Nuovissimo dizionario di luoghi comuni, frasi fatte e retorica (A-J)

Ispirato al Dizionario dei luoghi comuni di Gustave Flaubert.

Parte I: A-J.
I rimandi alle voci non presenti, fanno riferimento alla seconda parte, ovviamente 😀
Parte II: K-Z

A

Acida = una donna che non fa sesso.
Albergo = un posto sempre in ottima posizione. Centralissimo.
Amore = arriva quando meno te lo aspetti.
Aria = quella condizionata fa male, ma d’estate non si può stare senza. Poco dopo, precisare che non fa male l’aria condizionata ma lo sbalzo termico, suscitando l’approvazione dei presenti.
Assassino = persona che prima dell’omicidio salutava sempre i propri vicini.
Assistente = quello di un professore è un individuo frustrato che gode nel tormentare gli studenti.
Ateo = persona priva di etica e morale.
Attesa = 1) periodo di tempo inutile dalla durata variabile che prolunga il piacere; 2) è dolce in gravidanza.

B

Birra = bevanda che va ingrassare.
Blogger
= 1) aspirante scrittore/poeta in perenne aspirazione; 2) amante della cucina; 3) neomamma; 4) esperta di moda.

C

Calciatore = 1) individuo che guadagna troppo denaro; 2) essere privo di intelligenza.
Calciatrice
= lesbica.
Calcio = sport che non ha più valori, girano troppi soldi e non esistono più bandiere.
Caldo
= è da record, ma il vero problema è l’Umidità (vedi).
Cane
 = è migliore di certe persone. Citare episodio di cane che va al cimitero sulla tomba del padrone.
Cartoni animati = quelli di una volta erano più belli e poetici. Oggi sono diseducativi e violenti.
Cervello = 1) organo che fugge da un Paese: Fuga dei c.; 2) organo che si spegne quando si va al cinema; 3) è sempre pieno di Figa (vedi) e di sport negli uomini, di pettegolezzi e vestiti nelle donne; 4) ne usiamo solo il 5/10/20%.
Ciclista = drogato.
Clima = non sta cambiando, l’ultimo inverno è caduta un sacco di neve.
Cuore = organo al quale è impossibile impartire comandi.

D

Dimensioni = non contano mai, l’importante è saperlo usare. Intervenire motteggiando: “ah, quindi tu ce l’hai piccolo?”.
Disco
= l’ultimo disco di una band è sempre peggiore del precedente.
Doppiaggio = quello italiano è il migliore del mondo anche se è molto meglio guardare i film in lingua originale.
Droga = termine accostabile a qualunque cosa cambi la percezione e crei una dipendenza: La televisione è una d., Il calcio è una d., Facebook è come una d..

E

Elezioni = una perdita di tempo, tanto non cambia nulla e poi sono tutti uguali (v. Politici).
Emergenza = è sempre straordinaria. Può aprire la strada a Solidarietà (vedi).
Endorsement = anglicismo da usare in luogo di “appoggio”, “approvazione”, “investitura”, “sostegno”.
Esodo = lo diventa il periodo delle vacanze: è seguito da un controesodo da bollino nero.
Estate = ogni anno è torrida.

F

Fabrizio de André = cantautore che andrebbe studiato a scuola.
Facebook
= social network oggetto di critiche da parte dei propri utenti perché non c’è privacy, è frequentato da brutte persone e fa perdere troppo tempo.
Famiglia = 1) quella tradizionale è a rischio; 2) quando è una f. ricca e influente, manifestare stupore se ha allevato un delinquente: Un giovane di una f. bene.
Farfalle = vivono e si riproducono negli stomaci.
Felicità = non piove dal cielo.
Figa
= i maschi ce l’hanno sempre in testa (v. Cervello).
Fila = quella accanto procede più veloce.
Fotografia = di un film, bisogna dire che la si è apprezzata.
Francese = antipatico, snob.
Futuro = ci è stato rubato.

G

Garibaldi = ha rovinato tutti.
Gatti = 1) animali opportunisti e anaffettivi; 2) chi ha un gatto è più sensibile e intelligente.
Gay = 1) nulla contro, a patto che se ne stia lontano e non ostenti; 2) quando ce ne è più di uno si forma una lobby d’influenza; 3) se non sei gay non puoi fare lo stilista.
Gelato = un pasto completo.
Gelo = ogni anno stringe il Paese nella propria morsa.
Germania = Paese dove non esistono limiti di velocità, la raccolta differenziata funziona, si utilizzano energie alternative e gli operai guadagnano il doppio rispetto agli operai italiani. Odia l’Italia per invidia, infatti ogni anno i tedeschi ci vanno in vacanza.
Giapponese = 1) gran lavoratore; 2) educato; 3) pervertito.
Giornalista = sinonimo di fazioso.
Gonna = indumento che se è molto lungo vuol dire che chi la indossa è una fricchettona. Se è corto, è una zoccola.

I

Ideologia = oggi non ne esistono più. Dirlo con tono solenne e nostalgico ma senza esagerare.
Immigrati = vanno aiutati a casa loro. Premettere che non si è razzisti prima di dirlo.

Inglese (abitante) = 1) sempre ubriaco; 2) non si lava.
Inglese (lingua) = non si va da nessuna parte, senza.
Italia = Paese dove non funziona mai nulla ma dove la gente è ospitale, creativa e si bea di buon cibo, sole, mare e monumenti alla faccia di tutto il resto del Mondo che muore di invidia.
Italiani = non sono uniti.

J

Jim Morrison = 1) un poeta; 2) produttore di aforismi.

Note del curatore
1) se qualcuno vuole contribuire suggerendo altri termini (anche per la seconda parte), ben venga! 😀
2) alcune voci non sono lontane dal vero. Ad esempio, Il caso del calciatore è palese: ciò che rende buffa la cosa è il fatto che – come tante altre cose – venga ripetuta più volte come una verità incisa sulla pietra e, come tale, incancellabile. Detto in modo più semplice: stacca l’abbonamento a Sky, allora, e smetti di finanziarli!

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Gioco di sponda

Dopo “Le illuminanti conversazioni con Madre”, dovrei introdurre la categoria “Le illuminanti conversazioni con amici”. Di questa, più che altro, sono io il responsabile anche se mi dà modo di riflettere su alcuni schemi mentali delle persone.

Scena: Gintoki alla partita di calcetto settimanale. Questa sera è di nuovo uomini e donne misti in campo. Eh, tocca, ogni tanto. Con noi giocherà una tizia che era presente anche l’altra volta: molto brava e anche carina. Bel fisico.

Attori: Gintoki, Amico
Attori non parlanti sullo sfondo: tizia dagli occhi verdi

Dopo la partita dell’altra volta, chiesi al mio amico informazioni sulla suddetta fanciulla:

(ammiccando) Chi è quella?
(l’amico, che capisce le domande dietro le domande, risponde, ma con aria seria e grave) Eh ma quella…
– È fidanzata?
(inclinando la testa di lato più volte, come a indicare qualcosa) No no, è un po’…
– È ammalata?
– …pare sia un po’ dell’altra sponda.
(perplesso) È lesbica? Guarda che si può dire, non è una parolaccia!
– Sì, comunque pare sia così, poi non so.

Rimango in silenzio, riflettendo sul perché una simile notizia richiedesse un tono tanto serio e grave e una conversazione come se fosse una rivelazione da soap, del tipo “devo dirti una cosa…tuo padre non è il tuo vero padre!”. Poi, di colpo, sento il cervello che si spegne, come un vecchio televisore a tubo catodico: ricordate il suono che faceva e lo schermo che si ritirava riducendosi a un puntino primo di scomparire del tutto? Ecco, il mio cervello ha fatto così e dunque poi ho detto:

– Ma senti…è proprio lesbica o solo un po’? Guarda che a me va bene pure metà e metà.
(risata)

Ora, il post sarebbe finito qua, perché ho già cazzeggiato abbastanza. Ma tra cazzeggiamento e cazzeggiamento voglio infilarci qualcosa di più serio travestito da polemica, perché ‘sto fine settimana mi è arrivato con gli attributi girati e ricordare questo leggero episodio mi ha dato spunto per rifletterci.

In particolare, l’atteggiamento del mio amico mi ha colpito: mentre doveva comunicarmi degli orientamenti sessuali di Occhibelli (la ribattezzerò così), aveva abbassato lo sguardo e il volume della voce, assumendo un’aria così seria che – giuro – per un attimo ho pensato stesse per dirmi che le rimanessero pochi mesi di vita. Ma perché? Fa il paio con la fastidiosa formula del “nonostante sia…”, altro atteggiamento che non ho mai amato da parte delle persone. Quelle frasi dette con quel tono pesante e di velata condanna ammantata da una buona parola o da un complimento, come se tu mi stessi regalando un orrendo soprammobile in simil-plastica che cambia colore col tempo, però me lo infiocchetti come se mi stessi per donare una ceramica porcellana di Capodimonte* di inestimabile valore. Ma, a conti fatti, tu mi stai rifilando comunque un giudizio negativo, non fare l’ipocrita.

Mi viene in mente una conversazione con mia zia, di tanto tempo fa. Stava parlando di un suo collega medico e, a un certo punto, ovviamente con tono grave misto a una spruzzata di compassione, fa:
– …È ateo, Ginto.
Poi aggiunge
– Però è una bravissima persona.

No, smettiamola, anzi, che la smettano, per cortesia. Ho deciso altrimenti che comincerò anche io a parlare così.

Comunque sappiate che voi che mi leggete siete brava gente, nonostante siate blogger.

Rido.

* ringrazio Poetella per la precisazione: nei commenti trovate la spiegazione! 🙂

Mi ritrovo

– Tu sei gintòchi?
– Ghìntochi.
(con stupore) Eh?*

È cominciato così, con questo colpo di scena, il mio svelamento di identità.
A pensarci su, l’evento era già stato preceduto da altre sconvolgenti rivelazioni. Conversazione con Madre di venerdì sera:

– Ma quindi, non ho capito, che vai a fare a Roma domani?
– Ho un raduno.
– Di cosa?
– Di blogger.
– E che sono i blogger? Che fanno?
– Scrivono.
– Ah. Ma perché, tu scrivi?
– Certamente, Madre. E so anche leggere e far di conto.
(riprendendo l’argomento, mezz’ora dopo) Ma vi vedete in un palazzo, c’è tipo una conferenza?
– Sicuro. Viene anche Barack Obama a inaugurare l’evento.
(le conversazioni con Madre sono sempre di questo tenore. Se le riunissi tutte potrei scriverci una sit-com).

Riflettendoci, tecnicamente è così. Io scrivo. Cosa, in concreto non lo so bene se dovessi darne una definizione. Però scrivo e grazie a ciò mi sono ritrovato con persone che scrivono. Per me era un fatto nuovo e strano. Infatti credo di aver dato l’impressione di un alieno al quale non parte più il disco volante dopo essere precipitato sulla Terra e si adatta, con le difficoltà del caso, a vivere in mezzo agli umani.

Quanto erano kitsch e belli i film Disney di una volta?
Amenità a parte, come direbbe Bruno Pizzul tutto molto bello, riferito all’evento.

Domanda di Madre, al ritorno:
– Cos’hai mangiato?

I blogger hanno già perso il suo interesse.
Ma non il mio.

* Caro lettore che passi su questi lidi, lo so che anche tu hai fatto la faccia stupita perché mi leggevi gintòchi, con la g morbida e l’accento sulla penultima come fosse una parossitona, ma ti dirò No! Sono duro e proparossitono, quindi è ghìntochi 😀

(fuori dal contesto precedente, un pensiero per chi mi viene incontro strusciando le scarpe sulla pavimentazione, per richiamare la mia attenzione mentre attendo seduto su una panchina di marmo col capo chino sul telefono. La prossima volta, se, come mi auguro, ci sarà, offro io. Non voglio sentire ragioni)