Non è che se vuoi contrarre matrimonio lo scrivi mtrm.nio

Il tipo dell’atelier mi fa scegliere le scarpe da abbinare. Le prendo, poi chiedo, con sospetto, se potessero far male dietro la caviglia, altezza tendine.

Lui mi rassicura: Con queste non sentirai nulla.

Aveva ragione. Allego foto di me che, in effetti, non sentivo più i piedi:

Il tipo dell’atelier mi aveva anche spiegato una mossa per mostrare i gemelli della camicia: bisogna piegare il braccio non ad angolo retto ma stenderlo con un movimento fluido, accompagnato leggermente dalla spalla.

Non mi è chiaro perché io dovessi sentire l’esigenza di mostrarli, seppur io li avessi scelti per il loro stile:

Ovviamente nell’atto di indossarli poco prima di apparire in pubblico uno mi è caduto e non l’ho più ritrovato. Inghiottito dal pavimento o fuggito sulle proprie zampe. Me ne sono fatto prestare uno (non li ho sostituiti entrambi: mi piaceva portare il gatto) e così avevo i Gemelli Diversi alla festa.

Dicono che i festeggiati non riescano a mangiare come si deve, perché tirati di qua e di là, fotografie, complimenti, invitati ubriachi: insomma, mai 10 minuti di tregua.

Non abbiamo voluto un fotografo ufficiale e i convitati erano tutti molto rispettosi e non invadenti.

L’adrenalina in circolo però ha chiuso lo stomaco. Ho dovuto dir no a una Sacher, per dire. Una Sacher che avevamo rigorosamente preteso come conclusione finale!

Di solito inizio giugno è caldo ma non ci si aspetta certo 35 gradi. Ci sono stati, invece. Strizzavo il fazzoletto che utilizzavo per tamponarmi per ricavarne acqua da bere e non morire disidratato.

I musicisti della banda jazz quando facevano delle pause andavano sul retro a fumarsi un cannone. Beh, in fondo, gli avevamo detto come unica richiesta “Divertitevi e improvvisate”.

Quando avevo ritirato i fiori il fioraio me li aveva sbattuti sotto il naso al grido di: Sient che odore sient!.

Vorrei descrivere quanto sia stato tutto bellissimo ma non riesco a trovare le parole. Per rendere l’idea, è stato tutto così bello che mi dispiace sia passato quel giorno: vorrei tornare indietro e rifarlo, uguale uguale. E poi rifarlo ancora. E ancora e ancora. Sempre con lei.