Non è che il pazzo d’amore finisca per forza al matrimonio

Ce ne è un altro che si sposa.

In genere di figli e gravidanze di conoscenti o vecchie conoscenze se ne viene a conoscenza (perché il conoscente resti sempre conosciuto) soltanto a fatto compiuto.

Spesso capita che parlando con qualcuno questo poi ti dica
– Oh, sai chi si è sposato?

Che è quel che penso/spero sempre credendo che vogliano fare la battuta, ma non è mai così.

Nel caso recente, c’è la fidanzata di lui che posta ogni giorno un conto alla rovescia, quindi impossibile non fare a meno di saperlo.


La cosa la trovo un po’ inquietante.
Seriamente, per chi è coinvolto dev’essere bellissimo contare i giorni mancanti a un evento atteso. Un po’ come quando io aspettavo l’uscita di Star Wars ep. VII (prima di restarne deluso), che credo come sensazioni sia la stessa cosa, di sicuro è così. Però a guardare dall’esterno sembra il preannuncio dell’Apocalisse.


Tra l’altro lui faceva parte della compagnia o io ero parte della compagnia, insomma ci si faceva compagnia a vicenda. Però non ci si frequenta da tempo, non so quanto perché per me il tempo è immutabile e granitico. Poteva essere due anni fa che mangiavamo una pizza insieme. Magari era invece 20 anni fa e la pizza faceva pure pena.

Insomma, io e il Polacco – da me definito così per il suo aspetto anche se con la barba lunga sembra più un pastore protestante irlandese – quindi non siamo stati invitati. Il che per certi versi è un sollievo, dato che considerato l’ambiente (un classico matrimonio napoletano) saremmo fuori luogo come un tweet di Gasparri.

Il dato è un altro.
La gente si sposa. Fa figli.

Cosa succede a tutti? Non si parlava di calo dei matrimoni, crollo delle nascite? Chi le fa le rilevazioni, il Comandante Schettino? Vi passo la mia lista di amici di facebok per sovvertire le statistiche.

Non solo si sposano e figliano ma stanno lì a condividere la cosa col mondo.

Io lo so il motivo: si sentono migliori di te.
Secondo me la gente non si sposa per amore, ma per ostentazione.

Io non ho nulla contro i matrimoni eterosessuali, sia chiaro (anzi ho degli amici sposati).
È il perché gridarlo al mondo che non capisco. Vuoi sposarti, va bene. Fallo. Io non giudico le scelte private altrui anche se non le condivido.
Però fallo a casa tua. Non dirlo al mondo, non sposarti in luogo pubblico e non condividere ogni giorno questa cosa su facebook. Per caso io mi sveglio una mattina e scendo a gridare per strada “Gente! Non sono sposato! Dai fatemi i regali, celebriamo il mio non-matrimonio!”?


Il Cappellaio Matto festeggiava, giustamente direi, il non compleanno. Però il Cappellaio era Matto.


E non contenti, vogliamo pure far sposare gli omosessuali. Dai, aggiungiamo altre persone che tramano per far sentire inadeguati noi scapoli impenitenti. A noi chi ci tutela?


Anche se direi che tanto col nostro Parlamento siamo in una botte di ferro! Non avverrà mai.


Sto pensando di organizzare un NFD, un non-family day per dare voce a tutti noi messi a rischio dal matrimonio etero/omo che sia.

Quindi io non so se mai mi sposerò.

A parte che servirebbe prima qualcuna che acconsentisse.

E poi ci vuole una donna che mi smuova, mi dia una mossa.

Infatti, a quella giusta io chiederei: Vuoi spostarmi?.


Tutto il post è nato per giustificare questa pessima battuta.


Non partorire anche tu un amico

Tra le peggiori frasi che le donne possono dire agli uomini, c’è la tanto nota e gettonata “sei un amico”, declinata nelle sue varie forme e varianti, da “sei solo un amico” (mortificante anche per l’amicizia, con quel “solo” che pare ridurla a una cosa di basso valore), a “ti vedo come un amico” e così via.

La traduzione è sempre la medesima: non ti vedo come un potenziale partner, declinabile anche questa in varie forme, da quella più scientifica “non crei in me la necessaria tensione sessuale” alla meno elegante “per te le mie gambe resteran chiuse”, che descrivono la medesima cosa.

La domanda è: perché l’amico? Ogni giorno, nel mondo, viene sfornato da una donna qualche nuovo “amico”, ma con quale necessità?

Tralasciamo l’eterno discorso sull’esistenza o meno dell’amicizia tra uomo e donna, il punto è un altro: che reale bisogno c’è di creare un amico? Esiste il conoscente, esiste il partner, punto, in mezzo le due categorie perché infilarci l’amico (dandogli, tra l’altro, meno valore del partner, mentre dovrebbe essere il contrario, l’amicizia richiede una profondità tale da dover essere al di sopra di tutto)?

L’equivoco di fondo che esiste nel mondo femminile è che possa trattarsi di una formula di cortesia per non ferire i sentimenti altrui: ma considerando che è palese a tutti che sia un trattamento degradante (si viene privati della propria identità maschile e trasformati in un essere asessuato), oltre che una presa per i fondelli (son pochi i casi in cui realmente la fanciulla sia interessata ad un’amicizia), sarebbe opportuno dire alle donne di smettere di partorire amici, optando per una sana e più cruda verità.

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Magari non proprio come questa qui sopra