Non è che lo starnuto è la goccia che fa traboccare il naso


ATTENZIONE Il seguente post non ha alcuna scopo di istigare ad atteggiamenti contrari alla sanità, all’istruzione, al buon senso, a qualsivoglia cosa.


Quando andavo al liceo, da metà Novembre in poi sino alle vacanze di Natale era un periodo turbolento.

C’erano le manifestazioni. E se non c’erano le manifestazioni si occupava. E se non si poteva occupare si passava agli atti terroristici nottetempo:

– svuotamento degli estintori nelle aule;
– spargimento di sterco di gallina;
– spargimento di letame di maiale;
– spargimento di larve di mosca.

Le seguenti opzioni non sono alternative: venivano tutte compiute in sequenza. Possibilmente a ridosso dei weekend.

Barbarie pura. Nient’altro che criminalità. E la cosa più grave dell’ultimo atto vandalico è che non erano le larve a contaminare l’ambiente, ma l’ambiente di noi studenti a contaminare le larve.


L’igiene durante l’età dell’adolescenza corrispondeva più o meno all’attenzione alle pratiche igieniche nel ‘600 parigino: al massimo una lavata al viso, bagno annuale e per sentirsi puliti bastava cambiare abito. O al limite spruzzarlo di deodorante.


Oggigiorno lo studente moderno ha un’opzione molto più elegante per il boicottaggio scolastico.

IL COMPAGNO POSITIVO

Il compagno positivo è una risorsa ecologica, economica e più pulita (se non si va troppo per il sottile e non si dispone di microscopio).

Per saltare un po’ di scuola che c’è di meglio dello spargere un po’ di compagno positivo nelle aule?

Il compagno positivo può toccare muri, porte, banchi, sedie, magari dopo aver cercato nelle proprie narici testimonianza delle sue radici.

Il compagno positivo può lasciare dei droplets (parola straniera che vuol dire goccioline respiratorie, ma siccome goccioline respiratorie è difficile da pronunciare  ci hanno fornito un termine in sostituzione) in giro a caso, starnutendo, scaracchiando, giocando a sputo del nocciolo.

Il compagno positivo lanciato lungo un corridoio su un nuovissimo banco a rotelle ha una scorrevolezza 5 volte maggiore di un normale shampoo Pantene e può raggiungere coi propri microbi anche gli angoli che le normali scope non raggiungono.

Il compagno positivo abbinato agli upgrade (venduti separatamente) a) genitore/i negazionista/i b) docente negazionista c) dirigente scolastico negazionista, ha il bonus reductio ad absurdum firmato Gorgia di Lentini:

  • Il virus non c’è (così può continuare a spargerlo)
  • Se anche qualcosa ci fosse non è contagioso per l’uomo (così può continuare a spargerlo)
  • Se anche fosse contagioso, è colpa degli immigrati (a meno che non sia un immigrato, può continuare a spargerlo)

Il compagno positivo: e sei subito virale.

Non è che pensi che un’auto usata sia a km0 perché l’hanno prodotta dietro casa tua

A Milano apre una nota catena internazionale di caffetterie. Le persone commentano. Chi è entusiasta, chi storce il naso, chi dice che vendere caffè in Italia sia come vendere il ghiaccio agli Eschimesi.

Dissento. Dagli Eschimesi il ghiaccio cresce in casa, mentre nel mio giardino non prosperano piante di caffè.

Quando ero al liceo ero pro boicottaggio. Di qualsiasi cosa avesse un marchio. Ero così contro nomi ed etichette che ho boicottato anche il nome di famiglia sul citofono. Non scherzo: la vecchia etichetta era sbiadita da tempo. Ci penso io, dissi credo nel 1997. Non ci ho più pensato né io né i miei per 20 anni.

Adesso non me ne importa niente dell’essere contro.
Disapprovo sempre l’omologazione culturale e la brandizzazione delle città: camminare per le vie centrali di Milano, di Parigi, di Copenhagen, di Berlino o di Budapest non fa differenza. Trovi sempre gli stessi negozi e le stesse merci. Ora a mano che non mi convincano che gli straccetti venduti da H&M – lo dico da acquirente straccione di quegli stracci – siano un prodotto tipico locale, io resto delle mie idee.

Penso anche però che la gente debba poter fare quel che le pare e scegliere cosa preferisce. Difendere e cercare qualcosa di alternativo è giusto e doveroso, inseguirlo a tutti i costi può innescare meccanismi perversi.

Per dire, la ricerca del buono, della qualità, del km 0 ci ha portato ad avere le paninoteche gourmet. È civiltà, questa?

Che a me dovrebbero spiegare se sull’hamburger ci metti strati di bacon, di mostarda, di cipolla indorata e fritta, di strutto, dell’anima de li ‘tacci del cuoco, per un totale di calorie pari al fabbisogno di una settimana, come fai ancora ad avere il barbaro coraggio di definirlo gourmet.

Comunque sono sempre pronto a cavalcare l’onda e lanciarmi in nuove iniziative. Quindi dopo l’invasione di locali bio, vegan, organic, io vorrei aprire una nuova attività: il ristorante anaerobico.

Lo sapete che l’ossigeno fa male? Sapete perché il ferro si arrugginisce? È il prodotto della combinazione, spontanea, del ferro con l’ossigeno, che insieme formano l’ossido di ferro.

Se una lastra di metallo può ridursi in pessime condizioni, pensate cosa può fare al cibo che ingerite! Noi mandiamo giù veleno! Condividete prima che cancellino!

Nel mio ristorante anaerobico potrete gustare il cibo come dovrebbe essere appena prodotto, senza la fastidiosa e imbarazzante intrusione dell’ossigeno.

Tempo di permanenza: dipende dalle vostre capacità di apnea.