Non è che al fotografo non bisogna dargli Korda

Ho conservata la tessera di un’edizione di un film festival di Bologna. Ricordo andai a vedere un documentario sulla nota foto del Che scattata da Alberto Korda e la sua successiva evoluzione come icona. Mi trovavo nella Turrita di passaggio, mi ero fermato da un amico dopo essere stato a Firenze. Ero andato a consultare un libro per completare la tesi triennale. Era l’unica copia esistente in Italia e l’avevo trovata.

A quel tempo ero ancora ingenuo. Non che io ora sia un’aquila, una volpe o qualunque altro animale cui vengono attribuite caratteristiche umane. Pensavo però che il mio lavoro di ricerca sarebbe stato riconosciuto e apprezzato. Invece il mio relatore neanche lesse la tesi. L’assistente che mi seguiva mi congedò con un “Ah bene”.

Non mi ricordo più chi fossi, all’epoca. Cosa volevo, cosa cercavo, cosa desideravo. Sono diventato ciò che mi aspettavo? Di certo, no. Attualmente cambio aspettative e direzioni di mese in mese: figuriamoci preventivare tutto ciò vari anni fa.

Era la prima volta che prendevo l’alta velocità. Ricordo mi si tapparono le orecchie e mi venne la nausea. Era anche la prima volta che facevo un lavoro del genere, di ricerca e ricostruzione di dati e storie. Forse per questo mi sembrava qualcosa di grandioso. Mi sono sempre sentito un po’ in ritardo rispetto agli altri nel fare le cose.

La tessera del film festival, col suo laccetto, la tengo appesa al mobile porta-cose che tengo vicino al letto. Vorrei dire che mi ricorda qualcosa, mi serve come memoria di chi ero, eccetera eccetera. In realtà no. Mi piace soltanto la sua grafica.

Non è che un prete di moda sia un prete-à-porter

Ho un amico che ad Aprile 2019 si sposa e in questi giorni è affaccendato nei preparativi. È un po’ sotto stress perché dice che il tempo è poco e le cose da fare tante.

Poco tempo? Mancano ben 4 mesi! Cosa ci vorrà mai a preparare delle nozze?

Io non ho mai organizzato un matrimonio né prevedo di farlo ma, proprio per quelli come me che, non essendovisi mai cimentati, non saprebbero da dove iniziare, ho deciso di scrivere un piccolo prontuario di preparativi che vi permetteranno di evitare perdite di tempo per il vostro matrimonio.

1) Serve innanzitutto qualcuno che vi sposi. Non mi riferisco al trovare una persona insana di mente che decida di passare tutta la vita con voialtri scassaminchia: diamolo per scontato perché dare suggerimenti in merito è troppo faticoso. Mi riferisco al reperire un officiante, qualcuno che vi dichiari marito&moglie o moglie&moglie o marito&marito o fedez&ferragni. Il Comune non è disponibile? Il prete è occupato fino al 2030 a meno che non gli allunghiate sottobanco “un’offerta per i poveri” (offerta che lui recapiterà con la sua nuova Mustang)? Sappiate che la legge prevede che le funzioni di ufficiale dello stato civile possono essere delegate anche […] a cittadini italiani che hanno i requisiti per la elezione a consigliere comunale. Tradotto: trovate uno che abbia tempo libero e vi offici. Volendo, potete travestirlo da Sindaco, da prete, da Papa o da Cavaliere Jedi se volete dargli un tocco più ufficiale.

2) Uno degli assilli maggiori è quello del ristorante dove tenere il pranzo. Trovare il posto giusto, scegliere il menù, verificare la disponibilità…uno stress inaudito. Soluzione: il matrimonio destrutturato. Si mandano 10 invitati in un posto, 6 in un altro e così via fino a esaurimento lista invitati. Chi ha intolleranze o diversi gusti alimentari può scegliersi il ristorante che preferisce. Se qualcuno ha impegni quel giorno, può anche andare a pranzare in un’altra data potendo comunque dire di aver partecipato al matrimonio!

3) I vestiti. Una scocciatura e per gli sposi e per chi partecipa. Trova l’abito giusto, provalo, dai le indicazioni per farlo sistemare perché non è a misura, scopri qualche giorno prima che non ti va bene perché hai messo peso o ne hai perso…Che tragedie. Basta con la dittatura delle sartorie. Soluzione: un bel matrimonio nudista.

4) Le bomboniere, ovvero i raccoglipolvere da mensola, se va bene. Se va male, finiranno in qualche scomparto della credenza insieme ad altri orrori. Diciamo la verità: non piacciono a nessuno, tranne agli sposi che le ordinano. E a volte manco a loro. Soluzione: se le vogliono, le scelgano gli invitati. Aprite una linea di credito con un determinato budget presso un negozio specializzato, così chi vuole ne andrà a ritirare una personale.

5) Il fotografo. Uno che si crede un misto tra Alberto Korda e Steve McCurry e vi chiederà cifre esose per un discutibile servizio fotografico. Soluzione: lanciate un hashtag Instagram (del tipo #matrimoniocippolippo&ermengarda) chiedendo a ogni invitato di scattare almeno una foto dell’evento con quella dicitura.

Visto come è facile? Con i miei suggerimenti potrete organizzare le vostre nozze da qui a domani!