Non è che serva un capotreno dietologo per risolvere i problemi di linea ferroviaria

La vita di un pendolare è un Pendolino che oscilla tra il ritardo e il disagio, disse Schopenhauer.

Siamo così sfigati qui col trasporto pubblico che nella classifica delle peggiori linee ferroviarie non riusciamo manco ad avere il primato: la Circumvesuviana infatti è solo seconda.

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Mi sono reso conto di aver più volte citato in questo blog la Circumvesuviana senza però mai fornire qualche informazione aggiuntiva. Dato che per molti questa linea sembrerà solo un qualcosa di vago e astratto – mi riferisco soprattutto ai lettori oltre la Linea Gotica -, con questo intervento voglio fornire un quadro più completo e, perché no, anche invogliare i turisti a visitare questa nostra a torto sottovalutata eccellenza.

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Il meraviglioso sviluppo tentacolare della Circumvesuviana che con le sue propaggini è in grado di insidiare zone lontane tra di loro e mettere a repentaglio la vita dei loro abitanti

Innanzitutto, esistono due tipologie di treno: il blu e il rosso, un po’ come le pillole di Morpheus. In entrambi i casi rischi di finire in fondo la tana del Bianconiglio e vivere avventure spettacolari.

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I treni rossi sono in servizio da 30 anni. Ricordo che un anno di un treno equivale a un anno di un umano, un po’ come per cani e gatti. Quindi fate un po’ voi in che condizioni si trovino questi simpatici vecchietti.

Come tutti gli anziani, hanno qualche acciacco, sono incontinenti (quando piove le guarnizioni tra i vagoni imbarcano acqua regalando ai passeggeri graziosi giochi d’acqua e cascatelle), fanno tanto rumore ed emanano puzze strane a volte.

Quando i piove i finestrini non si riescono a chiudere. Quando fa caldo non si aprono.

I treni blu sono invece in servizio da una decina d’anni. Hanno meno posti a sedere e anche meno posti in piedi. Ancora ci si chiede lo spazio mancante da cosa sia occupato.

L’aria condizionata ha due modalità: spenta ed effetto Terre dell’Eterno Inverno. Dato che a differenza dei treni rossi i finestrini non sono utilizzabili dagli utenti in quanti sigillati (sono sbloccabili solo uno ad uno dalla chiave del capotreno), per non morire soffocati d’estate l’aria è accesa. È consigliabile salire a bordo con sciarpa e cappotto come se dalle Canarie ci si stesse imbarcando per Tromsø.

La frenata del treno blu è un tantino decisa e brusca. Per far capire, nel momento in cui il treno frena è in grado di far sperimentare per qualche secondo l’assenza di peso come si fa nei voli parabolici per allenare gli astronauti. L’atterraggio è un po’ da rivedere, invece. Non è simpatico sbattere col muso contro il bordo di ferro di un sedile o vedersi venire addosso un tizio 1,90 per 100 kg.

I passeggeri sono un altro fattore meraviglioso da tenere in considerazione.

Dopo anni di battaglie, sembra aver preso piede il partito del “Lasciate scendere prima di salire”. Qualche frangia dissidente che si oppone a tutto ciò e si vuole buttare dentro il treno appena le porte aprono uno spiraglio c’è sempre, però.

Una frase tipica che il viaggiatore sentirà spesso pronunciare da chi è fuori dal treno e si appresta a salire è “Andate nei corridoi, c’è spazio”. In realtà spazio oggettivamente non ce ne sarebbe, al che gli studiosi pensano che la frase sia slegata da un qualsiasi contesto reale e pratico e abbia più che altro funzionalità apotropaiche. Un po’ come i calciatori che si fanno il segno della croce prima di entrare in campo.

Se tutto quel che ho descritto finora vi sembra irrealistico, vi invito a venire a controllare di persona e a vivere lo splendido mondo della Circumvesuviana. Sperando che un giorno il primato possa esser nostro.

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Non è che se produci fazzoletti tutti mettono il naso nei tuoi affari

facebook nel 2018 cambia algoritmi – ammesso che sia vero ma tanto basta dire algoritmo per aver detto tutto, un po’ come dire lupus se sei Doctor House -: nella bacheca degli iscritti meno notizie e più post degli amici. Il Signor Z. ha detto che Una ricerca dimostra che il rafforzamento delle nostre relazioni migliora il nostro benessere e la nostra felicità.

Come faccio a dire al Sig. Z. che sono le mie relazioni a rendermi infelice? Chi gliel’ha detto che preferisco vedere più citazioni di Coelho da parte dei miei contatti e meno approfondimenti di Focus sul perché ci mettiamo le dita nel naso e ci compiaciamo di ciò?

Oggi in treno il tizio seduto di fronte a me ha deciso di cercar le proprie radici nelle sue narici. Di solito una persona sarebbe abbastanza nauseata da questa scena e io lo ero, ma grazie ai miei approfondimenti sapevo anche che il tizio era compiaciuto della propria azione.

Un amico vi avrebbe mai erudito in merito?

Parlando di nasi, quello stesso treno dove avevo di fronte il simpatico minatore di turbinati puzzava di provola affumicata.

I treni della Circumvesuviana, che, ricordo, insegue da anni lo scudetto di peggior linea d’Italia appannaggio purtroppo sempre della Roma-Lido ma secondo me è colpa degli arbitri, hanno sempre puzze particolari.

I treni in sé, intendo, le loro parti meccaniche. Non mi riferisco all’odore di umanità che vi viaggia dentro.

Oltre alla provola affumicata, ho viaggiato spesso su treni che puzzavano di caffè troppo tostato. Un’altra fragranza particolare è quella di bistecca di manzo bruciacchiata. Ne ho distinto due varietà diverse, credo dipenda dal tipo di animale: chianina o fassona.

Un amico vi avrebbe detto tutto ciò?

Però a me uno, parlando di richiami di odori alimentari in cose e oggetti, ha detto

– Forse dovresti preoccuparti di ciò che mangi.

Capite perché sono infelice?

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“Binari?! Dove stiamo andando non c’è bisogno di binari!”

Dime babo: cosa accade nella bassa bresciana?

Torna l’appuntamento a periodicità sesquipedale con i termini di ricerca più astrusi che conducono a questo blog. Attenzione: il post contiene espressioni e immagini che possono turbare la sensibilità dei Giovanardi.

la mia figa è stretta
Come si dice…larga è la via

video porno donna che si penetra con un apri ch’io
Cosa diamine è un apri ch’io?

tornare vergine e chiudere la vagina
Dichiara fallimento e chiudi tutto

ragazza che lavora al bar della circumvesuviana
Chi è? Cosa fa? Quale stazione? Spiegati

gatto che dirige
Si vede che è un gatto…vigile

gli uomini non mi si avvicinano
Vuol dire che puzzi

xxx video porno cosa succede nelle case d’appuntamento
Si danno appuntamenti, no?!

spot radio e recitare in una telenovela brasiliana
Dime babo!

sopravvissuti dal manicomio
Tu sei uno di quelli, vero?

strane cose nella bassa bresciana
Eh che ne sai di quel che accade dalle parti di Orzinuovi

signore bassa bresciana porno
Ah ecco, ora è più chiaro. Si può sapere cosa c’è di speciale da quelle parti?

psicologia “eh si si”
Come prego?

youporn obiettivo culo
Ragazzi, concentràti, mi raccomando! Oggi l’obiettivo è: culo! Carini e coccolosi, carini e coccolosi

porno persone che siinfilano l’orologio nel pene
Giustamente, esistendo problemi di “tempistica”, sia precoce che ritardatata, un orologio quindi è la soluzione giusta per avere tutto sotto controllo

ultimamente c’è in giro un virus che fa girare la testa
Chiamate un esorcista

le donne piu nude del mondo
Come scrisse Orwell: tutte le donne sono nude, ma alcune sono più nude delle altre

sento un tichettio nella testa dichi cosa si tratta
Magari vuol dire che sei una persona sveglia. O un coccodrillo

youporn domestiche ben vestite
Perché sull’eleganza non si transige

È il 26 novembre e gli alberi non han perso del tutto le foglie, mentr’io mi sento già spoglio

Lungo la statale passo in rassegna le operatrici del sesso disposte in ordine in attesa di clientela. Ormai le riconosco tutte anche se alcune son cambiate e mi chiedo le precedenti che fine abbiano fatto. E mi sorgono pensieri orribili e apprensivi, come se la sorte di quelle donne fosse affar mio. E penso che lo sia, ma non viviamo, forse, nell’epoca dell’ignoranza? Anzi, ogni regime politico da quando abbiamo abbandonato le grotte non si è retto proprio sull’ignorare? Ignorare l’affamato a bordo strada, la carcassa sull’asfalto, i tossici del campetto abbandonato, la clochard che piscia fuori la stazione della circumvesuviana, l’anziano sepolto in casa e i 40 chili di una ragazza alta un metro e settanta che porta a spasso il cane per avere una scusa per fare 3 km a piedi ogni giorno e continuare a dimagrire.

Viviamo immersi nella nebbia che il guardo esclude, nebbia come quella che mi ha accompagnato questa sera circondandomi con i suoi vapori lattiginosi, che a tratti mi han fatto credere di aver sbagliato strada e di essermi ritrovato da qualche parte su nel vasto Nord. Che io nelle campagne del vasto Nord mai ci ho girato e quindi non so in effetti come siano, ma mi han sempre detto che lì abita la nebbia, come se qui l’umidità invece non avesse ragione di esistere. Eh già, siamo la terra del Sole e infatti qui, le persone, sole mi sembran proprio assai, delle volte.

Mi entra il freddo nei pensieri e vorrei spogliarmi di tutto ciò che mi ricopre. Pensieri, sensazioni, emozioni; restare come un albero senza foglie in attesa della primavera della ragione.
Che ci liberi dalla nebbia, amen.

Perfetti sconosciuti

A volte mi chiedo che fine abbiano fatto persone assolutamente sconosciute ma che vedevo spesso nei posti che frequentavo, o persone con le quali ho condiviso un tragitto, una chiacchierata e via dicendo.

Che fine avrà fatto il mio Dr. House che incrociavo sempre quando al mattino andavo all’università. Era un vecchietto che avevo soprannominato così perché calzava sneakers e deambulava un po’ malfermo. È stata una costante presenza lungo il tragitto in quegli anni. Un po’ come, nello stesso periodo, quel gruppetto di autisti degli autobus che mi portavano in un’altra provincia. L’ultima corsa serale significava spesso una chiacchierata con loro, visto che ero l’unico passeggero, e anche un caffè offerto in una sosta a metà strada.

Da adolescente, invece, si sostava spesso davanti alla solita pizzeria. Al bancone che dava sull’esterno dove ci si serviva di panini e pizzette, per un periodo c’è stata una ragazza che ti salutava sempre con brio e allegria, il tutto condito da un sorriso smagliante. E quando si girava per rientrare, notavi che aveva un bel culo (siamo onesti e diciamo le cose come stanno!).

Parlando sempre di ragazze, chissà che fine avrà fatto una tizia che mi attaccò bottone un sabato pomeriggio sulla circumvesuviana. O meglio, le rivolsi io la parola perché notai che pensava a voce alta. Sbirciava le etichette dei miei acquisti (una action figure di Final Fantasy, da buon nerd) e commentava tra sé e sé. Doveva essere mezza matta, ma di quella mattitudine positiva. In 8 anni di treno non l’ho mai più incrociata.

Il treno è il luogo deputato a conoscenze estemporanee. Come quando chiacchierai con quella ragazza in un intercity che presi su a Reggio. Lei studiava a Roma ma aveva la madre a Ferrara ed era andata a trovarla. Se ricordo bene, studiava matematica e il suo sogno era l’astronomia. Credo.

In quell’occasione, nello stesso vagone c’era una coppia di simpatici anziani. Lei di giù, Aversa per la precisione, lui di Modena. All’inizio non avevo realizzato che lei fosse di origine meridionale, visto che, dopo tanti anni vissuti su, aveva l’accento emiliano. Solo che man mano che il treno si avvicinava alla Campania il suo accento mutava. Arrivati ad Aversa parlava ormai in napoletano stretto.

Sempre parlando di persone anziane, ne ricordo uno che conobbi quando lavoravo al Comune. Venne da me a farsi compilare il modulo del Censimento e mi raccontò la sua storia. Per tanti anni portiere d’albergo in un palazzo di Napoli, aveva lasciato il posto al figlio e si era ritirato, venendo a vivere nella mia città in un piccolo appartamento, insieme alla moglie, molto malata. Una persona così distinta, posata nei modi e buona che quasi mi commuoveva.

Ecco, accanto alle persone che uno ricorda perché ci si è condivise esperienze (scuola, lavoro ecc), o con le quali abbiamo intrecciato rapporti (sentimentali o d’amicizia) o che sono state nostre nemiche (in fondo anche un nemico si ricorda), in un immaginario scaffale io sistemo anche questi perfetti sconosciuti che, però, non so perché mi rimangono impressi, come tante istantanee. E mi viene da chiedermi che fine abbiano fatto o che stiano facendo.

Provincia meccanica

Sono contiguo alla zona rossa. Il che vuol dire che non posso lavarmi nel fuoco. Tra l’altro, in verità, in verità vi dico che io neanche lo vedo il mezzo cono di Mr. V. Faccio parte dell’altra metà del territorio. In ogni caso chi si augura catastrofi geologiche dovrebbe rammentare che poi gli toccherà ospitare gli sfollati, come prevede il piano di evacuazione. E non sarà bello. Non sopporto io la gente di qui figuriamoci chi non ci ha mai avuto a che fare.
No. Sono scorretto e ingiusto. Anche nelle sue ordinarie ramificazioni le vite degli altri sono sempre interessanti. Oggi Antonella avrà fatto l’amore. Qualcuno le darebbe della poco di buono. Perché se sei uomo e fai 50 km per raggiungerla il coito è il minimo che tu debba pretendere. Anzi, magari per alcuni andrebbe scritto nella Costituzione come diritto dell’individuo. Tanto la nostra Carta viene sempre nominata ma nessuno la legge mai. Ma se sei donna, invece, e fai 50 km per stare tra le sue braccia, sei una proterva meretrix come avrebbe detto Cicerone, quello di cui devi cercare su internet la traduzione per il compito.
Eppure poi in treno parliamo senza pudori del davanzale di Arisa a Sanremo. Questo Sanremo che non piace a nessuno ma tutti lo guardano e ne sono informati. È un po’ come la politica. Quando c’era Bersani era meglio ci fosse stato Renzi, ora che c’è Renzi sarebbe stato meglio non ci fosse mai stato. E sembra non si possa dire per chi si voti, ma non perché il voto sia segreto ma perché è fallibile. La democrazia è il regime dell’errore. E sia sempre così, perché autocrazia e totalitarismo non contemplano lo sbaglio.
L’errore però deve essere una eventualità, non l’ordinario. Invece abbiamo reso straordinario ciò che dovrebbe far parte della quotidianità, salutiamo come un lieto evento il fatto che qualcuno abbia fatto il proprio dovere. Come quando il treno arriva puntuale. Ti fa pensare che la tua giornata cominci sotto una buona stella.

Se Vasco Brondi vivesse qui camperebbe di rendita. Me lo immagino cantare:
Questa cazzo di circumvesuviana
coi suoi binari scarsi
e tu che soccombevi
in mezzo agli operai
su cui svetterà
la gigantesca scritta FIAT
E mi fermo qua perché non vorrei dargli ispirazione.

E poi preferisco ascoltarmi i Pontiak