Non è che serva un camionista per un buon rimorchio

Una volta mi dissero che chi scrive a qualcuno dopo le 22:30 non lo fa per amicizia.

Mi chiedo come abbia fatto l’autore della riflessione a giungere a tale, precisa, conclusione.

Conclusione precisa ma ahimè incompleta di eccezioni e corollari. Quando scrivono alle 22:29 cosa vuol dire: “Soffro di ansia da prestazione e mi anticipo”? “Ti desidero ma non fino a quel punto”?

E quando vorrebbero scrivere alle 22 ma all’improvviso va via la connessione e il messaggio resta in sospeso e viene inviato, poniamo, dopo le 23? Insomma, conta l’intenzione o il tempo limite?

Quante complicazioni con questa modernità.

Ho ripensato a questa cosa quando ieri sera un’amica mi ha scritto intorno mezzanotte. Per parlare di Dostoevskij.

In realtà mi aveva scritto una prima volta alle 22, poi c’è stata un’interruzione e ha proseguito a mezzanotte e oltre.

Che confusione, quindi! Come andrebbe considerato questo evento?

Ovviamente si scherza, ho premesso che trattasi di un’amica.


Amica-amica, no amica con beneficio.

 


E poi scrive di Dostoevskij, chi approccerebbe così? Certo sarebbe stimolante – non per la peristalsi, beninteso – che le persone interagissero in via non amicale in tal guisa.

“Sai, quando mi hai nominato lo starec Zosima ho provato qualcosa…”

Anzi, perché limitarsi solo al romanziere russo:

“Escile le Tesi di Kant”
“Voglio vedere il tuo Zibaldone”
“Sono troppo sfacciata se ti chiedo di farmi vedere il tuo Pendolo di Foucault? Ne ho già viste altre edizioni ma non mi hanno soddisfatta…”

Una volta mi vedevo con una ragazza che, non ricordo in che occasione, mi tirò fuori l’Ἀποκολοκύντωσις (Apokolokýntosis). Non è una metafora sessuale.


Trattasi di un testo satirico attribuito a Seneca riguardante la trasformazione dell’Imperatore Claudio in una zucca.


Dato che fu divertente, da quell’occasione, ogni tanto, glielo facevo ripetere. Al posto di farmi dire “Quanto sei bello” (che poi neanche lo sono e sarebbe suonato poco credibile), lei mi pronunciava Ἀποκολοκύντωσις.

Sì, sarebbe divertente e originale.

Per cortesia, non ditemi che però è solo Il sogno di un uomo ridicolo. Va bene, magari Dostoevskij a tarda ora non è mica un piatto leggero. Si rischia di finire a fare Le notti bianche come un Idiota, lo capisco: ma non c’è bisogno che mi trattiate come un Adolescente!

Non è che il palestrato riverente si alleni facendo le genuflessioni

Forse mi iscrivo in palestra.

Mi sorprendo da solo mentre me lo dico e lo scrivo.
Non sono mai stato in vita mia in un posto simile. Non so manco cosa ci sia in una palestra e cosa si faccia. Nella mia immaginazione la gente va a bersi il Gatorade.

C’è una palestra a cento metri da casa mia. Forse domani entro per chiedere informazioni.

Il percorso di avvicinamento ad essa l’ho preso molto alla larga. Allo stesso modo in cui mi approccio a una donna.

Sabato l’ho notata. In realtà sapevo della sua esistenza da quando mi sono trasferito in questa zona, ma non l’avevo mai considerata fino alla settimana scorsa. Ho iniziato a cercare informazioni su di lei sui social. Stamattina ci sono passato davanti osservandola più a lungo. Domani, come dicevo, tenterò un primo informale approccio per vedere come va e se ci sono margini per una frequentazione da parte mia.

Qui a Budapest il fitness va molto. Almeno a giudicare dalla quantità di uomini che girano in t-shirt anche a gennaio, con le braccia larghe e tese tipo Robocop. Forse fanno la ceretta alle ascelle e dopo spruzzano un deodorante troppo alcolico e hanno dei bruciori.

Inoltre hanno una forma strana, gonfi e impettiti verso la parte alta con una testolina minuscola e ristretti verso il basso con due gambe sottili.

Un tipico palestrato ungherese

Più che per la forma fisica – la mia disciplina sportiva, il lancio dei coriandoli, non tollera eccessi di muscolatura – è per occupare il tempo libero. I miei appuntamenti con lo storytelling in spagnolo sono purtroppo cessati. Il narratore, un messicano, è stato rispedito in patria per fornire un contribuente in più cui esigere il conto del muro di Trump.