricerca di Clara, vediamo di ripescarla. Magari in mezzo alle vongole.

Sperimentazioni

Brutta cosa avere tempo libero a disposizione e tutorial di manipolazione fotografica su youtube; mi sto dedicando a esperimenti sempre più stravaganti, le mie ultime due vittime sono le foto che ho scattato questo weekend.

Sono stato a Roma tre giorni con il Polacco e Patti Smith (cui poi si è aggiunto anche Soldato Joker) per andare a vedere i concerti di Neil Young e dei Sigur Ros. Non ho scattato foto ai concerti, la fase di star lì con la macchinetta in mano a cercare di cogliere una foto o fare un video mi è durata poco. Voglio guardare e ascoltare e null’altro, che è ciò che si dovrebbe fare a un concerto.

DSCN0019

DSCN0019 vecchQuesto furgoncino mi ispirava una foto dei tempi andati; peccato solo l’anacronistica 500 sullo sfondo, ma, se non lo si fa notare, l’occhio non ci cade subito.

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Qui lasciamo perdere, le texture m’hanno preso un po’ la mano; ero partito con l’idea di eliminare semplicemente gli antiestetici cartelli, poi sono stato sopraffatto dall’iconografia daVkeggiante che ha fatto dell’Angel of Grief uno spunto per interpretazioni gothic. Più che altro, comunque, volevo appunto fare esercizio con texture e maschere.

Un telefono che non squilla

Il telefono tace. Un po’ c’avevo sperato, un po’ non lo credevo possibile.

Andiamo con ordine. Vado in giro a lasciare il cv nelle agenzie per il lavoro. Parto con 25 cv, riesco a lasciarne la metà (le altre agenzie o son chiuse o hanno smesso di raccogliere o non riesco a raggiungerle perché provato dalla scarpinata sotto il sole) e mi sento sempre dire la solita cosa: al momento non abbiamo posizioni disponibili per il suo profilo, la contatteremo quando avremo qualcosa. Ok.

Poi si accende una luce: venerdì mattina entro nell’ennesima agenzia (una delle più quotate o che, almeno, si presenta meglio anche a livello di uffici) e mi sento dire che hanno giusto una ricerca in corso per un posto compatibile con il mio profilo. La ditta cliente sembra importante, la ricerca ha tempi brevissimi. Unico punto negativo, la laurea richiesta sarebbe diversa dalla mia, però l’esperienza gioca a mio favore. La selezionatrice (o quel che era) sembra entusiasta di me. Mi sento quasi preso alla sprovvista, un po’ sfiduciato dagli esiti del mio girovagare non avevo più messo in conto di trovarmi al posto giusto al momento giusto. Ho quasi voglia di scappare.

Mi chiede di mandarle il cv via mail. Ahia. Sono in giro per una città per me sconosciuta con null’altro che uno smartphone. Ah, doppio cv: italiano e inglese, entro il primo pomeriggio. Doppio, triplo ahia.

Sorrido, saluto, esco dall’agenzia. Debbo cercare un internet point. Lo trovo grazie alle indicazioni di un’accalappiatrice di gonzi di MondoLibri (sarà argomento del prossimo post), spendo 6 euro per compilare online un cv Europass decente, piangendo perché il mio bel cv cartaceo figo, pensato da me, visivamente accattivante (avevo anche inserito i loghi delle aziende) e funzionale a una rapida lettura non sarà visto da nessuno.

E poi, null’altro. Stando a ciò che avevo compreso, avrei dovuto ricevere una chiamata ieri o massimo oggi. Nulla.

Vabè. Si va avanti.

Un salto nel tempo

Cerchi invano su Youtube il video delle imprese sportive olimpiche del giorno prima. Nulla. Ah già, anche se vengono postati vengono poi fatti rimuovere, la scure del controllo copyright cala inesorabile. Evidentemente per qualcuno Youtube deve rimanere il luogo dove mostrare un cane che magari sa cantare O sole mio all’incontrario (secondo quel che sentono i padroni) e basta.

Apri il sito di RaiSport. Che diamine, hanno i diritti delle Olimpiadi, potranno riproporne le immagini. No, invece.

Poi capisci. Vivi proiettato in un’altra realtà, sei così viziato da non renderti conto di cercare un microonde in una cucina del ‘700.

Il lavoro logora chi non ce l’ha

Essendo io una persona in cerca di occupazione, mi dedico quotidianamente a spulciare le offerte di lavoro su internet e ad inviare curriculum. La sensazione che ho, comunque, è che ciò serva a poco o niente.

Basti pensare di non essere il solo a fare così: soltanto per le offerte-fuffa del tipo agente plurimandatario portafoglio clienti altissime provvigioni rispondono in centinaia di persone (certo, può darsi anche che il contatore dei siti di annunci sia farlocco), figuriamoci quante persone, allora, inviano CV alle aziende per le posizioni aperte di miglior livello. Senza contare che un’offerta di lavoro su internet viene ormai diffusa e pubblicizzata su molteplici canali, ampliando il numero dei destinatari e, quindi, dei concorrenti.

Perché è così: di fronte a migliaia di concorrenti, il tuo pezzo di carta non significa niente, a meno che tu non abbia la specializzazione rara e indispensabile per quell’azienda.

Io in 6 mesi avrò risposto ad un centinaio di offerte di lavoro (mi tengo basso, ma credo siano almeno il doppio) e sono stato contattato ben 4 volte.

I miei dubbi trovano vigore di fronte a notizie del genere:

Recruting: 6 Pmi su 10 assumono per conoscenza diretta

Il recruting delle imprese, soprattutto se di piccole dimensioni, si orienta verso candidati di cui il datore di lavoro ha una conoscenza diretta. In Italia per la maggior parte delle assunzioni, rivela l’ultima indagine Excelsior svolta da Unioncamere e ministero del Lavoro, avvengono tramite canali informali e non mediante lunghe selezioni e valutazioni di esperienze e curriculum. Continua

“Conoscenza diretta” non deve trarre in inganno: non vuol dire automaticamente che stiamo parlando di una raccomandazione; considerando, però, che ci troviamo in Italia, dove c’è un fiorente mercato di cercatori di spinte e datori delle medesime, è lecito pensar male.

Ovviamente non è una scusa, se uno è senza lavoro non è colpa dei raccomandati; il problema di fondo che ponevo era quanto fosse utile spedire CV a destra e a sinistra, considerando che

1) le aziende non sembrano usare il CV come canale di reclutamento principale;

2) c’è tanta concorrenza;

3) inviare così tanti CV fa scendere anche la qualità della tua candidatura: mi spiego, secondo me una persona dovrebbe predisporre un CV ad hoc per ogni azienda e per ogni annuncio, evidenziando i punti che possono interessare quella determinata azienda e mettendo in ombra quelli meno rilevanti. Ma se uno risponde a 50 annunci non può stare a modificare 50 volte il CV, oltre alla lettera di presentazione che già di per sé va personalizzata a prescindere. Quindi si finisce per inviare una candidatura standard a tutti che può non risultare appetibile.

Sto pensando…

  

Il mio gestore

…che pago 5 € in più al mese per l’adsl perché ho richiesto l’upgrade della linea da 7 a 20 mega, ma appena vengono giù due gocce d’acqua, rimango senza connessione o, se mi va bene, navigo a 56k.

Ormai mi annoio anche di chiamare il servizio clienti, puntualmente ti fanno rifare le stesse cose (per me) idiote, tipo: controlli i filtristacchi e riattacchi il modemstacchi e riattacchi il telefono, spenga e riaccenda il computerfaccia una giravolta, la rifaccia un’altra volta.

Una volta provai a minacciare per telefono di cambiare gestore: gira in rete questa leggenda metropolitana secondo cui, qualsiasi gestore telefonico o di servizi internet, per non perdere un cliente si metta a tua disposizione, addirittura arrivino regali (non so, ricarica gratis o altre cose così). Notizia: NON FUNZIONA. Almeno quando ho provato io, la tizia al telefono, con perfetto aplomb, mi disse Se vuole cambiare facciamo subito la richiesta. Comunque non migliorerà la situazione, la linea resta sui nostri cavi.

Colpito e affondato.

Nonciclopedia e l’umorismo fascistoide

Su Nonciclopedia campeggia oggi una battuta su Simoncelli che evito di riportare per non fare ancor più pubblicità (tanto oramai è nota a tutti e divulgata nella rete).

Mettendo un attimo da parte questa battuta (sulla quale tornerò dopo), volevo scrivere una considerazione su Nonciclopedia che avevo in serbo da tanto tempo; su questo portale ci sono alcune pagine ben fatte ed anche divertenti, ma molte, bisogna constatare, fanno ridere poco e niente. Sono equiparabili alle scritte sul muro nei bagni della scuola, del tipo “Gino puzza” o “Gina è una zoccola”. Possono anche far ridere, ma non sono molto intelligenti; chi non partecipa a questo bullismo virtuale, è accusato di essere un rosicone, un bimbominchia, una persona senza senso dell’umorismo. Sinceramente, sembrano più da bimbominchia alcune battute.

Gli autori si giustificano dicendo di far satira, dimenticando che la satira è diretta contro il potere e contro i potenti; prendersela con le vittime, con i deboli, è umorismo fascistoide, è un atto prevaricatore e violento, è bullismo, chiamatelo come volete. E non possono giustificarsi parlando di humor nero, anche perché vorrei capire quanti degli autori di Nonciclopedia siano degli esperti della risata che possano permettersi di fregiarsi del titolo di umorista e trincerarsi dietro di esso.

Scriveva a tal proposito Luttazzi:

L’umorismo è sospensione del sentimento e può arrivare fino al grottesco più cinico; ma se sei cinico a spese di una vittima e ne prendi in giro la sofferenza, fai umorismo fascistoide, cioè eserciti una violenza.

Tutto ciò non vuol dire che non si possa fare umorismo su avvenimenti tragici: ma la differenza la fa il bersaglio della risata. La battuta su Simoncelli è diretta verso la vittima del fatto tragico, non è umorismo, è solo un atto fascistoide. Allora non si possono rompere dei tabù? Sì, si possono rompere, ma, per l’appunto, dipende dal bersaglio. La vignetta di Vauro sul terremoto in Abruzzo (che riporto più sotto) fece scandalizzare tanti benpensanti, ma non prendeva in giro né rideva delle vittime. Quella era una satira contro il Governo, è questa la differenza.

Chissà se tutti gli autori di Nonciclopedia abbiano ben chiaro la differenza su cosa sia umorismo e come vada fatto.

Quando esplose il caso di Vasco Rossi contro il portale, che portò all’auto-oscuramento di Nonciclopedia, io me la presi con il cantante, in quanto non ne condivido i modi (oltre a non avere simpatia per la sua persona); ma dirò, sinceramente, che se domani Nonciclopedia dovesse chiudere, non me ne dispiacerà affatto, non ne sentirò la mancanza, l’umorismo non ne perderà, anzi, forse ne guadagnerà. Per quanto mi riguarda, i suoi autori possono tornare a scrivere sui muri dei bagni delle scuole.