Non è che l’enigmista sotto sforzo si asciughi il sudoku

Io non ce la faccio.

Non è un buon esordio per un testo. Ricomincio.

ImmagineIl motivo per cui ho iniziato a fare nuoto è perché, per quelle 2 volte a estate che andavo al mare, ero stufo di dovermi muovere col passo dello Zoidberg e quindi desideravo imparare a nuotare, smettendo di fare la figura del totano.

La cosa poi mi ha preso la mano – e anche tutto il resto del corpo – e quindi non ne ho potuto più farne a meno.

Il nuoto in vasca in sé non ha molto senso a mio avviso. Non c’è una palla da buttare in/oltre una rete (a meno che tu non ti dia alla pallanuoto, perbacco!). Non c’è neanche un traguardo fisico. È vero che ci sono le distanze ma le fai avanti e indietro in 25/50 metri.

C’è però un grande vantaggio: non ti accorgi di sudare.

Sudare è una delle cose che odio di più in qualsiasi altro sport. In particolare odio quella goccia salata che si forma sulla fronte e che ti entra improvvidamente nell’occhio accecandoti mentre ti sta venendo addosso uno che si crede CR7 e tu a occhi chiusi allunghi la gamba ciccando il pallone e prendendolo in pieno dove non batte il sole scatenando una rissa che poi però alla fine finisce a pacche sulle spalle da Amaro Montenegro che non fanno altro che sollevare sudore nebulizzato.

C’è un altro motivo per cui ho detto sì al nuoto e no a Valsoia: è che posso prendere il mondo e farcelo entrare in quei 25 metri di vasca. Tenerlo con la testa giù, fagli provare il soffocamento e metterlo a tacere per un po’.

Perché io non ce la faccio.

Sento che la mia vita se ne sta andando un po’ a puttane, sotto al mio naso.

Forse l’avrò un po’ trascurata. Avrò ignorato i suoi messaggi non verbali di insoddisfazione. Perché succede sempre così: ci aspettiamo che ci dica chiaro e tondo fin dal primo momento che qualcosa non va, mentre invece quando ciò avviene è già ormai troppo tardi. E non vediamo o sottovalutiamo tutti i segnali critici nel percorso di avvicinamento a questa rottura. “Mah sarà un periodo”, “Mah oggi la vita avrà la luna storta” e così via.

Così un bel giorno la sorprendi che va a puttane e lei ti guarda anche con quell’aria di sfida dicendoti “Beh, che ti aspettavi?”.

Avrò speso in un anno 400 euro di piscina, senza contare costumi e accessori. Penso sia comunque più economico di un anno da uno psicanalista. Sono andato a nuotare perché sono esaurito.

E perché odio sudare.

Quelli del deodorante Borotalco saranno degli esauriti?

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Se ti piace al buio, ecco un post a luci rotte (ma tieniti le mutande)

Ho assistito per giorni al processo di mummificazione di un limone, lasciato da Coinquilino sul tavolo da cucina dopo averne grattugiato la buccia.

Ogni mattina mi siedevo davanti al limone chiedendomi “Lo getterà? O sta tentando di ricreare la scoperta della penicillina?”. Poi ho ceduto io e l’ho depositato nella spazzatura dopo aver sognato che una muffa intelligente mi infettava il cervello trasformandomi in uno zombie. Lo sapevo che prima o poi giocare a The Last of Us mi avrebbe fatto male.

Lo stesso tavolo ho scoperto fosse visitato da delle formiche esploratrici. Come faccio a sapere che fossero esploratrici? Beh, si aggiravano singolarmente come a cercar qualcosa e poi una mi ha visto e ha esclamato “Il Dottor Livingstone, suppongo?”.

Ne ho uccise tre la settimana scorsa, prima di partire per il week end. Sono tornato e ho visto che sono aumentate. Mi chiedo se Coinquilino se ne sia accorto. Ho preferito provvedere io: esistono molti metodi naturali per liberarsi delle formiche, chi più chi meno efficace ma a impatto ecologico zero e facilmente creabili con cose che si trovano in ogni casa.

Pertanto, utilizzateli.
Io non avendo tempo ho preso il Baygon (sponsor time!) dallo sgabuzzino e ho spruzzato di polvere le vie di accesso dal giardino.

Intanto la luce del piano cucina è morta. Suppongo che se la lasciassi così al mio ritorno dopo il ponte del 1° la ritroverei nelle medesime condizioni. È incredibile come ci si accorga dell’utilità di qualcosa solo quando questa non c’è. Speriamo se ne accorga anche Coinquilino e provveda. Oppure magari gli piace cucinare senza riuscire a vedere l’interno della pentola.

Infine, ieri, sempre in cucina sono stato protagonista di un episodio leggermente imbarazzante.

Apro il frigo per prendere il latte, butto uno sguardo fuori e vedo, proprio sulla soglia della porta che dà sul giardino, un paio di mutande da donna. Mi sporgo, guardo su e vedo che la signora del piano di sopra aveva steso i panni, quindi le saran cadute. Beh – ho pensato – si affaccerà e quando se ne accorgerà richiamerà l’attenzione per riprendersele.

Mentre facevo colazione ha ripreso a diluviare e la signora non si affacciava, le mutande eran ancora lì e l’acqua intanto trascinava il terriccio delle piante verso di loro e ciò mi dava molto fastidio. Mi irrita che cose altrui stiano nei miei spazi, poi mi dà ancor più fastidio che le cose si sporchino.

Ho pensato “Gliele metto da parte in un sacchetto”, ma qui si poneva il problema: se mentre le raccoglievo si fosse affacciata lei o qualcun altro? Che cosa avrebbe pensato vedendo uno che raccoglie delle mutande da donna? Quindi son rimasto col braccio bloccato, finché ho realizzato che fosse molto più strano vedere una persona col braccio bloccato e la mano aperta sopra un paio di mutande come se stesse tentando un’incantesimo o un’evocazione, così gliele ho raccolte e gettate in una busta. 10 minuti dopo sento armeggiare al piano di sopra, esco, vedo la signora e le dico, molto timidamente:
– Mi scusi…credo le sia caduto un capo di biancheria…
– Uh! Mi scusi, vengo giù!

E così il prezioso reperto è tornato in salvo, come nelle migliori pubblicità dell’Amaro Montenegro.

Son quasi certo che un film porno iniziasse in questo modo, purtroppo qui al piano di sopra non abita Sasha Grey.

“Ma guarda che sbadata, ho perso le mie mutande!”

Le mirabolanti avventure di Monsieur Baron Le Chat

Di gatti, réclame e cioccolata calda.

Oggi ho portato Palletta di Pelo dal veterinario. Non l’ho presentato, è questo tipetto qui (qualcuno l’avrà visto quando l’ho pubblicato su fb)

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Si è presentato a casa da qualche settimana. Le gatte che gironzolano nella strada ogni tanto figliano, i gatti in genere arrivano sotto casa mia che sono già adulti, questo invece si è emancipato già quando era solo un soldo di cacio. Ho deciso di prendermene cura, in casa non posso tenerlo avendo già 2 belve, però vorrei assicurargli un tenore di vita dignitoso.

Ho notato che aveva i vermi, così lunedì l’ho portato all’ambulatorio veterinario. Mi hanno chiesto un campione. E non parlo di Cristiano Ronaldo (ricordarsi del promemoria: lavorare sulla simpatia da settembre).

Sorvoliamo sull’operazione di recupero dei reperti. Immaginatela tipo pubblicità dell’Amaro Montenegro:
I preziosi campioni andavano recuperati
(scorrono immagini con tonalità arancio-caldo-sole negli occhi-uomini sconosciuti che si abbracciano e si danno il 5)
La dottoressa non poteva aspettarmi a lungo.
Sembrava impossibile.
Ma lui l’ha fatta.

Tra parentesi, mi dovrebbero spiegare perché il mondo del Montenegro è a cromosoma XY, cameratismo, barba e sudore. Ci avete fatto caso? Niente donne. Qualcuno dirà che non è il target del prodotto, le donne non bevono amaro!
Bubbole. Ho amiche ubriacone che bevono pure il gasolio. Fatelo fare a loro lo spot.

Comunque ho deciso che Palletta di Pelo si chiamerà Baron. Per 3 motivi:
1) Ho rivisto di recente La ricompensa del gatto, dello Studio Ghibli. E il gatto protagonista si chiama Baron.
2) Lui mi sembra abbigliato come un nobile. È tutto rosso ma ha questa macchia bianca in petto come un foulard settecentesco e tutte e 4 le zampe bianche come se indossasse stivaletti e guanti.
3) Ho scritto un racconto con dentro un gatto che si chiama Baron. Tra parentesi, a settembre forse vi chiederò di votarlo online per darmi una mano. Se sarà di vostro gradimento, s’intende.

Tornando al vermoso affare, la diagnosi è tenia. Mi sono informato anche su vaccinazioni e quando poterlo sterilizzare. La specializzanda che l’ha visitato mi ha detto dopo l’estate per la seconda cosa. E poi ci ha tenuto a precisare:
Tanto è una cosa che si fa in giornata, non è che bisogna aprire la pancia o altro. I maschi hanno lo scroto esterno.

Ah. Ma non mi dire.

E comunque mi sono innamorato della dottoressa dell’ambulatorio (non Capitan Ovvio, un’altra). È una gigantA. Sarà almeno 1.85, ma dal basso del mio 1.75 è una trampoliera, per me. Ma non è per questo che mi piace, è un nonsocché. È stato un colpo di fulmine, penso sia il settorcidesimo dall’inizio dell’anno. Sì perché io c’ho l’infatuazione istantanea, tipo agita e gusta, mescola e bevi e così via.

Che poi, a proposito di mescolare e di spot tv: quante volte avete provato a far venire il Ciobar denso come nella pubblicità? (lasciando stare che nello spot è finto, come la schiuma della birra che è fatta di sapone e così via). Io ci ho messo anni prima di arrivare a ottenere qualcosa di simile.

Ecco, ora vorrei una cioccolata calda. Dovevo approfittarne la settimana scorsa, quando sembrava novembre!

Il vostro amichevole Gintoki di quartieretimthumb