Non è che i piccoli delle pulci siano i pulcini

Ricordo una volta attirò la mia attenzione un annuncio in cui una ragazza cercava lavoro come baby sitter. Alla voce Esperienza aveva scritto «Ci so fare con i bambini, ho due figli».

Indubbiamente è un’esperienza non discutibile.
Mi chiedevo: può bastare? Mi rendo conto che mettere in dubbio le capacità di gestione dei bambini di un genitore sia un campo minatissimo (e l’unico posto che non è minato in questo campo è dove fabbricano le mine, cit), soprattutto se chi commenta genitore non è.

Ma ripropongo la domanda: avere figli vuol dire essere in grado di gestirli, educarli?

Mi sono fatto la stessa domanda qualche giorno fa mentre attraversavo il parco pubblico cittadino. Lo stagno al centro è abitato da un folto gruppo di oche e anatre. Un’oca avrà figliato, c’erano 3 pulcini.

Mentre mi allontano dallo stagno sento un gran starnazzare. Qualcuno sta dirigendo un’automobilina radiocomandata verso i pulcini a riposo. La madre di questi sbatte le ali e gonfia il petto verso il mezzo radiocomandato come a volerlo impressionare, ma la macchinina ovviamente continua la propria corsa. Gli animali quindi scappano via terrorizzati. I pulcini inciampano e rotolano.

Mi volto a vedere chi sia il cagacazzo che rompe le scatole agli anatidi. Un bambino. Con accanto i genitori che assistono divertiti alla scena, esaltati anche magari dalle prodezze del loro campione.

Ora, magari costoro sono degli ottimi genitori in tutto e per tutto, non posso saperlo. Di sicuro son meno ottimi quando il figlio decide che deve disturbare gli animali. Ecco, quindi, il fatto di avere un figlio e di portarlo al parco non li rende edotti in materia di gestione bambini all’interno dei parchi pubblici, posso legittimamente dedurre.

E, in linea di massima, se in giro vediamo che ci sono bambini/ragazzini coglioncelli, non credo di andar lontano nell’identificare la causa in adulti coglioncelli.

Eppure, come dicevo in apertura, credo che uno dei più grossi tabù della società sia il mettere in dubbio le capacità genitoriali. Mai che insegnante, allenatore o un altro adulto a caso discutano del metodo educativo utilizzato da un genitore verso un figlio. È un reato morale che scatena l’indignazione e la rabbia. Una reazione di difesa, come l’oca che sbatte le ali a cercare di difendere la prole. Ci sta, per carità anche se sarebbero da discuterne gli eccessi.

Ad esempio se ti dicono che a scuola tuo figlio rompe, non puoi lamentarti che ti hanno detto questa cosa: o sei tonto da non accorgerti che è uno che rompe, o sei conscio che rompe e non te ne frega niente. E alla fine quel che fai in entrambi i casi è negare la realtà e offenderti perché si sta sfidando il tabù della messa in discussione.

Certo però che pesantezza gestire questi adulti.

Non è che ti servano le istruzioni per montare una polemica

Il corpo umano sarà pure una macchina fantastica come si dice ma è una macchina che se la tieni ferma un po’ si rammollisce.

Mi sono fatto l’ultimo concerto in piedi penso nel 2019. Poi non ci sono più stati eventi, come sappiamo, in seguito sono tornati ma solo da seduti. E io mi ero abituato molto bene ai concerti seduto: sì, è vero, non è una cosa che fa molto rrruoocck ma è una cosa che fa molto comodo alle tue chiappe.


Ad esempio andare a vedere Iosonouncane nel Teatro Bellini dal balconcino dove ti puoi anche appoggiare è stata un’esperienza che si situa molto in alto nel mio comodometro.


Sono stato al Sonar – festival di musica elettronica – a Barcelona lo scorso fine settimana. E passare da qualche concerto seduto a un festival in piedi per ore devo dire mi ha fatto rendere conto che la mia macchina fosse proprio fuori allenamento per questo tipo di attività.

Dei festival avevo dimenticato anche un’altra cosa: sono un’economia chiusa in regime monopolistico. I prezzi di cibo e bevande sono degni di un locale di *nuovo imprenditore delle pizze*


Difatti, tra le varie proposte alimentari, ho visto un chiosco dove c’erano pizze a 12€.


Sì, proprio quello lì che si sta facendo un sacco di pubblicità in questi giorni con una polemica montata ad arte.

Uno dei problemi che affrontiamo nella realtà di oggi è ritenere rilevante qualsiasi opinione pubblica e degna di essere riproposta affinché se ne discuta a forza.

«Dei vaccini non mi fido, ci sono dentro cormorani sbeffeggiati e frullati»
Ce lo dice Valchirio Fannulloni, partecipante Isola dei Famosi

«La teoria del gender nuoce allo sviluppo»
La polemica su TikTok lanciata da Asfodelia Crudelini, suonatrice di rutti

«Sulla guerra so io la verità, ci stanno mentendo»
Afferma Misogino Andropatico, ex componente del Bagaglino

Beninteso, Valchirio e Asfodelia e Misogino possono avere delle opinioni personali, ma in quanto personali sono soggettive e fallibili e, comunque, non degne – quantomeno non dovrebbero esserlo – di competenza.

Invece bisogna replicare per giorni e giorni a quelle che sono delle stronzate, e a volte mi viene il dubbio che, così come nel sistema di un festival sei in un regime economico monopolistico e ti magni e ti bevi quello che dicono gli organizzatori ai prezzi che dicono gli organizzatori (sto pensando per le prossime volte, prima che agli ingressi introducano le perquisizioni come in carcere, di infilarmi una bottiglia nel sedere prima di accedere, sarà meno doloroso di pagare poi un bicchiere d’acqua a 3€), siamo anche nella realtà di tutti i giorni in un monopolio. Quello della stronzata.

Non è che il negoziante erotomane metta un cartello con scritto “Porno subito”

L’estate ormai si va approssimando ed è tempo di temi più futili (non che nel resto dell’anno ci sia tutta questa serietà…).

Ho pensato a quale argomento dedicarmi.

– Imprenditore si lamenta che non trova personale da pagare a un calcio nel sedere all’ora?
– A 30 anni molla tutto e sceglie di girare il mondo in monopattino e non lavorare più?
– I benefici del sesso in terza età?


Sono tutti plausibili argomenti di articoli di rilevanti testate giornalistiche italiane (che potrebbero anche averli già pubblicati mentre scrivo).


No, devo distinguermi. Quale materia oggi è un po’ in declino perché se ne parla sempre di meno?

Ma certo: il porno!

Diciamo la verità: sono lontani gli anni d’oro dell’industria della pornografia. Ormai la realtà è più pornografica di qualsiasi finzione, poi con tutto questo food porn, cronaca nera porn, instagrammi, ormai non si capisce più nulla signora mia. Che ne è del buon vecchio sano porno di una volta, quello fatto secondo ricetta originale? Vecchiume, ecco cosa! Bisogna rinnovarsi, reinventarsi.

Ho deciso quindi di fornire una serie di suggerimenti per rivitalizzare il settore, introducendo nuove categorie che potrebbero piacere ai giovani e anche a lei, signora mia che tempi.

Categoria Gasoline cuckolding
Automobilista succube si presenta al distributore e vede con sconcerto che il prezzo al litro supera i 2 euro e 20. Mentre mette 5 euro giusto per riuscire a tornare sino a casa con quelle poche gocce arriva un BMW X6 grosso quanto un carro armato che invece chiede il pieno. L’automobilista cuckold osserva la pompa che va forte e gode nel sentirsi umiliato al confronto.

Categoria Depp fake
Porno dove tutti i personaggi hanno la faccia di Johnny Depp.

Categoria Sex with tampons
Video di gente che si infila tamponi per Covid nel naso.

Categoria Vintage Vaccination Voyeurism
Porno d’epoca di gente che si faceva fotografare mentre facevano il vaccino Covid. Spoiler: nel finale fanno anche il gesto di “tutto bene” col pollice guardando verso la camera.

Categoria Famous Solo Masturbation
Personaggio famoso in un video social si racconta parlando di quanto sia difficile la propria vita e gode internamente a ogni like ricevuto. A richiesta anche private show (accesso a pagamento) con finte lacrime a un tot a goccia.

Categoria Vero Musk etero bianco
Elon Musk che annuncia di voler fare cose e il pubblico gode nel sentirle, anche se si tratta di una cagata (sottocategoria shitting?).

Categoria Dirty Talking Commenting Online Pensando che a Qualcun Freghi Something
Utenti furiosi scrivono online cose aggressive e cariche d’odio sopravvalutando la propria importanza nel mondo e la rilevanza di quel che pensano e si provocano una grande eccitazione facendo ciò; grande orgasmo finale mentre premono il tasto invio.

Categoria Powerful Crazy Man
Capi di Stato privi di inibizioni con grande senso dell’esibizionismo mostrano i propri bei big missiloni al Mondo. Sottocategorie: Russian, Asian, American.

Categoria Paranoia Gender LGBTI
Persona che si trova accerchiata da una lobby LGBTI che vuole imporgli la dittatura della teoria del gender ma in realtà se lo sta immaginando tutto nella propria testa solo che non se ne rende conto e nella propria immaginazione sta vivendo una gigantesca orgia.

Categoria Faxe taxi goes to Terni (con partecipazione di Santi, Madonne e Gesù)
Come da categoria:

Non è che se vuoi contrarre matrimonio lo scrivi mtrm.nio

Il tipo dell’atelier mi fa scegliere le scarpe da abbinare. Le prendo, poi chiedo, con sospetto, se potessero far male dietro la caviglia, altezza tendine.

Lui mi rassicura: Con queste non sentirai nulla.

Aveva ragione. Allego foto di me che, in effetti, non sentivo più i piedi:

Il tipo dell’atelier mi aveva anche spiegato una mossa per mostrare i gemelli della camicia: bisogna piegare il braccio non ad angolo retto ma stenderlo con un movimento fluido, accompagnato leggermente dalla spalla.

Non mi è chiaro perché io dovessi sentire l’esigenza di mostrarli, seppur io li avessi scelti per il loro stile:

Ovviamente nell’atto di indossarli poco prima di apparire in pubblico uno mi è caduto e non l’ho più ritrovato. Inghiottito dal pavimento o fuggito sulle proprie zampe. Me ne sono fatto prestare uno (non li ho sostituiti entrambi: mi piaceva portare il gatto) e così avevo i Gemelli Diversi alla festa.

Dicono che i festeggiati non riescano a mangiare come si deve, perché tirati di qua e di là, fotografie, complimenti, invitati ubriachi: insomma, mai 10 minuti di tregua.

Non abbiamo voluto un fotografo ufficiale e i convitati erano tutti molto rispettosi e non invadenti.

L’adrenalina in circolo però ha chiuso lo stomaco. Ho dovuto dir no a una Sacher, per dire. Una Sacher che avevamo rigorosamente preteso come conclusione finale!

Di solito inizio giugno è caldo ma non ci si aspetta certo 35 gradi. Ci sono stati, invece. Strizzavo il fazzoletto che utilizzavo per tamponarmi per ricavarne acqua da bere e non morire disidratato.

I musicisti della banda jazz quando facevano delle pause andavano sul retro a fumarsi un cannone. Beh, in fondo, gli avevamo detto come unica richiesta “Divertitevi e improvvisate”.

Quando avevo ritirato i fiori il fioraio me li aveva sbattuti sotto il naso al grido di: Sient che odore sient!.

Vorrei descrivere quanto sia stato tutto bellissimo ma non riesco a trovare le parole. Per rendere l’idea, è stato tutto così bello che mi dispiace sia passato quel giorno: vorrei tornare indietro e rifarlo, uguale uguale. E poi rifarlo ancora. E ancora e ancora. Sempre con lei.